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Terreni ex Speedline: chi fece le perizie sull’inquinamento?

INTERROGAZIONE

I costi delle bonifiche dei terreni ex Speedline a Bolzano stimati inizialmente dalla ditta Arcadis ad € 3.491.194 sono stati poi quantificati dalla ditta INGEA di Verona in € 5.555.468 (+ € 2.064.274).
In seguito a diversi passaggi di proprietà, i terreni sono ora della Provincia autonoma di Bolzano e la bonifica viene gestita da NOI in quanto “proprietario incolpevole” (vedi risposta dell’assessore a nostra interrogazione n. 299/19) che “ha diritto a rivalersi delle spese nei confronti del responsabile. E in tal senso NOI si è attivata contattando sia Speedline che Aluminia”, individuati come responsabili dell’inquinamento dei terreni.
L’assessore chiarisce anche che le due aziende, Aluminia e Speedline, declinano ogni responsabilità e dunque presumibilmente si rifiutano di coprire i maggiori costi. Una sitiuazione incresciosa. Di solito, per evitare simili situazioni, chi compra inserisce nel contratto d’acquisto una clausola di salvaguardia per garantirsi dall’eventualità di maggiori costi di disinquinamento.

Tutto questo premesso,
Si chiede quindi alla Giunta provinciale:

  1. Al momento dell’acquisto dei terreni da parte della Provincia autonoma di Bolzano, nell’anno 2010, nel contratto di acquisto – che prevedeva anche i costi di bonifica quantificati in € 3.491.194, da scontare dal prezzo complessivo – la Provincia aveva inserito una clausola di salvaguardia che la garantisse dall’eventualità che i costi di bonifica si rivelassero superiori a quanto pattuito?
  2. Se nel contratto di acquisto dei terreni ex Speedline non è stata inserita alcuna clausola di salvaguardia, per quale motivo questo è successo, visto che la Provincia era stata già avvertita fin dagli anni ’80 con lettere delle organizzazioni sindacali di operazioni da parte dell’azienda che potevano provocare gravi inquinamenti dei terreni?
  3.  In altri casi di acquisto di terreni industriali dismessi da parte della Provincia, la Provincia stessa ha previsto clausole o procedure di salvaguardia nell’eventualità che i costi di bonifica si rivelassero superiori al previsto? Se sì, quali erano queste clausole o procedure?
  4.  Perché la Provincia non ha fatto una perizia in proprio dell’inquinamento dei terreni, ma l’ha affidata a una ditta esterna, la Arcadis
  5. Chi ha firmato la perizia di Arcadis che quantificava i costi di bonifica a € 3.491.194 ?
  6.  Chi era il titolare per la provincia di Bolzano (e/o il legale rappresentante, e/o il responsabile operativo sul territorio e/o comunque l’interlocutore per la Provincia, e se più persone ricoprivano questi ruoli si chiede il nominativo di ciascuna) all’epoca in cui Arcadis fece la perizia sull’inquinamento dei terreni ex Speedline?
  7. La ditta Arcadis può essere chiamata a responsabilità nella vicenda della crescita dei costi?

Bolzano, 20 gennaio 2020

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

”Eccesso di turism
Terreni ex Speedline
NON CI SONO COMMENTI

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