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COMUNICATO STAMPA.

Da parecchi anni molti cittadini, cittadine e famiglie dell’Alto Adige desiderano che la separazione per gruppi linguistici nel sistema scolastico venga superata. Un intento di questo desiderio è la scuola plurilingue. Da sempre attuato nelle località ladine, finora è stato regolarmente negato nelle scuole di lingua tedesca e italiana oppure limitato a singoli progetti.

I Verdi hanno sempre proposto l’introduzione di un terzo pilastro accanto alle classi di lingua tedesca e italiana. Queste classi plurilingui dovrebbero essere attivate sempre nel momento in cui venga raggiunto un numero minimo di iscrizioni. Proprio su questo esiste un disegno di legge dei Verdi che dal 2015 attende di essere approvato in Consiglio provinciale. Finora è sempre stato respinto, tra l’altro con la motivazione che si metterebbe in pericolo l’insegnamento nella lingua madre (che verrebbe comunque sempre garantito). Forse si ha semplicemente paura dell’attrattiva di questo ulteriore modello.

Ora, la proposta di una “scuola internazionale” ha riattivato il dibattito. Anche il presidente della Camera di Commercio Michl Ebner ritiene che una scuola plurilingue abbia senso: per “i professionisti che vengono da fuori e per figli e figlie di famiglie aperte”, come ha affermato. “Questo è già un progresso, anche se da anni il mondo economico ci segnala la necessità di un’istruzione plurilingue”, dichiara la consigliera Brigitte Foppa, prima firmataria del disegno di legge dei Verdi. “Tuttavia, la scolarizzazione plurilingue non deve essere limitata alle élite. Il desiderio di un’autentica educazione plurilingue appartiene a tutte le classi sociali e dovrebbe essere concepito e reso possibile per tutte e tutti”, sostiene Foppa. Sarebbe davvero assurdo se il plurilinguismo non portasse a un’apertura culturale generale, ma a una nuova separazione ed esclusione.

Per quanto riguarda la scuola plurilingue come offerta integrativa generale, i tempi sono maturi perché la politica faccia finalmente ciò che la società desidera da tempo. Le barricate possono essere abbattute.

Qui il disegno di legge e relazione.

Bolzano, 12.01.2023

Cons. prov.

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Oggi il gruppo dei Verdi in Consiglio provinciale ha proposto l’introduzione immediata di un collegamento diretto in autobus tra le stazioni di Malles, in Val Venosta, e Landeck, nella Valle dell’Inn. Questo progetto circola da tempo sulla stampa e in realtà avrebbe dovuto essere introdotto con l’ultimo cambio di orario del dicembre 2022. “Purtroppo non è stato così, sono deluso e la pazienza si sta esaurendo”, commenta Hanspeter Staffler primo firmatario della mozione.

La stazione ferroviaria di Landeck offre ottimi collegamenti ferroviari con Vienna o Zurigo, con i Railjet ÖBB che passano ogni ora. Il tempo di percorrenza per Vienna è di cinque ore, quello per Zurigo di poco meno di tre ore.

Attualmente per percorrere i 75 km da Malles a Landeck con i mezzi ci si impiega ca. due ore. (In auto il tempo di percorrenza è di circa un’ora.) Inoltre, i passeggeri devono cambiare treno a metà strada, il che è molto scomodo, soprattutto per le persone anziane e le famiglie con bambini.

“È quindi giunto il momento di attivare un collegamento in autobus veloce e confortevole tra Malles e Landeck”, afferma Hanspeter Staffler. Questo è importante per i molti venostani che percorrono regolarmente questa strada. E questa linea di autobus sarebbe altrettanto attraente per i turisti.

Invece di sostenere la proposta, l’assessore Alfreider e il Consigliere Noggler si sono opposti con veemenza e hanno fatto respingere la mozione, nonostante fossero d’accordo con il contenuto. Non ci sembra una buon base per raggiungere con successo un obiettivo comune che va a favore di tutte e tutti.

BZ, 11.01.2022

Cons. prov.
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

COMUNICATO STAMPA.

Circa un terzo delle emissioni dei gas serra proviene dal traffico motorizzato. Da sempre i Verdi spingono per più mobilità sostenibile nei nostri comuni. Pubblico e privato sono strettamente connessi in questa sfida. Con due mozioni il Gruppo Verde porta in Consiglio provinciale il tema e chiede di premiare le aziende che incentivano i/le propri/e dipendente all’uso della bicicletta e di attivare un servizio di autolinea veloce tra Malles e Landeck.

