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La prima dichiarazione linguistica deve essere libera

COMUNICATO STAMPA.

Dichiarazione linguistica nominativa: la riforma del 2005 non ha raggiunto l’obiettivo. Lo svelano i dati che il gruppo verde ha ricevuto dal tribunale. Eliminare le penalizzazioni per scegliere liberamente almeno la prima volta

La giornata internazionale della lingua madre che cade il 21 febbraio ci invita a fare qualche riflessione sulla convivenza tra gruppi linguistici e i suoi istituti, in particolare sulla discussa dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico. Dai dati emersi nella risposta a interrogazioni del Gruppo Verde in Consiglio provinciale emerge un quadro ancora problematico: nonostante la riforma del 2005 che doveva fare in modo che la dichiarazione fosse resa solo da chi ne ha effettivo bisogno, come vuole la legislazione europea e nazionale sui dati sensibili, i dati dimostrano che invece in Sudtirolo si fa ancora un censimento linguistico nominativo a tappeto, assolutamente sproporzionato.

Risulta infatti che in tribunale siano depositate quasi mezzo milione di dichiarazioni nominative, praticamente tutta la popolazione, mentre le persone che le utilizzano davvero sono meno di 9.000 all’anno, cioè appena il 2% di chi si dichiara (il dato delle dichiarazioni ritirate a fini di proporzionale si ricava nella risposta sottraendo dal numero di accessi all’ufficio competente il numero di persone che accedono per depositare la prima dichiarazione. E va tenuto conto che molti sono accessi plurimi di una stessa persona, quindi il numero complessivo di chi ritira la dichiarazione per usi di legge potrebbe essere più basso).

Com’è possibile?

Semplice. Nella norma di attuazione “riformata”, la commissione dei 6 inserì – su spinta dei rappresentanti Svp – così tante penalizzazioni per chi non si dichiara appena compiuta la maggiore età, che per non sbagliare la gente si dichiara in massa ugualmente, anche se non ne ha bisogno.

La conseguenza è che in questo modo, si fa ancora una rilevazione a tappeto di un dato sensibile che serve a una minoranza e non c’è quella proporzionalità richiesta dalle leggi sui dati sensibili.

“Da sempre ci battiamo affinché queste penalizzazioni vengano tolte. Con una mozione proponiamo una riforma della dichiarazione linguistica che renda libero il momento in cui fare la prima dichiarazione. Togliere ogni penalizzazione o svantaggio alla dichiarazione della madre lingua è indispensabile per far fare un passo avanti alla convivenza.” così il primo firmatario della mozione Riccardo Dello Sbarba.

Bolzano, 20/02/2022

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

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Author: Heidi

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