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verschwendetes-geldLa cocciutaggine con cui il Presidente Kompatscher sostiene l’areoporto di Bolzano non solo comporta spreco di denaro pubblico, ma è anche in piena contraddizione con le sue stesse parole.
“Errare è umano, ma perseverare è diabolico” – si possono commentare solo così i tentativi disperati del Presidente della provincia di giustificare l’ampliamento dell’aeroporto: sono stati investiti già 100 milioni di Euro e ora bisogna aggiungerne degli altri per compensare le somme ormai perse. Una argomentazione piuttosto problematica che va contro qualsiasi logica. Questa vorrebbe piuttosto che si facesse pubblica ammenda per un errore ormai commesso, per poi potersi ritirare il prima possibile da un affare in perdita. Il ragionamento del Presidente rimanda invece a quello di un giocatore, che avendo già perso forti somme alla Roulette, si ostina a puntare tutto sullo stesso numero.
È ormai da 15 anni che i Verdi denunciano il continuo sperpero di denaro: dall’investimento iniziale privo di un’idea progettuale (15 milioni) fino all’inutile iniezione finanziaria per Air Alps (4,5 milioni).

  • Se quei soldi fossero stati utilizzati per la realizzazione di un Tram in Oltradige, oggi migliaia di pendolari avrebbero visto migliorata di molto la qualità dei loro spostamento quotidiani. E invece enormi somme di denaro pubblico restano a disposizione di pochissime persone che fanno uso dell’aereo. Ognuna di queste persone costa alla provincia 84,5 Euro (mentre un utente del treno costa 5,8 Euro e quello dell‘autobus 2), come abbiamo avuto modo di appurare con una interrogazione. Il tutto con un bilancio di CO2 19 volte superiore al trasporto in autobus e contro la Convenzione delle Alpi, che, nel protocollo trasporti, prevede ovunque possibile la riduzione del trasporto aereo sull’arco alpino.
  • Non sono argomenti economici, né di attenzione al bilancio che corroborano il Presidente nella sua corsa a favore dell‘aeroporto, ma la pressione delle lobby economiche. Non riusciamo a spiegarci diversamente come possa ricorrere a temi come il sostegno al turismo o all’insediamento di nuove aziende, quando sa benissimo che la percentuale degli arrivi turistici in Sudtirolo via aerea è insignificante, non superando nemmeno l’1%. E che investitori internazionali non prenderebbero in considerazione l‘Alto Adige come sede delle loro aziende perché non c‘è l’aeroporto è un argomento a dir poco deboluccio in tempi di internet, videoconferenze, streaming, ecc.
  • Infine, il pressoché cocciuto perseverare su questa strada sbagliata contraddice le parole stesse di Kompatscher, che più volte durante la campagna elettorale del 2013 aveva annunciato un referendum sul futuro dell’aeroporto. Per questo passo o quanto meno per un referendum consultivo ci sarà presto occasione: i Verdi hanno presentato un disegno di legge che prevede l’uscita della provincia dal finanziamento dell’aeroporto e della linea aerea. Con la maggioranza assoluta dei consiglieri si potrebbe richiedere un referendum consultivo (secondo la Legge provinciale n.11 del 18.11.2005, art.16), prima dell’approvazione. La SVP viene così invitata a prendere al volo questa possibilità, chiedendo l’opinione dei cittadini e delle cittadine riguardo l’aeroporto e dando poi seguito al risultato con un’attuazione coerente, anche se questa non dovesse corrispondere alla visione del Presidente Kompatscher.

30.12.2014
Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss

neve-artificiale-oberholz-altaCambiamento climatico: Dolomiti Superski e HGV dovrebbero pensarci bene prima di riproporre vecchie ricette.
Le sfavorevoli condizioni del tempo e la mancanza di neve hanno spinto il presidente di Dolomiti Superski e dell’associazione albergatori a invocare un più forte ricorso al bene pubblico acqua per innevare artificialmente le piste nel più breve tempo possibile. Il ricorso a derivazioni da fiumi e torrenti e più grandi serbatoi in alta quota dovrebbero servire a trasformare acqua in neve appena le temperature si abbassano un po’. Insomma: una corsia preferenziale per il turismo invernale, senza con ciò reagire in modo sostenibile al cambiamento climatico.
La risposta non può consistere in un più intensivo sfruttamento che minaccia le risorse più importanti di cui dispongono le Alpi, cioè l’acqua e il paesaggio. Stravolgere le norme a tutela delle acque e seminare in alta montagna altri grandi serbatoi è la risposta sbagliata al cambiamento radicale delle condizioni climatiche. Il turismo invernale raggiunge da 5 anni il 37% dei pernottamenti totali (circa 11 milioni all’anno). Bisogna pensare ad alternative valide, invece di spremere fino all’ultimagoccia le risorse delle Alpi e disseminare le montagne di migliaia di cannoni divoratori di acqua e di energia.
Hans Heiss
Brigitte Foppa
Riccardo dello Sbarba
Bolzano, 17. 12. 2014

