Bronzolo: centrale a pompaggio ad alto rischio idrogeologico

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bronzolo2Già bocciato prima sul Renon e poi a Laives, il progetto di una centrale elettrica a pompaggio privata rispunta ora a Bronzolo ed Aldino.

Con una novità: l’acqua per alimentarla verrrà prelevata non dal fiume, ma dalla falda sotterranea che serve anche acquedotti e pozzi. Si tratta di un gigantesco prelievo di 830.000 metri cubi d’acqua, che metterà a forte rischio l’equilibrio idrogeologico di un’area che ha già problemi di approvvigionamento.

Sia a Bronzolo che ad Aldino stanno nascendo iniziative civiche sul tema.

In questa interrogazione-dossier, i Verdi analizzano alcuni aspetti dell’opera e chiedono trasparenza e chiarezza sul progetto, sul suo finanziamednto e sulle procedure di valutazione.

INTERROGAZIONE

Bronzolo-Aldino: Centrale a pompaggio ad alto rischio idrogeologico. Il progetto è arrivato in Provincia?

Nelle scorse settimane si sono svolte nei comuni di Bronzolo e di Aldino assemblee pubbliche in cui i promotori (riuniti nella la società Iters Srl) hanno presentato il loro progetto di centrale a pompaggio da realizzare nel territorio dei due comuni. Da quel che è uscito sulla stampa, la centrale dovrebbe essere totalmente in caverna, con diversi chilometri di tunnel scavati nella montagna sia a monte che a valle, e dovrebbe utilizzare 830.000 m3 di acqua (equivalenti a 830 milioni di litri) che verrebbe prelevata dalla falda.

I dati principali dell’impianto, almeno come sono stati presentati alla riunione di Bronzolo, sarebbero i seguenti:

  • Capacità: 850 000 m3 di acqua
  • 2 tunnel di 7,5 km e di 113 m2 di sezione. Se il profilo è circolare, il diametro è di 12 m. In confronto, una canna BBT ha diametro 8,1 m, Gottardo 7,7 m.
  • 450 MW di potenza installata
  • 5 ore funzionamento continuo alla massima potenza
  • 2250 MWh di energia equivalente accumulata
  • 80% di efficienza stimata (tipica per impianti di questo tipo)
  • investimento dichiarato: 500 milioni di €
  • periodo di ammortamento: 25 anni

Noi non scartiamo a priori la soluzione delle centrali a pompaggio, come un mezzo per lo stoccaggio e poi il successivo utilizzo di energia in sovrappiù (in un circuito che comunque produce tra il 20% e il 30% di energia in meno di quanta ne consuma per pompare l’acqua in alto), ma riteniamo che tali impianti abbiano senso solo se viene garantito che l’energia utilizzata per il pompaggio è energia da fonti rinnovabili: altrimenti si tratterebbe semplicemente di “riciclaggio di energia sporca” che, se è in sovrappiù, deve semplicemente smettere di essere prodotta.

Riteniamo dunque che l’effettiva realizzazione di questo tipo di centrale sia da giudicare caso per caso, valutando attentamente l’impatto ambientale e la reale economicità dell’opera, nonché i vantaggi che possano o meno venire per la collettività, sia in termini di compensazioni ambientali che di pagamento di diritti.

Soprattutto, nella decisione se realizzare o no l’opera va garantito il massimo della trasparenza e il coinvolgimento della popolazione, che deve essere messa non solo davanti a affermazioni verbali e promesse di ogni tipo, ma deve anche poter disporre di tutta la documentazione necessaria: progetto, piano finanziario, eventuali convenzioni con soggetti terzi (i promotori hanno parlato di contatti coi sindacati e con la Procura della Repubblica per quanto riguarda le norme di sicurezza e quelle sulla legalità dei cantieri), eventuali certificazioni (la stampa ha riferito di verifiche sul piano finanziario e di ricerca dei finanziatori affidate alla KPMG Spa di Roma, società nota in provincia di Bolzano per aver accompagnato diversi momenti della storia di SEL, nonché società di consulenza di Enel).

I valori che sono in gioco sono innanzitutto quelli ambientali. Risulta infatti che l’enorme massa degli 830.000 m3 di acqua, pari a 830 milioni di litri, utilizzati dall’impianto sarebbero prelevati dalla falda sotterranea.

