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L’opzione Virgolo rafforza ancora di più le pressioni dell’investitore. Il consulente di Benko e presidente dell’università Bergmeister si trova in un chiaro conflitto di interessi.

passeggiata_virgoloIl pluri-investitore Renè Benko, grazie agli sforzi dell’operoso luogotenente Heinz Peter Hager, si è accaparrato anche una opzione d’acquisto di 38 ha di terreno sul Virgolo. Con la scusa di rivalutare la montagna trascurata di Bolzano, ora l’investitore ha in mano altri elementi per fare pressione sulla città e quindi realizzare il suo progetto del centro commerciale vicino alla stazione. La zona ricreativa con ristorante e area divertimenti sul Virgolo sarebbe proprio quel “regalo ai bolzanini” che gli assicurerebbe l’assegnazione dell’areale della stazione. Chi non ascolterebbe infatti le richieste di tal generoso mecenate e benefattore della città? A nessuno sembra importare che, così facendo, per dei vantaggi a breve termine, una buona fetta della città verrebbe privatizzata e così sottratta al diritto di pianificazione da parte del comune e dei suoi cittadini.
Ancor più dubbioso è poi il fatto che il prof. ing. Konrad Bergmeister, presidente dell’Università di Bolzano, si sia schierato come membro del gruppo per la pianificazione generale a favore del progetto. Come più alto rappresentante della “Libera” Università di Bolzano, Bergmeister ha il dovere etico di mantenere una posizione superpartes, soprattutto in questioni così centrali per la città di Bolzano. Se Bergmeister si esprime apertamente come promotore di Benko, viene messa in dubbio anche la neutralità della stessa Università. Già nella sua funzione di direttore del BBT, negando la pubblicazione dello studio sulla salute Public-Health-Studie, Bergmeister è andato contro i principi base della libertà di ricerca.
Con questo suo atteggiamento non è più adeguato a ricoprire la carica di Presidente dell’Università e per questo motivo riteniamo che la Giunta, per coerenza, non dovrebbe più rinnovare il suo mandato nel Consiglio dell’Università ormai a breve scadenza.
Brigitte Foppa Riccardo dello Sbarba Hans Heiss
Bolzano, 29 maggio 2014

Interrogazione sui temi di attualità

Per la seconda volta: una mela al giorno…

Mele… leva il medico di torno, dice un famoso proverbio.
Sul tema avevamo consegnato un’interrogazione sui temi d’attualità per la seduta del Consiglio di maggio, con cui richiedevamo informazioni sulle attività di promozione delle mele sudtirolesi nelle scuole.
Nella risposta degli assessori alla scuola si fa riferimento al programma europeo Frutta nelle scuole. Secondo quanto si legge, la Giunta rifiuta ogni azione pubblicitaria nelle scuole e non è nemmeno a conoscenza di altre iniziative.
Allo stesso tempo, la EOS scrive sul suo sito che tra novembre 2013 e febbraio 2014 hanno partecipato a progetti sulle mele e sul latte nientepopodimeno che 600 classi e più di 7.000 scolari. L‘obiettivo secondo la EOS è quello di „sensibilizzare fin da subito in maniera giocosa i più piccoli sulla qualità offerta dai produttori lattiero – caseari e di mele altoatesini“
Pertanto si chiede:

  1. Com‘è possibile che tre assessori non sappiano nulla di un progetto di tali dimensioni?
  2. Perchè possono essere realizzate tali azioni, se la posizione della giunta è contraria all‘utilizzo delle scuole come luogo di promozione pubblicitaria?
  3. Accanto alla produzione integrata di mele e latte, viene pubblicizzata anche la produzione di latte e frutta biologici? E vengono informati sui loro derivati e il loro valore per la salute?

