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La rete 5G in provincia di Bolzano – audizione

MOZIONE.

Con il termine 5G si indicano le tecnologie e gli standard di quinta generazione nel campo della telefonia mobile. Tali tecnologie consentono la trasmissione di un volume di dati fino a mille volte superiore a quello attuale. Il numero di dispositivi collegati in rete sarà circa cento volte superiore a quello attuale e il tempo di reazione sarà ridotto a pochi millisecondi. La tecnologia 5G è strettamente collegata al cosiddetto “Internet delle cose” (Internet of Things), che consente l’automazione di molti settori della vita e della produzione grazie alla rete mobile.

Nella telefonia mobile, i campi elettromagnetici ad alta frequenza vengono utilizzati per la trasmissione di dati senza fili. Quanto più ampia è la banda di frequenza utilizzata, tanto maggiore è la quantità di dati che possono essere trasmessi. La rete LTE (4G) utilizza bande da 20 a 50 MHz. La tecnologia 5G, invece, richiede da 20 a 80 (fino a 3,7 GHz) e 200 MHz (a 26 GHz – onde millimetriche), disponibili solo per le frequenze più alte.

Quindi con la tecnologia 5G aumenterà notevolmente l’inquinamento elettromagnetico. Poiché la nuova tecnologia sfrutta frequenze ancora più alte di quelle utilizzate finora, essa ha un raggio di copertura molto più limitato rispetto alle stazioni base attualmente in uso. Pertanto essa non rappresenta una soluzione al ben noto problema delle zone prive di copertura. In compenso aumenterà a dismisura il numero di celle radio necessarie per garantire la copertura. Per questo motivo la Telekom tedesca, che sta testando la tecnologia 5G a Berlino-Schöneberg, sta costruendo 71 nuove stazioni base montate su tralicci in una fascia della lunghezza di soli circa 5 km, che è quella scelta per la sperimentazione. Un’eventuale espansione su larga scala richiederà decine di migliaia di nuove stazioni base.

L’attuazione del 5G “minaccia di provocare effetti gravi e irreversibili sugli esseri umani”. Così si legge in un appello sottoscritto – alla data di questa mozione – da 100.091 firmatari di 187 nazioni, nel quale medici e scienziati, fra cui Ernst-Ulrich von Weizsäcker, biologo tedesco noto per il suo lungo impegno in politica a favore della causa ambientalista, mettono in guardia dall’espansione della tecnologia 5G.
Nell’appello si fa notare che non è ancora noto con certezza se la tecnologia mobile di trasmissione dati comporti rischi per la salute, ma che non lo si può nemmeno escludere. Vi sono state inoltre segnalazioni di persone che avrebbero subito danni alla salute in seguito all’installazione di antenne 5G nelle vicinanze delle loro abitazioni, ad esempio a Basilea o a Berlino.

In vista dell’espansione della rete 5G, la Commissione Europea ha invitato ciascuno Stato membro a dotare una città del nuovo standard; per l’Italia è stata scelta Torino. Tuttavia, i valori limite vigenti in Italia sono “troppo bassi” e “dovrebbero” quindi essere innalzati. Nel frattempo il Belgio e la Svizzera hanno bloccato analoghi progetti in attesa di ottenere garanzie di sicurezza da fonti indipendenti.

Anche nella nostra regione pare che diversi comuni siano in procinto di installare la nuova rete. L’AgCom (Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni), con delibera n. 231/18/CONS, ha stabilito che 120 comuni italiani sono tenuti a consentire la realizzazione di nuove stazioni base sul loro territorio. Per la nostra regione, nella delibera AgCom figurano quattro comuni del Trentino (Valfloriana, Sover, Castel Condino e Terragnolo). Allo stesso tempo, tuttavia, circolano voci secondo cui anche nella nostra provincia sono previsti alcuni comuni pilota 5G; ad esempio, Fastweb prevede di installare 2.000 stazioni base a Bolzano. Dalla risposta alla nostra interrogazione consiliare n. 316/19 risulta che finora (all’8 luglio 2019) non sono pervenute richieste di installazione di stazioni base per la rete 5G in provincia di Bolzano e tanto meno ne sono state installate. Per contro, i media riportano che i lavori per la realizzazione delle stazioni base 5G a Bolzano dovrebbero iniziare già nel luglio 2019.

La Provincia ha la competenza in materia di realizzazione di nuovi siti per impianti ricetrasmittenti, che necessitano dell’approvazione da parte dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima, ai sensi della L.P. 18 marzo 2002, n. 6, nonché del decreto del presidente della Provincia del 13 novembre 2013, n. 36. Su richiesta del consigliere provinciale Masè, la Provincia di Trento ha tenuto un convegno per discutere le possibili conseguenze delle tecnologie 5G, analogamente a quanto accaduto in provincia di Bolzano il 29 aprile 2015 su richiesta di diversi consiglieri provinciali.

Pertanto si incarica il Consiglio provinciale

di organizzare al più presto un convegno nel corso del quale esperti ed esperte illustrino nel dettaglio gli aspetti tecnici, sanitari, economici e giuridici della tecnologia 5G, i suoi effetti e le eventuali
possibilità di tutela, per poi passare la parola alla Giunta provinciale affinché prenda posizione in merito a eventuali progetti in questo settore.

Tale manifestazione andrà concordata in seno al collegio dei capigruppo. Per quanto riguarda la scelta dei relatori e delle relatrici, dovranno essere coinvolti il Centro tutela consumatori e varie strutture pubbliche al fine di garantire un’informazione la più oggettiva e ampia possibile.

Bolzano, 25.07.2019

Capigruppo dell’opposizione

Brigitte Foppa

Andreas Leiter Reber

Sandro Repetto

Diego Nicolini

Paul Köllensperger

Sven Knoll

Gerhard Lanz

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