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Nella seduta del Consiglio provinciale che inizia martedì 4 novembre, il Gruppo Verde affronta il tema della disabilità con due mozioni. L’obiettivo è chiaro: rafforzare i diritti, la protezione e la partecipazione delle persone con disabilità nella nostra società. “La nostra società sarà veramente giusta solo quando saprà garantire pari dignità e sicurezza a tutte e tutti, senza eccezioni,” dichiarano Brigitte Foppa, Zeno Oberkofler e Madeleine Rohrer.

Violenza contro le donne con disabilità

Nel 2024 sono state 348 le donne con disabilità che hanno chiesto aiuto ai centri antiviolenza; il 91,5% di loro ha subito abusi da parte di persone del proprio ambiente familiare o affettivo. Il 34% delle donne con disabilità ha subito violenze fisiche o sessuali nella vita, contro il 19% delle donne senza disabilità.

“La violenza contro le donne con disabilità è una violenza doppia: di genere e di esclusione. È un fenomeno che resta invisibile: numerosi casi, infatti, non vengono denunciati perché chi subisce violenza spesso non ha i mezzi per denunciare, non trova ascolto o non ha accesso a servizi davvero inclusivi. È urgente che la politica affronti questa realtà con strumenti concreti”, dichiara Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione, che prevede formazioni obbligatorie per il personale di polizia, sanità, scuola e servizi sociali, un piano di protezione inclusivo contro la violenza sulle donne con disabilità e il finanziamento per una ricerca al fine di conoscere la portata del fenomeno in Alto Adige.

Lavoro e dignità: una retribuzione equa

Le persone con disabilità che partecipano a percorsi di integrazione lavorativa percepiscono oggi un compenso massimo di 492 euro mensili, una cifra ferma dal 2016 e mai adeguata all’inflazione. Questo importo, calcolato in base alle ore effettivamente lavorate, può subire ulteriori decurtazioni in caso di assenze, risultando inferiore al valore reale del lavoro svolto. “Chi svolge un tirocinio merita una retribuzione adeguata, non c’è motivo per cui persone con disabilità dovrebbero essere escluse da questo diritto,” sottolinea Zeno Oberkofler, primo firmatario di questa mozione.

Con questa mozione, il Gruppo Verde vuole portare l’indennità per i tirocini per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità al livello di quella dei tirocini svolti nella pubblica amministrazione (30 € lordi/giorno per student* delle superiori, 40 per universitari). Questo significherebbe portare la retribuzione dai 492 € al mese a 660 € per studenti delle superiori o 880 € per universitari. Inoltre, il testo chiede di ampliare le possibilità di inserimento lavorativo nella pubblica amministrazione oltre il quinto livello e di rafforzare i controlli sull’obbligo di assunzione delle persone con disabilità negli enti pubblici e nelle aziende con più di 15 dipendenti.

“L’inclusione passa anche dal riconoscimento del valore del lavoro. Garantire una retribuzione equa significa dare dignità, indipendenza e pari opportunità a chi troppo spesso viene lasciato indietro,” concludono Foppa, Oberkofler e Rohrer.

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Cons. prov.

Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Madeleine Rohrer

Martedì è stato firmato il quinto accordo programmatico tra la Provincia di Bolzano, il Ministero della Difesa e l’Agenzia del Demanio. L’accordo prevede la riqualificazione di infrastrutture militari a Bolzano, Merano e Dobbiaco e il trasferimento alla Provincia di aree di caserme non più utilizzate a Val di Vizze, Merano e Dobbiaco.

Queste aree saranno destinate a progetti di edilizia abitativa e di sviluppo urbano. I nuovi progetti residenziali rappresentano una grande opportunità per alleggerire il mercato degli affitti in Alto Adige: un’opportunità che non dev’essere sprecata.

Uno sguardo alla situazione abitativa attuale mostra un chiaro squilibrio nel mercato immobiliare. Circa il 70% delle abitazioni è di proprietà, mentre il mercato degli affitti, con solo il 10% di appartamenti in locazione, è estremamente ridotto. Il 10% delle abitazioni rimane vuoto e il 7% è utilizzato a fini turistici. La promozione della casa di proprietà ha garantito a molte famiglie una sicurezza per la vecchiaia, ma ha anche portato a un mercato rigido, con un’offerta limitata di alloggi in affitto e conseguenti aumenti dei canoni. Tra gli appartamenti in affitto esistenti, circa il 50% è locato privatamente sul libero mercato, il 20% a canone provinciale, il 3,9% è di proprietà pubblica e circa il 26% appartiene all’IPES.

“Questo squilibrio nel mercato abitativo può essere corretto solo se il settore pubblico investe maggiormente in abitazioni in affitto con canone calmierato e in alloggi sociali. Le aree delle caserme offrono una grande opportunità in tal senso. Tuttavia, non bisogna sprecarla continuando a puntare su appartamenti di proprietà e promotori privati. Sarebbe invece opportuno che fossero i Comuni, l’IPES o i costruttori senza scopo di lucro a realizzare i progetti” affermano i consiglieri verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

“In particolare, il Comune di Bolzano dovrebbe tenere a mente questo obiettivo nella riqualificazione dell’area della caserma Otto Huber. Le aree edificabili sono limitate, quindi non basta semplicemente costruire: è il come costruiamo che conta. Servono progetti strategici che contribuiscano nel lungo periodo ad alleggerire il mercato degli affitti” conclude il consigliere Oberkofler.

Cons. prov.

Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Rappresentanti di 8 partiti hanno presentato oggi, 8 ottobre 2025, durante una conferenza stampa insieme all’Iniziativa per più democrazia, i due disegni di legge che saranno discussi nella seduta di questa settimana del Consiglio provinciale.

Sette anni fa il Consiglio provinciale approvò la legge provinciale sulla democrazia diretta. La legge prevedeva un ampliamento degli strumenti di democrazia diretta e una facilitazione nello svolgimento dei referendum popolari (ad esempio l’abbassamento del quorum al 25%). Almeno in teoria. Nella pratica, infatti, nei sette anni successivi all’entrata in vigore della legge, praticamente tutti i tentativi di indire un referendum sono stati bloccati in fase preliminare e due iniziative popolari sono state impedite.

Questa è la premessa dei due disegni di legge che ora vengono trattati in Consiglio provinciale.

“È stata la prima volta che non siamo riusciti a raccogliere le firme necessarie”, spiega Stephan Lausch dell’Iniziativa per più democrazia. “Per questo, prima delle ultime elezioni, ci siamo rivolti ai partiti candidati, ottenendo da nove di essi l’impegno a voler porre fine a questa situazione assurda durante la nuova legislatura. Ora questi partiti hanno la possibilità di modificare la legge vigente. Subito dopo le elezioni, otto partiti hanno presentato in Consiglio i due disegni di legge.”

Il disegno di legge provinciale n. 6/2023 ha come prima firmataria Brigitte Foppa (Gruppo Verde), che spiega come il disegno di legge affronti due temi principali. Per quanto riguarda l’ammissibilità dei referendum popolari, su cui in passato si erano spesso verificate difficoltà interpretative, il disegno di legge chiarisce definitivamente che i referendum sono ammissibili anche in materia di leggi relative alla forma di governo. “Non è accettabile che un referendum su un consiglio cittadino per il clima venga dichiarato inammissibile perché, secondo la Commissione, i referendum sulla forma di governo non sono consentiti”, afferma Foppa. Il disegno di legge mira a chiarire questo punto in modo inequivocabile. Secondo, la Commissione dovrà essere formata tramite sorteggio tra esperte ed esperti di diritto pubblico: docenti universitari, avvocate e avvocati, ex giudici costituzionali. In questo modo si vuole evitare che gli stessi giudici che si erano espressi contro l’ammissibilità di un referendum decidano poi anche sui ricorsi.

Del disegno di legge provinciale n. 7/2023 è, invece, primo firmatario Alex Ploner (Team K), che dichiara: “È giunto il momento di smettere con le scuse. Già quattro anni fa avevo presentato in Consiglio provinciale una mozione sul tema delle firme online. Ciò che è possibile nel resto d’Italia non deve essere impedito qui. All’epoca, la SVP respinse la proposta adducendo motivi di tutela dei dati e di sicurezza informatica, promettendo di chiarire le questioni aperte entro la fine del 2021. Da allora è passato un tempo, direi, sufficiente. Un nuovo rifiuto di strumenti democratici così importanti, come la possibilità di firmare online o di firmare in qualsiasi comune e non solo in quello di residenza, dimostrerebbe solo che persiste una certa paura della partecipazione dei cittadini”.

I disegni di legge sono sostenuti anche dalla consigliera Myriam Atz della Süd-Tiroler Freiheit, che afferma: “La democrazia diretta vive del fatto che le persone possano partecipare attivamente e decidere insieme. Questo non deve fallire a causa di ostacoli inutili. Le procedure devono essere semplici, accessibili e utili. Quando la partecipazione diventa troppo complicata o faticosa, perde forza e credibilità. Per questo da anni mi batto affinché venga ridotto in modo significativo il numero di firme necessarie e sia introdotta la possibilità di firmare online. Purtroppo, queste proposte sono state ripetutamente respinte dalla maggioranza di governo in Consiglio. La democrazia deve invitare le persone a partecipare attivamente, non scoraggiarle!”

Sandro Repetto (PD) dichiara: “Ho deciso di sostenere questi disegni di legge in coerenza con la convinzione che la partecipazione debba essere promossa e facilitata, pur restando all’interno di un quadro istituzionale equilibrato, dove la responsabilità delle decisioni politiche rimane saldamente affidata agli organi democraticamente eletti.”

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), motiva il suo sostegno: “In tutto il mondo la partecipazione democratica e la libera formazione dell’opinione sono sempre più sotto pressione. È quindi ancora più importante rafforzare gli strumenti di democrazia diretta a livello locale e ridurre gli ostacoli ai referendum.”

Anche Jürgen Wirth Anderlan sostiene l’iniziativa: “Il popolo altoatesino è il nostro datore di lavoro e a esso siamo obbligati. Per questo, su temi importanti con effetti a lungo termine, devono esserci in futuro referendum obbligatori. JWA fa parte dell’Iniziativa per più democrazia e sosteniamo con piena convinzione questa proposta di legge, affinché finalmente il diritto alla partecipazione in Alto Adige sia efficace e concretamente applicabile.”

Tutti i presenti alla conferenza stampa ricordano che, prima delle elezioni provinciali del 2023, era stata data la promessa di sostenere la democrazia diretta in generale e le richieste contenute in questi disegni di legge in particolare. “Mantenere la parola data è l’essenza della politica. Chi promette qualcosa prima delle elezioni è chiamato a mantenerla, anche se è passato in maggioranza. Con i voti di Galateo, Scarafoni e Ulli Mair (che lo avevano promesso nel 2023) i disegni di legge passeranno. L’ora della verità è arrivata”, concludono i presenti Brigitte Foppa, Alex Ploner, Stephan Lausch, Myriam Atz, Sandro Repetto, Andreas Leiter Reber, Jürgen Wirth Anderlan, Madeleine Rohrer, Maria Elisabeth Rieder, Franz Ploner.

Maggiori informazioni:

In foto (da sx a dx, alto in basso): Paul Köllensperger, Jürgen Wirth Anderlan, Franz Ploner, Madeleine Rohrer, Otto von Aufschnaiter, Andreas Leiter Reber, Karl Zerzer, Konrad Hofer, Maria Elisabeth Rieder, Brigitte Foppa, Stephan Lausch, Alex Ploner, Myriam Atz.

“Con l’approvazione alla Camera delle modifiche allo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol si compie un passo necessario per fermare la progressiva erosione degli spazi di autonomia che, negli ultimi anni, ha indebolito l’autogoverno delle Province autonome di Trento e Bolzano.”

Così, in una nota congiunta, la senatrice Aurora Floridia e i senatori Luigi Spagnolli e Pietro Patton.

“L’autonomia speciale – sottolinea Aurora Floridia – affonda le sue radici in un patto costituzionale e internazionale per la tutela delle minoranze linguistiche e culturali ed è riconosciuta come modello di convivenza e gestione delle differenze, anche a livello internazionale. Non si tratta di un privilegio – prosegue Floridia – ma di una risorsa per l’intero Paese. Il provvedimento si inserisce in un contesto segnato da una lunga fase di tensioni tra Stato e autonomie speciali, aggravate dopo la riforma del Titolo V e negli anni della crisi finanziaria, quando un clima centralista ha messo in discussione il valore stesso delle autonomie. Le modifiche approvate mirano a ripristinare i livelli di autonomia, riaffermando un corretto rapporto di collaborazione istituzionale.”

Per il senatore Spagnolli, “Le modifiche allo Statuo Speciale non rappresentano una vera riforma, bensì un’operazione di manutenzione. Adegua le competenze agli interventi legislativi successivi al 1992 e chiarisce meglio i confini delle competenze rispetto alle passate censure della corte costituzionale.

Accanto agli elementi positivi – aggiunge Spagnolli – restano criticità rilevanti, in particolare sulle modalità di future modifiche dello Statuto, che continuano a lasciare allo Stato un potere di intervento unilaterale, senza adeguate garanzie paritetiche per le autonomie speciali. Per questo il giudizio sul provvedimento è vigile e responsabile.

Il senatore Patton sottolinea invece che “i passi avanti vanno riconosciuti, ma la sfida resta quella di rafforzare il patto di fiducia tra Stato e Autonomie speciali, perché l’autonomia è un processo dinamico da difendere e rinnovare ogni giorno, nell’interesse delle comunità e dell’intero Paese.”

COMUNICATO STAMPA

 

I Verdi dell’Alto Adige esprimono la loro profonda preoccupazione per i recenti sviluppi legati alla “Global Sumud Flotilla”, che sta tentando di portare aiuti umanitari urgenti nella Striscia di Gaza via mare.

Secondo concordanti resoconti dei media internazionali, la flottiglia, composta da decine di navi civili con centinaia di attivisti provenienti da numerosi Paesi, tra cui anche quattro parlamentari italiani ed eurodeputate (Benedetta Scuderi, Annalisa Corrado, Marco Croatto e Arturo Scotto), ha raggiunto le acque internazionali di fronte a Gaza. La missione è stata ostacolata da unità navali israeliane, che mercoledì sera hanno abbordato alcune delle imbarcazioni. Alcuni degli attivisti, tra cui anche Benedetta Scuderi, secondo alcuni media, sono stati portati in Israele.

La missione della flottiglia è chiara: fornire cibo, medicinali e altri beni di prima necessità via mare, alla luce della catastrofica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, dove le rotte terrestri risultano difficilmente praticabili a causa di blocchi o distruzioni. Si tratta di un’iniziativa della società civile che richiama l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale su una situazione insostenibile e fornisce aiuto concreto. Criminalizzare tutto ciò significa indebolire l’impegno umanitario e violare principi fondamentali del diritto internazionale.

Israele non può rivendicare diritti sovrani nelle acque antistanti Gaza, poiché tali rivendicazioni non sono riconosciute dal diritto internazionale. Anche le norme internazionali sulle operazioni di blocco non giustificano azioni che impediscono a civili l’accesso ad aiuti vitali. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha più volte sottolineato che un blocco che priva un’intera popolazione dell’accesso ai beni essenziali costituisce una punizione collettiva e viola, pertanto, la Quarta Convenzione di Ginevra. Esperte ed esperti internazionali di diritto e relatori e relatrici speciali delle Nazioni Unite hanno recentemente ribadito che Israele è obbligato a garantire il passaggio sicuro degli aiuti umanitari.

In questo contesto, ci aspettiamo che l’Italia e l’Unione Europea esercitino pressione diplomatica e chiariscano in modo inequivocabile che un intervento violento contro la flottiglia non può essere tollerato.

I Verdi dell’Alto Adige esprimono piena solidarietà alle attiviste e agli attivisti che rendono visibile il destino della popolazione di Gaza. Chiediamo alla comunità internazionale di non limitarsi a dichiarazioni di principio, ma di agire attivamente per difendere l’ordine giuridico internazionale e garantire l’incolumità delle missioni umanitarie. Solo così si potrà preservare la fiducia nella forza del diritto internazionale e nella tutela dei diritti umani.

