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Valorizzare l’economia solidale

MOZIONE.

Le alternative all’attuale economia di mercato, orientata esclusivamente al profitto privato, non sono certo nate a seguito della crisi finanziaria ed economica globale del 2007 ma, sullo sfondo di questa grande recessione, l’opinione pubblica ha iniziato a mostrare grande interesse per questa nuova impostazione. La crisi delle risorse, del clima, dell’ambiente e della società evidenzia sempre più i punti deboli del sistema socioeconomico attuale. In quanto parte del sistema economico mondiale non possiamo esimerci dal considerare quanto contribuiamo alle ingiustizie, alla fame e alla povertà nel sud globale. Le riflessioni per trovare un modello economico alternativo si impongono quindi sempre più.

E questo nuovo “stile” dell’economia è già applicato con successo: nei settori più disparati esistono imprese che pur lavorando in modo socialmente ed ecologicamente responsabile realizzano profitti, e quindi non sono organizzazioni caritatevoli o di volontariato. Questo nuovo approccio, che mette al centro la solidarietà con l’uomo e con la natura, viene chiamato “economia solidale”. Le imprese economiche, sociali e culturali che hanno deciso di impegnarsi nell’economia solidale si contraddistinguono per un ciclo economico (dalla produzione alla vendita fino al consumo) in cui:

  • svolgono un’attivitá remunerativa senza però perseguire la massimizzazione dei profitti
  • utilizzano le risorse in maniera parsimoniosa
  • perseguono l’obbiettivo di migliorare le condizioni di vita della comunità
  • puntano sulla cooperazione
  • danno vita a una struttura aziendale autegestita e democratica
  • instaurano relazioni commerciali eque con il resto del mondo

Nel Trentino l’approccio etico e politico dell’economia solidale è sancito da una legge approvata dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento nel 2010 (la legge provinciale n. 13/2010 “Promozione e sviluppo dell’economia solidale e della responsabilità sociale delle imprese”) e applicata a partire dal 2013. In questa legge, la prima approvata in Italia, l’economia solidale è così definita: “Per ‘economia solidale’ si intende lo svolgimento dell’attività economica e culturale che consente il conseguimento di obiettivi d’interesse collettivo più elevati rispetto alle soglie fissate dalla normativa vigente; tale modalità è basata sulla valorizzazione delle relazioni tra i soggetti, su un’equa ripartizione delle risorse, sul rispetto e sulla tutela dell’ambiente, sul perseguimento di obiettivi sociali.” (articolo 2, comma 1 della legge della Provincia autonoma di Trento n. 13/2010). La legge trentina elenca 13 settori economici che vanno dalla produzione alimentare biologica, al commercio equo, al software libero, fino all’edilizia e al turismo sostenibili (articolo 3, comma 2 di detta legge provinciale n. 13/2010). Scopo di questa legge è quello di far conoscere e di sostenere l’economia solidale, i suoi settori e le sue imprese
Altre leggi per la promozione dell’economia solidale esistono nel frattempo a livello regionale in Emilia- Romagna (legge regionale n. 19/2014 “Norme per la promozione e il sostegno dell’economia solidale”) e a livello nazionale in Francia (loi/legge n. 856/2014 “L’économie sociale et solidaire”).

Anche in Alto Adige sarebbe bene dare all’economia solidale un sostegno a livello politico. Se guardiamo al contributo essenziale che le imprese dell’economia solidale danno nella nostra provincia alla società nel suo insieme assumendo un atteggiamento responsabile nei confronti della natura e dell’uomo, ci rendiamo conto che la loro presenza si percepisce troppo poco e che queste esperienze non sono valorizzate come meriterebbero. Inoltre manca un appuntamento regolare per uno scambio qualificato tra le imprese e i settori economici dell’economia solidale. Un opportuno sostegno, un’efficace informazione e un adeguato lavoro di rete contribuirebbero a rafforzare decisamente la percezione esterna di queste realtà e la loro autocoscienza.

Un primo giusto passo per promuovere l’economia solidale, costruire un network e dare visibilità a questo sistema economico potrebbe consistere nell’organizzazione di una “fiera dell’economia solidale”. La Giunta provinciale potrebbe proporre l’idea alla Fiera Bolzano SpA, di cui con l’88,84% delle quote è azionista di maggioranza. E questa “Fiera dell’economia solidale” potrebbe essere collegata ad analoghi eventi fieristici come per esempio la fiera Biolife. Le imprese dell’economia solidale dovrebbero poter partecipare a titolo gratuito.

Per questo motivo, Il consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale provvedere a quanto segue:

  1. Al fine di garantire lo scambio, il collegamento e la visibilità, e quindi il rafforzamento delle imprese dell’economia solidale, viene istituito un tavolo di lavoro intorno al quale possano riunirsi i e le rappresentanti dei vari settori e dell’ufficio provinciale competente. Il tavolo di lavoro provvede a promuovere e far conoscere l’economia solidale.
  2. Per la partecipazione al tavolo di lavoro viene elaborato un apposito disciplinare che in base ai criteri dell’economia solidale, individui imprese persone e progetti che vi corrispondono. Per elaborare tale disciplinare è possibile rifarsi, se necessario, alle esperienze in corso nelle altre regioni e in particolare in Trentino.
  3. Si incarica la Fiera Bolzano SpA di organizzare una “Fiera dell’economia solidale” per la promozione dell’economia solidale, dei suoi settori economici e delle sue imprese.
  4. La partecipazione è gratuita per chi soddisfa i requisiti di cui al citato disciplinare.
  5. Al fine di organizzare la “Fiera dell’economia solidale” di cui al punto 3 è prevista la partecipazione della Fiera Bolzano SpA al tavolo di lavoro di cui al punto 1.

Bolzano, 15/10/2019

Cons. prov.
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