HomeComunicati stampaGirarci intorno, rimuovere, scaricare: così non può andare avanti, assessora Stocker!

Girarci intorno, rimuovere, scaricare: così non può andare avanti, assessora Stocker!

Girarci intorno, rimuovere, scaricare: sulla ricostruzione delle circostanze che sono costate la vita al giovane Adan. Così non può andare avanti, assessora Stocker! L’agenda profughi deve passare al Presidente Kompatscher.
Durante l’odierna conferenza stampa della Giunta provinciale l’assessora Stocker ha preso posizione sulla morte di Adan, tredicenne profugo curdo. L’assessora ha rigettato ogni responsabilità sua e della giunta provinciale e ha affermato che la famiglia, nonostante la famosa “Circolare Critelli”, avrebbe potuto almeno provvisoriamente essere accolta.
Con queste parole la tragedia di questo bambino sconfina ancora di più nell’assurdo e il simbolo del fallimento della politica per i profughi della Provincia di Bolzano.
Se per la Provincia il principio di umanità valesse prima di tutto, e senza se o ma, non si sarebbe verificata la catena di avvenimenti che è costata la vita al giovane Adan.
Non è assolutamente accettabile che nella sua ricostruzione dei fatti l’assessora scarichi verso il basso la responsabilità (“Il SIS è autonomo in questa sua prima valutazione”) e addirittura sembri dare la colpa alle volontarie e ai volontari (“In base alla comunicazione che a tutta la famiglia era stato procurato una sistemazione, non è stata fatta alcuna ulteriore ricerca di sistemazione. Se una simile necessità fosse stata comunicata, dal SIS, in base alle informazioni più aggiornate, sarebbe sicuramente stata fatta una ulteriore valutazione per l’accoglienza”), o paradossalmente chiami in causa perfino la famiglia (“Se poi qualcuno si è mosso autonomamente dall’Hotel Adria verso qualche altra parte, questa è una sua libera decisione”).
Noi vogliamo ricordare che – in mancanza di un’accoglienza da parte delle competenti istituzioni pubbliche! “ le volontarie e i volontari hanno raccolto denaro per garantire alla famiglia una sistemazione pur precaria e che le stesse persone volontarie sono state quelle che per un’intera settimana si sono occupate di questa famiglia in stato di grave difficoltà. Scaricare indirettamente su queste persone generose anche la minima responsabilità, addirittura da parte dell’onnipotente amministrazione provinciale che in base alle proprie normative sia politiche che burocratiche è in grado di decidere accoglienza o respingimento delle persone, è assolutamente inaccettabile e di bassissimo profilo.
E’ ormai chiaro che l’assessora non è in grado di gestire l’agenda profughi, o viene mal consigliata. Questo difficile fenomeno sociale non può essere affrontato con certe giustificazioni e il cinismo burocratico. Invece di scaricare la colpa verso il basso, l’assessora dovrebbe cedere le sue competenze verso l’alto: è tempo che la responsabilità delle politiche sui profughi se la assuma direttamente il Presidente Kompatscher!
Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss

L’ennesimo dramma
NON CI SONO COMMENTI

SCRIVI UN COMMENTO

* Die Checkbox für die Zustimmung zur Speicherung ist nach DSGVO zwingend.

Ich stimme zu.