HomeNewsInterrogazione: Maestre tramutate in guardie sanitarie?

Interrogazione: Maestre tramutate in guardie sanitarie?

Dal gruppo di rappresentanza del personale pedagogico delle scuole materne (KAS) riceviamo una lettera piena di dubbi e domande sulla questione vaccini. Noi Verdi condividiamo pienamente le loro perplessità.
Le maestre si chiedono, in vista dell’attuazione della legge statale sull’obbligo di vaccinazione, perché devono improvvisarsi esecutrici di misure sanitarie e si ribellano a tale incarico che non è parte delle loro competenze.
Fanno anche riferimento al fatto che in caso di pidocchi o di malattie infettive le maestre sono tenute alla protezione meticolosa della privacy. A maggior ragione ritengono che maneggiare dati relativi alle vaccinazioni sia per loro molto problematico.
Nella lettera si fa riferimento a una situazione legislativa assolutamente da chiarire per quanto riguarda le disposizioni per la protezione dei dati. Le maestre vogliono essere tutelate, in vista di eventuali denunce da parte dei genitori in tal senso.
Sappiamo che l’ispettorato delle scuole materne si sta già muovendo per fare chiarezza e dare sicurezza. Alcune domande però sembrano ancora aperte.
Pertanto chiediamo alla Giunta:

  1. La scuola materna è una istituzione scolastica o no? Con quale motivazione giuridica si può negare a un bambino o una bambina l’accesso alla scuola materna?
  2. Viene presa in considerazione la proposta da parte del personale delle scuole materne, affinché la gestione dei dati relativi alla certificazione dei vaccini venga gestita dall’azienda sanitaria (a cui gli asili consegnerebbero la lista degli iscritti di modo che l’azienda possa controllare autonomamente la situazione delle vaccinazioni)? Se no, perché? Perché non si è deciso questo modo di procedere fin dall’inizio?
  3. Come viene data tutela al personale di asili e scuole materne da eventuali denunce da parte dei genitori?
  4. Perché in Sudtirolo non si è optato per una proroga dell’applicazione della legge, viste le proteste, le difficoltà organizzative e lo stato attuale poco problematico della salute dei bambini nella nostra provincia? Una proroga non consentirebbe anche di affrontare la situazione complessiva con l’attenzione necessaria per valutare in maniera adeguata tutti gli aspetti coinvolti?

Bolzano, 06.09. 2017
Cons. prov.
Brigitte Foppa
Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba

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