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Studio Kolipsi II: peggioramento delle conoscenze della seconda lingua

Studio Kolipsi II: il peggioramento delle conoscenze della seconda lingua tra gli/le studenti non è un incidente di percorso, ma un difetto del sistema Sudtirolo.
Le proposte verdi.
L’analisi approfondita realizzata da Kolipsi mostra un risultato tanto chiaro quanto amaro: le conoscenze della lingua tedesca da parte degli/lle studenti italiani/e sono peggiorate proprio come le conoscenze della lingua italiana tra i/le loro coetanei/e tedeschi/e.
Lo sprofondamento avvenuto negli ultimi anni, per cui il 20% delle persone di lingua tedesca ha una conoscenza a dir poco scarsa della seconda lingua, un buon 50% la destreggia in modo passabile e addirittura il 45% della popolazione di lingua italiana è a malapena in grado di parlare tedesco, è ben più di una perdita di competenze. Il drammatico peggioramento rispetto al 2007/08 indica serie debolezze delle politiche all’istruzione e dell’insegnamento linguistico e significa una sconfitta per l’autonomia. Perché le conoscenze linguistiche sono la base per la convivenza e per la costruzione di un futuro comune.
I risultati dello studio, comparati con quelli del 2007/08, non sono giustificabili, ma richiedono azioni avvedute e con una chiara visione degli obiettivi:

  1. è necessario un controllo sistematico della qualità dell’insegnamento, della formazione e dell’aggiornamento del personale insegnante, con conseguenti provvedimenti migliorativi. Alle scuole e agli/lle insegnanti della seconda lingua dev’essere più che mai chiaro che l’insegnamento linguistico è una qualifica basilare dell’Alto Adige e che loro ricoprono una grandissima responsabilità in questo senso. Il sistema CLIL può avere successo solo se viene preparato con attenzione, applicato in maniera metodica e se viene valutato regolarmente e non se viene inserito come convulso intervento estetico.
  2. È imprescindibile – come spiegato degli esperti e dalle esperte dell’EURAC – un cambio di atteggiamento da parte di genitori e famiglie: se la conoscenza della seconda lingua viene considerata come mera qualificazione per il mercato del lavoro e il successo professionale è troppo poco. La seconda lingua merita di essere vissuta con gioia, deve essere riconosciuta come valore e deve essere praticata.
  3. Da parte dei responsabili politici, soprattutto della maggioranza, questo allarme merita di essere affrontato con delle riflessioni profonde e sostanziali: politica, economia, provveditorati e scuole dovrebbero a breve fare una valutazione comune dell’analisi Kolipsi e sviluppare un catalogo di riforme efficaci con obiettivi e tempi ben definiti.
  4. Come campo d’azione molto importante, lo studio nomina le politiche sociali: famiglie socialmente deboli sono le più colpite dalla perdita del plurilinguismo – a queste famiglie bisognerebbe dare un sostegno particolare.
  5. Una richiesta storica dei Verdi riprende slancio alla luce dei risultati Kolipsi: l’opzione di una scuola plurilingue, almeno come tentativo e possibilità di scelta dovrebbe finalmente essere presa in seria considerazione.
  6. E se è vero che l’incontro, il conoscersi e le occasioni di contatto sono condizioni chiave per bi- e plurilinguisco, allora è ancor più necessario attuare al più presto la mozione verde approvata nel 2014 per la costruzione di edifici scolastici comuni.

L’allarme lanciato dallo studio, per cui dobbiamo ringraziare i ricercatori e le ricercatrici dell’EURAC, è forte e chiaro: in gioco non ci sono solo le competenze linguistiche, ma il futuro dell’autonomia e della convivenza.
Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Vaccini obbligatori:
Salvata la pace dome
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