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HomeCovid-19Le mascherine distribuite dalla Provincia a chi lavora nel commercio al dettaglio sono certificate “dispositivo di protezione individuale (DPI)” come previsto dall’Ordinanza 16/2020 di Kompatscher?

Le mascherine distribuite dalla Provincia a chi lavora nel commercio al dettaglio sono certificate “dispositivo di protezione individuale (DPI)” come previsto dall’Ordinanza 16/2020 di Kompatscher?

INTERROGAZIONE.

Con l’Ordinanza presidenziale contingibile e urgente nr. 16/2020 del 02.04.2020, il Presidente della Provincia e Commissario Speciale per l’emergenza COVID-19 ha ordinato “a tutto il personale addetto alla vendita al dettaglio nelle attività consentite, di essere munito di dispositivi di protezione individuale (DPI) forniti dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige”.

Risulta che attualmente siano 20.000 i DPI in distribuzione da parte della Provincia, nel numero di due per ogni dipendente delle aziende del commercio al dettaglio che sono aperte anche nel corso dell’epidemia di coronavirus.

Si tratta di mascherine in tessuto lavabili e quindi riutilizzabili. La richiesta può essere presentata attraverso un modulo al sito internet www.oberalp.com/it/protezionecivile-aziende . Il procedimento viene svolto dal centro logistico della ditta Oberalp. Il costo delle mascherine per le aziende che ne hanno diritto e nel numero di 2 per dipendente è coperto dalla Provincia. I costi relativi alla spedizione e alla logistica, invece, vengono assunti dalle associazioni imprenditoriali che fanno capo al Südtiroler Wirtschaftsring, alla CNA/SHV, alla Confesercenti e alla Federazione Tabaccai. Le imprese non associate sostengono invece direttamente i costi di spedizione.

La ditta fornitrice è la Oberalp di Bolzano, il materiale proviene dalla Cina e ciascuna mascherina viene venduta al prezzo di € 3,50. Il costo di cui si fa carico la Provincia per le 20.000 mascherine in distribuzione si dovrebbe aggirare dunque intorno ai 700.000 €.

Nella pagina internet dove si fa l’ordinazione si legge: “Con l’ordinanza d’emergenza n. 16/2020 del 2 aprile, il Presidente della Giunta Provinciale ha imposto che dispositivi di protezione individuale saranno distribuiti a tutto il personale del commercio al dettaglio. Le mascherine sono messe a disposizione dalla SABES; la Protezione Civile è stata incaricata di organizzare la distribuzione ed a tal fine utilizza questo portale.

Hanno diritto alla fornitura tutte le aziende che sono autorizzate a svolgere la loro attività di vendita perché incluse nell’elenco dei codici ATECO autorizzati. Sono disponibili due mascherine in tessuto lavabile e quindi riutilizzabili per ogni dipendente, che vengono inviate alle aziende tramite corriere. Se l’azienda richiedente è membro di una delle associazioni di categoria sottoelencate, le spese logistiche e di spedizione saranno coperte dalla sua associazione. In caso contrario le spese di spedizione sono da pagare in contrassegno”.

Nel testo della Ordinanza n. 16/2020 abbiamo sottolineato il termine “dispositivi di protezione individuale (DPI)” poiché non si tratta di una definizione qualsiasi, ma di una precisa fattispecie di prodotto o attrezzatura protettiva che deve corrispondere alle norme di conformità vigenti nell’Unione europea e come tale essere certificata da istituti autorizzati e riconosciuti.

Da quanto ci risulta, di mascherine dotate di una certificazione europea esistono i seguenti modelli:

  • mascherine modello FFP2 e FFP3 certificate secondo la norma di conformità EN 149/2001
  • mascherine chirurgiche monouso certificate secondo la norma di conformità EN14683:2005

Ovviamente la certificazione attesta anche l’uso che si deve fare di queste mascherine, il grado di protezione che garantiscono, se questa protezione riguarda la persona che la indossa verso l’esterno oppure le altre persone, oppure entrambi e infine se e quali precauzioni aggiuntive siano o non siano necessarie a chi usa queste mascherine (come la distanza ecc…). Chi usa questi prodotti deve essere consapevole delle loro caratteristiche, per usarli bene per sé e per gli altri ed evitare quindi di propagare l’infezione, o venire a sua volta infettato.

