Home2026Giugno

Dalla Conferenza nazionale delle sezioni regionali della Società italiana di psichiatria emerge una tendenza preoccupante: sempre più persone soffrono di disturbi psicologici e psichiatrici e cercano aiuto. In Italia circa un milione di persone è attualmente seguito dai servizi psichiatrici, mentre gli accessi ai pronto soccorso per motivi legati alla salute mentale superano le 600.000 unità all’anno. Particolarmente colpiti sono giovani, donne e persone anziane.

Anche in Alto Adige il fenomeno è tutt’altro che marginale: qui vengono seguite oltre 327 persone ogni 10.000 abitanti, quasi il doppio della media nazionale. Un dato che testimonia sia l’ampiezza del bisogno sia l’importanza di investire ulteriormente nella prevenzione e nell’assistenza psicologica.

“Proprio per questo abbiamo presentato un disegno di legge per introdurre la figura dello psicologo di base in Alto Adige. Vogliamo garantire un accesso semplice e gratuito a un primo livello di supporto psicologico, integrato nell’assistenza sanitaria territoriale”, afferma Zeno Oberkofler. “Così come ogni cittadina e cittadino può rivolgersi al proprio medico di base, dovrebbe poter contare anche su uno psicologo o una psicologa di base. Intervenire precocemente evita l’aggravarsi dei problemi e alleggerisce la pressione sui servizi specialistici, dove già ora c’è una carenza di personale.”

“Le richieste degli esperti partecipanti alla conferenza sono chiare: servono più investimenti nella salute mentale e nella prevenzione. È esattamente ciò che proponiamo con la figura dello psicologo di base. La salute mentale deve diventare una componente strutturale della sanità pubblica e un diritto realmente accessibile a tutte e tutti, indipendentemente dal reddito”, concludono i consiglieri provinciali Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

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Cons. prov.

Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Dopo il Brennero, il Passo di Fern: questo sabato manifestanti bloccheranno per alcune ore la strada tra Füssen/Reutte e Nassereith. Le persone che vivono lungo questa importante direttrice di transito, molto trafficata, vogliono far sentire la propria voce, proprio come hanno fatto recentemente i residenti lungo l’autostrada del Brennero: si oppongono al previsto potenziamento della tratta del Passo di Fern.

A ragione, sostengono i consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler. Con l’ampliamento della strada del Passo di Fern in Tirolo, infatti, anche la Val Venosta rischia di essere investita da un ulteriore aumento del traffico.

La situazione di partenza

Ogni giorno transitano sul Passo di Fern fino a 30.000 veicoli. Si tratta di una delle strade più trafficate del Tirolo e, per di più, è gratuita. Quando si formano code al Brennero, i servizi di navigazione consigliano già oggi il Passo Resia e la strada statale della Val Venosta come itinerario alternativo.

La giunta provinciale tirolese prevede ora di sostituire la tortuosa strada di valico con una galleria lunga 1,5 chilometri e di ampliare l’attuale galleria di Lermoos con una seconda canna, passando da due a quattro corsie, pur mantenendo una sola corsia percorribile per senso di marcia. Attualmente sulla tratta del Passo di Fern vige un divieto di transito per i camion superiori a 7,5 tonnellate. Secondo quanto annunciato, tale divieto dovrebbe essere mantenuto per evitare che il Passo di Fern si trasformi in un secondo asse internazionale di transito.

Il problema per l’Alto Adige

In Val Venosta non esiste un analogo divieto per i mezzi pesanti. Inoltre, negli ultimi anni l’Alto Adige ha investito ingenti risorse nell’ampliamento della rete stradale: è stata appena inaugurata la circonvallazione di Castelbello, costata 130 milioni di euro, mentre altri 75 milioni saranno destinati alla circonvallazione di Rablà. Questi investimenti alleggeriscono il traffico nei centri abitati, ma allo stesso tempo rendono più attrattivo l’asse Passo di Fern–Val Venosta per il traffico di transito. Già oggi a Rablà si registrano in media 17.000 veicoli al giorno (ASTAT 2024).

