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Case Maternità e Nascita: libertà di scelta

DISEGNO DI LEGGE PROVINCIALE n. 8/19

Modifica della legge provinciale 18 agosto 1988, n. 33

La stragrande maggioranza delle donne oggi In Alto Adige/Südtirol partorisce in ospedale. A questa modalità esistono poche alternative, anzi, una sola: quella del parto a domicilio. Mentre però il costo per il parto effettuato in ospedale è coperto dal servizio sanitario, quello per il parto a domicilio è quasi interamente a carico delle gestanti. Su un costo complessivo che può variare dai 2.000 ai 3.000 € (esattamente come il costo di un parto vaginale in ospedale: 2.003 € presso l’ospedale di Bolzano, 4.103 € presso l’ospedale di Vipiteno), attualmente la provincia concede infatti alle madri che optano per un parto in casa un contributo di 516 €.

Già questa condizione di partenza non ci sembra garantire quella libertà di scelta delle donne, su come e dove partorire, compreso nel diritto alla salute sancito dalla Costituzione italiana e dalla Dichiarazione dei Diritti umani. La scelta di partorire in casa diventa quindi un piccolo/grande investimento che non tutte possono permettersi. Dal momento che alcuni punti nascita negli ospedali periferici della nostra provincia sono stati chiusi, il ventaglio di possibilità assistenziali si è ristretto ancora di più, poiché in questo modo viene preclusa anche la possibilità di scegliere l’ospedale più vicino o quello dalle metodologie più congeniali a ogni donna.

Studi effettuati negli Stati Uniti e presentati alla seconda Conferenza Internazionale sui Diritti umani nel Parto (tenutasi in Belgio nel 2013) dimostrano che l’assistenza del parto a casa riduce sia il tasso di parti prematuri, sia il tasso di tagli cesarei, con migliori esiti in termini di salute materno-fetale e con un potenziale di risparmio sotto il profilo della spesa sanitaria. Anche per motivi economici, dovrebbe quindi sussistere interesse da parte dell’ente pubblico a rendere accessibile a tutte la scelta del parto in casa.

In altre realtà, sia in Italia che all’estero, esistono già delle altre modalità e strutture che vanno ad arricchire e integrare le due alternative possibili sul nostro territorio. Si stratta delle cosiddette Case Maternità e Nascita. Le troviamo in Germania, ma anche a Milano, Bologna, Como, Genova, Torino, Firenze e sono delle piccole strutture private in cui donne e coppie possono essere accompagnate da ostetriche e altre figure professionali fin dall’inizio della gravidanza. Sono strutture ben connesse con la rete sanitaria e ospedaliera locale e fanno parte dell’assistenza di base in un sistema orientato alla salute delle persone. Al momento non esiste una regolamentazione statale delle case nascita, ma altre regioni come la Lombardia, le Marche e l’Emilia Romagna già alla fine degli anni novanta o all’inizio degli anni 2000 hanno approvato in proposito un regolamento regionale apposito.

In attesa che anche in Provincia di Bolzano si proceda ad analoga regolamentazione, pensiamo comunque che l’unico modo per aumentare la libertà di scelta alle singole donne su come, dove partorire e da chi farsi assistere sia quello di prevedere lo stesso tipo di agevolazione economica o rimborso per qualsiasi tipologia di assistenza al parto scelta da ogni donna, nel rispetto delle proprie necessità e sensibilità.

Presentiamo quindi questo disegno di legge per ampliare la possibilità di ottenere un rimborso spese per parti assistiti che avvengono al di fuori dell’ospedale. Un piccolo passo per il diritto delle donne a scegliere liberamente dove partorire e da chi farsi accompagnare.

Bolzano, 30.01.2019

Qui trovate il disegno di legge.

Consigliera provinciale
Brigitte Foppa

Il disegno di legge è stato respinto in commissione il 15.04.2019 e verrà ridiscusso in aula.

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