Deboli segnali di vita dalla Giunta sulla qualità dell’aria e sull’esplosione del traffico di transito. Urge una strategia complessiva per la diminuzione del traffico e incentivi per una mobilità ecosostenibile.

  • La Giunta reagisce con poca convinzione ai dati allarmanti sulla qualità dell’aria e all’esplosione del traffico di transito
  • Il traffico di transito deve essere ridotto in modo drastico
  • La politica dei trasporti della Giunta provinciale non risolve il traffico di transito (si veda la lista delle contraddizioni)
  • Al primo posto deve stare la salute delle persone

Di recente l’Agenzia per l’ambiente ha reso pubblici i dati sulla “qualità” dell’aria. Dopo anni di indolente passività e indifferenza nei confronti di valori preoccupanti delle emissioni di NOx soprattutto a Bolzano, Merano, Egna e Bressanone e sembra esserci ora un tiepido risveglio. Alla conclusione della sua carriera politica (e forse con l’obiettivo di una resa dei conti interna) l’assessore Theiner ha mandato per una volta qualche segnale di vita sul tema delle emissioni nocive e ha addirittura annunciato delle “misure concrete”. L’unico provvedimento di cui si discute è la possibilità di un divieto di transito per la autovetture diesel in singoli Comuni per il prossimo inverno. L’unico vantaggio di questo dibattito, che è stato subito strumentalizzato dai populisti di destra che si sono spacciati come unici difensori dei poveri “automobilisti imbrogliati”, è stato quello di risvegliare un minimo di consapevolezza verso il pericolo delle emissioni di NOx.
Nel complesso la reazione dell’assessore è risultata al solito essere a dir poco scoraggiata – e l’attenzione sul traffico individuale interno distoglie dal vero problema.

Eppure basterebbe guardare al Tirolo. La valanga di traffico che attraversa le Alpi è ormai da anni nel dibattito pubblico e punto fisso dell’agenda politica tirolese. Misure come limiti di velocità (limite dei 100km/h), divieto di transito settoriale e ora anche il blocco del traffico alternato sono state messe in atto con successo del governo nero-verde. Quaggiù ci si è comportati invece come se il vento da sud soffiasse via tutti i gas nocivi. Quando gli ambientalisti parlano apertamente dei pericoli crescenti per la salute vengono additati come retrogradi ostacolatori del progresso e della modernità. Il ricorso del Dachverband al TAR del Lazio è stato ignorato dall’opinione pubblica, proprio come le misure decise dal Consiglio provinciale e dall’Assemblea congiunta tra Bolzano, Trento e Innsbruck per una riduzione delle emissioni nocive. Questi provvedimenti vengono derisi dalla maggior parte dei rappresentanti politici e da gran parte dell’opinione pubblica vengono considerati come innocue “tigri di carta”, nonostante siano stati discussi con serietà e impegno.

Esempi:

Bisognerebbe per prima cosa essere d’accordo sul principio di base: il traffico di transito deve essere ridotto. E invece la posizione della giunta in proposito è estremamente contraddittoria:

Contraddizione numero 1: la terza corsia

Si finisce a parlare regolarmente della terza corsia dell’autostrada, di recente è successo a Natale 2017. La terza corsia dinamica è già realtà nella parte meridionale della provincia. Ma addirittura il presidente dell‘A22 Pardatscher ha ammesso che comporta solo nuovi colli di bottiglia a nord di Bolzano e a Trento. Le/gli utenti si chiedono semplicemente come questa cosa possa convivere con i divieti di transito.

Contraddizione numero 2: Il trasporto pubblico locale non risolve il problema dei transiti

I progressi, soprattutto le intenzioni annunciate per il trasporto pubblico locale sono da riconoscere. Ma questi puntano solo alla conversione della mobilità locale. L’autostrada del Brennero resta il più grande fattore di traffico della Provincia. L’effetto calamita della A22, dato dalla combinazione fatale di pedaggi a basso costo in Italia e carburanti a basso costo in Austria, è ormai noto e ha fatto sì che nel frattempo 16 milioni di veicoli passino annualmente lungo l’autobrennero. E la tendenza è in costante crescita.