Riccardo Dello SbarbaDISCORSO SULLA LEGGE DI BILANCIO 2015
È sempre facile esternalizzare i problemi, riferendosi alla crisi internazionale e scaricandoli sull’Italia e sulla burocrazia europea, che certo hanno tutte le colpe possibili, “ma l’insicurezza ha caratterizzato anche la politica fatta nella scorsa legislatura e nella prima parte di questa, grazie alle scelte politiche della maggioranza, tra cui quella relativa all’energia”. In campo sociale hanno creato insicurezza le modifiche ad hoc di una serie di settori della politica sociale senza un disegno complessivo, senza parlare chiaro con i cittadini o senza avere la consapevolezza delle conseguenze: per esempio, la revisione del livello di assistenza relativamente alla non autosufficienza, che ha spesso portato a una riduzione della copertura. Questo ha portato incertezza ai cittadini, i quali si domandano quanto sia solido il welfare locale. A ciò si è aggiunta la modifica del contributo sulla casa: anche in questo caso i funzionari competenti hanno mostrato proiezioni in base alle quali il sussidio non sarebbe stato ridotto, ma così non è stato. Si è poi intervenuti nell’ambito della casa: mentre fino a oggi un certo punteggio garantiva il diritto alla casa, dal prossimo anno questo non sarà più garantito, trasmettendo il messaggio che non ci sono più soldi per tutti. Questo non è più il welfare europeo che conosciamo e che ci differenzia dagli USA, non si procede più a coprire il gap tra i redditi.
La vicenda della sanità è stata gestita in maniera catastrofica, soprattutto se si pensa al trasferimento ad altro incarico di Mathá e allo studio Pasdera, che, tutto costruito sui costi, dice poco rispetto alla qualità del sistema. La politica ha giocato male le proprie carte, e anche qui ha trasmesso insicurezza: invece che presentare la riforma negli ospedali, l’ass. Stocker sarebbe dovuta andare prima sul territorio e partire da lì. Nella percezione del cittadino la politica che chiude ospedali è una politica che non si cura di lui. L’Autonomia deve essere anche un modello di welfare, e di questo si può discutere anche nella convenzione; la discussione in merito sarebbe già dovuta avvenire, e anche questo ha creato insicurezza.
Il “pasticcio” dell’energia è poi un ulteriore fattore di insicurezza “fatto in casa”: sulla questione delle grandi concessioni, che producono la maggior parte dell’energia, si è rimasti fermi alla truffa del 2006, e rispetto alla legge omnibus approvata in ottobre, che era “una sanatoria dell’illegalità” e prevedeva la riorganizzazione del settore con una fusione AEW-SEL, con trasferimento a questa società delle concessioni e delle autorizzazioni amministrative e chiusura della cosiddetta “procedura Caia”, si è fatto un passo indietro: la road map è cambiata, e la “procedura Caia” rimessa in moto, pare in seguito a un incontro con Rispoli. Si intende revocare e riassegnare le concessioni a chi le meritava, riconsiderando le domande già presentate e valutando ex novo i progetti SEL trovati nel server, di cui però non si può garantire l’originalità e la completezza; Caia propone inoltre l’istituzione di un collegio di esperti esterni, che non si potrà non istituire. In ogni caso, cosa succederà se la procedura Caia si rivelerà inconcludente? Come si procederà? Il rischio è che, per una o più concessioni, si debbano rifare le gare, per decisione del magistrato delle acque: “A quel punto dovremo applicare pedissequamente il decreto Monti, e ci pentiremo di non avere una nostra legge sulle grandi concessioni”. In ogni caso, nel 2017 scadono Brunico, Val di Vizze e Marlengo, in seguito ne scadono altre: anche per questo una legge sulle grandi concessioni è necessaria. Bisogna quindi riaprire la riflessione su questo, cercando di rendere l’oggetto delle gare meno appetibile per chi guarda solo al profitto: la Provincia non deve fare l’imprenditrice, ma la legislatrice. In quanto all’opportunità della fusione, essa è stata motivata con dati che hanno il sapore propagandistico, pertanto non si possono avere certezze; certo è, però, che a livello europeo le grandi aziende si ridimensionano e differenziano la propria attività, e che la Provincia non potrà avere nella nuova configurazione un ruolo dominante nella produzione e distribuzione di energia, perché resterebbe il conflitto di interessi; sono i Comuni che devono fare produzione e distribuzione, mentre la Provincia deve limitarsi al ruolo legislativo, regolatore e di controllo.
Riccardo Dello Sbarba
BZ, 16.12.2014

