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Presentazione del disegno di legge per un “Divieto di utilizzo di esche e bocconi avvelenati”

Il disegno di legge è stato presentato trasversalmente da Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss, Andreas Pöder e Paul Köllensperger e il 21 aprile è stato presentato alla stampa con la partecipazione del responsabile della LAV di Bolzano, Eros Torbol, che ha promosso e attivamente collaborato alla stesura del testo. Il disegno di legge verrà trattato in Commissione legislativa la settimana prossima.
In questo ultimo periodo in tutta la provincia di Bolzano sono aumentate le segnalazioni di avvelenamento di animali e di rinvenimento di esche contenenti sostanze tossiche o nocive, disseminate in parchi, giardini e in altri luoghi pubblici.
Alcune sostanze facilmente reperibili in commercio vengono mescolate con prodotti appetibili creando in questo modo un appetitoso pasto che, se ingerito da un animale, può portare alla morte oppure se toccato da persone può costituire un gravissimo pericolo per la salute. Inoltre vengono utilizzati anche altri metodi mortali che utilizzano bocconi confezionati con contenuti pericolosi.
A conferma della pericolosità del fenomeno degli avvelenamenti, il Ministero della salute ha prorogato per 12 mesi l’ordinanza “Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche o bocconi avvelenati”. Il provvedimento in vigore dal 16 luglio 2016 è un atto indispensabile per la tutela degli animali e della salute pubblica considerato come i bocconi killer non risparmino né animali domestici né selvatici, rappresentando un serio pericolo anche per la popolazione umana, in particolare per i bambini, e per l’ambiente.
Ma affinché le disposizioni dell’ordinanza siano davvero efficaci è indispensabile che le norme ivi contenute siano recepite in legge per renderle definitive e senza scadenza e per sanzionare adeguatamente i trasgressori. Alcune regioni italiane, ad esempio Toscana, Umbria e Puglia, hanno infatti già approvato una legge in materia.
Siamo sicuri che anche per la Provincia autonoma di Bolzano l’approvazione di una legge rappresenti un ottimo sistema di prevenzione e contrasto degli avvelenamenti e un efficace strumento per la tutela degli animali, dell’ambiente e della salute pubblica.

LAV Bolzano:
[gview file=”http://www.verdi.bz.it/wp-content/uploads/2017/04/INTERVENTO-STAMPA-BOCCONI-AVVELENATI.pdf”]
Disegno di legge:
[gview file=”http://www.verdi.bz.it/wp-content/uploads/2017/04/DDL_LGE.pdf”]
Relazione:
[gview file=”http://www.verdi.bz.it/wp-content/uploads/2017/04/Relazione_Bericht.pdf”]
Parere del Consiglio dei Comuni:
[gview file=”http://www.verdi.bz.it/wp-content/uploads/2017/04/Parere_Gutachten-Rat-der-Gemeinden.pdf”]
 
 

Serata-Info-Abend
Bolzano-Bozen, Sala Comune/Gemeindesaal, Vicolo Gumer Gasse
La legge sul fine vita
Die Patientenverfügung
con/mit On. DELIA MURER e/und MINA WELBY
On. DELIA MURER, deputata “Articolo1-MDP”, è prima-firmataria della legge su “Consenso informato e Disposizioni Anticipate di Trattamento.
MINA SCHETT WELBY, sudtirolese di San Candido, paladina nazionale dell’impegno a favore dell’autodeterminazione della persona e le scelte di vita e fine vita.
Delia Murer, Parlamentarierin “Articolo1-MDP”  ist Erstunterzeichnerin des Gesetzes zur Patientenverfügung.
Mina Welby, gebürtig aus Innichen, ist bekannt wegen ihres Einsatzes für ein selbstbestimmtes Lebensende.

Moderazione/Moderation Dep./Abg. Florian Kronbichler

Questa domenica, domenica di Pasqua, in Turchia avrà luogo il contestato referendum sulla cosiddetta riforma costituzionale con la quale il presidente Erdogan cerca di legalizzare ed assicurare a sé stesso e al suo partito AKP quel potere pressoché assoluto che di fatto se l’è preso reprimendo quello strano colpo di stato dell’estate scorsa. Vince il referendum di domenica, prospettiva più che ipotetica, il presidente dello Stato automaticamente è pure capo del governo, il parlamento sarà esautorato di sostanziali poteri legiferanti e di controllo, l’indipendenza della giustizia si ridurrà a caricatura. La Turchia rischia di finire uno stato autoritario con a capo l’uomo solo Erdogan. Della sua assunzione nella comunità dell’ Europea democratica, fino a poco tempo fa un obiettivo concreto sia dell’UE che della Turchia stessa, non se ne parla più.
Considerati le attuali tensioni e la portata politica che il referendum costituzionale di domenica avrà sul paese di 80 millioni abitanti, il Consiglio d’Europa ha deciso di mandare suoi propri osservatori elettorali in Turchia. Su proposta del gruppo socialista, il Consiglio Europeo ha investito, fra altri, pure me del delicato incarico. Sarò l’unico rappresentante italiano della delegazione. Partirò domani, giovedì, per la capitale turca. Ad Ankara incontreremo delegazioni di tutti i partiti presenti nel parlamento turco nonché rappresentanti NGO e comitati dei diritti civili. Le operazioni del referendum stesso io le seguirò a Istanbul. La metropoli sul Bosforo mi è stata assegnata a posto di osservazione su mia stessa richiesta.
Florian Kronbichler, deputato/Abgeordneter – Roma, 12 aprile 2017