Questo pare il punto più critico: solitamente infatti l’acqua necessaria per questi impianti viene prelevata da laghi o fiumi (in passato sono state proposte centrali a pompaggio che pescavano nell’Isarco e nel lago di Garda), ma è alquanto insolito il caso di centrali che peschino nella falda che alimenta anche tutti gli altri usi idrici, da quello potabile a quello agricolo.

A questo vanno aggiunti i 14 km di enormi tunnel nella montagna, dove sarebbero realizzati sia i serbatoi sia le sale per le turbine, e che potrebbero interferire sulle falde e le sorgenti.

Il rischio dunque per l’equilibrio idrogeologico dell’area interessata è enorme e va valutato attentamente.

Infine ci sono gli aspetti finanziari. La motivazione dei promotori del progetto è evidentemente commerciale e consiste nel ricavare profitto dal differenziale dei prezzi tra l’energia di sfondo meno cara acquistata per pompare l’acqua e l’energia di picco prodotta rilasciando l’acqua.

Occorre considerare innanzitutto che gli impianti di pompaggio e accumulo non sono assimilabili a impianti a energia rinnovabile, ma, al contrario, sono impianti che servono principalmente a mantenere la stabilita della rete e sono pertanto sotto il controllo diretto del gestore di rete. Nella maggior parte dei casi non è il proprietario dell’impianto a decidere autonomamente quando scaricare acqua e produrre e vendere elettricità, in momenti di convenienza economica, ma piuttosto il gestore di rete a scegliere quando ricorrere all’energia accumulata per coprire improvvisi picchi di carico.

Similmente, gli impianti di accumulo sono messi in funzione quando occorre collegare rapidamente dei carichi, anche qui per compensare fluttuazioni di rete. Gli impianti di accumulo sono pertanto strumenti “di sistema”. Proprio per questo motivo l’esercizio commerciale di impianti di pompaggio è molto critico e non è garantito il loro rientro economico se non in termini di sicurezza della rete.

Secondo informazioni statistiche di Terna sugli impianti di generazione per il 2011 [sito www.terna.it, doc. 2011_It_3-IMPIANTI_GEN.pdf] in Italia la potenza installata di impianti di pompaggio “puri” (simili a quello proposto per Bronzolo) è 4 017 MW. La loro producibilità media annua, cioè la quantità massima di energia elettrica che sarebbe possibile produrre o invasare supponendo un’utilizzazione completa degli impianti alla massima efficienza, è 6 651,0 GWh.

Nel 2010 e 2011, sempre secondo le statistiche di Terna [sito www.terna.it, doc. 2011_It_5- PRODUZIONE.pdf] la produzione di energia elettrica da apporti di pompaggio è stata invece solo di 3 249,2 GWh e 1 903,2 GWh. Gli impianti sono stati cioè utilizzati al 48,8% e al 28,6% rispetto al loro potenziale massimo.

Oltre a ciò va considerato il fatto che il differenziale tra i prezzi di picco e di sfondo va costantemente diminuendo, fatto che rende sempre più critico il conto economico di queste centrali.

Ci limitiamo a riportare l’andamento dei prezzi negli ultimi 7 anni, espressi in € per Mwh:

 

  2011 2010 2009 2008 2007 2006 2005
Baseload € 72,23 € 64,12 € 63,72 € 86,99 € 70,99 € 74,75 € 58,59
Picco € 82,71 € 76,77 € 83,05 € 114,38 € 104,90  € 108,73 € 87,80
Fuori picco € 66,71 € 57,34 € 53,41 € 72,53 € 52,95 € 57,06 € 43,17
Differenza € 16,00 € 19,43 € 29,64 € 41,85 € 51,95 € 51,67 € 44,63

Come si vede, il differenziale tra energia di picco ed energia di sfondo è tendenzialmente diminuito negli ultimi anni, riducendosi di due terzi rispetto al 2005. Si riducono così i margini di profitto di questo tipo di centrali, che infatti in questo momento in Europa praticamente nessuno più propone come impianti a se stanti.

Normalmente infatti tali centrali a pompaggio sono realizzate su impianti già esistenti di generazione idroelettrica con l’aggiunta di pompe per fare risalire l’acqua in periodi di basso costo dell’elettricità e sfruttarla in caduta quando c’è domanda di picco. L’investimento “tipico” in un impianto di pompaggio è quindi solo un investimento aggiuntivo per modificare un impianto idroelettrico già esistente, ed è quindi piuttosto contenuto. Al contrario, sono rari gli impianti costruiti esclusivamente per l’accumulo e che richiedono bacini, invasi, tubature ecc.

