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#greeningtourism – limiti e opportunità dello sviluppo turistico in Europa e sull’Arco alpino
All Inclusive? Con questa domanda i Verdi del Sudtirolo hanno accolto una platea internazionale per analizzare il conflitto, ma anche le possibili simbiosi tra natura e turismo. Questo è stato il tema del convegno del 23-24 giugno 2017 organizzato in collaborazione con i Verdi Europei presso il Pavillon des Fleurs a Merano.
Rappresentanti Verdi da Italia, Austria, Svezia, Spagna, Grecia, Bulgaria, Slovenia, Polonia, ecc. si sono confrontati con i relatori sudtirolesi, il sindaco Paul Rösch e il capo della comunicazione di IDM Thomas Aichner, sulle seguenti domande: il settore turismo ha ormai raggiunto i limiti della sua crescita? Come si è trasformata la relazione tra l’ospite e la popolazione locale? Quali sono e saranno gli effetti del cambiamento climatico sul turismo? E, d’altro canto, in che modo il turismo contribuisce al riscaldamento terrestre?
L’Alto Adige/Südtirol, con i suoi 31 milioni di pernottamenti, si deve porre la domanda se, come altre destinazioni turistiche, possa soddisfare la sua vocazione di luogo della “Sehnsucht” semplicemente aumentando le sue infrastrutture. Natura e paesaggio sono le attrazioni principali per i viaggiatori che scelgono la nostra provincia come meta: è dunque necessario creare esperienze di buon equilibrio tra le richieste di autenticità/avventura e il bisogno di raggiungibilità/comfort. Alcune esempi riusciti di turismo rispettoso e vicino alla natura, ad esempio dalla Svezia, sono stati presentati nel corso del convegno
Accanto a casi spaventosi di distruzione ed estraneazione causate dal turismo, esistono possibili soluzioni:

  • I viaggi sostenibili, rispettosi e curiosi sono un trend che potrebbe essere favorevole al fragile equilibrio alpino e di cui sarebbe importante assicurarsi il mercato.
  • La preparazione ai tempi che verranno, post-era sciistica, è al momento ancora un tabù. Allo stesso tempo questo scenario apre nuove opportunità per il turismo invernale.
  • È necessario riconoscere i limiti della crescita. Non abbiamo bisogno di aumentare i posti letto, ma dobbiamo concentrare gli sforzi in una migliore distribuzione geografica e stagionale.
  • Abbiamo bisogno di una nuova alleanza tra viaggiatori e popolazione locale per assicurare l’esperienza di autenticità e per mantenere l’identità delle mete turistiche.
  • Infine è importante convincere le operatrici e gli operatori turistici che alla lunga sopravviverà solo il turismo sostenibile.

Anche in questo senso la politica deve porre le basi – prima lo farà, meglio sarà per tutte e tutti.
Brigitte Foppa, Tobias Planer – Co-portavoce Verdi Grüne Vёrc

