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Dal 1° settembre rincari nel trasporto pubblico.
I Verdi: istituire tariffe ridotte per pendolari.
PendlerInnenDal 1° settembre 2015 scattano gli aumenti delle tariffe dei trasporti pubblici decisi un anno fa dalla Giunta provinciale. Il nuovo tariffario comporterà aumenti notevoli per chi viaggia con l’Alto Adige Pass e percorre meno di 10.000 km all’anno. Per chi percorre tra i 1.000 e i 2.000 km si tratta addirittura di un raddoppio della tariffa. La Provincia si attende un maggior ricavo di 3,7 milioni da questi aumenti.
A pagare di più saranno soprattutto le lavoratrici e i lavoratori pendolari di media e breve tratta, che sono la stragrande maggioranza. Entro i 5.000 km percorsi la spesa annua cresce tra il 20% e il 66%! C’è il rischio che queste persone, che viaggiano non per piacere ma per lavoro, di fronte agli aumenti optino per un ritorno all’auto privata.
Per scongiurare questo pericolo e sostenere chi è costretto a muoversi per lavoro, il Gruppo Verde in Consiglio provinciale ha presentato una mozione per istituire tariffe speciali ridotte per pendolari sulla tratta tra casa e lavoro.
Qui trovate la mozione e una tabella con il calcolo degli effetti degli aumenti tariffari sulla spesa annua individuale
Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss
Brigitte Foppa

L’autorevole manager turistico si schiera a favore di una politica impegnata dalla parte dei profughi.
Ospitalità-GastlichkeitFino a oggi, al di fuori della Chiesa, di parti (limitate) della politica e delle organizzazioni umanitarie, quasi nessun rappresentante dei gruppi d’interesse e del mondo economico sudtirolese si è espresso a favore di una politica attiva e umana nei confronti della tragedia dei profughi. Questo viene lasciato a una parte dei media e soprattutto alle tante cittadine e ai tanti cittadini della società civile che però, accanto al loro impegno attivo, non sventolano grandi discorsi.
Ancor più apprezzabili quindi le recenti dichiarazioni di Thomas Aichner, direttore di Merano Marketing MGM che ha richiamato alla co-responsabilità del turismo suditirolese nei confronti di questo fenomeno epocale. Thomas Aichner non è un signor-nessuno, ma uno dei rappresentanti di categoria di maggior successo della nostra terra e le sue parole hanno particolare peso. Aichner valuta i profughi che raggiungono la nostra provincia non come elemento di disturbo per il turismo, ma vede nell’impegno della nostra provincia un contributo per „un Alto Adige-Südtirol solidale e per la sua immagine positiva“. Ospitalità non a senso unico e mera fonte di guadagno quindi, ma complesso e ampio compito per il futuro. Con queste dichiarazioni Aichner dimostra molta più lungimiranza di certi politici che si autosqualificano con i loro attacchi populisti contro il “buonismo” e con proposte provocatorie come una tassa per i profughi.
Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Bolzano, 27. 8. 2015

Che la catastrofica „Lex Benko“ continui ad essere applicata o no (non solo per consentire a Benko un „secondo giro“ in Consiglio comunale a Bolzano, ma anche per qualsiasi altro progetto) non dipende solo da argomentazioni giuridiche, ma soprattutto dalla volontà della politica. Per i Verdi la politica, sia in Provincia che a Bolzano, si è espressa chiaramente: la legge non funzione e va profondamente cambiata.
Per fare chiarezza i Verdi, già la scorsa settimana, hanno presentato questa mozione in Consiglio provinciale e la porteranno al voto nella sessione di metà settembre.
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Nel luglio di vent’anni fa moriva Alexander Langer, dieci anni prima era morta improvvisamente Andreina Emeri. Quest’estate noi Verdi li ricordiamo entrambi, con un evento pubblico, la distribuzione dei libri e dei gadget con i loro pensieri ed i loro testi per raccontare le due personalità che diedero un grande contributo alla storia dei Verdi sudtirolesi.
Il Gruppo dei Verdi in Consiglio provinciale e regionale ha realizzato in occasione degli anniversari una borsa di stoffa e una cartolina con alcuni pensieri dell’ex consigliera e dell’ex consigliere. Le presentiamo su questo sito insieme ai testi che abbiamo scritto in ricordo di Andreina Emeri e Alexander Langer.