L’Alto Adige è sempre più una terra di biciclette, la rete delle piste ciclabili è sempre più capillare (oramai siamo a oltre 500 km di percorsi riservati alle bici) e il servizio di noleggio bici rende il loro uso sempre più allettante, soprattutto per i turisti. La bicicletta però non è solo un mezzo eccellente per il tempo libero e lo sport: per numerose persone in Alto Adige è anche un mezzo di trasporto quotidiano. Molti cittadine e cittadini contribuiscono in tal modo alla propria salute e al proprio benessere, e contemporaneamente alla tutela dell’ambiente e alla salvaguardia del clima. Con circa 70 km di percorsi riservati alle biciclette nel circuito urbano Bolzano è tra le città italiane più bike friendly ed è tra quelle in cui le persone si muovono di più in bicicletta. Diventa quindi sempre più importante promuovere l’abitudine di recarsi in bicicletta sul luogo di lavoro o di studio. Per questo il ruolo e l’impegno delle aziende è sempre più importante, e va sostenuto e riconosciuto. Proponiamo quindi una serie di misure per promuovere e sostenere una cultura aziendale a misura di bicicletta, ad esempio con contributi e premi riservati alle aziende più virtuose. Qui la mozione completa.

Arrivare in Alto Adige con i mezzi deve diventare sempre più desiderabile, se vogliamo che strade e paesi non vengano congestionati dal traffico privato. Alcune tratte però, nonostante l’alto utilizzo da parte di turisti e transfrontalieri, sono tutt’altro che servite. Ad esempio, la tratta tra Malles e Landeck. Al momento, con i mezzi pubblici ci vogliono ben due ore per percorrere 75 km. Improponibile per chi la percorre per esempio più volte alla settimana, oppure deve proseguire poi per altre destinazioni. Per questo chiediamo di attivare al più presto un servizio di autolinea veloce e diretta tra Malles e Landeck. Qui la mozione completa.

Per frenare il cambiamento climatico siamo chiamati tutte e tutti ad azioni consapevoli e attente. Muoversi il più possibile a piedi, in bici e con i mezzi pubblici fa parte di queste azioni. Siamo anche convinti che affinché questo accada devono anche essere poste delle buone basi. È ora di fare sul serio.

Bolzano, 10.1.2023

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler
Riccardo Dello Sbarba

INTERROGAZIONE SU TEMI D’ATTUALITÀ.

Il 16 novembre 2022 una persona transgender si è vista rifiutare le prescrizioni degli esami del sangue e di una ecografia dal medico di medicina generale. Il medico ha rifiutato di prescrivere gli esami richiesti dal paziente e indicati dal medico specialista in endocrinologia perché ritiene che “le terapie ormonali e tutti gli interventi conseguenti” di affermazione di genere non giovevole (sic) alla salute. Ha quindi invitato la persona a rivolgersi a un altro medico. Si precisa che mai è stato richiesto al medico di base di prescrivere terapie ormonali.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Come si posiziona la Giunta Provinciale di fronte a un episodio del genere? Lo ritiene corretto?
  2. La Giunta Provinciale ritiene che un medico possa opporre “obiezione di coscienza” al diritto di affermazione di genere di una persona transgender e al diritto alla sua salute?
  3. Come intende la Giunta Provinciale garantire i diritti e l’accesso alla salute delle persone transgender, anche quelle che si rivolgono a servizi privati o ad altri servizi presenti sul territorio nazionale?
  4. Quali sono le attuali indicazioni (Richtlinien) della Giunta Provinciale e dell’azienda sanitaria provinciale in merito?

 

Bozen, 05.12. 2022

 

Landtagsabgeordnete

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

Hanspeter Staffler

MOZIONE.

L’Alto Adige è sempre più una terra di biciclette. Turisti e residenti hanno a disposizione un’ampia rete di piste ciclabili. La città di Bolzano è, nonostante numerose criticità, una delle città più “ciclofile” d’Italia. Un sistema capillare di noleggio bici consente di percorrere l’intera provincia su due ruote. Il trasporto della bici in treno è ancora difficile, ma è ugualmente molto popolare.

La bicicletta però non è solo un mezzo eccellente per il tempo libero e lo sport: per numerose persone in Alto Adige è anche un mezzo di trasporto quotidiano. Molti cittadine e cittadini contribuiscono in tal modo alla propria salute e al proprio benessere, e contemporaneamente alla tutela dell’ambiente e alla salvaguardia del clima. Pertanto, bisogna promuovere l’abitudine di recarsi in bicicletta sul luogo di lavoro o di studio. Finora, in Alto Adige non è stato adottato praticamente alcun provvedimento in tal senso. Certo, si è investito molto nella rete ciclabile, ma molto meno nel comfort dei ciclisti e delle cicliste e nella promozione dell’uso quotidiano del mezzo.

Altrove si è fatto molto di più. Dal 2017 la campagna “Cycle-friendly employer certification” (CFE), lanciata in tutta Europa dalla ECF – European Cyclists’ Federation, promuove varie iniziative sulla ciclomobilità nelle aziende. Questo sistema unificato di certificazione per datori di lavoro che sostengono la ciclomobilità introduce uno standard europeo per le imprese a
misura di bicicletta. Con questa certificazione si intendono stimolare le aziende europee a migliorare le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici che usano la bici per recarsi al lavoro.

Oltre agli evidenti vantaggi che una cultura aziendale a favore della ciclomobilità ha sulla salute pubblica e sulla tutela dell’ambiente, se ne riconosce sempre più anche l’utilità per le aziende stesse.
L’uso della bicicletta ha sulla salute effetti senz’altro paragonabili a quelli delle misure di promozione della salute a livello aziendale. Secondo studi internazionali, i programmi aziendali che incentivano il movimento fisico influenzano in modo efficace e positivo sia il benessere generale e psichico, sia la salute dello scheletro e dei muscoli, e hanno un effetto economicamente positivo per l’azienda a motivo delle minori assenze per malattia.

Pertanto, il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale di:

  1. perseguire l’obiettivo di una cultura aziendale a misura di bicicletta e definire i relativi standard;
  2. promuovere le aziende che offrono benefit concreti per chi si reca al lavoro in bicicletta (bici aziendale, rimborso chilometrico ecc.);
  3. prevedere l’erogazione di contributi provinciali per imprese e istituzioni a misura di bicicletta;
  4. introdurre un premio o concorso per l’azienda che più promuove la ciclomobilità in provincia, e/o introdurre un “audit-bici” per la certificazione delle imprese a misura di bicicletta;
  5. intensificare i contatti con le istituzioni di formazione e ricerca per promuovere e sviluppare la ciclomobilità;
  6. sostenere il cicloturismo, anche esentando dalla tassa di soggiorno i turisti che arrivano con la bicicletta;
  7. facilitare e agevolare in maniera sostanziale il trasporto della bicicletta in treno e sull’autobus e offrire soprattutto ai titolari dell’Alto Adige Pass tariffe più economiche per il trasporto della propria bici su singole tratte;
  8. rendere più a misura di bicicletta le strutture pubbliche e le aziende a partecipazione provinciale (prevedendo ad esempio parcheggi coperti per biciclette entro un raggio di 30 m dalla destinazione, fasce orarie obbligatorie più flessibili per cicliste e ciclisti, docce sul posto di lavoro e ricarica elettrica per bici gratuita);
  9. destinare come segno visibile di buona volontà una parte di Piazza Magnago a parcheggio per le biciclette.

Bolzano, 16.12.2022

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

Hanspeter Staffler

“Bene!” è stato il mio primo pensiero quando ho saputo che la procura aveva identificato il “mio odiatore”. “Il mio hater”, ovvero l’uomo che due anni fa mi aveva augurato su facebook di essere “presa come si deve da cinque [immigrati] ben dotati”. A quel punto ho sporto denuncia. Questa denuncia ha rischiato di essere archiviata due volte. E per due volte ho fatto ricorso. Anche perché mi era stata indicata una persona che avrebbe potuto corrispondere alle caratteristiche del falso profilo “Bernd Rossin”, da cui proveniva il commento. Ho trasmesso questi sospetti alla polizia postale. Ora questo sospetto è stato confermato e “Bernd Rossin” è stato identificato.

Nel caso ora si arrivi a un procedimento penale sarebbe un passo molto importante nella questione dell'”odio in rete”. Significa che bisogna assumersi la responsabilità delle dichiarazioni che si fanno sui social network, anche sotto falso profilo. Nel mio caso, questo risultato non è tanto importante per me stessa (anche se la soddisfazione c’è, non voglio negarlo), ma soprattutto per tutte quelle persone, soprattutto donne, che vengono insultate e minacciate e che troppo spesso vengono lasciate sole con questa esperienza. Ed è stato questo anche il motivo per cui ho deciso di fare denuncia alla polizia: affinché la società dia un chiaro segnale contro l’odio in rete. E fare così in modo che le parole cattive non rimbombino solo nella mia testa, ma diano vita a una discussione su ciò che dovrebbe essere dicibile e ciò che non dovrebbe esserlo.

Ricordo a tutti coloro che presentano una denuncia che devono sempre chiedere di voler essere avvisati in caso di archiviazione. Altrimenti, il rischio è che non si sappia più nulla dello stato di avanzamento delle indagini da parte della Procura. Ed è anche chiaro che in ogni caso mi presenterò come parte civile, se si dovesse effettivamente arrivare a un processo.

Vorrei ringraziare tutte e tutti coloro che in questi anni hanno contribuito a rendere questo un caso esemplare e a trasformarlo in un appello comune: contro l’odio in rete.

 

Brigitte Foppa, 03.01.2023