Contraddizione numero 3: Nemmeno deviando il traffico si risolve il problema

Le risposte alle nostre interrogazioni lo dimostrano chiaramente: nuove tangenziali producono nuovo traffico. Nella Bassa Atesina il traffico è notevolmente aumentato dopo la realizzazione delle tangenziali. Il traffico pesante è aumentato in modo particolarmente evidente. E allo stesso tempo anche il traffico sulla A22 è aumentato.
Altrettanto poco risolutorie sono altre misure di deviazione come incanalare l‘autostrada in un tunnel. A livello più ampio, anche le tanto richieste di deviazione attraverso altri passi alpini porterebbero sì sollievo alla popolazione locale, ma sposterebbero il disagio su altri territori. Si otterrebbe però per lo meno una suddivisione più giusta del peso senza accollare all’asse del Brennero e alla sua popolazione il carico maggiore dell’ondata di traffico.

Contraddizione numero 4: il BBT offrirà una soluzione solo parziale

Il tunnel di base del Brennero, tanto decantato come soluzione al problema, trasferirà non prima di nove anni una parte del trasporto merci su rotaia, per una parte della tratta – forse.
Ultimamente gli stessi camionisti hanno chiesto di ridurre le attese verso la capacità risolutoria del BBT, cosa che dovrebbe fa riflettere. Ad ogni modo il problema dei transiti rimarrà a carico dei restanti 85 km dell’asse del Brennero. Anche i sostenitori del BBT ammettono che il BBT potrà funzionare solo se accompagnato da adeguate politiche sui trasporti. Finora, eccetto l‘evocazione dell‘Eurovignetta da parte del Presidente Kompatscher, di queste misure non se ne sono viste. E ancora non si vedono nemmeno lontanamente le colonne portanti del progetto BBT, come i progetti di realizzazione delle tratte d’accesso, la tangenziale di Bolzano o la tratta attraverso la Bassa Atesina – a nove anni prima dell’annunciata apertura anche non c’è prospettiva per il tratto di traffico più densamente popolato.

Contraddizione numero 5: il triste ruolo della RoLa

Alla presentazione degli allarmanti dati sull’NOx l’assessore Theiner ha annunciato il potenziamento dell’autostrada ferroviaria (RoLa). Sono parole vuote visto che da anni la RoLa è in fase discendente e nel frattempo solo 0,5% del traffico pesante avviene su rotaia (18.000 di 3,6 milioni di TIR) e soprattutto visto che non si vede traccia di soluzione per il terminal delle merci richiesto anche dagli spedizionieri.

Contraddizione numero 6: l’incomprensibile acquisto di autobus diesel  

Il catalogo dei provvedimenti per la riduzione dell’NOx del 2011 prevedeva tra le altre cose il rinnovo del parco rotabile del trasporto pubblico locale. La delibera con cui la Giunta ha deciso l’acquisto di 124 autobus diesel per un valore di 38 milioni, alla luce del fatto che anche autoveicoli Euro6 nella realtà emettono troppi NOx, risulta incomprensibile e incoerente.

Contraddizione numero 7: la Giunta ha a disposizione dati e fatti  

Dalle dichiarazioni delle ripartizioni provinciali emerge che delle soluzioni sono necessarie e possibili.

  • Nelle considerazioni finali del “Programma per la riduzione dell’inquinamento da NO2” si affermava già nel 2011, che “per poter ottenere il raggiungimento del valore limite dell’NO2 (40 μg/m³) entro il 2015 sono necessarie riduzioni delle emissioni autostradali dell’ordine  del  40 – 50%. Tale obiettivo non appare raggiungibile senza una riduzione dei volumi di traffico”.
  • Nella risposta alla nostra interrogazione sulla RoLa l’assessore Mussner afferma che con l’impiego delle RoLa si potrebbe ottenere una riduzione del 10% della concentrazione di NO2 (con 1.400 TIR al giorno, che corrisponde sulla carta al carico massimo).
  • Lo studio EURAC (Marzo 2017) sui costi esterni del trasporto merci mostra che i costi a carico della collettività, intesi come effetti sul clima globale, sul clima locale, l’inquinamento acustico, rischio di infortuni e di ingorghi sulla strada, per tonnellata di merci trasportate su gomma sono 3-400 volte più elevati rispetto a quelli del trasporto su rotaia.