Occorre dunque, per giudicare il progetto, conoscere il piano finanziario nei dettagli, cioè capire su quali parametri sono stati quantificati gli investimenti necessari e le spese di gestione, le previsioni di esercizio sull’energia prodotta e sulle previsioni di prezzo, le modalità di finanziamento ecc…

Infine, occorre avere chiarezza su chi siano i finanziatori del progetto.

Sono conoscendo con esattezza questi dati, gli enti pubblici possono valutare la reale economicità del progetto e dunque:

  1. se esso potrà venire portato a termine e poi gestito senza rischi di un fallimento che lascerebbe dietro di sé un’opera di notevole impatto ambientale ma priva di margini economici sufficienti per andare avanti;
  2. se le promesse di compensazioni finanziarie a favore dei comuni potranno essere mantenute oppure no, e di quale entità saranno (soprattutto se fossero stabilite come una percentuale sugli utili).

Per tutti questi motivi

si chiede:

  1. Il progetto di centrale elettrica a pompaggio nei comuni di Bronzolo e Aldino è stato già presentato ai competenti uffici provinciali?
  2. Se sì, quali sono le caratteristiche principali del progetto?
  3. Com’è risolto il problema dell’approvvigionamento idrico dell’impianto?
  4. E’ allegata un’analisi idrogeologica e se sì, chi l’ha fatta e con quali risultati?
  5. E’ allegato al progetto un piano finanziario e, se sì, quali caratteristiche ha?
  6. E’ dichiarato quali saranno i finanziatori e, se sì, chi saranno?
  7. Se non è stato presentato alcun progetto agli uffici competenti, è stato almeno comunicato entro quando ciò verrà fatto, visto che il progetto è stato già illustrato ai comuni?
  8. Il progetto è stato illustrato alla Giunta provinciale? Se sì, la Giunta ha potuto ricevere informazioni di cui alle domande nr. 2, 3, 4, 5 e 6 e se sì, quali?
  9. La società elettrica provinciale SEL ha mai avuto intenzione o progettato un simile impianto, cioè una centrale a pompaggio a se stante non collegata a un impianto idroelettrico già esistente? Se non l’ha fatto, per quali motivi? Ha forse valutato che tali impianti non danno certezze in termini di utili e di conto economico?
  10. Se è già stato – o se venisse in futuro – presentato ufficialmente agli uffici, quale iter attraversa un progetto di questo tipo e da quale norma di legge è regolato? (si prega di illustrare brevemente le diverse tappe e i soggetti competenti per ogni tappa, fino alla realizzazione).

Consiglieri provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

 

 

6 Responses to Bronzolo: centrale a pompaggio ad alto rischio idrogeologico

  • Pier Luigi Caffese says:

    La Provincia Bolzano non si esprime sul Progetto Caffese Wasser Energie Wende.Si vede che non gli interessano i posti lavoro.

  • Pier Luigi Caffese says:

    Wasser Energie Wende.Il mio progetto è stato inviato in Germania,Austria,Europa e presidente Provincia di Bolzano che ha in toto il mio progetto e quindi lo possono chiedere a Bolzano.Il progetto costa 20 miliardi in italia e 15 nei passaggi in Austria-Germania.L’Ambasciata Austriaca l’ha trovato completo ed attendo una risposta tedesca,Quindi il progetto completo costerebbe 35 miliardi ed in 5 anni garantirebbe ricavi per 187 miliardi ovviamente divisi tra i 3 o piu’ paesi partecipanti.Per capire il progetto Wasser Energie Wende bisogna capire che i tedeschi per ovviare alla variabilità del loro vento necessitano di 30 GW minimi di stoccaggi ed io ne offro 200 GW che per stoccare 140 GW di vento,sono 400 giorni di autonomia.
    E’ un grande progetto Europeo di nuova concezione perchè invece di mettere tralicci tra l’Italia e la Germania via Austria,spostiamo grandi quantitò d’acqua permanente perche’ dissalo ala foce Adige il mare.Abbiamo un bilanciamento automatico idrico monitorato perchè voglio piu’ pesce da pescare e mangiare.La via d’acqua è Po-Mincio-Lago di Garda-Adige-Inn-Donau con possibile bretella Rienza-Drava-Donau che metterenbbe in comunicazione i paesi danubiani. Questa via acqua consente di ridurre del 25% il trasporto merci su strada e acquisire 10 milioni di passaggi turistici dal Nord europa .Non rovina niente perchè usa turbine free fish pass ed incrementa l’itticoltura.Le imbarcazioni sono le pennichette francesi e la propulsione sarà ibrida elettrica-syngas.
    La costruzione piu’ rilevante è il sistema chiuse del Brennero e di S.Candido per la bretella.Il punto piu’ difficile del mio progetto è far capire che cos’è una wasser Energie Wende di massa e l’ho messa su google dove mi rispondono solo tedeschi.Ho chiesto al nuovo Presidente della provincia di illustrarlo dove volete.

  • Pier Luigi Caffese says:

    Vorrei dare una bella notizia ai critici altoatesini dei miei sistemi tridimensional hydro.Ho fatto una proposta seria al Presidente della Provincia di Bolzano,ai Consolati Tedeschi ed Austriaci per un progetto interconnesso Italia-Austria-Germania ma mi dovete seguire e fidarvi dei calcoli che sono in mano al Vs .Presidente.
    Chiamiamolo Wasser-wind Ronde o Wasser Energie Wende Germania-Italia.
    I tedeschi hanno 110 GW di vento,noi italiani ne dovremmo costruire 30 GW ma in mare.Ora per assistere la sommatoria vento 140 GW necessito stoccaggi acqua phs per 30 GW che sono 2 gg.di sicurezza.Offro ai tedeschi-austriaci ben 200 GW di stoccaggi acqua che ricavo dal mio progetto Po-Mincio-Garda-Adige-Inn-Donau e bretella Rienza-Donau.Solo nel Po ho 300 km.2 che con 100 m di dislivello medio mi danno 3.000 GWh e cosi’ per l’Adige.Cioe’ costruisco una via d’acqua con un po’ di chiuse al Brennero ed a Dobbiaco per la Drava per scambiarci l’acqua e se fosse poca la desalinizzo alla foce Adige o Delta Po.Questo sistema basato su bilanciamenti acqua tra Germania ed Italia via Inn Austria mi assicura l’assistenza alle rinnovabili tedesche ed Austriache ed a quelle italiane del Po con 220 affluenti.Costo del progetto Po 20 miliardi e 15 miliardi delle vie d’acqua con la Germania.Ricavi su 140 GW di vento complessivo e soli 30 GW di stoccaggi acqua:187 in 5 anni.I dati completi ed il progetto con mappe sono ai Vs.uffici di Bz e sono disponibile dopo Natale ad un incontro a S.Vigilio-sala Manifestazioni Comune Mareo-Enneberg dove illustro il piano e spero invitiate tedeschi ed austriaci interessati.
    Dopo se volete visito la centrale contestata e vi dico cosa farei.Chi mette i soldi? In Italia Ansaldo con CDP aperta a ditte locali come Leiner,in Austria c’è Andriz hydro e in Germania Siemens-RWE-Eon.La Eib ci dovrebbe dare 35 miliardi appoggiati a CDP in Italia e Banche tedesche-austriache e si farebbe un Consorzio che dovrebbe gestire poi le idrovie per 15 milioni di turisti e 3 grandi allevamenti di storioni alpini-dolomitici,uno sul Rienza per far vedere le acque pulite che usano il sistema tedesco energia da rinnovabili-biogas-acque nere to idrogeno e poi syngas e biofuel.

  • Pier Luigi Caffese says:

    Caro Riccardo dello Sbarba,
    Le confermo che la mia progettazione sul territorio ed in mare( perchè il mio tridimensional hydro lo prevede) supera tutti gli ostacoli che Lei mi conferma che sono spesso legati a cattiva progettazione che esiste meno in Svizzera,Austria,Germania e nei miei progetti piu’ rispettosi dell’ambiente in quanto producono anche pesci e turismo,nonchè incremento di biomasse forestali ed acquatiche.
    Partiamo dai suoi dati.Se Pr.Bolzano produce 6 GW di acqua o WasserKraft nel mio sistema come minimo si moltiplicano per 320,arrivando a produrre 19,2 GW che non solo producono elettricità espressa in MW ,ma anche syngas e biofuel con sistemi fts tedeschi.Di fatti la Merkel produce windgas e windfuel dal vento e l’Audi è il suo braccio destro che esce con Audi e-fuel.
    Lei si chiederà ma Caffese dove prende l’acqua per girarla 320 volte all’anno come minimo.Qui sta la mia progettazione che mette in rete fiumi ed invasi e li collega al mare.Come usa acqua salata? No,la devo desalinizzare a Porto Tolle vicino al Delta o Foce Adige dove risale all’Adige e poi con i sistemi pompaggio-ripompaggio attuali e nuovi la metto in equilibrio o bilanciamento con i laghi alpini.Le faccio un esempio banale se produco dell’hydro tra il lago di Neves e la Val di Vizze usando i laghi esistenti ed interrando le condotte(come fa la Svizzera) ottengo per 100 m.di dislivello 10 GWh per km.2.Se Lei non vuol fare il mio hydro in montagna perchè costa troppo fare tunnel come gli svizzeri,possiamo sempre usare l’Adige e se vuole un mio progetto waterways che va all’Inn e poi al Donau e stessa cosa per Rienza sino al Donau in basso.
    La sua idea di pompaggio-ripompaggio è vecchia come quella dell’Enel che ho sempre contestato perchè loro volevano fare pompaggi notturni con l’EPR nucleare in eccesso.Ora Enel ha fatto 10 GW circa di pompaggi ma non avendo il nucleare non sa come progettarli, e mi ostacola i piani,anzi Starace vuole che vada in Germania a farli,visto che devono bilanciare 110 GW di vento.
    Quel che mi sorprende è l’inefficienza del sistema che mi sottopone perchè io progetto allo 83% di enegia prodotta e solo un 17% di autoconsumo per pompaggi-ripompaggi.Le chiama il sistema pumpsweichewerke in tedesco,io lo chiamo tridimensional hydro in inglese perchè si basa su 3 livelli di bacini:quello basso il mare,l’intermedio che puo’ essere il Po o l’Adige e l’alto che possono essere i laghi alpini interconnessi.Parlando di costi il Governo Svizzero progetta intorno a 80 euro il MWh perchè tunnellare le montagne costa,mentre io sono sui 20 euro al MWh perchè ho superato usando il mare la variabile intermittente,per cui il mio hydro diventa costante e non soggetto al meteo.L’Alto Adige ha quasi sempre acqua ma non dimentichi i periodi siccitosi che fecero scattare gli invasi per neve bilanciata o cannoni.Ora questi invasi entrerebbero in rete e avrebbero acqua sempre con pesci per fishing turismo.Il passaggio energia elettrica-syngas-biofuel è piu’ difficile da capire ma inviero’ una memoria in PR.Bolzano.Lei si farà come tutti una domanda.Come facciamo l’innesco di energia.Io uso il vento in mare,ma mai a terra,molto lontano dalla costa(10-12 miglia) ed uso un mio leverage o motiplicatore perchè 40 GW di vento in mare,diventano 200 GW nel Po-Adige(500% di leverage).Posso stoccare il solare nel phs ed ottego un leverage del 70%.Ora vediamo i vantaggi pratici del mio sistema.
    L’energia per l’industria e gli impianti sci si venderebbe al 50% del costo attuale
    tutto l’Alto Adige immetterebbe in rete syngas sostitutivo metano e biogas.
    il teleriscaldamento funziona a syngas e non metano
    la CO2 delle varie centrali e industrie viene riutilizzata per produrre syngas e biofuel
    Leva tutte le discariche perchè passa ad i centrale plasma rifiuti(vedi mia discarica di Brunico)
    Lei sa che il progetto del tunnel Brennero costa 25 miliardi e 50 anni di ammortamenti minimi.Usando le gallerie per passaggi sotterranei di condotte riduciamo a 25 anni gli ammortamenti vendendo energia,syngas,biofuel e idrogeno.Mi ricordo del progetto Brennero idrogeno e dissi che era caro perchè basato sul reforming metano che è caro.Oggi dallo syngas,produrre idrogeno costa poco.Ma l’idrogeno va nei processi industriali ed agricoli di conservazione dei prodotti mele,ciliege,albicocche,susine,pere che potete produrre nei mesi post produzione pianura.Se vuole la mia opinione vedrei tutta la Brennero con obbligo di rifornimento biofuel che otteniamo base acqua o pompaggi.Bisogna mettere insieme l’ottima tecnologia tedesca dei sistemi FTS e catalizzatori dove i tedeschi sono bravi perchè la Merkel e l’Audi già producono dal vento syngas che con fts e catalizzatori un po’ cari diventa biofuel o Rfuel,ma dall’acqua forse siamo piu’ avanti noi.Sono 40 anni di tests e progetti con reuse CO2,imparata dalla progettazione navale.Se dopo vuole sono disponibile ad incontri seri con austriaci e tedeschi perchè in Germania hanno bisogno come il pane di stoccaggi vento o solare.Si ricorda la Val di Vizze,si ricorda il lago austriaco al confine,faccia i conti di quanto vale l’alpine phs tra il lago austriaco e quello di Neves compensati da Rienza-Adige.NB.Inviai molti progetti a Durwalder.

