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Che “Klimaland”?

L’ampliamento dell’aeroporto sotto la lente della Convenzione delle Alpi

Flughafen Landebahn Blick Burggrafenamt
Da quando è cominciata la discussione sul progetto di ampliamento dell’aeroporto è stata ripetutamente citata la Convenzione delle Alpi. Le persone critiche verso questo progetto si sono chieste giustamente se questo trattato internazionale consenta o meno l’ulteriore ampliamento dell’aeroporto. Partendo da questo dubbio, il Gruppo Verde in Consiglio provinciale ha chiesto un parere in merito alla CIPRA Austria. Lunedì 8 maggio il “servizio giuridico” della CIPRA ci ha consegnato il proprio parere scritto.

In sintesi, la CIPRA afferma che: “L’impatto complessivo del progetto per l’ampliamento dell’aeroporto appare in ogni caso in forte attrito (in einem starken Spannungsverhältnis) con gli obiettivi del Protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi”.

Atri punti confermano i dubbi dei critici dell’ampliamento dell’aeroporto:

  1. Il potenziamento del trasporto aereo è in contraddizione con il principale obiettivo del Protocollo trasporti di diminuire le emissioni dannose e di spostare i trasporti su rotaia.
  2. In base all’articolo 12 del Protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi, il potenziamento dell’aeroporto di Bolzano va considerato “significativo” per l’aumento dell’impatto ambientale e acustico e rientra tra quegli interventi che vanno possibilmente evitati o limitati, valutando con attenzione se esistano alternative più ecocompatibili.
  3. Le possibili alternative devono essere analizzate con la stessa accuratezza con cui è stato valutato l’ampliamento dell’aeroporto. Va valutata in primo luogo la possibilità di potenziare i collegamenti via treno con gli aeroporti già esistenti nelle vicinanze e più in generale le possibilità di migliorare la mobilità attraverso il potenziamento del sistema di trasporto pubblico. Questi interventi devono avere la priorità su ogni “significativo ampliamento” dell’aeroporto.
  4. Nella legge provinciale, così come nel piano di sviluppo, non vengono presi in considerazione gli aspetti legati alla tutela dell’ambiente e della salute, come invece previsto dal Protocollo trasporti. Contro possibili rischi per salute e sicurezza, vista anche la posizione topografica particolare, occorre applicare il criterio di precauzione, che impone di intervenire anche in caso di remota possibilità di rischio.
  5. Per progetti infrastrutturali di questo rilievo, il Protocollo trasporti prevede l’obbligo di “verifiche di opportunità”, “valutazioni d’impatto ambientale” e “analisi dei rischi” da effettuale PRIMA dell’approvazione del progetto. Tutte queste verifiche ancora oggi mancano.
  6. Nel Protocollo trasporti valgono i principi della “internalizzazione dei costi” e del “chi inquina paga”: dunque vanno verificati tutti i costi, da quelli ambientali ai danni economici (anche per i privati e l’economia del territorio circostante) e vanno messi a carico di chi usa l’infrastruttura.
  7. Gli Stati confinanti devono essere consultati su simili progetti per i possibili effetti sul loro territorio, in questo caso Austria e Germania; cosa che non è stata fatta.
  8. L’ampliamento dell’aeroporto mette a dura prova anche il rispetto del “Protocollo sul turismo” della Convenzione, che impegna a un turismo sostenibile. Un aumento di turisti di sempre più breve permanenza contrasta con tale obiettivo.

Tutte queste valutazioni mancano sia nella legge sull’aeroporto, sia nel “progetto di sviluppo”, che partono unicamente dall’esigenza di “far funzionare” economicamente la struttura.
La Convenzione delle Alpi è un trattato internazionale entrato nella legislazione dei singoli Stati che l’hanno ratificato. In Italia il protocollo trasporti è entrato in vigore il 7 maggio 2013. Il rispetto di impegni e obiettivi della Convenzione delle Alpi riguarda anche la Provincia di Bolzano, in quanto parte di uno Stato firmatario e dell’Unione europea.
Per questo, chiediamo alla Giunta Provinciale di integrare le valutazioni richieste dal Protocollo Trasporti nella futura Valutazione di Impatto Ambientale e di tenere conto di tutto questo anche nelle procedure previste dopo la consultazione popolare del 12 giugno.
Invero sarebbe stato molto meglio agire fin dall’inizio nel pieno rispetto della Convenzione delle Alpi. Solo attraverso la quotidiana applicazione dei principi di questo fondamentale trattato per la tutela dell’area alpina e di chi ci abita, l’Alto Adige potrà meritarsi davvero il titolo di “Regione del clima”.
Bolzano, 10.05.2016
Gruppo Verde in Consiglio provinciale
Il parere della CIPRA Austria:
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„Sgomento“ per a
La fiaba della buona
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