Meno diritti per le persone immigrate e meno garanzie sugli OGM per consumatori e consumatrici.
La legge omnibus (LGE Nr. 125/17) è l’ennesimo esempio di come non si fa legislazione. Un anno fa, in occasione della omnibus precedente, il Gruppo Verde aveva auspicato che fosse l’ultima della serie. L’attuale legge delude quella speranza e induce al pessimismo, anche per il futuro.
Vengono trattate le materie più varie, alcune anche di grande rilevanza sia sul campo sociale che ambientale. Brutte notizie per persone immigrate, consumatori e consumatrici.
Sui sussidi per immigrati e immigrate la Giunta fa la faccia cattiva
Con l’articolo 18 viene cambiata la legge sull’integrazione. La concessione di alcuni benefici di natura economico-sociale viene condizionata alla dimostrazione della “volontà di integrarsi” da parte non solo di chi fa domanda, ma addirittura di tutto il nucleo familiare. Se le persone interessate manifestano “scarsa o nessuna volontà”, la conseguenza è il diniego di alcune prestazioni sociali ed economiche tra quelle “che vanno oltre quelle essenziali”.
Non vengono però chiariti gli aspetti essenziali: che cosa debba fare una persona per dimostrare la volontà di integrarsi, quali corsi o iniziative debba frequentare e soprattutto quali saranno i sussidi e i benefici che non gli saranno concessi se non lo fa. Forse gli assegni familiari oppure il sussidio casa? Ma questo sono prestazioni indispensabili per molte famiglie per non cadere in uno stato di indigenza! Una simile norma, che crea un trattamento differenziato tra persone nella stessa condizione, è costituzionale? Tutto questo non è chiaro, nonostante questi cambiamenti rappresentino un intervento pesantissimo nella vita di migliaia di persone. L’articolo 18 crea dunque una grave incertezza del diritto e consegna una totale delega in bianco alla Giunta.
Tra l’altro, questa misura interessa in massima parte persone immigrate che vivono da noi e con noi da anni e sono già perfettamente integrate: lo dovranno dimostrare per l’ennesima volta? Inoltre, questo articolo non è stato sottoposto al parere della Consulta provinciale per l’integrazione, che per legge avrebbe proprio questa funzione. Infine, prima di fare l’esame di integrazione agli altri, la Giunta provinciale dovrebbe fare i propri compiti per l’integrazione: il Centro di tutela contro le discriminazioni previsto proprio nella legge per l’integrazione, ad esempio, non è mai stato istituito, né si conoscono iniziative incisive da parte della Provincia per contrastare le discriminazioni verso le persone immigrate in settori come il lavoro e la casa.
Costringere le persone con minacce di questo tipo, o addirittura togliere loro fondamentali sostegni economici e condannarle a uno stato di indigenza non ci sembra davvero un bel modo di fare l’integrazione. L’integrazione avviene solo se si riescono a mobilitare le energie delle persone coinvolte, solo se si basa su una forte dose di fiducia e di motivazione.
Meno garanzie per prodotti liberi da OGM
Ulteriori peggioramenti li troviamo agli articoli 12 e 14 che modificano la legge provinciale sul riconoscimento e la contrassegnazione di prodotti come “liberi da ogm”. Quello che viene venduto come sburocratizzazione, a una lettura più attenta di rivela essere un indebolimento legislativo per i consumatori e le consumatrici.
L’assegnazione del contrassegno per i prodotti e la gestione del registro da ora in poi saranno compiti assegnati all’Agenzia per l’ambiente, mentre viene abolito il comitato che finora ne era competente e in cui erano rappresentati anche le associazioni dei consumatori. Le stesse associazioni non sono nemmeno state interpellate durante la stesura della legge. In futuro i produttori non dovranno nemmeno fare domanda per ottenere il marchio “No OGM”, ma basterà una semplice comunicazione. Dunque l’unica possibilità di verifica sono i controlli a posteriori, di cui però la legge non fissa la frequenza. Anche le sanzioni vengono modificate, diminuendo le minime e aumentando le massime, con l’effetto di ampliare la discrezionalità di chi le deve applicare.
Tali cambiamenti alla legge comportano che consumatrici e consumatori consapevoli, attenti all’acquisto di prodotti liberi da OGM, non saranno più sicuri al 100% che quello che finisce nel loro carrello della spesa corrisponda a verità. Questi articoli vanno cancellati.
Tutti questi e altri temi, a nostro giudizio, avrebbero avuto bisogno di una valutazione chiara e attenta, anche attraverso una legge specifica.
In Commissione legislativa abbiamo comunque ottenuto una vittoria a difesa della quiete della domenica. I lavori rumorosi nei cantieri edili, infatti, continueranno a essere proibiti nei giorni festivi. Siamo infatti riusciti a stralciare la parte che prevedeva una liberalizzazione dei lavori nei cantieri per sette giorni alla settimana. La salute di vicini/e e lavoratori è salva, almeno per ora, ma non è detto che, già nella discussione in aula, la giunta non torni alla carica.
Nel dibattito in aula porteremo emendamenti su tutti questi argomenti, ma anche sulle nuove regole per le farmacie e sul finanziamento della mobilità pubblica messa a carico dei comuni. In più ribadiremo alla Giunta la richiesta di non essere più sovraccaricati con leggi omnibus sull’universo mondo.
Bolzano, 27.06.2017
Consiglieri provinciali
Riccardo Dello Sbarba, Brigitte Foppa, Hans Heiss
Relazione di minoranza sul disegno di legge n. 125/17 di Riccardo Dello Sbarba

Una piramide d’oro con la base d’argilla


Dopo il dibattito in Commissione legislativa, giovedì 29 giugno la legge sulla struttura dirigenziale dell’amministrazione provinciale approda in Consiglio provinciale. Le nostre valutazioni iniziali restano confermate: ha vinto la fazione che spingeva per valorizzare la punta della piramide (la parte del management) a discapito dei piani più bassi dell’amministrazione pubblica (che è la parte più progettuale). Non c’è traccia della tanto promessa democratizzazione e trasparenza.

