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Giovedì 22 marzo 2019 i Consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba e Hanspeter Staffler hanno fatto visita al Parlamento di Stoccarda. Il Gruppo in questi giorni è in viaggio tra Baden-Württemberg e Baviera per fare rete con altri Verdi che in questo momento o sono in crescita o stanno avendo delle esperienze di governo di grande successo. Da 8 anni infatti i Verdi sono al governo, in coalizione con la CDU, di uno dei Land industrialmente più sviluppati della Germania. E in questa legislatura i Verdi sono addirittura il gruppo più numeroso del Parlamento di Stoccarda con ben 47 parlamentari.

I nostri consiglieri hanno potuto partecipare già in mattinata ai lavori del Gruppo di lavoro Ambiente in cui hanno assistito all’elaborazione della nuova legge per la protezione del clima e alla discussione sulla biodiversità e sulla riduzione dei pesticidi. In un incontro separato poi, il ministro dell’ambiente Franz Untersteller ha spiegato al gruppo verde sudtirolese che il Land Baden-Württemberg mira ad aumentare fino al 30% la superficie coltivata a biologico.

Il gruppo ha poi incontrato la Ministra di Gabinetto Theresa Schopper. La braccio destro del Presidente Kretschmann ha parlato della grande sfida che i Verdi stanno affrontando, finora con successo, di governare in un Land la cui economia è predominata dall’industria automobilistica. Cercare di trasformare questo tipo di industria in un senso più clima-sostenibile non è sfida da poco, ma a quanto pare non impossibile.

In conclusione, è stato possibile anche un breve incontro con il Presidente Kretschmann che li ha accolti nella residenza presidenziale – Villa Reitzenstein. Il Presidente si è informato sugli sviluppi politici dell’Alto Adige e sulla neo-coalizione SVP-Lega, mostrando evidente preoccupazione.
Il Gruppo Verde prosegue oggi il viaggio verso Monaco: “Le Alpi forse ci dividono geograficamente, ma i temi comuni come il clima, la biodiversità, la moria delle api, un’agricoltura sana ci uniscono in una rete Verde di cui l’Europa ha ancora grande bisogno. E sapere che anche da Stoccarda si guarda all’Alto Adige e ai preoccupanti sviluppi politici ci dà forza per continuare in un’opposizione concreta ed efficace”.

22/03/2019

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

In presenza di Reinhard Bütikofer, co-portavoce del Partito Verde Europeo, i Verdi Grüne Vërc presentano il nuovo simbolo e al contempo il loro legame con un´ Europa solidale.

Che cosa hanno a che fare le elezioni provinciali con l´Europa? Noi Verdi diciamo: hanno molto a che fare. Da una parte assistiamo in queste elezioni provinciali al restringimento dello sguardo, limitato solo alla propria piccola provincia, che viene progressivamente separata dal suo contesto in Italia, nelle Alpi e in Europa. E dall´altra vediamo partiti che cercano di raccogliere voti proprio con questo modo ristretto di pensare.

Che un tema secondario come la doppia cittadinanza diventi uno dei temi centrali della discussione dimostra che l´Alto Adige rischia di sprofondare in questa dimensione piccola e ristretta..

Noi Verdi del Sudtirolo siamo da tempo membri dei Verdi europei e abbiamo voluto sottolineare questa appartenenza anche nel nostro nuovo simbolo. Lo facciamo volentieri, perché vogliamo dimostrare che noi non siamo solo una forza locale, ma parte di un più grande movimento europeo e portiamo avanti in quel contesto le specificità della nostra provincia. Per noi è importante al contempo portare nella discussione locale la grande visione dell´Europa. Apertura culturale contro la ristrettezza del nazionalismo: questo è il nostro principio. Ma anche la consapevolezza che i grandi temi del presente, come il cambio climatico, la migrazione, la giustizia sociale non si fermano ai confini di una nazione, o di una provincia.

Il 22. Settembre il co-portavoce dei Verdi Europei, Reinhard Bütikofer, insieme alle candidate e ai candidati dei Verdi altoatesini, ha presentato a Bolzano il nuovo logo. Nell´occasione, Bütikofer ha preso una chiara posizione per un´Europa solidale, contro i nazionalismi di ritorno. “Se in Europa prevale il conflitto tra gli opposti egoismi, a soffrirne saranno soprattutto regioni come l´Alto Adige, che si trovano sui punti di passaggio tra le grandi lingue e culture europee. L´Alto Adige lo sa bene grazie alla sua storia. Al contrario, la storia ha insegnato che il processo d´integrazione europea ha rappresentato il contesto migliore per superare le ostilità del passato. Per questo noi Verdi non vogliamo un´Europa dei nazionalismi, ma un´Europa della cooperazione solidale” ha affermato Reinhard Bütikofer a Bolzano.

logo_ueLa Giunta provinciale ha approvato in data 1 Luglio 2013 due delibere che riguardano la gestione del programma FSE 2007-2013: la nr. 976 e la nr. 983. Tali delibere sono collegate tra loro e cercano di rispondere a una situazione di grave emergenza che si è verificata nel settore dei finanziamenti europei a progetti FSE. Un’ispezione della CE avrebbe infatti rilevato irregolarità nella gestione dei programmi. I dubbi della CE sono stati comunicati alla Provincia di Bolzano con due atti ufficiali:

  • lettera dell8 maggio 2013, prot n. 41.07.04/258517
  • lettera del 12 giugno 2013, prot. N. 41.07.04/337829.

In tali missive, la CE ha comunicato la sospensione dei pagamenti, visto le “gravi criticità” riscontrate nelle procedure seguire dalla Provincia. Si tratta di circa 20 milioni di euro così ripartiti:

  • € 14.507.243 in scadenza 31 ottobre 2013
  • € 5.384.007 in scadenza dicembre 2013.

Risulta che questi soldi sono già stati anticipati dalla Provincia, che ne attende la restituzione da parte dell’Europa. La situazione è dunque preoccupante.

Nelle missive della Commissione Europea e nelle successive attività di verifica dell’amministrazione provinciale, sono emersi i seguenti problemi:

  1. AUTORITA’ DI AUDIT – La CE solleva dubbi sul ruolo e la corrispondenza alla normativa dell’Autorità di Audit (AdA) istituita dalla Provincia di Bolzano. L’AdA è obbligatoria nella normativa europea e serve a verificare i programmi e la loro implementazione. La normativa europea stabilisce che questa AdA sia “funzionalmente indipendente dall’autorità di gestione e certificazione”, che nel nostro caso sono sotto il controllo della Ripartizione Europa della Provincia. La Provincia di Bolzano ha affidato questa AdA all’Organismo di Valutazione, istituito dalla Provincia stessa con legge 10/1992. Evidentemente la CE non ritiene tale Organismo di valutazione sia un organo “funzionalmente indipendente dall’autorità di gestione e certificazione”. Per correre ai ripari con la delibera 976 la Provincia ha dunque istituito “a decorrere dal 1° agosto 2013” una nuova AdA “come area a sé stante funzionalmente indipendente”. Basterà a tranquillizzare la CE? E che ne sarà dei finanziamenti e dei progetti gestiti con la vecchia AdA?
  2. AUTORITA’ DI GESTIONE – Parallelamente, nell’ambito di un vertice del Comitato di Sorveglianza tenutosi il 6 giugno 2013, “sono state rilevate alcune incoerenze- è scritto nella delibera nr. 983 – nelle procedure di gestione e controllo all’interno dell’Autorità di Gestione FSE tramandate dai primi anni della presente programmazione. Più in particolare, si tratta di errate procedure di impegno in seguito all’approvazione delle operazioni, di debolezze nei controlli di primo livello nonché di incoerenze nell’applicazione della normativa sulle entrate e sull’affidamento o sulla delega di attività a terzi all’interno delle singole operazioni”. Per verificare come stanno le cose, la Giunta provinciale con delibera nr. 983 ha dato alla società T&D di Bologna l’incarico di eseguire un controllo a campione su 30 procedure FSE per verificare la loro conformità alla normativa europea e “l’individuazione di eventuali importi indebitamente certificati”.
  3. 60 PROGETTI CON “INCONGRUENZE” – Esistono inoltre “60 progetti conclusi – recita la stessa delibera nr. 983 – che non erano a suo tempo stati gestiti da parte dei beneficiari in accordo con le disposizioni e sui quali, in seguito ad un primo controllo della documentazione rendicontale, sono state verificate incongruenze tali da richiedere competenze tecniche e giuridiche che esulano da quelle ordinarie”. Per controllare e chiudere questi progetti è stato dato un incarico alla stessa società T&D.

La situazione è dunque molto delicata e richiede un’attenta valutazione da parte dell’amministrazione provinciale. E’ importante anche una costante e puntuale informazione ai consiglieri e alle consigliere provinciali.

si chiede:

SULL’AUTORITA’ DI AUDIT:

  1. Quali sono i rilievi che la Commissione Europea ha avanzato nei confronti della Provincia di Bolzano? Si richiede copia delle seguenti comunicazioni della CE:
    lettera dell8 maggio 2013, prot n. 41.07.04/258517
    lettera del 12 giugno 2013, prot. N. 41.07.04/337829.
  2. Istituendo dal 1° agosto 2013 una nuova Autorità di Audit, la Provincia riconosce che l’Organismo di valutazione non era un organo “funzionalmente indipendente dall’autorità di gestione e certificazione”? In base a queli valutazioni in passato è stato affidato a quest’Organismo la funzione di AdA? E perché oggi queste valutazione si sono rivelate sbagliate?
  3. Che cosa sarà, presso quale organismo sarà insediata, come sarà composta e come funzionerà la nuova AdA “come area a sé stante funzionalmente indipendente”? La CE è stata sentita a proposito e ha dato un suo consenso in modo da fugare ogni dubbio d’ora in poi? L’anomalia riscontrata finora nella vecchia AdA mette in pericolo i finanziamenti e i progetti gestiti con il sistema di Audit affidato al vecchio Organismo di Valutazione?
  4. In un’intervista il direttore della Ripartizione Europa afferma che: “Non avevo nessun tipo d’informazione sul lavoro svolto dal nucleo di valutazione” incaricato dell’Audit. Come si spiega questa affermazione, visto che l’Audit era affidato all’Organismo di Valutazione che ha sede nel Palazzo provinciale nr. 1, Piazza Magnago, telefono 0471 412480?
  5. Come fluivano le informazioni tra l’Organismo di Valutazione e la Ripartizione Europa? Se non c’era contatto e nessuno sapeva nulla dell’altro, per quali ragioni ciò accadeva? Tutto questo corrisponde ai principi della buona amministrazione?
  6. Nella stessa intervista il direttore della Ripartizione Europa afferma che l’Organismo di valutazione non rispondeva a nessuno. Come si spiega questa affermazione? A chi rispondeva dunque l’Organismo di valutazione? Non sta sotto la Direzione Generale, assessore competente dott. Luis Durnwalder, lo stesso della Ripartizione Europa?

SULL’AUTORITA’ DI GESTIONE:

  1. A proposito delle “incoerenze nelle procedure di gestione e controllo all’interno dell’Autorità di Gestione FSE tramandate dai primi anni della presente programmazione”, si chiede: qual è il periodo esatto cui si fa riferimento alludendo ai “primi anni”, chi era responsabile allora di questa AdG e chi era responsabile in quello stesso periodo della Ripartizione Europa della Provincia autonoma di Bolzano?
  2. Quanti progetti, per l’ammontare di quali finanziamenti, sono interessati da queste “incoerenze”?
  3. Tali eventuali “incoerenze” riguardano anche procedure amministrative (gestione, controllo…), e se sì, quali e chi ne era responsabile in quel periodo? Se le “incoerenze” fossero confermate, ”, quali conseguenze ne trarrebbe la Provincia verso i responsabili?
  4. Se fosse confermato che tali incoerenze riguardano anche “importi indebitamente certificati”, quali conseguenze ne trarrebbe la Provincia sia verso i beneficiari che verso i propri organi amministrativi?

SUI 60 PROGETTI NON GESTITI IN ACCORDO CON LE DISPOSIZIONI:

  1. Sui “60 progetti conclusi che non erano a suo tempo stati gestiti da parte dei beneficiari in accordo con le disposizioni”, si chiede l’elenco completo dei progetti citati, con tutte le informazioni a essi riferite: asse, beneficiario, operazione, anno, atto di approvazione, totale importo pubblico approvato, importi erogati, eventuali note.
  2. Che tipo di “incongruenze nella documentazione rendicontale” sono state riscontrate in tali progetti? Tali incongruenze riguardano anche “eventuali importi indebitamente certificati”?
  3. Se le “incongruenze” fossero confermate, quali conseguenze ne trarrebbe la Provincia sia verso i beneficiari che verso i propri organi amministrativi?

Consiglieri provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Bolzano, 3 luglio 2013