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INTERROGAZIONE.

Anni fa erano stati presentati tre progetti concorrenti per la costruzione di una nuova centrale idroelettrica sul Maulserbach, nella frazione di Mules, comune di Campo di Trens. Ci risulta che uno di essi sia stato approvato, ma non se ne hanno notizie più precise, né risulta che sia cominciato alcun lavoro per la realizzazione del progetto.

Si chiede quindi alla Giunta provinciale:

  1. Chi ha presentato progetti per costruire una nuova centrale idroelettrica sul Maulserbach?
  2. E’ stato deciso il progetto vincitore? Se sì, quando?
  3. Qual è il progetto vincitore e chi lo ha presentato?
  4. Quali sono le caratteristiche principali del progetto vincitore?
  5. Quali vantaggi aveva il progetto vincitore rispetto agli altri concorrenti?
  6. Sono iniziati i lavori per la realizzazione del progetto?
  7. Se non sono iniziati, quali sono le ragioni del ritardo?
  8. E’ possibile che c’entri il fatto che i contributi per i certificati verdi sono, nel tempo, diminuiti sensibilmente, tanto da non far ritenere il progetto più economicamente conveniente? Se sì, qual è stato il cambiamento intercorso in merito ai certificati verdi?
  9. I vincitori del progetto hanno un termine temporale entro cui devono realizzarlo? Se sì, quali sono precisamente questi termini?
  10. C’è comunque un termine dopo il quale l’assegnazione della vittoria a un progetto di centrale idroelettrica scade, se tale progetto non viene realizzato? Se sì, qual è questo termine?
  11. Se il progetto non viene realizzato, ci sono delle penali o sanzioni a carico di chi lo aveva proposto?

Bolzano, 19.11.2019

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE.

Nella risposta alla nostra interrogazione di attualità n. 19/luglio/2019, relativa a un bando dell’unibz per un/a collaboratore/collaboratrice per il coordinamento dell’attività didattica in lingua tedesca, si afferma che “Requisito professionale per l’adempimento dei compiti legati alle posizioni sopra indicate, è il possesso della madrelingua nel rispettivo ambito linguistico di lavoro”. Questa risposta veniva data per giustificare la richiesta della dichiarazione di appartenenza linguistica al censimento nel citato bando. Ci chiediamo se così non si confondano due cose diverse.
Infatti, la giurisprudenza ha accertato da tempo che la dichiarazione di appartenenza a un gruppo linguistico rilasciata a fini di censimento e proporzionale etnica non è affatto dimostrazione della madrelingua del soggetto che la fa, e infatti è noto il fenomeno di persone di madrelingua italiana che si dichiarano appartenenti al gruppo tedesco e viceversa. Anche le persone con background migratorio si dichiarano appartenenti ai tre gruppi ufficiali, italiano, tedesco e ladino, ma questo nulla dice sulla loro madrelingua. Insomma, se si vuole accertare la conoscenza di una lingua come madrelingua, non è certo la dichiarazione al censimento lo strumento adeguato!
Non va inoltre dimenticato che secondo la giurisprudenza italiana e europea, la dichiarazione di appartenenza linguistica rientra tra i dati sensibili e può essere richiesta solo nei casi – e solo in quelli – in cui una legge lo preveda espressamente.
Infine, facciamo notare che tra i posti previsti all’università per il coordinamento dell’attività didattica, è anche previsto quello per la lingua inglese: e per questa non ci risulta che esista una dichiarazione al censimento di appartenenza al gruppo linguistico inglese in Alto Adige.

Si chiede quindi alla Giunta provinciale:

  1. Secondo quale legge è stata richiesta nel bando per il posto di coordinatore/coordinatrice didattico/scientifica per la lingua tedesca pubblicato nel giugno 2019 la dichiarazione di appartenenza linguistica rilasciata a fini di censimento e proporzionale?
  2. Se non esiste una legge specifica che lo preveda per l’Università di Bolzano, non ritiene la Giunta provinciale che sia suo dovere informare l’amministrazione dell’Università che la richiesta di dati sensibili non autorizzata da una legge rappresenta una violazione delle norme sulla tutela dei dati personali?
  3. La Giunta ritiene che la dichiarazione di appartenenza linguistica sia uno strumento adatto per attestare la conoscenza di una lingua a livello di madrelingua? Non ritiene la Giunta che confondere i due piani (conoscenza di una lingua e dichiarazione di appartenenza a un gruppo) sia sbagliato?
  4. La Giunta non ritiene che la conoscenza di una lingua, e addirittura la “familiarità” con essa a livello di lingua madre, possa essere verificata in altri modi più efficaci, come un colloquio o una prova ad hoc?
  5. Se la dichiarazione di appartenenza linguistica viene considerata strumento adeguato di attestazione di conoscenza linguistica, quale dichiarazione di appartenenza linguistica viene richiesta nel caso di un posto in cui venga richiesta una conoscenza da madrelingua della lingua inglese?

Bolzano, 19.11.2019

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Ormai è quasi un rituale: ogni anno, quando si arriva alla presentazione della legge di bilancio, il Presidente Kompatscher esordisce dicendo che si tratta di un bilancio da record. L’opposizione da parte sua si lamenta per l’illeggibilità dei documenti per una modalità di lavoro condizionata da tempi stretti e mole enorme di documenti e tabelle. Quest’anno non è diverso – la discussione in commissione legislativa sulla documentazione di bilancio ne è la prova.
Nuovo è semmai che la legge di accompagnamento non ha più quelle caratteristiche da „legge omnibus“ come invece succedeva negli anni passati per le leggi si stabilità. Di questo l’opposizione è stata soddisfatta. La discussione è stata più tecnico-illustrativa piuttosto che di contenuto politico. Eppure il bilancio provinciale, con i suoi 6,2 miliardi, non è un mero strumento amministrativo, ma è il documento base di indirizzo politico di una giunta.
Nel corso del dibattito il Presidente ha nominato i punti cruciali sanità, sociale e tutela del territorio e dei beni culturali (sebbene quest‘ultimo con 16 milioni occupa ben una misera parte, dato che i 50 milioni complessivi per l’ambito ambiente, paesaggio, urbanistica, rappresentano un centesimo di tutto il bilancio!) – tutti gli altri settori devono risparmiare. Molte procedure amministrative dovranno essere semplificate. Un‘intenzione a dir poco ambiziosa e lodevole.
Particolarmente interessante, dopo le discussioni degli ultimi mesi, è il settore personale e retribuzioni. I sindacati hanno fatto notare in precedenza che la nuova forma dell’IRAP è un grande passo in avanti: solo le aziende che rispettano i contratti possono contare su un’aliquota ridotta. Ciò vale però anche senza un diretto collegamento con i contratti collettivi – in questo modo si consegnano le/i dipendenti alla mercé delle aziende e non si ottengono delle giuste retribuzioni a lungo termine. Un emendamento del gruppo Verde e del Team K a questo proposito è stato bocciato (sì: Foppa, Köllensperger, Unterholzner, Nicolini – no: Tauber, Locher, Vettori, Renzler).
Allo stesso modo è stato bocciato anche un emendamento dei Verdi affinché i soldi derivanti dalle sanzioni sulla sicurezza sul lavoro venissero messi a disposizione per la prevenzione degli incidenti sul lavoro (sì: Foppa, Nicolini – no: Tauber, Locher, Vettori, Renzler – astenuti: Köllensperger, Unterholzner) e un altro per assicurare 12 milioni annuali per la contrattazione collettiva nella sanità, anche per gli anni 2021 e 2022 (per i quali ne sono previsti rispettivamente solo 8 milioni). (sì: Foppa, Köllensperger, Unterholzner, Nicolini – no: Tauber, Locher, Vettori, Renzler).
Nessuna breccia quindi per le proposte della minoranza. I disegni di legge arrivano in plenaria solo con i voti della maggioranza. Il dibattito meriterebbe molta più passione e un confronto più acceso.

Bolzano, 18.11.2019

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler
Riccardo Dello Sbarba

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Nonostante l’arrivo dell’inverno aumentano le persone che si trovano per strada senza accoglienza né assistenza. Il fenomeno è più visibile a Bolzano: anche per effetto dei decreti Salvini, molte persone devono uscire dai centri profughi – sia chi ha ottenuto, sia chi non ha ottenuto la protezione, mentre alcuni centri sono stati chiusi e finiscono in città, dove sperano di entrare nell’emergenza freddo. Ma molti vivono sotto i ponti.

Si chiede pertanto:

  1. Quanti erano i centri di accoglienza profughi e quante persone vi erano accolte nel mese di novembre del 2018? E quanti centri e persone accolte ci sono alla data di oggi?
  2. Quanti centri sono stati chiusi e perché?
  3. Provincia ha previsioni fino all’anno 2020? Quanti centri e persone accolte ci saranno presumibilmente nel novembre 2020?
  4. Quante persone sono uscite nell’ultimo anno dai centri d’accoglienza, distinti per motivo? (per aver ricevuto il diniego, o dopo aver ottenuto la protezione, o altro).
  5. La Provincia possiede dati su quante persone uscite dai centri siano rimaste in Alto Adige, distinte per motivo di uscita? E sa dove esse si trovino?
  6. In particolare, la Provincia sa dire (anche all’incirca) quante persone uscite dai centri soggiornino ad oggi a Bolzano e Merano?

Bolzano, 18.11.2019

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

Qui potete scaricare la risposta della giunta e la nostra replica.

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Come ogni autunno si ripropone anche quest’anno il problema delle persone senza dimora che vivono per strada. Il problema è particolarmente acuto a Bolzano, dove si riversa anche la maggior parte delle persone uscite dai centri profughi per diversi motivi. I comuni da soli hanno grandi difficoltà a far fronte a questa situazione.

Si chiede pertanto:

  1. La Provincia possiede dati o stime di quante persone si trovino in condizione di precarietà o senza dimora in Alto Adige e in particolare nelle città maggiori: Bolzano, Merano, Brunico, Bressanone, Laives?
  2. Di queste persone, quante sono uscite dai centri di accoglienza profughi, e quante invece rientrano in altre tipologie di senza tetto?
  3. Chi si occupa di queste persone? La Provincia ha un programma per non lasciare queste persone per strada e aiutare i comuni interessati?
  4. Si chiede in particolare se vi sono misure previste:
    • per chi ha ottenuto forme di protezione e dopo 6 mesi deve uscire dai centri,
    • per le persone che hanno ricevuto il diniego ma non sanno dove sbattere la testa,
    • per le altre tipologie di senza dimora.

Bolzano, 18.11.2019

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

Qui potete scaricare la risposta della giunta.

COMUNICATO STAMPA.

Contrattazioni estenuanti per il pubblico impiego – le dipendenti e i dipendenti pubblici si meritano un aumento equo e giusto per tutto il lavoro che fanno!

Lo stipendio dei dipendenti pubblici in Alto Adige viene regolamentato nel bilancio provinciale, il quale viene distribuito dalla giunta provinciale in piena autonomia e secondo le proprie finalità politiche. Secondo lo Statuto d’autonomia, l’ordinamento del personale della Provincia, l’accordo di Milano e il patto di stabilità, la Giunta regolamenta in piena responsabilità le uscite per il personale dell’amministrazione provinciale, delle scuole materne, delle scuole, dei Comuni, dell’Azienda sanitaria e delle case di riposo. “Chi sostiene il contrario deve parlare chiaro!” sostiene Hanspeter Staffler dei Verdi.

Gli impiegati pubblici hanno subito dal 2011 una perdita di potere d’acquisto del 10%, nonostante un miglioramento nel contratto collettivo del 2016. Queste persone, con il loro lavoro, costituiscono la spina dorsale della nostra autonomia. Un riequilibrio della perdita di potere d’acquisto dei loro stipendi è necessario per garantire il bene della nostra comunità.