Ecco una sintesi della relazione di minoranza con cui vi proponiamo una guida alla lettura della legge.
Il capo uno disciplina le indennità connesse agli incarichi dirigenziali. Oggi i 23 posti dirigenziali nei dipartimenti costano più di 2 milioni all’anno: gli otto capi di dipartimento e i tre intendenti scolastici guadagnano tra 77.000 e 142.000 Euro. A questi si aggiungono il direttore generale (128.700 Euro) e il segretario generale (158.200 Euro). Invece di rafforzare l’area progettuale ed esecutiva (direttori e direttori di ufficio assunti per concorso), il disegno di legge approvato va invece addirittura ad alzare il limite di indennità per i capi di dipartimento fino a 240.000 Euro. Riteniamo che per svolgere il compito di dirigenza politica siano sufficienti assessori e assessore competenti che devono saper comunicare direttamente con i dipartimenti, senza bisogno di costosi intermediari. L’indebolimento dell’anello più basso e la valorizzazione di quello più alto è il leitmotiv del disegno di legge.
Secondo noi sono i direttori e le direttrici di ufficio, nominati/e tramite concorso o altro tipo di selezione, la colonna portante della struttura dirigenziale della provincia. Diversi sono i nostri emendamenti in questo senso. La nostra proposta di fissare il tetto massimo delle indennità dirigenziali a 160.000 € è stata bocciata in commissione. La ripresenteremo in aula.
Il capo secondo definisce la relazione tra politica e amministrazione. La “dirigenza politica” viene indicata come importante anello di giuntura con l’amministrazione e viene rinominata con “pianificazione strategica”. Quella che sembra essere una correzione puramente linguistica comporta invece una confusione tra i diversi livelli. Il livello politico deve limitarsi ai compiti politici, mentre dovrebbe essere il livello amministrativo a occuparsi dell’attuazione e pianificazione strategica. In modo secondo noi corretto, il direttore/la direttrice generale verrà nominato/a dal Presidente della Giunta, ma il suo mandato viene legato a quello del Presidente.
Noi proponiamo che la dirigenza politica rimanga tale, senza ingerenze sul piano strategico. Il mandato del direttore o della direttrice generale non deve essere legato al Presidente, ma a un periodo di tempo (5 anni), la qual cosa garantirebbe maggiore indipendenza.
I capi terzo, quarto e quinto regolano gli ambiti di applicazione, le disposizioni transitorie, le abrogazioni, le disposizioni finanziarie e l’entrata in vigore. Sarebbe stata proprio questa l’occasione per abolire un vecchio residuo ad-personam dell’era Durnwalder che prevede che il capo di gabinetto del Landeshauptmann venga inserito automaticamente nell’albo dei dirigenti e aspiranti dirigenti.
Bocciato in commissione, presenteremo di nuovo in aula il nostro emendamento per abolire questo passo ormai fuori dal tempo.
In sintesi, nella lotta intestina all’amministrazione ha avuto la peggio chi spingeva per rafforzare l’anello più basso della piramide dirigenziale (direttori/direttrici di ufficio, coordinatori/coordinatrici). Non c’è alcuna traccia del tanto promesso impegno per più democratizzazione e trasparenza. Ancora una volta la giunta delude proprio in quell’impegno che nel 2013 aveva solennemente preso: la divisione tra politica e amministrazione sempre promessa ma che ancora viene negata.
Bolzano, 26.06.2017
Cons. prov.
Brigitte Foppa, Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba
Relazione di minoranza:
[gview file=”http://www.verdi.bz.it/wp-content/uploads/2017/06/Minderheitenbericht_Relazione-di-minoranza_Foppa.pdf”]

