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Rapporto sulla situazione del personale nelle aziende altoatesine

MOZIONE

All’inizio del giugno 2017 la consigliera di parità della Provincia autonoma di Bolzano ha presentato al Consiglio provinciale la sua relazione sull’attività svolta nell’anno precedente. Nel suo lavoro la consigliera di parità indaga su tutti i casi di discriminazione diretta o indiretta sul posto di lavoro e a tal fine valuta la situazione occupazionale delle donne e degli uomini nelle imprese con più di 100 dipendenti.

Ogni due anni viene pubblicato un rapporto al riguardo, secondo quanto stabilito dal comma 1 dell’articolo 46 del decreto legislativo n. 198/2006 (“Codice delle pari opportunità tra uomo e donna,
a norma dell’articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246”): “Le aziende pubbliche e private che occupano oltre cento dipendenti sono tenute a redigere un rapporto almeno ogni due anni sulla
situazione del personale maschile e femminile in ognuna delle professioni e in relazione allo stato di assunzioni, della formazione, della promozione professionale, dei livelli, dei passaggi di categoria o di qualifica, di altri fenomeni di mobilità, dell’intervento della Cassa integrazione guadagni, dei licenziamenti, dei prepensionamenti e pensionamenti, della retribuzione effettivamente corrisposta.” Se le aziende non trasmettono questo rapporto scaduto anche il termine prorogato, scattano le sanzioni che in certi casi possono arrivare fino alla sospensione per un anno dei contributi eventualmente concessi (vedi l’articolo 46, comma 4 del D.Lgs. n. 198/2006).

L’ultimo rapporto del novembre 2016 sulla situazione occupazionale in provincia di Bolzano, predisposto dall’IPL e pubblicato dalla consigliera di parità, contiene informazioni importanti per quanto riguarda lo stato di attuazione della parità nel mondo lavorativo altoatesino. Il rapporto conferma il persistere del cosiddetto soffitto di cristallo. Sono soprattutto le difficoltà a conciliare famiglia e lavoro a impedire alle donne di fare carriera. Nel complesso per le donne è alquanto più difficile arrivare a ricoprire posizioni ai vertici. Oltre a ciò sono spesso le donne ad essere assunte con contratti a tempo determinato, e in genere devono aspettare più a lungo per ottenere un contratto a tempo indeterminato. Alla loro precarietà contribuisce inoltre un part time imposto e non scelto. E infine sono prevalentemente le donne a usufruire del congedo parentale, restando così più a lungo lontane dal lavoro.

Al punto 5 della relazione della consigliera di parità sull’attività svolta nel 2016 si legge: “Sulla base di questi risultati, nel 2016 si è iniziato, con le associazioni sociali, a elaborare piani d’intervento. Nel 2017 saranno resi noti i dati dell’amministrazione pubblica.” Il campo di indagine viene così esteso alla pubblica amministrazione e, sulla base di quanto rilevato, la consigliera in collaborazione con le associazioni sociali decide le misure necessarie al fine di arrivare alla parità tra uomo e donna nelle aziende.

Così, l’analisi della situazione non è però completa perché, sulla base della normativa attuale ai sensi dell’art. 27 della legge provinciale n. 5/2010 e dell’art. 46 del D.Lgs. n. 198/2006, il rapporto analizza solo la situazione nelle aziende con un certo numero di persone assunte, e queste aziende da sole non bastano a fornire un quadro complessivo, visto che in provincia ci sono soprattutto aziende con meno di 100 dipendenti, e queste ultime formano una parte importante dell’economia locale (l’80% delle imprese altoatesine ha meno di 50 dipendenti e il 30% ha un numero di dipendenti che va da 10 a 49 – fonte ASTAT – situazione riferita al 2014). Il rapporto sulla situazione del personale in futuro dovrebbe occuparsi anche delle piccole e medie imprese (PMI) che hanno un numero di occupati superiore a 10 e inferiore a 50 (vedi l’articolo 2 dell’allegato alla raccomandazione della Commissione europea del 6 maggio 2003 relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese, n. C (2003) 1422). Anche in queste aziende andrebbe rilevata la situazione per quanto riguarda la parità tra uomo e donna, per avere un quadro più ampio ed esaustivo e adeguare meglio gli interventi necessari. E questo bisogno è stato anche evidenziato dalla consigliera di parità Morandini in occasione della presentazione della sua relazione.

Pertanto il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica l’ufficio di presidenza

  1. di estendere il rapporto della consigliera di parità sull’equiparazione tra uomini e donne nelle aziende dell’Alto Adige con più di 100 dipendenti anche alle piccole e medie imprese (da 15 a 100 dipendenti); le modalità e i parametri verranno elaborati da un gruppo di lavoro diretto dalla consigliera di parità;
  2. questo rapporto funge da base per l’elaborazione di misure volte ad attuare la parità di genere sul posto di lavoro.

Bolzano, 22.01.2019

Consiglieri provinciali

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

Riccardo Dello Sbarba

I verdi bolzanini ha
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