Per il Gruppo Verde si è concluso ormai un altro anno intenso. Ancora una volta possiamo guardarci indietro soddisfatti e fare un bilancio delle attività svolte nel 2016.
Ci siamo impegnate e impegnati su tutti i fronti caldi dell’attualità provinciale ed extraprovinciale. E abbiamo portato avanti, a volte con successo, molti temi sempreverdi.
I profughi e i tanti appuntamenti referendari sono stati al centro del nostro lavoro, insieme alle riflessioni sulla democrazia diretta e sull’autonomia.
Urbanistica, orti e e agricoltura biologica sono presenza costante nella nostra agenda tematica e siamo stati in prima linea per rivendicare i diritti di gruppi svantaggiati, come le donne (nel 2016 sono state soprattutto le maestre delle scuole materne a farsi sentire) e le coppie omosessuali.
La riforma sanitaria e la chiusura dei punti nascita sono stati un punto dolente della politica dello scorso anno su cui abbiamo provato a far emergere anche la nostra visione.
I gruppi di lavoro e gli organi del partito Verde sono più che mai attivi e li ringraziamo. È grazie a loro e alle tante persone che sostengono i temi ecosociali che le nostre idee sono sempre valide e futuribili.
Tutto questo e molto altro potete leggerlo nei nostri “Sguardi 2016”.
Buona lettura da Riccardo, Brigitte e Hans.

Ben dieci importanti emendamenti dei Verdi approvati dal Consiglio provinciale (cui se ne aggiungono altri due già approvati in commissione). La riforma resta problematica, ma qualche passo avanti è stato fatto, tramite il reciproco ascolto tra maggioranza e gruppo Verde. Valorizzato il territorio e l’integrazione tra politiche sociali e sanitarie. Applicata all’Azienda sanitaria i principi della parità di genere. Ridimensionata l’onnipotenza del direttore generale a vantaggio della autonomia e della professionalità di chi lavora nei settori della sanità clinica e dell’assistenza.
In particolare, questi sono stati gli emendamenti approvati dal Consiglio:
Articolo 12: anche alla Azienda Sanitaria verrà applicata la legge sulla parità di genere (almeno 1/3 degli incarichi al genere meno rappresentato). Importante in un settore dove le donne sono tante e portano un sapere su cura e salute che è benefico.
Articolo 24: completamente riscritto l’articolo sulla assistenza sul territorio, con un emendamento congiunto firmato da noi del gruppo Verde insieme con la assessora Stocker. Viene precisato chi e con quali servizi deve garantire l’assistenza sanitaria sul territorio. È la prima volta nella storia del consiglio provinciale che un intero articolo viene sostituito da un emendamento firmato da maggioranza e un gruppo di opposizione.
Articoli 27 e 28, approvati 8 emendamenti con i quali i comparti della sanità e dell’assistenza ricevono più autonomia e responsabilità. L’onnipotenza del Direttore Generale viene ridimensionata a vantaggio di chi lavora nei comparti della sanità e dell’assistenza. Tutte le nomine dirigenti (e sono numerose) nei comparti della sanità e dell’assistenza, infatti, non li fa più il direttore generale da solo, ma si limita a ratificare le proposte che per i propri rispettivi settori fanno il direttore sanitario e la direttrice dell’assistenza. In questo modo viene valorizzata la professionalità e la responsabilità di questi due settori e il direttore generale ha un ruolo di ratifica giuridica di quanto sanità e assistenza propongono.
A queste modifiche approvate in aula, si aggiungono altri due emendamenti verdi già approvati in commissione. Entrambi riguardano il rapporto tra sanità e sociale, tra ospedali e territorio.
Grazie al primo emendamento, nella “Conferenza dei presidenti delle comunità comprensoriali” ci saranno anche due dirigenti dei servizi sociali comprensoriali, più il direttore della ASSB di Bolzano.
Grazie al secondo emendamento, sarà obbligatorio coordinare la programmazione sanitaria e quella sociale a livello provinciale, per ottenere una vera politica sociosanitaria sul territorio.
Restano dubbi sulla soluzione “un ospedale, due sedi”, tema su cui noi Verdi avevamo presentato un emendamento che prevedeva una “clausola di garanzia” per la qualità e la continuità delle sedi minori. Purtroppo su questo non c’è stato accordo.
Le perplessità dunque restano, ma abbiamo dimostrato che il lavoro politico serio, prima in commissione e poi in aula, può portare a importanti risultati.
Mai come questa volta si può dire che la legge “è stata fatta in Consiglio”.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss
Bolzano, 7 aprile 2017

Consenso sulla proposta “Cercasi uomini che vogliano fare i maestri”
Il Consiglio provinciale oggi ha discusso le nostre proposte per incentivare la presenza maschile nelle scuole materne e nelle scuole elementari. Il dibattito ha dimostrato che sulla questione esiste consenso – attualmente gli uomini sono pressoché assenti nella scuola materna (7 su 2370) e rari nella scuola elementari (dove solo 1 su 10 è un maestro). Alle medie ca. 1/3 del corpo insegnante è di sesso maschile, alle superiori invece gli insegnanti maschi sono un po’ più della metà. Si è discusso di probabili cause e sono state espresse alcune possibilità di intervento. Alla fine i consiglieri verdi hanno sospeso la mozione in attesa che gli assessori tengano fede alla promessa di studiare delle soluzioni concrete e di elaborare dei nuovi punti deliberativi in comune.
Noi Verdi Grüne Verc restiamo a disposizione per un confronto costruttivo e creativo in tal senso.
La mozione si può scaricare qui.

Le proposte del gruppo Verde per garantire il diritto alla salute a cittadine e cittadini


Non è la „grande riforma“ che era stata promessa. Restano due diverse leggi a regolare il settore. Manca qualsiasi piano finanziario. L’auspicato coordinamento sanità-territorio non è affrontato.
La legge si concentra sul “sistema di comando interno”. Dopo oltre due anni di braccio di ferro, il risultato è un debole compromesso:

  • Un direttore generale onnipotente prende le decisioni e fa tutte le nomine.
  • A contrastare il potere del Direttore Generale sono i direttori di comprensorio, con un diritto di “parere”.
  • Il direttore sanitario viene ridimensionato da un’Unità di governo clinico” che risponde al Direttore generale.

Risultato: Un sistema confuso e contraddittorio, di “reciproci impedimenti”, più che di cooperazione. I conflitti di natura politica centro-periferia continueranno.
LE PROPOSTE DEI VERDI
In commissione non c’è stato solo ostruzionismo, ma anche un intenso confronto con l’assessora Stocker sulle nostre proposte, con qualche buon risultato.
1. Dare priorità alla salute delle cittadine e dei cittadini
Proponiamo che vengano obbligatoriamente elaborati piani di settore che contengano soluzioni sui temi più urgenti per la salute delle cittadine e dei cittadini:

  • Le emergenze, le urgenze e il pronto soccorso.
  • Il contenimento dei tempi di attesa per le prestazioni specialistiche.
  • Le malattie croniche.
  • L’ambito materno-infantile.
  • La salute delle donne, con tutte le specificità messe in luce dalla ricerca più moderna.
  • La riabilitazione fisica.

2. Garantire l’assistenza socio-sanitaria sul territorio
A questo provvede un emendamento che riscrive completamente l’art. 24, precisando esattamente che cosa si intende per assistenza sul territorio e i servizi chiamati a garantirla, coordinandosi. L’emendamento porta la firma congiunta nostra e dell’assessora Stocker: una novità assolta, che dimostra che sui temi concreti la collaborazione maggioranza-opposizione è possibile.
3. Semplificare la struttura dell’azienda sanitaria sulla base delle competenze
Proponiamo di semplificare e rendere coerente la struttura gerarchica, organizzando l’Azienda Sanitaria secondo tre colonne corrispondenti alle diverse competenze funzionali:
Proponiamo di garantire l’autonomia e la responsabilità dei tre settori di competenza: sanitario, assistenziale e amministrativo. Il direttore generale avrà il potere di nominare solo il direttore o la direttrice di ciascuno di questi settori, ma poi saranno queste persone a guidare il proprio settore e decidere sulle relative nomine.
Proponiamo di “riabilitare” la figura del direttore/direttrice sanitaria, trasformando Il ”Collegio per il governo clinico” in una struttura consultiva al suo servizio.
Proponiamo che direttori e direttrici comprensoriali abbiano il compito principale di coordinare sanità e territorio.
4. Garantire qualità e sviluppo agli ospedali minori
La soluzione “un ospedale su due sedi” è praticabile solo se si impedisce che la sede minore piano piano si estingua. Per questo proponiamo una “clausola di garanzia” per la pari dignità e la co-decisione tra le due sedi di uno stesso ospedale.
5. Pari opportunità tra donne e uomini in ambito sanitario
La legge parla di proporzionale etnica, ma si dimentica che in un’azienda dove sono presenti tantissime donne a dirigere sono quasi esclusivamente uomini. Per questo proponiamo un emendamento per applicare anche in sanità le norme sull’ “equilibrio tra i generi” previsto dalla legge provinciale n. 5 del 2010.
Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss.
Bozen, 3. April 2017
Relazione di minoranza di Riccardo Dello Sbarba
Emendamenti alla legge sulla riforma sanitaria