HomeComunicati stampaI tempi sono maturi per un nuovo plurilinguismo in Alto Adige/Südtirol

I tempi sono maturi per un nuovo plurilinguismo in Alto Adige/Südtirol

Apriamogli la porta!
Il nostro sostegno all’iniziativa del senatore Palermo.

Francesco Palermo ha portato in questi giorni in Senato una richiesta storica dei Verdi, cioè la possibilità di offrire nelle scuole anche classi plurilingui.
Alla proposta molto cauta e ponderata del senatore Palermo, il Sudtirolo conservatore ha reagito subito con un atteggiamento difensivo e di rifiuto, dipingendo nuovamente uno scenario minaccioso verso il disfacimento della minoranza tedesca.
Particolarmente sconcertante in questa occasione è l’atteggiamento della SVP. Ancora sabato scorso alla conferenza della Consulta provinciale dei genitori, l’assessore Achammer si è espresso a favore di un Alto Adige plurilingue. Ora invece ci si chiude di nuovo a riccio contro la libertà di scelta delle famiglie, ormai sempre più richiesta.
Lo stesso atteggiamento lo abbiamo potuto constatare quando nel 2016 abbiamo discusso in commissione legislativa il nostro disegno di legge provinciale sulla scuola plurilingue*. Allora la nostra proposta è stata bocciata con la motivazione che non si voleva creare una corsia preferenziale.
Ci spiace vedere che il Sudtirolo governativo sia pietrificato dalla paura nei confronti dei partiti di destra e si barrichi contro una strada richiesta a gran voce da più parti e ormai provata e riconosciuta in molti altri Paesi. Il coraggio e la volontà della giunta a provare nuove strade sono ora alla prova del nove.
La modernità e l’apertura mentale collegate a questa strada sarebbero urgentemente necessarie per la nostra provincia, anche per poter utilizzare al meglio la nostra ricchezza interiore. Sull’uscio di casa abbiamo la possibilità del plurilinguismo e della padronanza di più lingue. È proprio lì, a portata di mano. Lasciamola entrare.
Cons. prov.
Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss
21.02.2017
*”Grazie” all’assurdo regolamento interno del Consiglio provinciale, anche questo nostro disegno di legge non riuscirà a essere trattato in aula, poiché di iniziativa della minoranza.

Approvato il CETA al
Sanità: nessuna “
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