Per questi motivi, riteniamo importante che sia chiarito molto bene se le 20.000 mascherine in distribuzione ai dipendenti di esercizi di vendita al dettaglio abbiano una certificazione ufficiale, oppure no, e se hanno una certificazione, di che tipo essa sia. Dalle notizie finora pubblicate non abbiamo trovato chiarimenti su questo, mentre sul “Dolomiten” abbiamo letto la dichiarazione dell’amministratore della ditta Oberalp: “Die Oberalp Gruppe ist kein Experte für Sanitärgüter und Zertifizierung in diesem Bereich”. Neppure il generico foglietto di istruzioni allegato alle mascherine (vedi allegato) dà chiare informazioni sulle caratteristiche del prodotto e sulla sua certificazione, né se si tratti davvero di “dispositivi di protezione individuale (DPI)”, ma si limita a illustrare come esse devono essere lavate e conservate.

D’altra parte, il testo della Ordinanza n. 16/2020 parla esplicitamente di “dispositivi di protezione individuale (DPI)” e – immaginando che nell’Ordinanza questi termini siano stati inseriti nella piena consapevolezza del loro significato – questo renderebbe necessaria la corrispondente certificazione. Ricordiamo che, essendo le mascherine adottate, pagate e distribuite dalla Provincia, la Provincia stessa si è assunta una grossa responsabilità nei confronti di tutte le persone che useranno queste mascherine considerandole “dispositivi di protezione individuale (DPI)”.

Chiarire se queste mascherine siano davvero DPI certificati o meno ci sembra indispensabile dopo quanto successo con gli atri dispositivi protettivi rivolti al personale sanitario e che poi hanno avuto valutazioni critiche da due enti europei di certificazione come la “DEKRA Testing and Certification GmbH“ di Hessen e l’” Amt für Rüstung und Wehrtechnik” di Vienna.

Tutto ciò premesso,
Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. Le 20.000 mascherine in distribuzione a spese della Provincia a tutto il personale addetto alla vendita al dettaglio nelle attività consentite, come previsto dalla Ordinanza presidenziale contingibile e urgente nr. 16/2020 del 02.04.2020, ha la certificazione di “dispositivo di protezione individuale (DPI)” secondo quanto richiesto dalla ordinanza citata?
  2. In particolare sono certificate secondo la norma di conformità EN 149/2001?
  3. Oppure sono almeno mascherine chirurgiche certificate secondo la norma di conformità EN14683:2005?
  4. Se le mascherine sono prive delle certificazioni citate alle domande precedenti, sono dotate di qualche altra certificazione di “dispositivo di protezione individuale (DPI)”? Da chi è rilasciata? È riconosciuta nei paesi dell’Unione Europea?
  5. Se invece le mascherine NON hanno alcuna certificazione, né di “dispositivo di protezione individuale (DPI)” né di altro, se ne deve dedurre che non sono idonee a quanto previsto dalla Ordinanza presidenziale contingibile e urgente nr. 16/2020 del 02.04.2020, che parla espressamente di obbligo per il personale addetto alla vendita al dettaglio di indossare “dispositivi di protezione individuale (DPI) forniti dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige”?
  6. Se le mascherine NON hanno la certificazione di “dispositivo di protezione individuale (DPI)”, come si giustifica che la Provincia e/o l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige le ha adottate, pagate e messe in distribuzione ai sensi della citata Ordinanza?
  7. Se le mascherine NON hanno la certificazione di “dispositivo di protezione individuale (DPI)”, riportano almeno l’avvertenza “non è un dispositivo di protezione individuale” come ci risulta riportino le mascherine distribuite ad esempio in Veneto?
  8. Se le mascherine attualmente in distribuzione NON sono fornite della necessaria certificazione che attesti che si tratta di “dispositivo di protezione individuale (DPI)” come disposto dalla Ordinanza n. 16/2020, e poiché il generico foglietto di istruzioni allegato alle mascherine (vedi allegato) riguarda esclusivamente il modo in cui esse devono essere lavate e conservate, ma non il loro uso in situazioni col pubblico, non ritiene la Provincia di essersi assunta una grossa responsabilità nell’adottarle e distribuirle? Ritiene la Provincia che sia opportuno chiarire in modo esplicito, innanzitutto a chi le riceve e le usa, di che tipo di materiale si tratta, come va usato e quale tipo di protezione esso garantisce per sé e per gli altri?

Bolzano, 08.04.2020

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

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Author: Heidi

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