  • Caro Caffese,
    non siamo contro alle centrali a pompaggio (che si chiamano in tedesco Pumpspeicherwerke, mentre Wasserkraft significa semplicemente “energia idroelettrica”) ma siamo per verificare caso per caso i progetti dal punto vi vista dell’interesse pubblico e dell’ambiente. In Alto Adige esistono già centrali a pompaggio, ma realizzate accanto a centrali esistenti: usano l’acqua che scarica dalla condotta forzata a valle e la ripompano a monte, hanno impatto ambientale minimo perché corrono lungo il vecchio impianto e usano bacini esistenti, usano l’energia idroelettrica della centrale. Quindi il conto torna e va bene (anche se nel ripompaggio usano il 30% di energia in più di quel che producono e il conto strettamente energetico è in rosso).
    Altro è il caso di progetti privati, isolati e indipendenti, per i quali non vengono mai presentati gli investitori, che usano energia a basso prezzo reperita sul mercato (fossile o nucleare) e che vengono accompagnati da grandi promesse di chissà quali profitti. Qui siamo più scettici e chiediamo che vengano messe le carte in tavola.
    Per il caso di Bronzolo l’abbiamo fatto con questa interrogazione, a cuii la Provincia ha risposto confermando in pieno i nostri dubbi tanto da affermare che né la Provincia, nè la società energetica provinciale SEL erano minimamente interessate a partecipare al progetto.
    Alla fine gli stessi promotori hanno comunicato di rinunciare: i conti non tornano più neppure a loro!
    Così è andata anche nei 2 casi precedenti: Renon e Laives. Molti annunci, ma quando si è trattato di stringere i progetti sono sxvaniti perché non avevano gambe solide.
    Tutto qui: non si tratta né di nimby, né di discussioni di principio su questo tipo di impianti, ma di buon senso e realismo. Del resto l’Alto Adige dà già un enorme contributo alla produzione idroelettricva: 6.000 Gwh/anno, mentre il nostro concumo di elettricità è di 3.000 Gwh/anno. Cioè produciamo il doppio di quanto consumiamo. Solo il 7% dei nostri fiumi scorre in condizioni naturali, il resto dei tratti sono “intubati” per il 60-70% della loro acqua. Dunque, piuttosto che rincorrere progetti fantasiosi noi dobbiamo concentrarci sull’ottimizzazione di quanto abbiamo già.
    Lei parla di “futuro” nel campo energetico: in Alto Adige questo futuro è già cominciato.
    La ringrazio per l’attenzione e, per completezza, le incollo qui sotto la risposta della Provincia sulla centrale ddi Bronzolo:
    “Quesito 9) Il quadro economico attuale e le previsioni relative alla redditività di tali centrali a pompaggio
    sono caratterizzate in questo momento da grandi incertezze non solo per quanto riguarda la situazione
    nazionale ma anche per tutto l’Arco alpino. Non esistono, né a livello comunitario, nè a livello nazionale
    stimoli di investimento particolari che possano incentivare la costruzione di simili impianti.
    Già da anni la SEL S.p.A. segue molto attentamente gli sviluppi sul mercato energetico nazionale ed
    internazionale e si è interessata particolarmente ad analizzare anche la ragionevolezza e la fattibilità di simili
    progetti in Alto Adige. In seguito a queste analisi e a causa dei motivi sovvracitate, la SEL è sempre arrivata
    alla conclusione, di non partecipare in questo momento a progetti come quelli in discussione al Renon, a
    Bronzolo/Laives o ad Aldino”.

  • Pier Luigi Caffese says:

    Le centrali di pompaggio ripompaggio sono il futuro e non esiste nessun rischio idrologico a meno che non si accerti che venga giu’ la montagna laterale all’invaso.I paesi di lingua tedesca la chiamano WasserKraft ed è l’energia emergente di FRANCIA,Svizzera,Austria,Germania,Svezia,Noevegia,Usa,Giappone ed ora Australia.Mi rendo conto che il nimby spesso è figlio dell’ignoranza ma sino a questo punto è troppo.

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