I Verdi, sia a nord che a sud del Passo Resia, ritengono che il Tirolo non riuscirà a mantenere il divieto per i camion una volta entrata in funzione la galleria del Passo di Fern. “Nessuno compra un’auto costosa per lasciarla in garage senza usarla. Una volta ampliata la strada, prima o poi il divieto per i camion cadrà”, afferma Rohrer. La conseguenza sarebbe un aumento del traffico pesante lungo l’intero asse fino alla Val Venosta e quindi maggiori disagi per le persone che vi abitano.

“La Val Venosta, già oggi fortemente penalizzata dal traffico, non deve finire ancora di più sotto le ruote del transito internazionale”, dichiara Rohrer. I Verdi chiedono che la Giunta provinciale si schieri con decisione al fianco delle persone che vivono lungo questa direttrice, avvii la progettazione del raddoppio parziale della ferrovia della Val Venosta e rilanci concretamente il progetto della ferrovia di Resia, da troppo tempo accantonato. La Val Venosta non deve diventare una via alternativa per il traffico di transito. Le strade si alleggeriscono solo creando valide alternative”, concludono i tre consiglieri Verdi.

 

Cons. prov.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Nella prossima seduta del Consiglio provinciale, il Gruppo Verde discuterà due temi a prima vista diversi, ma accomunati da un obiettivo comune: migliorare la qualità della vita delle persone attraverso prevenzione, inclusione e servizi pubblici più efficaci.

Educazione sessuale e affettiva: uno strumento fondamentale di prevenzione

Con la prima mozione, il Gruppo Verde si inserisce nell’attualissimo dibattito sull’educazione sessuale, messa al bando / fortemente limitata dal Governo Meloni. “Di fronte a questo atto che farebbe tornare nel passato, portiamo in Consiglio Provinciale questa mozione che chiede di garantire comunque in tutte le scuole dell’Alto Adige l’educazione sessuale e affettiva strutturata, continuativa e qualificata”, dice Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione.

“L’educazione sessuale e affettiva non c’entra con un’ideologia, ma è uno degli strumenti più efficaci per prevenire violenza, abusi e discriminazioni. Rinunciare a questa formazione significa privare ragazze e ragazzi di strumenti fondamentali per comprendere sé stessi, rispettare gli altri, riconoscere situazioni problematiche e potenzialmente pericolose, oltre a costruire relazioni sane”, affermano i consiglieri verdi Foppa, Rohrer e Oberkofler.

Nightliner anche il venerdì: un progetto pilota per una mobilità più sicura

La seconda mozione è un secondo tentativo: i Verdi vogliono che il Nightliner circoli su alcune tratte selezionate anche nella notte tra venerdì e sabato. La Giunta provinciale aveva già respinto una precedente proposta dei Verdi, che chiedeva di estendere a tutto il territorio e a tutte le linee il servizio del bus notturno, molto apprezzato dai giovani, anche nella serata del venerdì.

Il Nightliner è in funzione da 20 anni. È nato in un’epoca in cui si andava ancora a scuola anche il sabato. Tuttavia, ormai da tempo le scuole sono passate alla settimana scolastica di cinque giorni. Inoltre, molte persone, giovani e meno giovani, escono il venerdì sera, proprio quando, al più tardi dalla mezzanotte, non circolano più autobus.

La recente indagine sulla mobilità pubblicata dallo Jugendring lo conferma: quasi il 35% degli intervistati indica la scarsa disponibilità dei mezzi come la principale difficoltà della mobilità notturna, mentre il 23% segnala i collegamenti insufficienti. L’assenza del Nightliner il venerdì sera, le coincidenze poco efficienti e la scarsa accessibilità delle aree rurali sono tra i problemi più frequentemente evidenziati dai giovani.

Rohrer, Foppa e Oberkofler chiedono, quindi, che il Nightliner circoli sulle tratte più frequentate anche nella notte del venerdì. In questo modo, nessuno sarebbe più tentato di mettersi alla guida stanco o dopo aver bevuto, semplicemente perché manca un’alternativa.

“Gli autobus notturni rendono le nostre strade più sicure. E chi di notte non dipende da un’auto privata guadagna un pezzo di libertà”, afferma Madeleine Rohrer.