In più l’aumento arretrato degli stipendi è una questione di correttezza tra Giunta e dipendenti pubblici, anche perché le prestazioni sono ben visibili, sia per quantità che per qualità, anche in un confronto nazionale e internazionale: in uno studio del 2013 la nostra amministrazione pubblica risultava essere tra le amministrazioni migliori in un confronto con altre 238 regioni europee.

Bozen, 14.11.2019

Cons. prov.
Hanspeter Staffler
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa

COMUNICATO STAMPA.

In Consiglio Regionale si discute oggi la riforma dei vitalizi dei politici presentata dal Presidente Paccher con un disegno di legge che intende accogliere la legge statale secondo la quale anche per le pensioni dei politici si passa al sistema contributivo.
Da sempre riteniamo che passare al sistema contributivo sia un sistema equo e condivisibile. Vediamo che questo disegno di legge va proprio in questa direzione. Siamo favorevoli soprattutto a tutti gli emendamenti e alle misure volte a garantire tutta la trasparenza possibile. Nulla deve essere nascosto. I calcoli devono essere evidenti e pubblicati e, insieme ad essi, anche la documentazione precisa di ogni emolumento destinato a consiglieri e consigliere, compresi i vitalizi. La tabella distribuita oggi dal Presidente Paccher è un passo utile a dissipare molte polemiche, dimostrando che la legge comporta una riduzione di spesa pubblica. Speriamo che questi calcoli siano affidabili – visto che in passato si sono viste tabelle poi smentite dalla realtà.
La mancanza di trasparenza aumenta drasticamente il pericolo di fare gravi errori, dà ossigeno ai populismi e alle speculazioni, mette in pericolo la democrazia. La pubblicità e la trasparenza sono invece balsamo per la politica e per la democrazia stessa.
Il Gruppo Verde sostiene i vari emendamenti che mirano a ripulire la legge dagli appesantimenti e qualora non fossero accolti, ha deciso di astenersi nel voto finale.

BZ, 13.11.2019

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

La dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico è uno strumento importantissimo per accedere a vari servizi e contributi. Per questo è fondamentale poterla compilare in un modo semplice, veloce e attraverso procedure facilmente accessibili.

Wir stellen in diesem Zusammenhang folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. La dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico può essere compilata via PEC?
  2. La dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico può essere compilata via mail?
  3. La dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico può essere compilata attraverso il Sistema Pubblico di Identità Digitale SPID?
  4. La dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico può essere compilata con la Carta Servizi?

BZ, 13.11.2019

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Qui potete scaricare la risposta della giunta. E la nostra replica.

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

La dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico è requisito per accedere a vari servizi e contributi nella Provincia Autonoma di Bolzano. Sappiamo che chi non fa la dichiarazione al momento giusto (ad esempio tra il 18° e 19° anno d’età) è penalizzato, in quanto per 18 mesi la dichiarazione “di recupero” non ha valore. Abbiamo avuto notizia di casi in cui a causa di dichiarazioni non consegnate per tempo a delle persone è stato negato di
– Accedere a delle strutture di cura per persone con disturbi psichici
– Scegliere l’ospedale come residenza in caso di malattia grave.

Wir stellen daher folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Questi racconti corrispondono alle disposizioni di legge?
  2. Quali sono i relativi riferimenti di legge?
  3. Qual è la posizione della Giunta Provinciale in materia?

BZ, 13.11.2019

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Qui potete scaricare la risposta della giunta e la nostra replica.

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Leggiamo sul sito di unibz che “I cittadini non-UE residenti all’estero non possono richiedere subito le borse di studio della Provincia Autonoma di Bolzano. Potrai richiederla solamente dopo un anno di residenza regolare registrata in Alto Adige.”

Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. Quanti cittadini/e non UE si sono iscritti a unibz negli ultimi 5 anni?
  2. Quante borse di studio sono previste ogni anno per cittadini non UE?
  3. Quante di queste sono state assegnate negli ultimi 5 anni? Quante per anno?
  4. Con quale motivazione si permette ai cittadini non UE di fare richiesta di borsa di studio solo dopo un anno di residenza regolare in Alto Adige?

Bolzano, 11.11.2019

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

Qui potete scaricare la risposta della giunta. E la nostra replica.