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In questi mesi contiamo diligentemente quanti passi verso il passato, un passato che si sperava dimenticato, sta facendo la nuova giunta. Con sgomento apprendiamo che la giunta ora vuole mettere in discussione anche il progetto DolomitesVives. Nella parte dedicata ai temi di attualità nella prossima seduta chiederemo chiarimenti in merito agli assessori competenti per mobilità e ambiente.
Nel frattempo, però, ci sembra di capire che nella prossima estate il traffico dovrebbe ricominciare a scorrere indisturbato sui passi dolomitici, da come abbiamo potuto leggere dagli assessori su Rai Südtirol.
E buona notte ai suonatori, ci verrebbe da commentare: addio quindi a calma e godimento del nostro bel paesaggio!
Con il progetto DolomitesVives era stato avviato un esperimento, seppur timido e cauto, per mettere in discussione il flusso di traffico sui passi dolomitici e per provare alcune misure volte alla chiusura dei suddetti passi ai mezzi di trasporto privato. Si poteva già fare un primo bilancio e ci si poteva già immaginare come sarebbero state le Dolomiti senza traffico.
E invece ora, a quanto pare, automobili e motociclette potranno di nuovo transitare liberamente. Anche in Trentino la giunta ha annunciato di voler premere sull’acceleratore – in senso letterale – all’apertura totale dei passi.
Chiediamo alla giunta provinciale di rinnovare al più presto il suo impegno per misure che vadano più decisamente verso l’eliminazione del traffico sui passi dolomitici – invece di avviarsi in direzione contraria.
27/02/2019
Cons. prov. Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hanspeter Staffler

L’ultimo fine settimana ha stabilito nuovi record per i mercatini di Natale dell’Alto Adige: le città della provincia sono state invase da centinaia di migliaia di visitatori, migliaia di auto, autobus e camper hanno intasato strade e parcheggi. I commercianti, gli operatori degli stand e gli albergatori non hanno motivo di lamentarsi, perché stavolta le casse si sono davvero riempite. Ma molte normali cittadine e cittadini si lamentano del trambusto e della folla. Non è solo un fastidio superficiale, ma la meditata certezza che le città e gran parte del territorio non “appartengano” più a loro e che l’atmosfera dell’Avvento sprofondi definitivamente nel caos del consumismo. Infatti:

  • I cittadini e le cittadine che non traggono profitto dagli affari natalizi sono drasticamente limitati nella loro mobilità e nella qualità della vita;
  • L’inquinamento atmosferico che già cresce d’inverno è ulteriormente aggravato dal traffico di migliaia di camper e autobus;
  • L’autostrada congestionata da Vipiteno a Verona diventa un’enorme fonte di emissioni nocive;
  • I costi del controllo del traffico e dello smaltimento dei rifiuti gravano sulla comunità, mentre i benefici vanno solo a un numero limitato di persone.

In queste condizioni, le richieste di una terza corsia autostradale, come proposto dal capo degli impianti di risalita Paolo Cappadozzi e appoggiate dal direttore dell’A-22 Pardatscher, non sono solo incomprensibili, ma addirittura ciniche. Dopo un fine settimana come l’ultimo, che ha fortemente limitato la qualità della vita e la mobilità di molti cittadini e cittadine, la questione dei limiti di questo caos non è più rinviabile. Ridurre questo orrore dell’avvento nei prossimi anni è un accorato desiderio di molte persone, che non riconoscono più il loro ambiente di vita in fine settimana come l’ultimo e devono pagare per il disordine senza che aver potuto esprimere la propria opinione in merito.

Brigitte Foppa
Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba

Bolzano, 11/12/2017