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Avvio della contrattazione collettiva

MOZIONE

Il pubblico impiego, principale realtà del terziario nella nostra provincia, rappresenta un modello per lo sviluppo retributivo dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti in tutti i settori. I contratti collettivi nel settore pubblico sono generalmente considerati all’avanguardia e fungono da modello per la contrattazione collettiva nel settore privato. Pertanto l’esecutivo provinciale ha una particolare responsabilità per quanto riguarda la definizione di salari e stipendi equi per tutte le lavoratrici e i lavoratori altoatesini.

Svariati segnali indicano che il posto pubblico è sempre meno ambito sul mercato del lavoro e che, a causa dello sviluppo demografico in generale e della struttura demografica all’interno della
pubblica amministrazione in particolare, in futuro si prospetta una generale carenza di personale.

Negli ultimi 15 anni la società ha subito grandi cambiamenti e le esigenze della vita lavorativa in termini di flessibilità, reddito e opportunità di sviluppo sono aumentate. I contratti collettivi d’intercomparto (CCI) e gli accordi di comparto non hanno tenuto il passo con questo processo di cambiamento né dal punto di vista economico né da quello normativo.

L’esperienza mostra che i contratti collettivi non devono mai essere considerati come qualcosa di statico. La società, l’ambiente di lavoro e le norme sono in continua evoluzione e i contratti collettivi devono fornire una risposta adeguata in tempi ragionevoli. Nell’ultimo decennio lo sviluppo dei contratti collettivi ha subito una battuta d’arresto. Ciò è dovuto alla sospensione della contrattazione collettiva disposta per legge tra il 2010 e il 2015, alle misure di austerità adottate dalla Giunta provinciale di Bolzano e alla definizione di priorità politiche senza tener conto dei/delle dipendenti dell’amministrazione provinciale.

Ciò significa che nell’ultimo decennio i salari reali non sono aumentati in maniera significativa, mentre vivere e soprattutto abitare in provincia di Bolzano è diventato più costoso. Secondo l’IPL (Istituto per la promozione dei lavoratori), il costo della vita in Alto Adige è di circa il 20% superiore alla media italiana, mentre le retribuzioni sono solo circa il 6% superiori alla media nazionale (fonte: INPS).

Per questi motivi è ormai giunto il momento di riprendere la contrattazione collettiva di intercomparto per il pubblico impiego partendo dalla parte economica. L’obiettivo è ottenere un aumento significativo della retribuzione di base per tutte le qualifiche funzionali entro il 2019. La parte economica dovrà poi essere rivalutata ogni due anni per evitare battute d’arresto nel futuro.

Le misure economiche dovranno essere accompagnate da interventi normativi a livello di comparto e d’intercomparto. Si tratta di modernizzare la disciplina degli orari di lavoro, di aggiornare i profili professionali e di attuare un riordino della normativa in materia di indennità.

Tutte queste misure vanno affrontate con urgenza al fine di rendere più attraente il servizio pubblico sul mercato del lavoro. In caso contrario c’è il rischio che la qualità e la quantità dei servizi pubblici siano seriamente compromesse e che presto l’amministrazione pubblica non sia più in grado di svolgere i suoi numerosi compiti e servizi.

Pertanto il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

  1.  di avviare immediatamente la contrattazione collettiva a livello d’intercomparto e di comparto attraverso l’istituzione di una piattaforma permanente;
  2.  di negoziare la parte economica a livello intercompartimentale entro il 2019 e di aumentare le retribuzioni di base per tutte le qualifiche funzionali almeno del 10 per cento; il parametro di 1818riferimento del 10 per cento corrisponde infatti alla perdita di potere d’acquisto, che non è stata ancora compensata da aumenti salariali nel periodo 2009-2016 (fonte: ufficio osservazione mercato del lavoro, Mercato del lavoro news 11/2018);
  3. di prevedere per il futuro l’obbligo di rinegoziare la parte economica ogni due anni su base intercompartimentale (2021, 2023, 2025);
  4. di procedere, a livello di comparto, alla modernizzazione degli orari di lavoro, all’aggiornamento dei profili professionali e al riordino della normativa in materia di indennità per il personale provinciale;
  5. di sviluppare ulteriormente il sistema dei fringe benefits, quali il fondo SaniPro, il Laborfonds, il servizio mensa e i buoni pasto.

Bolzano, 18.12.2018

Consiglieri provinciali

Hanspeter Staffler

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

Decreto (in)sicurezz
Disposizioni sulla p
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