SELFallita la “sanatoria” delle concessioni illegali.
Giunta provinciale e Comuni di Bolzano e Merano hanno dovuto prendere atto di ciò che noi Verdi abbiamo sempre sostenuto: che non si può costruire una nuova società sulla base di concessioni idroelettriche viziate dall’illegalità. E’ quanto abbiamo proposto il 17 ottobre scorso, quando fu approvata la legge Omnibus che conteneva l’articolo sulla fusione Sel-Aew. Il nostro emendamento diceva testualmente che la fusione poteva avvenire a condizione “che sia prima ripristinata la legalità nelle concessioni idroelettriche oggetto della sentenza del Tribunale di Bolzano n. 138/2013 del 28 febbraio 2013, attraverso il riesame delle domande e dei progetti legittimamente presentati entro il termine del 30 dicembre 2005, assegnando nuovamente le concessioni alla migliore offerta”.
Questa strada, che due mesi fa fu bocciata, sembra ora quella che la Giunta provinciale vuole intraprendere. Il tentativo di “sanatoria tramite fusione”, previsto dalla legge Omnibus, è dunque fallito e il riesame delle concessioni riparte da zero, con l’aggravante che la Provincia ha perso due anni di tempo, perché la procedura di “nuova aggiudicazione” fu proposta dall’esperto Caia all’inizio del 2013 e fu approvata addirittura dalla Giunta nell’aprile 2013 con la delibera n. 562, che da allora è rimasta lettera morta.
Anche la richiesta che verrà fatta al Magistrato delle acque di rinviare l’udienza del 17 dicembre dimostra che tutti gli allarmi sulla “data di non ritorno” non corrispondevano alla realtà, ma erano solo un modo per mettere sotto pressione i Comuni per una decisione affrettata e non meditata. Ci fa piacere che adesso tutti scoprano che la richiesta di rinvio è un atto di buon senso, come avevamo sempre detto.
La Giunta provinciale cerca adesso di minimizzare la portata del cambio di rotta e rischia di aggiungere pasticcio a pasticcio. Bisogna che siano dette chiaramente alcune verità:

  1. Nessuna fusione è possibile se prima non viene ripristinata la legalità attraverso la procedura di riesame delle concessioni manipolate. Dalla nuova assegnazione capiremo quali centrali appartengono a chi e il valore effettivo di Sel e Aew. Su questa base le condizioni di una eventuale fusione dovranno essere completamente ridefinite (quote comprese).
  2. La Giunta provinciale deve chiarire le modalità della procedura di riesame, senza scaricare la responsabilità sugli uffici. In particolare:
    a) va chiarito sulla base di quale documentazione verranno valutate le proposte di Sel centrale per centrale, come e chi si assumerà la responsabilità di stabilire se esistono “progetti non manipolati”, oppure se Sel deve essere esclusa dalle gare in cui sono state commesse le illegalità;
    b) la Giunta deve ottemperare a quanto previsto dalla sua stessa delibera 562 del 2013 e nominare il “Collegio di esperti esterni” che dovrà riesaminare le concessioni, e che non è stato finora mai nominato.