“Una società più sicura e più giusta si costruisce offrendo opportunità, conoscenza e servizi accessibili. Dall’educazione sessuale e affettiva alla mobilità notturna, servono scelte politiche che mettano al centro le persone”, concludono i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

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Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Una misura sostenuta dal Gruppo Verde nel Consiglio provinciale e approvata un anno fa nell’ambito della legge omnibus viene ora attuata dalla Giunta provinciale. A partire dal 1° settembre 2026, le persone residenti in Alto Adige, tra i 14 e i 25 anni di età, potranno ottenere gratuitamente contraccettivi presso i consultori familiari. Per il progetto pilota, della durata di un anno, è stato stanziato un milione di euro.

Il percorso che ha portato a questo risultato non è stato privo di ostacoli. Nel marzo 2025, infatti, la Commissione legislativa aveva inizialmente respinto l’emendamento dei Verdi sulla contraccezione gratuita. Pochi mesi dopo, nel luglio dello stesso anno, il Gruppo Verde è riuscito a far approvare la proposta all’interno della legge omnibus. Con la delibera adottata ora dalla Giunta provinciale, la misura entra finalmente nella fase operativa.

L’iniziativa è rivolta a tutte le persone tra i 14 e i 25 anni che abbiano la residenza in un comune dell’Alto Adige. Tra i metodi contraccettivi messi a disposizione figurano la pillola anticoncezionale, l’anello vaginale, il cerotto contraccettivo, l’impianto sottocutaneo, la spirale e i preservativi, che saranno distribuiti direttamente nei consultori. L’accesso ai contraccettivi non sarà subordinato a una prescrizione medica e avverrà attraverso un servizio facilmente accessibile e a bassa soglia.

Poiché i contraccettivi rappresentano uno strumento efficace per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili (STD), garantirne l’accesso gratuito costituisce un importante investimento nella salute pubblica. Inoltre, nei Paesi europei che hanno introdotto misure analoghe si registra una diminuzione delle gravidanze indesiderate. Allo stesso tempo, aumenta il tasso di natalità, a dimostrazione del fatto che un approccio aperto, libero e consapevole alla contraccezione non ostacola la scelta di avere figli, ma può anzi favorirla.

“Si tratta di un successo per la salute e la dignità delle persone: la contraccezione non sarà più una questione economica”, afferma Brigitte Foppa, consigliera provinciale del Gruppo Verde. “È un passo avanti concreto per l’autodeterminazione riproduttiva delle giovani e dei giovani in Alto Adige. Siamo lieti che questa richiesta, avanzata dal movimento ‘Donne in Marcia’, diventi finalmente realtà, anche grazie alla produttiva collaborazione con l’assessore Messner”.

“Non abbiamo mai abbandonato questa battaglia e non ci siamo lasciati scoraggiare nemmeno dopo il voto contrario in commissione», sottolinea il Gruppo Verde. «Il fatto che oggi la Giunta provinciale la stia attuando dimostra che la perseveranza paga e che la salute sessuale deve essere considerata un servizio essenziale”.

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Approvato dal Consiglio provinciale l’ordine del giorno del Gruppo Verde al DDL 70/26, grazie al quale sarà riconosciuta economicamente l’esperienza professionale delle e degli insegnanti supplenti che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole altoatesine.

L’ordine del giorno impegna la Giunta provinciale a verificare quali misure legislative o amministrative possano essere adottate per valorizzare l’esperienza maturata dal personale docente con contratti a tempo determinato e a introdurre una specifica indennità per chi lavora da almeno cinque anni nelle scuole di competenza provinciale.

“Da anni le supplenti e i supplenti rappresentano una colonna portante del nostro sistema scolastico. Molti insegnano da dieci, quindici o vent’anni nelle nostre scuole, spesso nelle stesse classi e negli stessi istituti, ma continuano a essere trattati come se fossero al primo giorno di lavoro. È una situazione ingiusta che finalmente viene riconosciuta anche dal Consiglio provinciale”, afferma Brigitte Foppa, prima firmataria dell’ordine del giorno.

“Chi contribuisce ogni giorno al funzionamento della scuola pubblica merita un adeguato riconoscimento economico. L’esperienza professionale ha un valore e deve essere considerata tale, indipendentemente dalla tipologia contrattuale”, sottolineano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

Con l’approvazione dell’ordine del giorno, il Gruppo Verde vede riconosciuto un principio di equità da tempo richiesto dal personale scolastico: gli anni di servizio devono contare, anche per chi lavora con contratti a termine. “Ora ci aspettiamo che la Giunta trasformi questo impegno in misure concrete”, concludono i consiglieri Verdi.

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Oggi il Consiglio provinciale si è espresso: le famiglie non potranno scegliere liberamente per l’educazione scolastica bilingue. Infatti, il disegno di legge del Gruppo Verde che proponeva l’introduzione di sezioni plurilingui nelle scuole dell’Alto Adige come offerta volontaria e aggiuntiva rispetto all’attuale sistema scolastico è stato respinto.

Delusione da parte del Gruppo Verde: di nuovo si rinvia una decisione che potrebbe rispondere concretamente a una richiesta che da anni arriva dalla società altoatesina e dalle famiglie.

“Questa proposta non smantella l’attuale sistema scolastico né mette in discussione le garanzie per i gruppi linguistici. Vogliamo offrire una possibilità in più a chi desidera per i propri figli e le proprie figlie un percorso scolastico bilingue, capace di rispecchiare la realtà quotidiana dell’Alto Adige”, afferma Brigitte Foppa, prima firmataria del disegno di legge.

La proposta prevedeva l’istituzione di sezioni bilingui su base volontaria, con insegnanti delle diverse lingue di insegnamento, una ripartizione equilibrata delle materie tra le lingue e la possibilità di integrare una terza lingua.

“L’apprendimento delle lingue continua a essere una delle principali criticità del nostro sistema scolastico. Nonostante viviamo in una provincia plurilingue, troppo spesso i giovani terminano il loro percorso di studi senza una conoscenza adeguata della seconda lingua. Inoltre, sono numerosissime le famiglie che gradirebbero un’offerta simile e ce lo dicono i dati dell’ultimo barometro linguistico. Ignorare questa realtà non aiuta nessuno”, sottolineano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

Il voto odierno chiude per il momento la discussione in Consiglio provinciale, ma non quella nella società altoatesina. I Verdi continueranno a impegnarsi affinché le famiglie possano avere maggiore libertà di scelta e affinché il plurilinguismo, una delle più grandi ricchezze dell’Alto Adige, venga finalmente valorizzato anche a scuola.

Maggiori informazioni sul disegno di legge

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Il Consiglio provinciale ha respinto oggi i disegni di legge n. 6 e 7/23 sulla democrazia diretta, presentati dai consiglieri provinciali Brigitte Foppa e Alex Ploner, come “madrina e padrino”. Erano stati elaborati dall’Iniziativa per più democrazia e sostenuti da rappresentanti di otto forze politiche. Le proposte puntavano a eliminare alcuni degli ostacoli che negli ultimi anni hanno di fatto impedito l’esercizio degli strumenti di partecipazione popolare previsti dalla legge provinciale.

I proponenti esprimono forte rammarico per questa bocciatura, che rappresenta un’occasione mancata per rafforzare la partecipazione democratica in Alto Adige: “Prima delle elezioni provinciali del 2023, numerose forze politiche avevano espresso il proprio sostegno a una riforma della democrazia diretta e alle richieste avanzate dall’Iniziativa per più democrazia. Mantenere la parola data è l’essenza della politica. Chi promette qualcosa prima delle elezioni è chiamato a mantenerla, anche se è passato in maggioranza. Die Freiheitlichen e Fratelli d’Italia non hanno mantenuto la parola data. Per questo, il voto di oggi lascia ancora più amaro in bocca”, affermano Brigitte Foppa e Alex Ploner.

I disegni di legge prevedevano, tra le altre cose, di chiarire definitivamente l’ammissibilità dei referendum anche sulle norme riguardanti la forma di governo e di riformare la composizione della commissione che valuta i quesiti referendari, introducendo un sistema di sorteggio tra esperte ed esperti di diritto pubblico per garantire maggiore indipendenza e imparzialità. Inoltre, grazie a questi disegni di legge sarebbe dovuta essere introdotta la possibilità di apporre firme online e ampliata la cerchia delle persone autorizzate ad autenticare le firme.

Rendere effettivi gli strumenti di partecipazione significa aumentare la fiducia delle cittadine e dei cittadini nelle istituzioni e creare un rapporto più diretto tra politica e società. “Oggi la maggioranza ha dato prova di come intende mantenere le promesse date alla popolazione: per niente”, concludono i gruppi consigliari sostenitori dei due disegni di legge: Gruppo Verde, Team K, Südtiroler Freiheit, PD, Freie Fraktion, JWA, Vita e Wir Bürger.

Maggiori informazioni:

La legge Valditara è legge. Il 4 giugno il Senato italiano ha approvato ciò che pedagoghi, sindacati e l’Organizzazione Mondiale della Sanità temevano da mesi: l’educazione sessuale viene vietata nella scuola dell’infanzia e primaria, nelle scuole superiori è ammessa solo con consenso scritto dei genitori. L’Italia, già tra i pochi paesi europei privi di un’educazione sessuale garantita per legge, fa così un ulteriore passo indietro. Ma l’Alto Adige non è obbligato a seguirlo. I consiglieri Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler hanno presentato una mozione nell’ambito della trattazione del DDL provinciale n. 70/26, che impegna la Giunta provinciale: l’educazione emotiva e sessuale deve essere parte integrante e stabile del curriculum scolastico altoatesino. L’assessore Achammer ha già lasciato intendere che tali margini esistono. Ora si tratta di usarli davvero.

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

“La democrazia ha bisogno di struttura”: con questo principio guida, i Verdi Grüne Vërc hanno condotto negli ultimi mesi un ampio processo di rinnovamento. Con l’approvazione di un nuovo statuto e l’elezione dei nuovi organi di partito, questo fine settimana si sono poste le basi per un importante sviluppo organizzativo e politico del partito.

Nel corso dell’assemblea provinciale odierna, tenutasi nella sala parrocchiale di Bolzano, la leadership politica dei Verdi Grüne Vërc è stata rinnovata con l’elezione di due nuovi Co-portavoce, la ricomposizione del Coordinamento Provinciale Verde e la nomina, per la prima volta, di una Presidente. L’assemblea provinciale di quest’anno rappresenta la conclusione positiva di un processo partecipativo durato diversi mesi, nel quale è stato elaborato il nuovo statuto del partito, approvato giovedì scorso, 4 giugno.

I Co-portavoce uscenti: Elide Mussner e Luca Bertolini

Con l’odierna assemblea provinciale si conclude il mandato di Elide Mussner e Luca Bertolini come Co-portavoce dei Verdi Grüne Vërc. Protagonisti centrali del rinnovamento interno, hanno accompagnato il processo statutario nel corso del loro mandato e ora lo hanno portato a termine con successo. “È importante che un partito si evolva continuamente. Sono quindi felice di poter concludere il mandato di portavoce con questo processo partecipativo di riforma statutaria, un processo che apre ampi spazi a una costruttiva elaborazione politica futura. Sono certa che i due ‘nuovi’ nei prossimi anni guideranno il partito con consapevolezza e pieno impegno”, afferma Elide Mussner. Luca Bertolini conclude “I Verdi hanno davanti una sfida importante: continuare a essere una forza politica capace di affrontare questioni nuove anche in modi nuovi. Solo così un partito mantiene vitalità, credibilità e capacità di incidere sul futuro della nostra società. E sul proprio mandato di questi anni: ”Lascio questo incarico con gratitudine e con la convinzione che la sfida dei Verdi sia continuare a rinnovarsi, senza paura di innovare. Un partito rimane vivo se sa mettersi sempre in discussione come abbiamo provato a fare in questi anni e questo processo che abbiamo concluso conferma” chiude Bertolini

Nuovi Co-portavoce: Kathrin Werth e Zeno Oberkofler

Kathrin Werth e Zeno Oberkofler sono stati eletti nuovi Co-portavoce del partito: Kathrin Werth è consigliera comunale ad Appiano dal 2020 e, convinta europeista, è attiva nel suo comune come delegata per le questioni europee. Ha partecipato al programma “Young Elected Politicians” del Comitato europeo delle regioni a Bruxelles e ha svolto diversi tirocini presso le istituzioni europee, da ultimo presso la Commissione europea. Zeno Oberkofler, consigliere provinciale del gruppo Verde nel Consiglio della Provincia di Bolzano e ora Co-portavoce, si congratula con la sua neo-eletta collega Kathrin Werth: “Ringraziamo i nostri predecessori per il loro intenso lavoro. Ora possiamo affrontare insieme le sfide che ci attendono, forti di una struttura solida. Come forza di rinnovamento, vogliamo andare avanti con coraggio e fiducia, dando la visibilità necessaria al prezioso lavoro delle tante liste ecosociali nel territorio.”

Il nuovo ruolo della Presidente: eletta Brigitte Foppa

Una delle principali novità del nuovo statuto è l’introduzione della figura della Presidente, che assumerà la rappresentanza legale del partito e agirà come garante del rispetto dei valori e delle procedure statutarie. Su proposta del Coordinamento Provinciale Verde, Brigitte Foppa è stata eletta a questa carica. La consigliera provinciale e pluriennale portavoce dei Verdi accompagnerà d’ora in poi il partito in questa funzione di nuova istituzione. “Accanto al rinnovamento e all’energia, si è fatto sentire anche il bisogno di stabilità e di una figura garante. Questo voglio essere, per alleggerire i nuovi Co-portavoce, sostenerli e tenergli le spalle libere. Lo faccio per i Verdi dell’Alto Adige, ai quali sono legata ormai da vent’anni”, afferma Foppa.

Nuovo Coordinamento Provinciale Verde eletto

L’assemblea provinciale ha inoltre eletto i delegati nel Coordinamento Provinciale Verde, l’organo direttivo strategico del partito. Sono stati eletti: Elide Mussner, Maximilian Gartner, Erica Fassa, Camila Cristofoletti, Thomas Anton Ebenkofler, Rosina Ruatti, Inge Mahlknecht, Nadja Spöttl und Cornelia Brugger.

Con una struttura rinnovata, organi di nuova elezione e uno statuto modernizzato, i Verdi Grüne Vërc sono pronti per affrontare le prossime sfide politiche in Alto Adige-Südtirol e a livello nazionale.

L’Italia sta tornando verso il passato. Mentre altri Paesi si allontanano dall’energia nucleare, l’Italia le sta nuovamente aprendo la strada.

“Per noi, questa è una scelta completamente sbagliata”, avvertono i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler. “Inoltre, la popolazione italiana si è già espressa in modo chiarissimo per ben due volte attraverso referendum nazionali. Gli italiani non vogliono l’energia nucleare, ma il governo Meloni, con il suo discutibile ministro ‘dell’ambiente’ Pichetto Fratin, ignora la volontà popolare e mostra chiaramente la propria concezione della democrazia.”

L’energia nucleare è estremamente costosa se si considerano i costi di progettazione, costruzione e gestione. Presenta enormi rischi durante il suo funzionamento e pone problemi irrisolti e di lunghissimo termine per lo stoccaggio delle scorie radioattive.

“L’energia nucleare, anche quando viene presentata in una veste ‘smart’, appartiene al passato. Ho recentemente viaggiato attraverso diversi Paesi europei e ho visto con i miei occhi come si è sviluppato il nostro continente. Sono stati realizzati enormi impianti fotovoltaici e parchi eolici per sostenere l’indipendenza dalle fonti energetiche fossili e nucleari e, dunque, da fonti pericolose, dannose per il clima e causa di dipendenze geopolitiche”, afferma la consigliera provinciale Brigitte Foppa.

Avviare oggi un programma nucleare significa, nel lungo periodo (pensiamo ai tempi di costruzione degli impianti), puntare su una cosa che in passato si è dimostrata pericolosa e imprevedibile. Soprattutto nei periodi di crisi, questa è sempre la strada sbagliata.

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler