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Alla fine ci siamo arrivati ai fatidici 229.088 posti letto. Il limite massimo stabilito per legge è di fatto raggiunto. Ora la Giunta deve fare sul serio.

Il limite massimo dei posti letto è fissato a 229.088 dalla legge urbanistica del 1997. Legge ancora in vigore fino al 1/1/2020, dato che la nuova legge “Territorio e paesaggio” approvata nel 2018 entrerà in vigore in quella data – o forse anche più tardi. Ricordiamo che la nuova legge NON prevede più il limite massimo dei posti letto. E qui si pone il problema.

Perché dal 2017 i posti letti aumentano inesorabilmente e ci si è avvicinati velocemente al limite massimo: nel 2016 i letti erano ancora 220.595 ma già nel 2018 erano arrivati a 223.987. A inizio 2019 si erano superati i 225.000 letti e il numero ha continuato a crescere: a fine giugno 2019 le statistiche riportano la cifra ufficiale di 228.744 letti. All’inizio dell’estate “mancavano” quindi solo 350 letti per raggiungere il limite massimo. Ora, verso la fine dell’estate, con la continua apertura di nuovi hotel e aziende il limite, tutt’ora valido, dovrebbe essere stato raggiunto.

La palla è ora nelle mani della Giunta. Si presume che vorrà rispettare le leggi ancora vigenti. Dovrà quindi bloccare ca. 46 progetti in 30 comuni. Alla luce di questa situazione ben documentata, una decisione di questo tipo è inevitabile.

Nell’interesse del paesaggio e dell’ambiente della nostra provincia (e anche nell’interesse di chi ha già presentato dei progetti e non sa se li potrà realizzare) urge una decisione rapida. Vedremo cosa prevale: la legge o gli interessi privati.

Hans Heiss, già cons. prov.
Brigitte Foppa, cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba, cons. prov.
Hanspeter Staffler, cons. prov.

MOZIONE

La variegata offerta turistica altoatesina vanta una serie di strutture specializzate nell’accogliere e ospitare comitive di giovani e gruppi scolastici. Si trovano soprattutto nelle Valli di Tures e Aurina, dove circa 60 strutture si concentrano sulla fascia più giovane di ospiti. Altre strutture sono situate in Vallelunga (scuola d’avventura), in Val Senales, nella zona del Passo della Mendola, al Passo degli Oclini, a Racines, Maranza, Naz/Sciaves e a Dobbiaco (Grandhotel) – quindi spesso nelle zone periferiche del territorio provinciale.

Complessivamente si tratta di circa 150 strutture specializzate nell’accoglienza di gruppi di giovani. Per avere un’idea dei pernottamenti: secondo uno studio dell’Eurac riferito al 2009-2011, nelle Valli di Tures e Aurina i gruppi di giovani (indipendentemente dalla loro età) hanno fatto registrare all’incirca 270.000 pernottamenti all’anno. La percentuale dei minori di 18 anni e quella dei minori di 14 anni più o meno si equivalgono.

Con la legge provinciale 16 maggio 2013, n. 9, è stata introdotta l’imposta comunale di soggiorno. Il decreto del presidente della Provincia 2 ottobre 2013, n. 28, aveva esentato le scolaresche da questa imposta fino a tutto il 2014. Dall’inizio del 2015 si è così dovuto cominciare a pagarla anche per gli studenti e le studentesse dai 14 anni in su.

Le classi ospiti provengono in gran parte dalla Germania, dove i viaggi scolastici sono iniziative ufficiali alle quali è obbligatorio partecipare, in cui si bada molto ai costi e alle quali a seconda del Land viene imposto un tetto di spesa che non può essere sforato. E nel caso di viaggi all’estero si fa presto a raggiungere questo limite. La riscossione dell’imposta anche dai giovani ospiti farà saltare il ridotto margine di spesa e c’è il rischio concreto di perdere questo segmento di mercato. Altri Paesi e altre regioni sono più flessibili. In Austria le classi sono esentate dal pagamento dell’imposta di soggiorno e complessivamente i prezzi non sono più alti che in Alto Adige, cosa che ha già determinato un notevole svantaggio concorrenziale per le nostre strutture.

Gli operatori turistici fanno continuamente notare che il turismo giovanile ha una certa importanza per la nostra economia, anche perché si pone solo di rado in concorrenza con gli altri settori turistici. Inoltre, è proprio così che molti giovani arrivano per la prima volta in Alto Adige per poi ritornarci da adulti con le loro famiglie, motivo per cui l’intero comparto turistico ne trae vantaggio. In Austria le classi sono esentate dal pagamento dell’imposta di soggiorno e complessivamente i prezzi non sono più alti rispetto all’Alto Adige. Oltretutto, i prezzi molto vantaggiosi praticati ai giovani e agli studenti dagli impianti di risalita austriaci soprattutto in inverno contribuiscono alla conquista di questo segmento di mercato, anche nel tentativo di rendere nuovamente popolare lo sport dello sci fra i giovani. Questo costituisce un altro svantaggio concorrenziale per le nostre imprese.

Pertanto, il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

  • di prevedere l’esenzione dal pagamento dell’imposta di soggiorno per gli ospiti minorenni degli esercizi ricettivi di categoria inferiore alle 4 stelle

o, in alternativa

  • di prevedere l’esenzione dal pagamento dell’imposta di soggiorno per gli ospiti degli esercizi ricettivi della provincia di età inferiore ai 16 anni.

Bolzano, 07.05.2019

Consiglieri provinciali

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

Hanspeter Staffler