All Inclusive? Nature and tourism between conflict and symbiosis – Questo è il titolo della conferenza internazionale organizzata dai Verdi sudtirolesi in collaborazione con i Verdi europei il prossimo fine settimana a Merano.
Venerdì 23 giugno si aprono i lavori con la proiezione del film „Teorema Venezia“ di Andreas Pichler presso Mairania. Il documentario, assolutamente da vedere, illustra in modo molto chiaro la relazione conflittuale tra natura e turismo analizzando l’esempio della città di Venezia.
Sabato 24 giugno, presso il „Pavillon de Fleurs“ avrà luogo la conferenza vera e propria. Nel corso della giornata si partirà dall’Alto Adige, per allargare lo sguardo prima sull’Arco alpino e poi verso una dimensione europea.
In un primo momento il sindaco di Merano Paul Rösch e il capo della comunicazione dell’IDM-Südtirol Thomas Aichner illustreranno le particolarità dell’Alto Adige/Südtirol , ponendole in un contesto europeo. In un secondo momento Hans Heiss discuterà con esperte/i e protagoniste/i sulle sfide del turismo nell’Arco alpino: gli effetti dei movimenti turistici su società, ambiente, economia e mobilità continuano a crescere. Il ritiro del turismo tradizionale estivo porta alla creazione di nuovi resort sovradimensionati e grandi eventi, mentre in inverno il cambiamento climatico e la crisi del turismo sciistico classico porta a sistemi di piste sempre più dilatati e impianti di risalita sempre più efficienti. Quali sono le “visioni Verdi” per affrontare tutte queste sfide?
Infine verranno presentate alcune esperienza best practice di turismo sostenibile da diversi Paesi europei. Ospiti da Bulgaria, Grecia, Italia e Spagna racconteranno come turismo e protezione del patrimonio ambientale e culturale possano essere compatibili e come sia possibile sviluppare in tal senso delle strategie comuni per una gestione del turismo socialmente ed ecologicamente sostenibile.
Domenica 25 giugno alcune escursioni concluderanno il ricco programma: visita al Touriseum, ai Giardini di Trautmannsdorf e un tour in bicicletta lungo la Valvenosta.
L’evento si terrà in tedesco, italiano e inglese con traduzione simultanea. Ulteriori informazioni sul programma sono a disposizione su https://europeangreens.eu/merano2017.
Per partecipare alla proiezione del film venerdì non è necessario iscriversi. Per la conferenza di sabato invece è necessario compilare al più presto il modulo su https://europeangreens.eu/civicrm/event/register?reset=1&id=73.

All Inclusive? Nature and tourism between conflict and symbiosis – è il titolo della conferenza internazionale, organizzata il 24/25 giugno a Merano dai Verdi dell’Alto Adige/Südtirol in collaborazione con i Verdi Europei.
Il fitto fine settimana verrà introdotto venerdì 23 giugno con la proiezione, presso Mairania, del film „Das Venedig Prinzip” di Andreas Pichler con discussione conclusiva. Il documentario illustra la relazione conflittuale tra natura e turismo, prendendo ad esempio la città di Venezia.
Sabato avrà inizio la vera e propria conferenza presso il „Pavillon de Fleurs“. Nel corso della giornata si partirà dall’Alto Adige, per allargare lo sguardo prima sull’Arco alpino e poi verso una dimensione europea. In un primo momento il sindaco di Merano Paul Rösch e il capo della comunicazio dell’IDM-Südtirol Thomas Aichner illustreranno le particolarità dell’Alto Adige/Südtirol, ponendole in un contesto europeo. In un secondo momento esperte/i e protagoniste/i discuteranno sulle sfide del turismo sull’Arco alpino. Infine verranno presentate alcune esperienza best practice di turismo sostenibile da diversi Paesi europei.
Domenica alcune escursioni concluderanno il ricco programma: visita al Touriseum, ai Giardini di Trautmannsdorf e un tour in bicicletta lungo la Valvenosta.
Il programma completo e ulteriori informazioni sono a disposizione qui.
Lingue dell’evento: tedesco, italiano e inglese con traduzione simultanea.
Per partecipare alla proiezione del film venerdì non è necessario iscriversi. Per la conferenza di sabato siete invece pregati di compilare al più presto il modulo su https://europeangreens.eu/civicrm/event/register?reset=1&id=73.

Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale e regionale cerca un*a referente per la comunicazione

Il lavoro del gruppo consiste nella critica costruttiva e nel controllo dell’azione della giunta provinciale. In Consiglio vengono presentate proposte per uno sviluppo sostenibile e per una convivenza pacifica tra i vari gruppi linguistici e culturali. La promozione di una democrazia partecipata e trasparente nella Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è un aspetto fondamentale dell’azione politica verde.
Per rafforzare il nostro team cerchiamo un* referente per la comunicazione. Luogo di lavoro: Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano (Piazza Silvius-Magnago 6, Bolzano).
Chiediamo:

  • Laurea o competenze in materia di comunicazione
  • Esperienza lavorativa negli ambiti di comunicazione e relazioni pubbliche; sicurezza nell’utilizzo dei Social Media
  • Buone capacità di relazionarsi con giornaliste/e, moltiplicatori, moltiplicatrici e diversi gruppi target; esperienza  nell’impostazione e cura di contatti
  • Competenze linguistiche ottime sia in forma scritta che orale delle lingue italiano e tedesco.  Conoscenza del territorio.
  • Visione strategica.
  • Identificazione con la politica verde e interesse nei confronti della politica in generale
  • Capacità di approfondire velocemente nuove tematiche
  • Autonomia lavorativa, impegno e capacità di lavorare in team
  • Modalità di lavoro strutturata e funzionale
  • Conoscenze di Adobe InDesign, Photoshop e Illustrator possono essere utili

Mansioni:

  • Accompagnamento e consulenza per il lavoro di comunicazione della Gruppo Verde.
  • Lavoro con i media e comunicazione tramite tutti i canali attivi.
  • Elaborazione e stesura di comunicati stampa e testi, ideazione e collaborazione nell’elaborazione di opuscoli informativi.
  • Acquisizione, sviluppo e gestione di una rete di contatti con media, enti, associazioni e persone interessate alle attività istituzionali (interrogazioni, mozioni, disegni di legge, ecc.) del gruppo consiliare.
  • Ideazione e gestione del lavoro di comunicazione legato a conferenze stampa e altri eventi.

Offriamo:

  • un’attività variegata in un team creativo e affiatato, in una buona atmosfera di lavoro
  • uno sguardo privilegiato nell’azione politica (verde)
  • un contratto del commercio a tempo determinato par-time al 50% fino alla fine della legislatura (novembre 2018).

Le candidature concise e complete di curriculum vitae devono essere inviate via mail a gruppo-verde@consiglio-bz.org entro il 30 giugno 2017.

C’è ancora speranza per la Turchia? UE e occidente alla prova.
Venerdì, 9. giugno 2017, ore 18.30
Incontro e discussione c/o Ristorante Jona (Via Crispi 38, Bolzano)

Dopo un periodo di modernizzazione e di apertura, dal 2012 il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha imboccato la strada dell’autoritarismo. Il golpe fallito a luglio 2016 e il referendum costituzionale di aprile 2017, con una forte pressione da parte di Erdoğan, hanno trasformato in pochissimo tempo la Turchia in uno Stato autoritario. Le conseguenze per democrazia, persone, diritti fondamentali e minoranze sono sconvolgenti per il Paese, ma questa svolta autoritaria rappresenta una frattura profonda anche per la relazione con l’Unione Europea.
In che direzione sta andando la Turchia, quali dipendenze e legami esistono con l’Unione Europea, quali possibilità ci sono per una svolta democratica? Che ruolo svolge Erdoğan nel più grande contesto dei leader autoritari e populisti?
Oktavia Brugger, per molti anni corrispondente da Roma della RAI – Sender Bozen, ha vissuto diverso tempo a Istanbul e conosce molto bene la situazione della Turchia. Ci fornirà un quadro informato e impegnato della situazione e sarà a disposizione per rispondere a domande e contributi alla discussione.