BZ, 28.05.2014
Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss

okti danke
Le elezioni europee e lo spoglio delle schede ormai sono alle nostre spalle e i Verdi dell‘Alto Adige/Südtirol si possono dire soddisfatti. Il risultato con il 9,9% (18.948 voti) confermano che con la candidatura Oktavia Brugger nella lista Per un’altra Europa con Tsipras siamo riusciti a dare una vera alternativa all‘elettorato eco-sociale.
Con questa lista siamo riusciti a superare lo scoglio del 4%, il che ci dimostra che la decisione di unirci alla lista Tsipras è stata strategicamente corretta.
Che poi Oktavia Brugger fosse la candidata migliore lo conferma il fantastico risultato personale: con 15.845 preferenza in Sudtirolo e 21.446 è stata la candidata più votata nella circoscrizione del nord-est.
Purtroppo questo risultato non basta per ottenere un mandato nel Parlamento europeo, poiché nelle altre circoscrizioni la lista Tsipras ha avuto un risultato migliore rispetto al nord-est. È proprio un peccato, perché siamo sicuri che Oktavia Brugger sarebbe stata una vera risorsa per la rappresentanza sudtirolese a Bruxelles.
E così rimane solo l‘SVP ad avere un mandato europeo. La legge elettorale elaborata con il beneplacito della SVP funziona dunque benissimo, nel rendere la vita degli altri il doppio più difficile. Per partiti sotto i 50.000 voti è infatti necessario inserirsi in liste nazionali, cosa che compromette molto la loro visibilità.
Nel nostro caso abbiamo subito un ulteriore danno, quando il resto dei Verdi italiani guidati da Marco Boato sono stati ammessi in extremis sulla scheda: per il nostro elettorato si è trattato di un elemento di grande confusione. Questa lista, a livello italiano, non ha nemmeno raggiunto l‘1%, ma i 7.500 voti che sono riusciti a raccogliere in Alto Adige in gran parte erano probabilmente voti di elettori che hanno dato la loro preferenza a Oktavia Brugger nella lista dei Verdi. Questa supposizione viene avvalorata dal numero risicato di preferenze ottenute dai candidati di questa lista in Sudtirolo (il più votato è stato Marco Boato con 339 preferenze!).
Tutti questi ostacoli rendono ancora più grande la soddisfazione per il risultato davvero positivo di Oktavia Brugger.
A Oktavia e a tutto il giovane team che l’ha supportata per tutto il corso della campagna va il nostro più sincero ringraziamento. E grazie anche alle nostre elettrici e ai nostri elettori, che ancora una volta ci hanno dato la loro fiducia e così motivazione e slancio per continuare nel nostro impegno politico.
 
Brigitte Foppa e Giorgio Zanvettor
Co-portavoci Verdi Grüne Vërc

(Nessuno) Spazio alle Donne.
Dopo che la Provincia ha costituito un Comitato per le comunicazioni quasi completamente al maschile (cinque uomini su sei di cui il presidente e il vicepresidente (http://www.comprovcomunicazioni-bz.org/it/chi-siamo/membri.asp), il Gruppo Verde in Consiglio provinciale ha presentato un’interrogazione sui motivi di tale composizione così evidentemente sbilanciata. Ora abbiamo la risposta della Giunta : nel comitato non c’era più posto per le donne perché si era già dovuto provvedere a sostituire uomini con donne in molti altri incarichi.
Siamo in un momento, in cui molti incarichi dirigenziali, fin’ora occupati quasi esclusivamente da uomini, devono essere riassegnati e gli uomini devono fare spazio.
Siamo consapevoli che questo provoca un senso di perdita e di discriminazione, ma nel contempo questo processo viene preteso dalla società e viene riconosciuto dalla legge. Le argomentazioni della Giunta provinciale ci sembrano infantili e arretrate: poiché le donne sono già rappresentate in Brennercom o nel parcheggio dell’ospedale(!), occupando posti prima assegnati agli uomini, si è dovuto lasciare quasi tutto il Comitato per le comunicazioni agli uomini!
Riteniamo che questa sia una decisione assurda e sbagliata, soprattutto per l’ambito delle comunicazioni, in cui è urgentemente necessario tenere alta l’attenzione sulle tematiche di genere.
Se l’atteggiamento della giunta non cambierà, la strada per una vera giustizia di genere sarà davvero lunga.

Brigitte Foppa, Consigliera provinciale
Evelyn Gruber-Fischnaller e Caterina Maurer, Co-portavoci delle Donne Verdi
Riccardo Dello Sbarba e Hans Heiss, Consiglieri provinciali

Bolzano, 22. maggio 2014

INTERROGAZIONE

Come si diventa Presidente di PensPlan?

Logo PensPlanIn data 12 maggio, è stato recapitato ai membri della 1a Commissione Legislativa l’invito a dare un parere sulla nuova composizione del CdA di PensPlan.
All’invito era allegata la lettera della Giunta Regionale in cui veniva presentata la proposta per il nuovo rappresentante della Regione all’interno del Consiglio d’amministrazione (il dott. Reiner Steger).
Si chiede pertanto alla Giunta Regionale:

  1. Quali sonoi criteri di valutazione che la Giunta aveva stabilito per la scelta della persona a cui assegnare tale incarico?
  2. Tra quali altre persone è stata fatta questa scelta?
  3. Quali erano i loro curricula?
  4. In cosa vede la Giunta la particolare idoneità del dott. Steger rispetto agli altri candidati?

A termini di regolamento si chiede risposta scritta

Consiglieri Regionali
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss
Bozen, 15.05.2014

Interrogazione

3 Presidenti con strane funzioni

3PresidentiPerDorfmannIn questi giorni, nelle case sudtirolesi è stata recapitata in questi giorni la pubblicità dell‘SVP per la campagna elettorale europea. In questo volantino, il candidato non viese sostenuto dai suoi compagni di partito, ma dai 3 Presidenti rispettivamente dell‘Alto Adige, del Trentino e del Land Tirolo.
A tal proposito di chiede alla Giunta provinciale:

  1. Quale compito istutuzionale assolve il Presidente della Provincia, facendo propaganda elettorale per un candidato?
  2. Il Presidente della Provincia ritiene sia compito suo reclamizzare singoli candidati?
  3. Secondo quali criteri il Presidente della Provincia fa propaganda elettora per determinate candidature e non per altre?
  4. Come ha intenzione di comportarsi il Presidente della Provincia in casi simili in futuro?

BZ, 19.05.2014
Consiglieri provinciali
Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss

Parco dello Stelvio: la politica preferisce le bandiere

Riccardo Dello SbarbaLa commissione dei 12 ha varato una bozza di nuova norma di attuazione che ora è all’esame dei ministeri. Momento opportuno, dunque, perché anche il Consiglio provinciale si esprima. Per questo avevamo presentato una dettagliata mozione in difesa delle piante, degli animali e del paesaggio unico e meraviglioso del Parco.
La norma di attuazione prevede la delega dell’amministrazione del Parco alle Province di Bolzano e Trento e alla Regione Lombardia. Fin qui tutto bene. Tuttavia mette in serio pericolo la tutela del patrimonio naturale del Parco poiché affida alle tre amministrazioni, in forma separata, la decisione sui confini, sulle tutele, sulle regole e sul piano del Parco, che ognuno deciderà da sé per il proprio territorio. Uno spezzatino di un territorio a “tutele variabili”. Di un parco degno di questo nome non resta molto.
La nostra mozione voleva invece rafforzare il carattere unitario del Parco nazionale dello Stelvio, attraverso un piano unico e unitario per tutto il Parco e un organismo anch’esso unitario che lo approva, il previsto Coordinamento implementato con una più forte rappresentanza delle associazioni ambientaliste e della comunità scientifica. Nella bozza della Commissione dei 12, invece, il coordinamento ha funzioni solo consultive e su 12 membri solo uno rappresenta gli ambientalisti, tutti gli altri le amministrazioni.
La discussione che ne è seguita ieri 14 maggio in Consiglio è stata kafkiana. Si parlava di “Parco nazionale dello Stelvio” e su quale concetto si sono accapigliati consiglieri e consigliere? Non su “Parco”, ma su “Nazionale”! Eva Klotz e Alessandro Urzì hanno furiosamente litigato sull’appartenenza nazionale e sull’autodeterminazione, Zimmerhofer ha proposto la fusione col Nationalpark Hohe Tauern, che ha un solo difetto: è piuttosto lontano dallo Stelvio (noi proponevamo un parco europeo transfrontaliero allargando lo Stelvio ai confinanti parco della Svizzera e all’Adamello-Brenta).
Anche la Svp si è dedicata a questo depistaggio: per Steger e Teiner con la provincializzazione si sarebbe superata la ferita (il parco nacque nel 1935) ben rappresentata dal termine “nazionale”. Peccato che nella norma approvata anche dalla SVP l’unica cosa a rimanere invariata è proprio la denominazione: “Parco NAZIONALE dello Stelvio”.
E così aquile, camosci e larici secolari hanno fatto le spese dell’ottusità di una politica capace solo di guardare indietro. Tra natura e bandiere, la politica preferisce le bandiere.
Bolzano Bozen, 15.5.2014
 

ConchitaWurstIl potere di gay e lesbiche: il trionfo di Conchita Wurst all’Eurovision Song Contest è una vittoria della cantante, del suo Paese e dell’Europa.
La vittoria di Conchita Wurst allo “Eurovision Song Contest” non è solo il trionfo di una cantante eccezionale con la splendida ballata “Rise like a phoenix”, ma anche un segnale forte di tolleranza, diversità e umorismo. Che una cantante gay riesca a vincere le selezioni nazionali e a raggiungere punteggi altissimi in quasi tutti gli stati europei è un segnale forte non solo per il settore dell’intrattenimento culturale, , ma anche per un’Europa aperta. L’appello accorato e per nulla forzato della cantante per i diritti di gay e lesbiche mostra chiaramente quale valenza politica possano assumere la cultura e l’intrattenimento.
Il fatto che sia la ORF che la Repubblica Austriaca, primo fra tutti il Presidente Fischer, si siano schierati in modo così chiaro perla cantante, onora anche lei. Conchita Wurst ci ha dato una bella lezione su come si possano unire glamour, eleganza e impegno civile e sociale e su come si possano rivendicare in maniera credibile i diritti delle minoranze sessuali: Chapeau!
Hans Heiss
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Bozen, 12. maggio 2014

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÁ

CANTIERE BRENNER BASISTUNNEL
Secondo i media di oggi, è stata realizzata la valutazione di impatto ambientale del Tunnel di base del Brennero, senza tenere conto dello studio sulla salute pubblica “Public-Health-Studie” di cui era stato incaricato il Prof. Lercher di Innsbruck. Se fosse davvero così, si ha davvero l’impressione che la mano destra non sappia quello che fa la mano sinistra! Il sospetto però è che lo studio, non per niente tenuto segretato per così tanto tempo, fosse un ostacolo per la valutazione di impatto ambientale.
Si chiede pertanto:
1. Sono corrette le affermazioni dei media e davvero lo studio del Prof. Lercher “Public-Health-Studie” non è stato preso in considerazione per la valutazione di impatto ambientale?
2. Se sì, con quale motivazione?
3. Nei media viene citato il centro d’osservazione del BBT, il quale afferma che lo studio sia già datato. Se davvero fosse così, come si pensa di controllare gli aspetti della salute pubblica nell’ambito di un progetto lungo diversi anni, se già nella fase iniziale si parla di informazioni datate?
4. Quali conseguenze trae la giunta alla luce dello studio del Prof. Lercher per la prosecuzione dei lavori del BBT.
BZ, 09.05.2014
Consiglieri provinciali
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss