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Servono alternative a PagoPA

MOZIONE.

Da poco, i cittadini e le cittadine devono effettuare i pagamenti che riguardano la pubblica amministrazione attraverso la piattaforma “PagoPA”. Secondo i Comuni dell’Alto Adige non è possibile
mettere a disposizione altri sistemi di pagamento. Di per sé la notizia non fa troppo scalpore, se non fosse che i pagamenti mediante PagoPA implicano delle commissioni che con altri sistemi di pagamento, ad esempio la domiciliazione bancaria, non vanno sostenute. A questo si aggiunge che in PagoPA le commissioni non sono elencate durante il processo di pagamento, ma la brutta sorpresa arriva soltanto alla fine dell’operazione.

È interessante il fatto che in Italia le aziende private non possono imporre ai consumatori e alle consumatrici spese per l’utilizzo di strumenti di pagamento (cfr. Codice del Consumo, d. lgs. 206/2005, art. 62). Di fatto quindi la mano pubblica utilizza metodi che ai privati sono vietati: ovvero trasferisce il costo delle operazioni di pagamento sui consumatori e sulle consumatrici. Secondo il Centro tutela consumatori utenti non importa che non siano i Comuni stessi bensì i fornitori di servizi finanziari a incassare questi soldi. Per i cittadini e le cittadine in ultima analisi la cosa non cambia.

La fatturazione tramite PagoPA dà luogo anche a implicazioni bizzarre. Pare che nei Comuni non sia possibile pagare le spese per rifiuti, acqua e bonifica con una sola bolletta. È necessario avviare tre operazioni di pagamento distinte, sempre tramite PagoPA, e pagare tre volte le commissioni per l’utilizzo di questo sistema.

La pubblica amministrazione avrebbe invece la possibilità di utilizzare sistemi meno onerosi per i consumatori e le consumatrici. Ma di solito questa opportunità semplicemente non viene offerta alla cittadinanza. I Comuni, infatti, si rifanno all’Autorità garante della concorrenza e del mercato che pare prevedere l’esclusività di PagoPA. Si tratta però soltanto di una parte di verità. Perché la stessa Autorità garante precisa in un comunicato stampa del novembre 2020 che è possibile utilizzare altri metodi di pagamento oltre a PagoPA. Anzi, i Comuni hanno addirittura la possibilità di premiare i cittadini e le cittadine che effettuano i pagamenti tramite la loro banca. Questo “premio” prevede, ai sensi del Codice dell’amministrazione digitale, una riduzione del 20% dell’aliquota.

Per questo motivo nulla impedisce alle amministrazioni dell’Alto Adige di offrire ai cittadini e alle cittadine altri sistemi di pagamento per pagare le fatture. Le amministrazioni sono addirittura incoraggiate in questo senso dall’Autorità garante e possono “premiare” i cittadini e le cittadine se utilizzano altri metodi di pagamento. Per non parlare del fatto che la pubblica amministrazione non si può permettere di non applicare gli standard della tutela dei consumatori e delle consumatrici imposti invece all’economia privata.

Per questi motivi, il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

di attivarsi con i Comuni e il Consorzio dei Comuni affinché nella pubblica amministrazione dell’Alto Adige oltre a PagoPA venga offerta almeno un’altra modalità di pagamento che non comporti commissioni.

BZ, 23.6.2021

Consiglieri provinciali
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

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Author: Heidi

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