È da quasi 30 anni che in provincia stiamo aspettando una nuova legge sui musei. Dal 1988, anno in cui è stata varata la legge vigente, il settore museale ha conosciuto una rapida evoluzione in tutta Europa e così anche in Alto Adige. In questi 25 anni i musei della nostra provincia hanno guadagnato molto in professionalità, portandosi a un livello di tutto rispetto nella conservazione, sistemazione, presentazione, didattica museale e aumentando di molto il numero dei visitatori.
Se gli 1,5 milioni di visitatori (di cui all’incirca 800.000 nei musei provinciali) sono in buona parte turisti, anche la popolazione locale trova nei musei occasioni di formazione, informazione e svago, per cui è fiera delle strutture museali della nostra provincia e vi si identifica. Per l’Alto Adige i musei sono un plusvalore culturale ed economico che giustifica assolutamente l’impiego di personale e denaro pubblico. Con 62 collaboratrici e collaboratori fissi, ca. 150 stagionali nei quasi dieci musei provinciali e un budget annuale di ca. 5 milioni di euro in contributi per tutti i musei della provincia nonché circa 6 milioni di euro di spese per il personale, le risorse destinate ai musei sono l’investimento più redditizio della Provincia. Se da un lato abbiamo diverse spese, dall’altra abbiamo non poche entrate e un impegno ammirevole e imprescindibile di moltissime persone volontarie, grazie alle quali è possibile il funzionamento di ulteriori 47 musei più piccoli, non gestiti dalla Provincia.
Cosa si potrebbe fare per i musei…
Riteniamo che alla luce di questi numeri, i musei dell’Alto Adige meritino maggior sostegno anche perché, rispetto alla vicina provincia di Trento, hanno a disposizione molti meno mezzi. A fronte di un numero di visitatori pari a quello del Sudtirolo (nonostante le punte di diamante come il MART e il MUSE), infatti, in Trentino le strutture museali hanno il doppio di collaboratrici e collaboratori e i fondi stanziati sono due volte tanto.
Ci aspettavamo quindi un testo che favorisse la fiducia nelle straordinarie capacità racchiuse nei musei, nelle collezioni e nelle raccolte, che aiutasse a credere nella forza ed efficacia della loro offerta formativa e che sostenesse la creatività di quelle persone che con eccellenti presentazioni fanno da stimolo ai visitatori e aiutano a capire il territorio. Dovrebbe essere una proposta in grado di rafforzare l’autonomia e accrescere la forza d’azione dei musei, e, non ultimo, puntare su nuovi segmenti di pubblico come la terza età e gli immigrati.
… e che cosa invece è stato previsto.
Il disegno di legge proposto dalla Giunta, invece, si presenta come un testo arido e debole, da cui non traspare alcun orientamento strategico nuovo. Sembra essere intoccabile, tanto che in Commissione non ha subito alcuna variazione. È un testo che non rende giustizia alla varietà e alla dinamicità caleidosopica del panorama museale, anzi è dimostrazione di una prudenza dettata dalla paura.

  • I primi due articoli contengono definizioni e finalità. Contrariamente al titolo, che parla di “musei e collezioni”, l’articolo 1 non distingue più fra queste due tipologie.
  • Tra le finalità di cui all’articolo 2 non troviamo evidenziata l’attività di ricerca dei musei, che è confinata all’apprendimento permanente, e invece meriterebbe un punto a se stante.
  • Lo stesso vale per la mediazione culturale, che dovrebbe essere definita “di alta qualità” e costituire un punto a sé nella proposta di legge assieme ai criteri, requisiti e provvedimenti necessari.
  • Nella descrizione dei compiti avremmo preferito trovare un più chiaro orientamento verso il futuro, per esempio citando l’apertura culturale, un modo di lavorare trasversale rispetto ai gruppi linguistici oppure con una più chiara definizione del segmento di pubblico destinatario, come per esempio le categorie abitualmente lontane dalla cultura, oppure le persone anziane.
  • struttura organizzativa, finanziamento e regolamento del personale dell’Azienda Musei provinciali: creata nel 2004 più per ragioni politiche e per sistemare personale che per motivi funzionali, l’azienda viene cementificata e centralizzata. Osserviamo purtroppo la crescente “gerarchizzazione verso l’alto” nelle decisioni organizzative della Giunta (si pensi alla riforma sanitaria o alla nuova legge sulla struttura dirigenziale della Provincia). Proprio nei musei ci sembra importante lasciare autonomia decisionale per quanto riguarda la struttura e la sua gestione.
  • L’articolo sul personale contiene alcuni aspetti problematici. (Art.7). Negli ultimi mesi e anni anche noi abbiamo ripetutamente segnalato l’alto numero di precari tra coloro che lavorano in questo settore. Secondo la relazione ASTAT del 2014, solo il 14,5% del personale dei musei esistenti in provincia ha un contratto a tempo indeterminato. Ciò è dovuto all’apertura stagionale di molti musei. L’orientamento proposto nel disegno di legge provinciale è quello di ricorrere sempre più spesso a personale assunto con contratti di diritto privato. Ciò consente sicuramente una maggiore flessibilità e una più facile messa in pratica, ma nel contempo creerà disparità nelle condizioni contrattuali del personale.
  • Nel capo III si parla infine dei musei privati, i cui “indirizzi di politica museale” (come è risultato dalla risposta a una domanda, con ciò s’intendono le decisioni in merito al finanziamento) verranno in futuro stabiliti dalla Consulta museale. A noi sembra importante che questo nuovo organo non sia così dipendente dalla Giunta. Inoltre i musei privati dovrebbero avere la sicurezza del finanziamento e, nell’ottica della varietà e della sussidiarietà, andrebbe ridotto il margine di discrezionalità della Giunta. E qui restano forti perplessità, anche considerando le difficoltà finanziarie in cui versano i privati a causa di tagli imprevisti e non annunciati.

Contromisure Verdi
Noi Verdi abbiamo cercato di introdurre nel testo di legge alcune aperture. Con le nostre più di 20 proposte di emendamento vorremmo:

  • distinguere in modo più chiaro i musei dalle collezioni e raccolte;
  • definire più precisamente le finalità e tenere maggiormente conto dei diversi tipi di pubblico;
  • dare maggior peso al compito specifico di ricerca dei musei e alle possibili collaborazioni con altre istituzioni;
  • valorizzare il ruolo dei musei nella mediazione culturale;
  • aggiornare la digitalizzazione, soprattutto per quanto riguarda la catalogazione;
  • sottolineare l’autonomia dei musei provinciali nei confronti della ripartizione dando a ciascuno di essi una direttrice/un direttore;
  • rafforzare il ruolo della costituenda Consulta museale, definendone i compiti in modo che possa affiancare l’amministrazione quale organo consultivo composto da esperti;
  • inserire maggiormente il Museo di arte moderna e contemporanea (Museion) nel contesto provinciale;
  • definire meglio il ruolo di collaboratrici e collaboratori e offrire loro maggiori garanzie contrattuali.

Bolzano, 07.06.2017
Cons. prov. Brigitte Foppa, Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba
La relazione di minoranza:
[gview file=”http://www.verdi.bz.it/wp-content/uploads/2017/06/2017-04-06-Minderheitenbericht-Museengesetz.pdf”]

In occasione della Giornata internazionale del parto in casa, il Collegio delle ostetriche dell’Alto Adige ha ribadito con forza che la libera scelta del luogo in cui  partorire deve essere maggiormente sostenuta. Il diritto a un parto autodeterminato fa parte dei diritti umani e deve essere garantito a tutte le donne, le quali devono poter essere libere di scegliere dove e con chi mettere al mondo le proprie figlie e i propri figli.
In molti Paesi europei esistono diverse offerte per le partorienti. Oltre agli ospedali e alIa propria dimora, si sono sviluppati laboratori di ostetriche, case parto o punti nascita annessi alle cliniche.
In Italia esistono regolamenti a livello regionale sulle case parto e della nascita in Lombardia, Marche ed Emilia-Romagna.
In Alto Adige/Südtirol siamo ancora in attesa della realizzazione di simili possibilità alternative che permettano alle donne di partorire al di fuori dell’ospedale in piena sicurezza. Nel frattempo, il Gruppo Verde in Consiglio provinciale ha consegnato un disegno di legge volto ad allargare il contributo pubblico, come contributo a un maggiore rispetto della libertà di scelta. A tutt’oggi, infatti, il già misero contributo di 516€ viene concesso solamente se si tratta di un parto in casa, ma non nel caso il parto avvenga in un altro luogo.
A noi non sembra essere un vero sostegno a un parto al di fuori delle strutture clinico-sanitarie e questa situazione va cambiata. Siamo proprio curiosi di vedere se la promessa dalla politica sanitaria di porre “la persona al centro” riguardi anche la libertà di scelta nel parto.
Bolzano, 06.06.2017
Cons. prov.
Brigitte Foppa
Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba