HomeComunicati stampaPiú Europa in Alto Adige, piú Alto Adige in Europa

Piú Europa in Alto Adige, piú Alto Adige in Europa

I Verdi altoatesini da oggi membri effettivi del Partito Verde Europeo

Dopo un processo durato diversi anni, I Verdi altoatesini sono stati accolti domenica 10 novembre nel congresso verde europeo nella città finlandese di Tampere come membri a pieno diritto nel Partito Verde Europeo.

I delegati e le delegate dei partiti verdi dell´intera Europa hanno votato a larga maggioranza per l´ingresso dei Verdi altoatesini, sottolineano i/le componenti della delegazione formata da Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Tobe Planer, Verena Frei, Anna Hupel und Rogerio Portanova dopo la votazione.
Sono pochissimi I casi in cui in uno stesso paese vengono ammessi più di un partito verde. L’autonomia altoatesina e il ruolo di ponte tra mondo di lingua italiana e mondo di lingua tedesca sono stati argomenti decisivi per l´ammissione dei Verdi Grüne Verc.
“La partecipazione nel partito europeo significa che potremo partecipare di più alla formazione della politica verde in Europa. Collaboreremo a definire le proposte politiche dsu scala europea su temi come l´ambiente e I trasporti e naturalmente avremo ancora di piú un collegamento diretto col Parlamento Europeo. Per me in particolare rappresenta il punto più alto della mia decennale funzione di portavoce dei Verdi dell´Alto Adige” dice Brigitte Foppa.

Riccardo Dello Sbarba sottolinea l´importanza di avere un retroterra internazionale. “Senza essere inseriti in un contesto più grande, come partito regionale avremmo rischiato di impoverirci e restare soli”.

Anche Tobe Planer è soddisfatto dell´accoglienza nei verdi europei, per cui ha a lungo lavorato. “Per noi è un grande vantaggio per esempio ricevere informazioni rapidamente e di prima mano, e grazie ai molti contatti politici riuscire a portare in Alto Adige idee e personalità interessanti.”

La presenza dei Verdi altoatesini nel Partito Verde Europeo, proposta cinque anni fa dai giovani verdi Anna Hupel e Valentino Liberto, e una pietra miliare della loro storia: un’identificazione chiara, netta – e corrisposta – nell´Europa.

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