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Ci vuole un doppio sguardo – questo il motto di Gisella Bassanini, architetta e docente al Politecnico di Milano, che ha tenuto una conferenza a Bolzano su invito delle Donne Verdi.

Tradizionalmente la pianificazione del territorio si basa uno standard, spesso inconsapevolmente “maschile”, perché ancora molti urbanisti, amministratori, membri di giurie, politici ecc. sono uomini.

Moltiplicare lo sguardo vuole dire iniziare a tenere conto delle diverse esigenze delle persone che abitano.

Allora si scopre che donne e uomini hanno altre abitudini, ad esempio per quel che riguarda la mobilità. Spesso gli uomini si muovono in modo “lineare”, ad esempio partono da casa e vanno al lavoro. Le donne invece hanno un movimento “zigzagante”, come lo chiama Bassanini, perché i loro spostamenti includono più tappe. Uomini e donne hanno poi altri orari nell’
uso dello spazio pubblico, hanno altre richieste rispetto alla sicurezza (ad esempio illuminazione o il poter evitare situazioni “da tunnel”), o alle possibilità di incontrarsi.

Una volta aperto lo sguardo sulle diversità, se ne scoprono molte altre. Esempi possono essere le famiglie monogenitoriali, le donne anziane, i single. Tutte situazioni familiari, e sono la stragrande maggioranza, che si discostano dalla visione “standard” di una famiglia fatta da mamma, babbo e due figli. Quindi serve anche una concezione degli alloggi che non abbia un unico standard ma che ne consideri diversi, anche pensando alle esigenze che cambiano nel corso della vita.

È evidente che qui si apre la prospettiva politica.

Infatti l’incontro sull’urbanistica era il primo passo dei Verdi dell’Alto Adige verso il programma elettorale delle Provinciali, che anche stavolta sarà stilato in modo partecipativo e dialettico.

Ma anche i prossimi appuntamenti in Consiglio Provinciale, con le leggi sull’urbanistica, sull’agricoltura sociale e sull’edilizia agevolata daranno occasione per inserire il “doppio sguardo” in una visione, quella tradizionale, che predilige una sola prospettiva: quella del potere.

Molte persone residenti in Bassa Atesina hanno l’impressione di soffocare sempre più nel traffico. Oltre alle diverse infrastrutture inquinanti presenti in zona (autostrada, inceneritore, aeroporto, Safety Park…), ultimamente passano sempre più automezzi sulla statale.

Per molti è forte il sospetto che il fenomeno sia direttamente correlato all’apertura delle circonvallazioni realizzate una dopo l’altra a Ora, Laives e S. Giacomo.

In un primo momento queste opere hanno significato per gli abitanti della Bassa un indubbio respiro di sollievo. E la politica ha festeggiato queste circonvallazioni come un successo e un guadagno per la qualità della vita.

Contemporaneamente però è successo qualcosa di assai deludente: le circonvallazioni hanno fluidificato il traffico nella Bassa Atesina – ed era anche il loro obiettivo – e lo hanno anche facilitato, con la conseguenza che molte persone preferiscono utilizzare la strada statale gratuita invece dell’autostrada in cui bisogna pagare il pedaggio. Ma per quei paesi che non hanno circonvallazione, oppure per i residenti lungo la strada statale, è aumentato il rumore e l’inquinamento vicino a casa propria.

Grazie a una interrogazione del Gruppo Verde abbiamo ora i dati precisi. Questi dimostrano chiaramente quel che provocano le circonvallazioni: un aumento del traffico.

Ora per esempio i veicoli sono aumentati di 1/3 (da 10.424 a 13.774) e i camion sono quasi raddoppiati (da 975 a 1.407) – anche se l’assessore non vede in questo “alcuna univoca tendenza”. (Grafico n.1)

 

Ma questa tendenza la si riconosce, se la si vuol vedere, ad esempio anche a Laives. Nella stazione di controllo di Pineta il numero di veicoli dal 2013 al 2017 è aumentata da 16.680 a 20.772, quello dei camion da 904 a 1.366. (Grafico n.2)

 

A Salorno, invece, dove non c’è circonvallazione, le cifre restano tra il 2013 e il 2017 stabili tra 7.677 e 8.107, sebbene anche qui i camion siano aumentati (da 753 a 995).

La percezione delle persone che vivono lungo queste strade dunque è corretta: il traffico e l’inquinamento sono cresciuti. I valori dell’ossido di azoto a Egna segnano da anni record tragici in Alto Adige, accanto a quelli registrati a S. Pietro Mezzomonte.  Allo stesso tempo assistiamo a vani tentativi di spostare il problema, ad esempio quando si parla della terza corsia dell’autostrada. La domanda comunque resta: che cosa intende fare la Provincia di fronte a questi dati?

La Bassa Atesina ha bisogno di un vertice specifico sul traffico nel quale Giunta, Comuni, Comprensori e organizzazioni ambientaliste sviluppino delle strategie efficaci. Contro il crescente flusso di traffico non aiutano nuovi disimpegni o colpi di spugna, ma una politica dai piccoli passi ben ponderati. Il primo potrebbe essere prendere coscienza della drammaticità della situazione. 

Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Bolzano, 15/02/2018

GREEN.EVENTS
Venerdì | Freitag 16.02.2018
ore 18 Uhr Casa Kolping Haus BZ

Spazio gentile –  Spazio per tutt* 

Pianificazione del territorio, urbanistica, pianificazione del paesaggio, di spazi pubblici e servizi – dare forma a tutti questi elementi è un compito solitamente gestito da a esperte/i, ingegnere/i, architette/i, urbaniste/i. Ma tutto quello che suona così tecnico e incomprensibile ha poi effettivamente un forte impatto sul dove e come viviamo noi – noi bambini, bambine, donne, uomini, famiglie, ciascuno con i propri bisogni. E a volte più, a volte meno, questi elementi mettono alla prova le nostre possibilità di comunicazione e di movimento.

Chi dà forma ai nostri spazi di vita e come viene deciso? Che cosa cambierebbe se improvvisamente più cittadine, madri, donne della politica, dell’amministrazione, sportive volessero dire la loro, dal loro punto di vista e con la volontà di coinvolgere tutte le persone con cui vivono… diverse generazioni e diversi modi di vivere e muoversi. Che cosa succederebbe se questa attenzione, questo diverso atteggiamento venisse portato fuori dalla sfera privata e venisse preso in considerazione anche nella progettazione degli spazi pubblici?

Gisella Bassanini, ricercatrice, architetta e Presidente dell’Associazione “Smallfamilies”, autrice del libro “Per amore della città” ci illustra le sue idee su conciliazione e pianificazione territoriale e dialoga con Marialaura Lorenzini, Brigitte Foppa e tutte le interessate e gli interessati su possibili vie percorribili di un vivere, insieme o semplicemente accanto all’altro, cordiale e rispettoso.

Organizzato dalle Donne Verdi

Le cifre sui camion confutano le dichiarazioni del vertice sul traffico di Monaco: il trend va nella direzione opposta.

Ieri i Ministri per la mobilità e i Governatori dell’Euregio si sono incontrati a Monaco per consultarsi sulla problematica del traffico lungo l’asse del Brennero. Il bilancio del vertice bavarese è stato a dir poco mediocre. Anche il Presidente Kompatscher questa volta non è riuscito ad annunciare un successo. La sensazione insipida deriva dal fatto che ascoltiamo per l’ennesima volta la solita vecchia litania. Nessuna nuova dunque da Monaco: che la RoLa debba essere rafforzata non è certo una rivoluzione.

Sicuramente ci risulta difficile credere alle promesse.
Anche perché i dati sul trasporto tramite l’autostrada ferroviaria (RoLa) sono in evidente regresso, come emerge chiaramente dalla risposta alla nostra interrogazione dello scorso dicembre (v. allegato): tra il 2007 e il 2016 i treni che trasportano camion non solo non sono cresciuti, ma sono drammaticamente diminuiti. L’andamento è impressionante: negli ultimi 10 anni il numero di treni è calato da 3.157 a 1.121 (vedi interrogazione) e soprattutto dopo il 2011 la discesa è stata continua e inesorabile.

In questo arco di tempo è stato trasportato sulla RoLa al massimo il 2,6% dei camion passati attraverso il Brennero. Si tratta di una chance sprecata. Come emerge dalla risposta alla nostra interrogazione, con una RoLa funzionante la concentrazione del diossido di azoto potrebbe essere ridotta del 10%. Corrisponde circa alla riduzione che potrebbe essere raggiunta con la riduzione dei limiti di velocità. L’esempio del Tirolo dimostra misure decise come una RoLa funzionante, la riduzione della velocità e il divieto di transito settoriale possono essere efficaci contro l’inquinamento. Il Sudtirolo resta troppo passivo – i dati sulla RoLa parlano chiaro. Il terminale per il trasporto merci che chiediamo da anni ancora non è stato realizzato e la Provincia negli ultimi 10 anni non ha elargito nessun incentivo a favore della RoLa.