Più contraddittorio di così è difficile. Al contempo non dovrebbero esserci dubbi sulle priorità da dare: al primo posto deve stare la salute delle cittadine e dei cittadini che abitano, vivono e respirano lungo l’asse del Brennero. Ci aspettiamo che la Giunta, oltre a indifferenza ed enunciazioni provocatorie, proponga una strategia complessiva per la riduzione del traffico di transito, in coordinamento con altre regioni alpine e che a livello locale e sovraregionale punti con decisione alla riduzione del traffico su gomma.

Bolzano, 10 aprile 2017

Allegati:
Mozioni del Gruppo Verde che verranno discussi dal Consiglio provinciale di aprile:
1. Proposta di introduzione di un sistema di Tutor sull’autostrada del Brennero
2. Proposta per la riduzione del bollo auto per autoveicoli che emettono meno gas serra

La travolgente crescita del turismo in Alto Adige ci sta davanti agli occhi: nel 2017 si sono avuti circa 32,4 milioni di pernottamenti e 7,4 Milioni di turisti. Certo, non arrivaiamo ai 47 milioni di pernottamenti del vicino Tirolo, tuttavia il Sudtirolo è una delle mete turistiche più gettonate dell’intero arco alpino. In solo 10 anni i pernottamenti sono cresciuti di 5 milioni: nel 2007 erano infatti 27,4 milioni.

Questa crescita è stata per lungo tempo accompagnata da un modesto aumento di strutture e letti. Ma dal 2016 vi è stata una vera e propria esplosione: più alberghi e più grandi, e in aggiunta un notevole aumento di posti letto.

Solo nella stagione 2016/17 si è raggiunto i 260.00 metri cubi di nuova volumetria costruita: più dfi quanto è stato costruito per la edilizia sociale dal 2007 ad oggi! E la corsa continua anche nel 2018, come dimostra gli esempi che oggi portiamo.

L’aumento dei letti mostra tendenze simili. La legge urbanistica fissa un tetto massimo di 229.088 letti in strutture ricettive su scala provinciale. Questo obbiettivo, fissato nel 1997, non è stato raggiunto per lungo tempo. Ancora nel 2006 i letti totali erano 216.326. Negli ultimi tempi però si è accelerato: in un solo anno si è avuto ujn aumento di ca. 4000 letti, per un totale di 223.987 che ci porta in vista del tetto massimo fissato.

Le conseguenze di questo sviluppo – a parte un effetto positivo sulla congiuntura economica e sull’occupazione – sono chiare:

  • Peggioramento della qualità della vita e del traffico. Il boom del turismo e l’affollamento di ospiti sono un peso crescente e intasano le vie di transito. I sentieri, i centri storici, le osterie e le strade sono piene non solo nell’alta stagione. Il peso sulla natura e l’ambiente è evidente.
  • Il boom edilizio nel turismo sconvolge il paesaggio. Le tante strutture alberghiere in formato gigante somigliano a stabilimenti industriali nella loro funzione di “fabbriche di servizi” – ma al contrario dei capannoni industriali sorgono nei punti più belli e visibili della provincia.
  • Gli esercizi familiari sono sotto pressione. L’aumento di letti favorisce le grandi imprese, mentre le imprese familiari, così tipiche del Sudtirolo, vengono marginalizzate o addirittura messe fuori mercato. Ma il gigantismo rende fragili: in situazioni di crisi il rischio è la svendita a società sovranazionali oppure la trasformazione in appartamenti e seconde case.
  • Manca la forza lavoro? Negli ultimi mesi si è registra di nuovo una carenza di personale, e questo rischia di infiammare di nuovo la corsa ad accaparrarsi le collaboratrici e i collaboratori più qualificati.