In sostanza: prima bisogna riesaminare le concessioni manipolate e, con una procedura corretta e trasparente, assegnarle a chi le merita in base ai progetti regolarmente presentati. E solo poi si potrà parlare di fusioni o collaborazioni tra società pubbliche.
Che tutto ciò possa essere fatto entro fine gennaio solleva qualche legittimo dubbio.
Bolzano, 11 dicembre 2014
Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss

genderrights-640x450Il Consiglio Regionale al banco di prova
Oggi verranno dibattute in Consiglio Regionale delle modifiche alla legge elettorale comunale.
Una proposta di emendamento riguarda l’introduzione del doppio voto di preferenza, come previsto dalla legge statale 215/2012, la quale stabilisce che, se dati due voti di preferenza, debbano essere presi in considerazione entrambi i sessi.
In sé e per sé è questo un discreto metodo per sensibilizzare a una maggiore parità tra i sessi; è infatti anche possibile esprimere una sola preferenza.
Proprio di recente abbiamo fatto una ricerca sulla presenza di donne e uomini nel panorama politico italiano.
Capoluoghi regionali italiani: una sindaca, 20 sindaci
Consigli regionali italiani: 153 donne, 861 uomini
(dati di luglio 2014)
Evelyn Gruber-Fischnaller – Co-portavoce Donne Verdi
Caterina Maurer – Co-portavoce Donne Verdi
Brigitte Foppa – Consigliera regionale

AutismoUn ottimo esempio del „nuovo stile di dialogo con le opposizioni“ l’abbiamo vissuto oggi in Consiglio Provinciale.
Avevamo proposto con una mozione, concordata con associazioni di familiari di persone con disturbi dello spettro autistico, di cercare una collaborazione con il Trentino per quel che riguarda il Centro Sebastiano a Coredo. Questo centro sta nascendo, appena dietro il confine di provincia in Val di Non e potrebbe offrire una soluzione, anche transitoria, alla mancanza di una struttura organica per persone che soffrono di questo disturbo. Su suggerimento dei colleghi della Südtiroler Freiheit avevamo allargato la proposta anche a un centro analogo e di alta specializzazione di Innsbruck.
Dopo lunghe trattative non è stato possibile avere il consenso dell’assessora Stocker. Era disposta ad accogliere una parte della proposta, ma non si è trovato l’accordo sul verbo da usare. “Sondare la possibilità (ausloten)” andava bene, “perseguire la possibilità (anstreben)” era già troppo.
Abbiamo capito il meccanismo. Il massimo a cui possiamo arrivare con le nostre mozioni è che la maggioranza la considera senza impegno. Ma guai a chiedere una chiara direzione!
Ecco allora che si continuerà a non sfruttare la vicinanza delle nostre provincie – anche nei casi dove sarebbe logico, facile e di grande aiuto per le nostre famiglie, superare qualche barriera – anche mentale!
BZ, 3.12.2014
Brigitte Foppa
Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba

Un ottimo esempio del “nuovo stile di dialogo con le opposizioni” l’abbiamo vissuto oggi in Consiglio Provinciale.
Avevamo proposto con una mozione, concordata con associazioni di familiari di persone con disturbi dello spettro autistico, di cercare una collaborazione con il Trentino per quel che riguarda il Centro Sebastiano a Coredo. Questo centro sta nascendo, appena dietro il confine di provincia in Val di Non e potrebbe offrire una soluzione, anche transitoria, alla mancanza di una struttura organica per persone che soffrono di questo disturbo. Su suggerimento dei colleghi della Südtiroler Freiheit avevamo allargato la proposta anche a un centro analogo e di alta specializzazione di Innsbruck. Dopo lunghe trattative non è stato possibile avere il consenso dell’assessora Stocker. Era disposta ad accogliere una parte della proposta, ma non si è trovato l’accordo sul verbo da usare. “Sondare la possibilità (ausloten)” andava bene, “perseguire la possibilità (anstreben)” era già troppo. Abbiamo capito il meccanismo. Il massimo a cui possiamo arrivare con le nostre mozioni è che la maggioranza la considera senza impegno. Ma guai a chiedere una chiara direzione! Ecco allora che si continuerà a non sfruttare la vicinanza delle nostre provincie – anche nei casi dove sarebbe logico, facile e di grande aiuto per le nostre famiglie, superare qualche barriera – anche mentale!

Brigitte Foppa, Hans Heiss e Riccardo Dello Sbarba

Bolzano, 03/12/2014