In tutto ciò il numero di camion che attraversano ogni anno il Brennero è salito a 3,6 milioni e di questi solo 18.000 passano su rotaia. Nel 2007 erano 50.000.

Il trend attuale va nella direzione esattamente opposta a quella ripetuta ieri (per l’ennesima volta) a Monaco. Ci risulta davvero difficile continuare ad ascoltare.

Cons. prov.
Brigitte Foppa, Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba

Bolzano, 06/02/2018

Presentazione delle candidate e dei candidati per le Elezioni Politiche.

I nomi delle candidate e dei candidati per le elezioni parlamentari del 4 marzo sono già stati resi noti nella assemblea provinciale dei Verdi del 20 gennaio scorso, alla presenza della nostra “madrina”, la Presidente della Camera Laura Boldrini.

Oggi le otto candidate e candidati di Liberi e Uguali, con cui i Verdi dell’Alto Adige-Südtirol partecipano alle elezioni, si sono presentati alla stampa.

Capolista per il listino proporzionale alla Camera e candidato per il collegio uninominale di Bolzano è Norbert Lantschner. Nel 2016 si è candidato sindaco per i Verdi alle elezioni comunali di Bolzano. In Italia è noto per essere stato l’inventore di “Casa Clima”. “I rischi ambientali e la disuguaglianza – spiega Lantschner – aumentano nel nostro paese perché la politica lavora per una minoranza e non per il benessere di molti. Con le mie esperienze come direttore dell’ufficio Aria e Rumore della Provincia e poi come responsabile dell’Agenzia CasaClima – un progetto che ho ideato per cambiare i comportamenti nel mondo dell’abitare – voglio contribuire a guidare il nostro paese verso un futuro libero, uguale, solidale e sostenibile”. Si batte per una svolta energetica in Italia con l’obbiettivo del 100% di energie rinnovabili entro il 2050.

Nello stesso collegio di Bolzano, ma al Senato, si candida l’avvocata bolzanina Laura Polonioli. E’ stata vicepresidente della “Convenzione per l’autonomia” e co-firmataria di una relazione di minoranza. Il suo obbiettivo è lo sviluppo equilibrato dell’autonomia. “Autonomia – sostiene Polonioli – non può significare solo, come adesso, l’ottenere sempre nuove competenze da Roma, ma il rafforzamento della democrazia e della convivenza all’interno della nostra provincia”. In particolare si vuole impegnare affinché il gruppo di lingua italiana si dia una rappresentanza più forte e convincente, “poiché la convivenza può funzionare solo se c’è pari dignità”.

Nel collegio di Merano si candidano Vanda Carbone per la Camera e Hannes Obermair per il Senato.

Vanda Carbone è stata docente nelle scuole superiori e per molti anni consigliera e assessora al comune di Merano. Avendo partecipato per tanto tempo alla vita politica della nostra provincia, Carbone vede nelle pari opportunità per tutte e tutti la grande sfida dell’oggi. “Parlare di parità di genere e pari opportunità – dice Vanda Carbone – non può prescindere dal prevedere una rete capillare di servizi per l’infanzia e nuove aperture di asili nido pubblici. A questo si deve aggiungere un adeguato sostegno economico a protezione della discontinuità lavorativa e un piano straordinario di interventi a sostegno della conciliazione tra lavoro e vita familiare”

Hannes Obermair, per anni direttore dell’Archivio storico di Bolzano e docente incaricato all’università di Innsbruck, si impegna per una concezione liberale ed europea di cittadinanza (ius soli), per la completa equiparazione delle minoranze sociali e sessuali (LGBT), per una cultura di storia e di memoria antifascista e per una società plurilingue e transculturale, ovvero per dare una forte rappresentanza anche nel parlamento nazionale a quell’ “altro Sudtirolo” nel senso di Alexander Langer.

Un consigliere e una consigliera comunali rappresentano i Verdi in „Liberi e Uguali“ nel collegio di Bressanone-Pusteria.

Per la camera di presenta il consigliere della lista civica ecosociale di Bressanone Markus Frei. Pedagogista sociale, Frei descrive così la propria candidatura: “La solidarietà, la comunità e la pace:

l’Europa si basa su questi valori. Ora più che mai è necessario rafforzare i valori principali della giustizia e dell’equità sociale, per far sì che la forbice tra povertà e ricchezza si chiuda, che la società non si spacchi in vinti e vincitori e che sia messo un freno alla costruzione di nuove frontiere e all’isolamento degli stati.

Investimenti nel sociale e nelle famiglie, attenzione ai giovani: ogni centesimo speso in questa direzione è un investimento nel futuro”.

Cornelia Brugger, consigliera comunale a Brunico e prima non eletta per il PD alle scorse elezioni provinciali è nota per il suo forte impegno sindacale. “Uno dei miei temi centrali – dice Cornelia Brugger – è il lavoro da creare con uno sviluppo sostenibile. Anche il ricco Alto Adige non è stato immune dalla crisi economica e anche da noi leggi come il job act hanno prodotto si più lavoro, ma anche più precariato. Crescono anche da noi le disuguaglianze sempre più persone e famiglie con stipendio fanno fatica ad andare a fine mese. E la ricchezza e sempre più a vantaggio di pochi”.

Per il listino proporzionale per la Camera si candida anche la ricercatrice Giulia Motta Zanin, che lavora attualmente presso il Politecnico di Bari a un lavoro scientifico sul nesso tra turismo e cambio climatico. I suoi temi principali sono la tutela dell’ambiente, l’urbanistica e la ricerca scientifica: “L’italia ha bisogno di una pianificazione territoriale di qualità, per prevenire i rischi ambientali ed idrogeologici”.

Anche Gianni Bodini, fotografo conosciuto ed apprezzato della Venosta, vuole dare il suo contributo per un Alto Adige più democratico ed ecologico, Per questo si affaccia alla politica sulla soglia dei suoi 70 anni, candidandosi al proporzionale regionale per il Senato, „perché sono curioso e perché sono stato invitato. Sono convinto che per risolvere i grandi problemi si debba iniziare a risolvere i “piccoli” problemi. Sono fotografo e pubblicista e quindi sono abituato ad osservare e a documentare e la fotografia è come la politica: una possibile interpretazione della realtà.“

Questo è il team che si presenta alle elezioni del 4 marzo 2018 con Liberi e Uguali insieme ai Verdi del Sudtirolo. Ci sarà quindi in tutti i collegi una reale libertà di scelta e vero pluralismo. Liberi e Uguali significa democrazia e giustizia sociale.

Sotto questo tetto crescono bene l’impegno verde e la consapevolezza dei valori e dei diritti umani.

Bolzano, 05/02/2018

La politica dei trasporti è da tempo una questione di sopravvivenza: il vertice di Monaco sarà in grado di comprendere la criticità della situazione?

Se oggi Ministre/i, Governatori e Assessori/e competenti di ambiente e trasporti si incontrano per un vertice su traffico e trasporti a Monaco significa che tutti hanno preso atto della gravità della situazione del traffico transalpino: 2,25 milioni di camion al Brennero e una notevole crescita del trasporto individuale sotterrano le speranze di una diminuzione o quanto meno di una stabilizzazione della valanga di traffico.

La salute di chi vive lungo l’asse di transito e delle zone urbane come Bolzano merita da tempo attenzione e protezione. Ma è inutile farsi illusioni. Noi Verdi ci aspettiamo poco dal vertice odierno; purtroppo è poco plausibile che si giunga a una strategia condivisa dell’Euregio con misure concrete quali l’aumento dei pedaggi, il divieto di transito notturno e il limite dei 100 km/h, secondo l’esempio tirolese – certo sono però slogan elettorali di facile presa.

In tutto ciò l’avvelenamento della popolazione raggiunge nuovi record:
il limite massimo per il diossido di azoto stabilito a livello europeo di 40 microgrammi/metrocubo è stato superato per più del doppio nel corso di questo inverno, come dimostrano le misurazioni effettuate a Bressanone e Egna che hanno registrato valori di 82 e 84!

Le informazioni forniteci dall’assessore Theiner e dal direttore d’ufficio Luca Verdi (vedi allegato) parlano chiaro. Il vertice di Monaco acquisterebbe un minimo di credibilità se applicasse subito almeno UNA misura efficace contro questo avvelenamento continuo che da 13 anni mette in pericolo la salute e la vita delle persone lungo l’asse del Brennero. Anche la credibilità della candidata PD Boschi salirebbe notevolmente se si impegnasse presso il Governo a favore di adeguate limitazione del traffico.

Cons. prov.
Hans Heiss, Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba

Bolzano, 05/02/2018