Noi Verdi negli ultimi mesi abbiamo documentato dimensioni, estensione e architettura di alcune imponenti strutture alberghiere in diverse zone della provincia e non possiamo che essere preoccupati di queste costruzioni che vengono autorizzate velocemente e senza problemi, semplicemente approfittando le maglie larghe della legislazione urbanistica.

Un esempio: l’Hotel Weinegg di Cornaiano. Questo albergotto di ben 72 letti ha ottenuto, grazie al piano attuativo, il permesso di ampliare il suo volume da 17.200 a 35.000 metri cubi – quasi un raddoppio. Ma non bastava. Con una seconda autorizzazione il volume alla fine del 2017 è stato ulteriormente aumentato di altri 10.500 metri cubi, con la motivazione che un albergo a cinque stelle necessita di ampi spazi. Il fatto che tra breve la nazionale tedesca verrà al Weinegg a prepararsi per i campionati mondiali di Mosca non è una coincidenza – ha contribuito notevolmente a velocizzare tutte le procedure di autorizzazione.

Conclusione: nelle dolci colline dei vigneti di Cornaiano nasce un complesso che modifica in modo permanente il paesaggio – e non in meglio!

Il Weinegg è solo un esempio di una serie di nuovi complessi alberghieri enormi che rapidamente sorgono ovunque, oltre a veri e propri villaggi turistici. Tanto che non siamo più solo noi Verdi a chiedere di fermare o perlomento rallentare questa evoluzione.

Ecco le nostre proposte:

  • No a ulteriori “Programmi di sviluppo turistico” e revisione dei “Programmi” già stilati, specie nei Comuni ad alta densità turistica.
  • Mantenimento del numero massimo totale di letti come stabilito e suo inserimento nel nuovo disegno di legge Territorio e Paesaggio (che non lo prevede più).

Chiediamo:

  • di prevedere, nella nuova legge Territorio e Paesaggio, che le nuove costruzioni ad uso turistico possano essere realizzate solo all’interno del perimetro insediativo;
  • di non prevedere le cosiddette „zone a destinazione particolare“ nel disegno di legge (art. 33) e di fissare delle precise direttive e chiari limiti a tutti gli ampliamenti previsti; nessuna deroga nei piani urbanistici!
  • che venga istituito un tavolo specifico in cui associazioni di categoria, parti sociali, ricerca e associazioni ambientaliste possano discutere a fondo delle prospettive e del futuro del turismo in Alto Adige.

Non è possibile andare avanti con questo turismo „avanti tutta“, che rischia di stravolgere il carattere del Sudtirolo, il suo paesaggio e la natura, ma anche la sua società e il suo mercato del lavoro.

Hans Heiss
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

Bolzano, 09.03.2018

 

L’operazione era stata annunciata in grande stile: la trasformazione di Pensplan Invest in società in house delle due Province autonome avrebbe garantito a Trento e Bolzano “uno strumento finanziario fondamentale per lo sviluppo economico del territorio”, come aveva dichiarato il Presidente Kompatscher.

Ma come è successo anche altre volte, quell’annuncio è finora rimasto lettera morta. Come conferma la risposta dello stesso Kompatscher a una nostra interrogazione, contro tutta l’operazione “Invest in house” è stato presentato un ricorso al Tar e – pur dichiarando ufficialmente che le due cose non sono in connessione – le operazioni di acquisizione di Invest da parte delle due Province “sono tuttora in fase di analisi”. Su che cosa preveda questa “analisi” il Gruppo Verde ha presentato già oggi una ulteriore interrogazione.

Intanto l’ammissione di un blocco dell’operazione contenuta nella risposta odierna di Kompatscher è già interessante.

Qui trovi l’interrogazione.

Interrogazione urgente dei Verdi
A Bolzano chiudono le strutture di accoglienza, quasi 200 persone senza dimora restano per strada, che cosa intende fare la Provincia? Servono strutture di soccorso umanitario. L’idea che “se ne andranno” è una pericolosa illusione. Il gruppo Verde in Consiglio provinciale ha presentato un’interrogazione urgente alla Giunta provinciale, che verrà discussa la prossima settimana durante la sessione dedicata alle “questioni di attualità”.
PDF

Interrogazione su temi di attualità

Cartelli di pericolo pesticidi

Il Piano d’azione nazionale PAN prevede che quando i contadini irrorano pongano ben in vista dei cartelli con cui informano e avvertono chiaramente i/le passanti. Il messaggio deve essere chiaro: “Attenzione! Uso di fitofarmaci” con l’uso del pittogramma adeguato a segnalare il pericolo. Per le superfici pubbliche deve esservi riportata anche la data in cui sarà di nuovo possibile calpestare quel suolo.  Secondo le decisioni prese dalla Giunta, leggiamo dai giornali che il messaggio da esporre, concordato con il Bauernbund, è il seguente: “Fläche möglicherweise mit Pflanzenschutzmittel behandelt – “Campo eventualmente trattato con fitofarmaci”.  L’assessore ha dichiarato che il messaggio deve essere scritto in modo da non spaventare i cittadini e i turisti.

Si chiede:

  1. L’Alto Adige ha competenze per i temi di protezione della salute dei cittadini e delle cittadine?
  2. Il provvedimento in questione riguarda solo l’assessorato all’agricoltura o anche quello alla salute?
  3. Il provvedimento provinciale sembra appianare molto la normativa statale: perché? La Provincia ne ha davvero facoltà? O incorre in qualche sanzione?
  4. È vero che la Giunta ha deciso di non fare uso di pittogrammi per avvertire il/la passante del pericolo? Se questo è il caso, come si intende informare correttamente anche persone che non sono in grado di leggere (ad es. persone analfabete, bambini/e, straniere/i, ecc.)? Se invece non è il caso, quali pittogrammi si intende usare?
  5. Oltre al Bauernbund sono stati coinvolti nella decisione anche altri portatori di interesse, come appunto le associazioni dei consumatori, le associazioni del cicloturismo, ecc.?

Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss

Bolzano, 22/03/2018

  • La correlazione tra la morte delle api e l‘uso dei pesticidi è stato confermato dallo studio Apistox del 2017
  • Per questo motivo sono state discusse e promesse diverse misure
  • Gli apicoltori continuano a lamentarsi delle derive dei pesticidi sui pollini
  • Il Gruppo Verde vuole sapere se sono adottate delle misure adeguate

Dopo che lo studio Apistox (Febbraio 2017) ha dimostrato la  correlazione tra la morte delle api e l’uso dei pesticidi, il Gruppo verde ora vuole sapere se sono stati presi dei provvedimenti adeguati.

Per rinfrescare la memoria: alla conferenza stampa sullo studio Apistox era stato detto che il principio attivo , Chlorpyrifos-ethyl, sarebbe stato vietato in tutto il Sudtirolo. Oltre a quello era stata espressa l’intenzione di cercare con maggiore impegno delle alternative a insetticidi pericolosi per le api, i quali contengono Neonicotinoide. Allo stesso modo veniva eliminata dal programma AGRIOS la pacciamatura alternata come metodo per la cura del terreno nella frutticoltura. I fiori di campo, che crescono ai piedi delle piante e che attirano le api nei meleti anche dopo la fioritura, devono essere completamente eliminati dagli agricoltori, i quali allo stesso tempo devono creare delle alternative verso cui attirare le api nei periodi meno abbondanti di fiori. Come provvedimento ulteriore, l’assessore LR Schuler aveva accennato alla possibilità di limitare le irrorazioni nei momenti in cui le api non volano, cioè di notte o di primo mattino.

“Numerosi apicoltori e apicoltrici si sono rivolti a noi con serie preoccupazioni riguardo la commercializzazione dei pollini – spiega Brigitte Foppa – e per questo presentiamo l’interrogazione”. Tanti di loro, infatti, temono che le derive siano troppo elevate. Per i pollini la situazione è ancora più difficile che per il miele, poiché praticamente non esistono pollini sudtirolesi in zone frutticole che non siano contaminati.

Pertanto poniamo alla Giunta i seguenti quesiti:

  1. Quali conclusioni tra l’assessore dallo studio Apistox, a un anno dalla la sua pubblicazione?
  2. Esiste ancora in Alto Adige del miele in cui non siano presenti derive da fito“sanitari“?
  3. Come si devono comportare gli apicoltori, che temono le derive nei pollini?
  4. L’assessore è consapevole che non solo le mele vengono impollinate dagli insetti, ma che l’80% della produzione alimentare dipende da loro?
  5. L’agricoltura integrata dell‘Alto Adige può rinunciare a Neonikotinoide e Glifosato? Sono davvero stati tolti dalla circolazione questi principi attivi dopo la pubblicazione dello studio? 
  6. Si sta pensando a delle alternative (dove le api possano trovare fonti per la loro alimentazione nei periodi tra le grandi fioriture) che dovrebbero venire create al più presto possibile? Che cosa è già stato fatto a questo proposito?
  7. È stata ponderata la creazione di aree protette?
  8. Il provvedimento sulla limitazione dell’irrorazione alle fasi della giornata in cui le api non volano è stato attuato?
  9. In quale forma è stata continuata l’attività di ricerca presso la Laimburg, secondo quanto annunciato dal direttore?

In allegato trovate l’interrogazione completa con ulteriori informazioni.

Brigitte Foppa
Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba

Bolzano 14/03/2018

Un diritto di civiltà grazie a una mozione del gruppo verde approvata dal Consiglio provinciale

Chi lo desidera potrà nominare una persone di propria fiducia, anche diversa dai familiari, a cui il personale della sanità potrà rivolgersi per ogni decisione riguardante il trattamento terapeutico e che avrà gli stessi diritti di accesso e visita in caso di ricovero ospedaliero. L’indicazione di questa persona sarà registrata nella cartella sanitaria elettronica e dunque sempre disponibile.

Questo diritto di civiltà entra in Alto Adige grazie alla approvazione da parte del Consiglio provinciale di una mozione dei Verdi, che in questa legislatura si sono particolarmente impegnati nel campo dei diritti civili. L’approvazione della mozione sulla “persona di riferimento” (in allegato) segue di poco l’approvazione di un’altra mozione, sempre dei Verdi, sul “testamento biologico” (vedi: http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/idap_441779.pdf).

Quest’anno l’8 marzo, la giornata in cui da più di 100 anni si celebrano i diritti delle donne, cade proprio durante la settimana di Consiglio provinciale. Su iniziativa del Gruppo Verde più gruppi consiliari hanno anticipato alcune mozioni con al centro le realtà, i problemi, le preoccupazioni delle donne e verranno discusse questa settimana. Noi verdi ne presentiamo due:

Nella mozione “Odonomastica femminile – donne in piazza” portiamo l’attenzione sulla percezione delle donne nella nostra società e sulla loro invisibilità nella denominazione di strade e piazze – come se solo gli uomini avessero contribuito in modo significativo allo sviluppo storico, sociale, politico e scientifico. Per questo motivo più strade e piazze dovrebbero essere intitolate a donne, in modo da riconoscere pubblicamente l’importanza delle ormai tante personalità femminili e dei loro meriti. A tal fine si chiede di istituire una banca dati con nomi femminili significativi.
Testo completo su: http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/idap_503309.pdf

La seconda mozione si occupa delle settimane subito dopo il parto/la nascita. Chiediamo tre settimane di paternità obbligatoria per i compagni (e le compagne) delle madri, poiché è proprio nelle prime settimane dopo la gravidanza che la presenza del/la partner può essere di supporto alla fragilità e così alla salute psicologica della madre e del neonato. E le prime settimane sono anche importanti per la relazione tra padre e figlio/a.
Testo completo su: http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/idap_486986.pdf

Le mozioni delle colleghe sono visualizzabili sul sito del Consiglio provinciale:

Le donne in Consiglio provinciale, nonostante le divergenze politiche, si fanno sentire per i diritti e i problemi delle donne e pensiamo sia molto importante.

Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Regolarmente la memoria storica di Andreas Hofer viene abusata per interessi di spicciola politica attuale. Non bisogna lasciare il 20 febbraio alle sole forze politiche di destra, le quali da sempre intendono strumentalizzare la data per „testare“ il patriotismo locale. Un simile utilizzo della storia è già interdetto dai fatti storici stessi, alquanto complessi e articolati. Gli anni campali dell 1809/10 non vanno certo ridotti a meri messaggi reazionari.

Quali rappresentanti di LeU-Verdi chiediamo pertanto di volgere lo sguardo al Hofer storico, e contrapponiamo alle sparate „stratosferiche“ dell’odierna manifestazione di Merano alcune considerazioni:

Andreas Hofer rappresenta, nel suo tempo, un movimento popolare „dal basso“, che fu anche una protesta verso il tradimento dei „príncipi“ e della loro politica di gabinetto. Lasciato solo dagli Asburgo, ma anche rifiutando alternative onorevoli e compromessi di pace da parte dei franco-bavaresi, la rivolta tirolese era destinata a fallire sin dall’inizio. Lo slogan „a dio, imperatore e patria“ del monumento meranese, opera di Emanuel Pendl, non può pertanto rendere pienamente giustizia al Hofer storico.

Il monumento stesso fu eretto solo nell’ottobre del 1914, già in piena guerra, e fu da subito funzionale al bellicismo della Grande Guerra, eliminanda dall’immagine ufficiale di Hofer ogni elemento sovversivo o anarchico. Se però si vuole restituire al comandante tirolese il suo reale ruolo storico, bisogna mettere in luce la sua lotta per lo status quo ante in una visione che attesta la piena partecipazione popolare al processo storico. D’altro canto, Hofer rappresenta anche i momenti reazionari e di non compromesso che distinsero la sollevazione tirolese i quali sfociarono in un sanguinoso fallimento.

Pertanto, chi oggi intende strumentalizzare Andreas Hofer per motivi politici d’attualità, per esempio spudoratamente coniugando la sua figura al dibattito sul doppio passaporto, si infischia del reale dato storico e non propone che patetico Agit-prop di bassa lega.

Hannes Obermair, Norbert Lantschner, Laura Polonioli, Vanda Carbone
Candidati di Liberi e Uguali per le Elezioni Politiche

04/03/2018

Care amiche, cari amici, liebe FreundInnen!

Lanciamo Lantschner – Für das andere Südtirol in Rom
Wir brauchen deine Hilfe – Abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Nonostante tutti i nostri sforzi, molti nostri elettori e molte elettrici non sanno ancora che domenica esiste un’alternativa concreta alla rappresentanza SVP a Roma. Irritati dall’assurda legge elettorale e dalla “manovra Boschi” molte cittadine e cittadini sudtirolesi hanno ormai rinunciato alla speranza di poter mandare a Roma un altro rappresentante non-SVP.

Non è così! In tutti i collegi dell’Alto Adige/Südtirol e del Trentino, se si mette la croce sul simbolo di “Liberi e Uguali”, il voto va automaticamente al nostro capolista Norbert Lantschner. Norbert ha davvero la possibilità di essere eletto – chiaramente solo se la lista ottiene un buon risultato.

Ti chiediamo quindi di sostenerci attivamente.

Per prima cosa, ti chiediamo di votarci domenica.

In secondo luogo, ci potresti essere decisivo se:

  • inoltri questa e-mail alle tue amicizie e conoscenze
  • condividi sui social media il nostro appello al voto
  • racconti a più persone possibili che esiste una possibilità reale di mandare Norbert a Roma, se mettono la croce sul simbolo rosso di “Liberi e Uguali”.

Solo insieme possiamo riuscire a battere almeno un pochino lo strapotere presente nella nostra Provincia e a offrire una rappresentanza politica diversa a Roma.

Grazie per il sostegno!