 

Verdi Grüne Vërc

Gruppo verde in consiglio provinciale

Gruppo verde in consiglio regionale

YGS Young Greens Southtyrol

“Oggi, 2 ottobre, celebriamo la Giornata Internazionale della Nonviolenza. Una ricorrenza che, mai come in questi tempi, assume un significato particolare.”
Così, in una nota, la senatrice dei Verdi – Alto Adige/Südtirol, Aurora Floridia, del Gruppo per le Autonomie, intervenendo oggi al Consiglio d’Europa.
“A Gaza siamo di fronte a una tragedia umanitaria che scuote le coscienze del mondo. Di fronte all’inazione dei Governi, è stata la società civile a mobilitarsi. Tra le iniziative, la Flotilla rappresenta una delle testimonianze più autentiche: guidata dai principi della nonviolenza, ha mostrato come questa cultura rappresenti lo strumento più forte e potente davanti a chi è armato fino ai denti.
La nonviolenza non è solo un ideale, è una pratica quotidiana. È la stessa che i giornalisti esercitano ogni giorno nel loro lavoro, soprattutto nelle aree di conflitto, diventando veri difensori dei diritti umani. Eppure, nel 2025, siamo ancora costretti a ricordare che uccidere giornalisti è inaccettabile, assurdo, barbaro, vergognoso. Oggi vogliamo ricordare Mariam Abu Daqqa, giornalista palestinese uccisa a Gaza alla fine di agosto. Nella sua lettera d’addio al figlio scriveva: «Se non posso proteggerti con il mio corpo, spero che le mie parole proteggeranno il tuo futuro». Se vogliamo che le sue parole abbiano un senso, dobbiamo far sentire la nostra voce. Una voce in difesa dell’umanità, della libertà di espressione e del diritto alla vita. Anche qui, oggi, al Consiglio d’Europa.”

“Puntiamo alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile”

Attualmente attivo solo il sabato notte, il servizio di autobus notturni “Nightliner” è un’alternativa sicura, e a volte l’unica, per spostarsi in provincia di notte, soprattutto per le giovani generazioni.

“I dati parlano chiaro: il Nightliner è sempre più utilizzato e apprezzato, con un aumento del 39% delle obliterazioni negli ultimi due anni. Vogliamo allargare questa offerta a chi si muove di notte anche il venerdì, prevenendo incidenti e garantendo maggiore serenità alle famiglie”, dichiara Madeleine Rohrer, prima firmataria della mozione.

Nella prossima seduta del Consiglio provinciale il Gruppo Verde discuterà la proposta, che prevede tre misure concrete: estendere il servizio Nightliner anche al venerdì sera/notte, includere i biglietti Nightliner negli abbonamenti a tariffa fissa altoadigemobilità Fix365, U19, U26 e 65+ e, infine, promuovere una campagna di comunicazione dedicata per incentivare l’utilizzo del servizio.

La proposta nasce da una constatazione semplice: il venerdì è già oggi una serata di spostamenti e socialità, ma resta scoperta dal trasporto notturno. Il consumo di alcol, purtroppo, è ancora molto diffuso tra le e i giovani. “Certo, c’è molta sensibilizzazione per diminuire il consumo di bevande alcoliche e rispetto al passato si sono fatti passi avanti. Inoltre, sosteniamo che il problema dell’abuso di alcol sia da risolvere con interventi mirati. Tuttavia, al momento non si può ignorare il fatto che per metà delle persone in giovane età l’alcol è una componente usuale durante le uscite tra amici. Vogliamo che sia loro, sia gli altri utenti della strada possano tornare a casa in tutta sicurezza e tranquillità”, afferma Rohrer, che conclude: “È da notare anche che, nel 2023, il maggior numero di incidenti si è verificato proprio il venerdì”.

“Con questa mozione vogliamo investire nella sicurezza stradale e in una mobilità che consenta di muoversi liberamente tra centri e periferia. Offrire collegamenti notturni anche il venerdì significa assicurare più libertà di scelta e più sicurezza”, affermano i consiglieri provinciali Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

Maggiori informazioni: Nightliner: sicuri di notte

Cons. prov.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler