Da tempo le pazienti e i pazienti sudtirolesi soffrono delle lunghe liste d’attesa nella sanità. Oggi veniamo a sapere dal direttore generale Schael e dalla Giunta che l’emergenza verrà affrontata con l’aumento delle visite private e che al momento sono in corso delle negoziazioni.
Dal nostro punto di vist
a, in questo modo, viene distorto completamente il mandato del servizio sanitario pubblico. La sanità viene finanziata con i contributi delle cittadine e dei cittadini e ha il chiaro incarico di garantire un servizio efficiente e razionale per la salute delle persone. Ci scontriamo oggi con le conseguenze negative di molte mancanze accumulate nel tempo: dalla informatizzazione, al servizio di prenotazione unico fino a misure tempestive contro la prevedibile e annunciata carenza di medici.
La assessora Stocker ha sicuramente ereditato molti cantieri aperti e problematici dal suo predecessore. Ciononostante riteniamo non sia corretto reagire a ogni grande problema complessivo con piccoli cerotti d’emergenza. Trasferire le visite mediche all’attività privata dei medici ci sembra essere un ripiego – con un problema in più, che in questo modo differenze di reddito portano a differenti prestazioni mediche.
Tutto questo non va a favore di una assistenza sanitaria pubblica, socialmente giusta e funzionale. Lo possiamo spiegare con un paragone: immaginiamo come sarebbe se la carenza di insegnanti venisse “risolta” con le lezioni private al pomeriggio – sarebbe ugualmente assurdo. La protesta delle associazioni per la tutela dei consumatori e dei pazienti e i dubbi all’interno del sistema sanitario stesso, come del direttore sanitario Lanthaler, sono giustificati e non devono essere ignorati dai piani alti del sistema sanitario provinciale.
Bolzano, 06.09.2017
Brigitte Foppa, Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba