In occasione della Giornata della Memoria, riaffermiamo con convinzione che ricordare non è un rito formale, ma un dovere civile e politico permanente per contrastare l’odio, l’intolleranza e le paure che ancora oggi possono riemergere nella società. Il 27 gennaio non è solo una data sul calendario: è un monito che ci chiama a vigilare sul presente. A Bolzano verranno deposte corone ai monumenti che ricordano le vittime dei Lager, i deportati e i Sinti perseguitati durante il nazifascismo. Questi luoghi della memoria — come la targa “Per non dimenticare” in via Resia, al muro dell’ex Lager e i monumenti dedicati ai deportati o alla deportazione — non sono semplici simboli: sono strumenti vivi di coscienza collettiva, che ci ricordano quanto sia fragile la democrazia quando l’odio prende piede.
“La memoria è impegno politico. Non basta ricordare una volta all’anno: dobbiamo fare della memoria una guida per le nostre scelte politiche e civiche quotidiane, per combattere ogni forma di discriminazione, di paura del diverso, di populismo che parla alla pancia e non all’intelligenza e alla solidarietà.” Così Luca Bertolini ci-portavoce dei Verdi del Sudtirolo
Oggi, a più di ottant’anni dalla liberazione dei campi, ricordare significa anche riconoscere che la lotta contro il razzismo, l’antisemitismo e ogni forma di esclusione è ancora necessaria. Significa lavorare per una società più giusta, inclusiva e accogliente, dove i diritti umani siano pienamente rispettati e difesi. La memoria non deve diventare retorica: deve tradursi in responsabilità civica, impegno politico e azione quotidiana anche nelle nostre città qui in Sudtirolo.