Save the date: 11/9/2015 In memoria di Andreina Emeri

Sich die Freiräume stehlen und in bestimmten Dingen unbeugsam sein

Avvocata, femminista, Consigliera provinciale e regionale, attivista combattiva: Andreina Emeri moriva il 30 luglio di 30 anni fa.
In sua memoria, amiche ed amici e compagni di viaggio si incontreranno
Venerdì 11 settembre 2015
Alle ore 18.00
In via Andreina Emeri
Bolzano
Qui trovate informazioni più dettagliate. Vi aspettiamo!
Evelyn Gruber-Fischnaller & Caterina Maurer
Co-portavoce Donne Verdi

AndreinaAlexander

Andreina Ardizzone Emeri (01.12.1936-30.07.1985)

Sich die Freiräume stehlen und in bestimmten Dingen unbeugsam sein

Avvocata, femminista, Consigliera provincia e regionale, attivista combattiva: Andreina Emeri moriva il 30 luglio di 30 anni fa.
Grazie allo spunto offerto dal libro “Andreina Emeri, scritti e ricordi/Schriften und Erinnerungen”, pubblicato nel 2005 in occasione del ventennale della morte (a cura di Ingrid Facchinelli ed Edi Rabini), nel corso degli ultimi mesi le Donne Verdi hanno contattato amiche, amici e compagne/i di strada di Andreina Emeri: „Volevamo conoscere persone che avessero condiviso con Andreina un tratto delle loro vita. Questa donna così forte, impegnata e generosa non deve essere dimenticata“ dichiarano Evelyn Gruber-Fischnaller e Caterina Maurer.
Emeri fu co-fondatrice del collettivo femminista Kollontaj a Bolzano che negli anni `70 lottava per il diritto all‘aborto e per le case per le donne. Si impegnò in qualità di presidente per il consultorio AIED, che ancora oggi è punto di riferimento per molte donne. Nel 1983 Andreina Emeri venne eletta in Consiglio provinciale e regionale. Morì nel 1985 per un colpo apoplettico durante un viaggio in Norvegia.
„Tutte le persone che abbiamo incontrato per farci raccontare i loro ricordi su Andreina lo hanno fatto con parole affettuose e con grande malinconia. Andreina Emeri e le sue compagne di strada hanno fatto molto per Bolzano, hanno lottato per diritti oggi per noi scontati. Andreina Emeri, le cui esperienze e il cui sapere in buona parte purtroppo ci rimangono ancora sconosciuti, ci è di grande ispirazione“ continuano le due co-portavoce Gruber-Fischnaller e Maurer.
Breve biografia di Andreina Emeri
Evelyn Gruber-Fischnaller, Caterina Maurer
Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss
Pubblicato 29 luglio 2015
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Alexander Langer (22.02.1946-03.07.1995)

Vent’anni fa Alexander Langer, parlamentare europeo dei Verdi, scelse di porre fine alla sua vita sulle colline di Firenze.
Gli innumerevoli scritti lasciati dal fondatore della Neue Linke/Nuova Sinistra – da cui germogliarono i Verdi-Grüne-Vërc e le prime Liste verdi in Italia – rappresentano a tutt’oggi una lezione politica preziosa per molte e molti di noi, non solo in Sudtirolo.
Rileggere Alexander Langer ci permette di ricordare da dove veniamo, i principi fondamentali su cui si fonda il nostro movimento.
Ricordare che i Verdi del Sudtirolo sono innanzitutto inter-etnici: per aprire quelle “gabbie” anche mentali che ancora imprigionano la politica e la società sudtirolese in gruppi linguistici serve il nostro impegno quotidiano – e la fatica – alla convivenza, al plurilinguismo, all’interculturalità.
Ricordare che la politica non è finalizzata unicamente né all’esercizio del potere in sé, né a sterili esercizi di stile: all’interrogativo tra lotta e governo, noi rispondiamo stando dalla parte delle persone e dell’ambiente, di chi non ha voce e diritti, anziché da quella del “sistema dei partiti”.
Ricordare che prima di “agire localmente” occorre “pensare globalmente”, alzare lo sguardo oltre i nostri confini regionali: non c’è questione politica che sia sconnessa dal resto del mondo.
Il nostro continente è difronte a scelte cruciali. “L’Europa muore o rinasce a Sarajevo” denunciò Alexander Langer allo scoppio della guerra in Bosnia, proponendone l’ingresso nell’Unione Europea. 20 anni dopo l’Europa muore o rinasce ad Atene, al centro di uno scontro senza precedenti tra le istituzioni finanziarie internazionali e un paese messo in ginocchio dalle misure di austerità, minacciato con l’uscita dall’euro. L’Europa muore o rinasce al Brennero, dove alla libera circolazione delle merci non corrisponde quella di chi fugge da conflitti, povertà e crisi ambientali. Il Mediterraneo, stretto tra crisi del debito e flussi migratori globali, è il simbolo di un’Europa debole, che rinuncia alla sua missione originale.
A noi resta la responsabilità di resistere alle sirene del “non ci sono alternative”, ai politicismi, a governi sempre più distanti dai rappresentati, con milioni di elettrici ed elettori allontanati dalle urne. Continuare la giusta opera di Langer significa restituire fiducia alla politica, come luogo nel quale si immagina e democraticamente si costruisce un mondo – e quindi un’Europa – migliore.
I/le Verdi dell’Alto Adige/Südtirol
(Testo di Valentino Liberto)
Pubblicato 2 luglio 2015

europäischer passIl Sudtirolo ha per l’Austria e per la politica estera europea di Vienna un valore centrale. L’autonomia dell’Alto Adige e la funzione di tutela dell’Austria verso il Sudtirolo non possono essere messe in dubbio. La pacifica convivenza, il sostegno allo sviluppo culturale dei gruppi linguistici, la costruzione dell’autonomia e il futuro della regione nel quadro dell’Unione europea sono le colonne portanti della politica estera e della politica verso il Sudtirolo dei Verdi in Austria.
Per Tanja Windbüchler e Georg Willi, l’una portavoce per la politica estera dei Verdi austriaci e l’altro membro della commissione speciale per il Sudtirolo al parlamento di Vienna, non si tratta di prendere decisioni sulla testa delle cittadine e dei cittadini della provincia di Bolzano. Così chiariscono l’orientamento del loro lavoro politico: „Per noi si tratta di correggere le false rappresentazioni che circolano a proposito della doppia cittadinanza e dello sviluppo della autonomia della Regione Trentino-Alto Adige- Südtirol, per portare un po’ di chiarezza in questa discussione“.
Per questo i due parlamentari sono venuti a Bolzano e qui hanno ascoltato diverse voci. E’ stata approfondita la richiesta ricorrente di una doppia cittadinanza: „Insieme ai Verdi del Sudtirolo siamo convinti che un rafforzamento dell’autonomia regionale all’interno dell’Unione Europea non può realizzarsi attraverso una doppia cittadinanza, ma attraverso lo sviluppo ulteriore dell’idea di una cittadinanza comune europea“, ha spiegato Tanja Windbüchler durante la conferenza stampa congiunta dei Verdi sudtirolesi e austriaci oggi all’Hotel Luna.
Riccardo Dello Sbarba ha descritto l’attuale situazione in Sudtirolo. „La proposta della doppia cittadinanza, per chi la fa, ha la funzione di indebolire l’autonomia e di avvicinare l’autodeterminazione, ma il risultato sarebbe una profonda divisione nella società tra chi può e chi non può chiederla – e tra chi può, tra chi la chiederà e chi non lo farà. Una nuova divisione tra „autentici sudtirolesi“ e „rinunciatari“. E nulla risolverà dei nostri veri problemi, come ad esempio la crescita delle disuguaglianze in Alto Adige come in Italia”.
Florian Kronbichler ha riferito delle tendenze centralistiche del governo Renzi. „La Svp continua a seguire la linea, finora di successo, di strappare sempre nuove competenze a Roma. La verità è che le forze al governo al di qua e al di là del Brennero sono convinte che tutto debba restare com’è. Ma allora dovrebbero avere il coraggio di dirlo chiaramente!“ ha concluso Kronbichler.
Georg Willi l’ha confermato descrivendo il confronto in atto nella commissione speciale per il Sudtirolo: „Io ho insistito perché la commissione dia finalmente una risposta chiara ai promotori della richiesta della doppia cittadinanza. E la realtà è questa: nel Parlamento austriaco non c’è nessuna maggioranza favorevole alla doppia cittadinanza per il Sudtirolo. L’Italia ne verrebbe molto irritata e l’Austria finirebbe per dover combattere di nuovo per difendere la propria funzione di tutela, proprio in una fase di profonde riforme costituzionali”.
Insieme, Verdi del Sudtirolo e dell’Austria si sono pronunciati a favore dello sviluppo di una cittadinanza comune dell’Unione europea. La soluzione non è la moltiplicazione di doppie cittadinanze né la riproposizione degli stati nazionali, ma invece il rafforzamento di una più larga cittadinanza che in parte già esiste, quella dell’Unione europea.
Brigitte Foppa ha spiegato come questa cittadinanza europea potrebbe funzionare: “Se fosse presa sul serio l’idea originaria dell’unità europea, allora ciò potrebbe avere effetti diretti nella vita quotidiana di ogni cittadina e cittadino del continente: dalla libertà di circolazione e domicilio alla riduzione della burocrazia nella ricerca del lavoro, dai sistemi assicurativi al diritto allo studio fino alla partecipazione dei cittadini e delle cittadine alla politica non solo dell’Unione, ma anche delle singole regioni”.
Mostrando con orgoglio un possibile “passaporto europeo”, i Verdi al di qua e al di là del Brennero hanno ribadito uniti che non si può costruire un futuro comune su una nuova divisione della società sudtirolese, ma piuttosto su un nuovo “entusiasmo europeo”. Qui si misurerà anche l’identità e il senso di appartenenza delle nuove generazioni. Questa strada va percorsa a cominciare da oggi.
Tanja Windbüchler e Georg Willi, per i Grünen nel Nationalrat austriaco
Brigitte Foppa e Riccardo Dello Sbarba, per i Verdi-Grüne-Vërc nel Consiglio provinciale di Bolzano
Florian Kronbichler, deputato dei Verdi/SEL nel Parlamento italiano
Bolzano, 20 Agosto 2015