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palliativeInterrogazione su temi di attualità

Negli ultimi giorni i media hanno riportato che il reparto cure palliative dell‘ospedale di Bolzano sarà trasferito temporaneamente nel Centro per la reabilitazione in Via Fago per consentire la ristrutturazione del reparto nel padiglione W. La richiesta di un Hospice/Cure Palliative espresso anche dalla raccolta di 25.000 firme realizzata dall‘Associazione Il Papavero-DerMohn non viene così accolta.
In questa occasione chiediamo alla Giunta:

  1. Quale visione ha la Giunta per quanto riguarda il tema Hospice/cure palliative e accompagnamento al fine vita?
  2. Quali mezzi finanziari sono stati investiti tra il 2013 e il 2014 in questo ambito?
  3. Quanto verrà stanziato nel 2015 e con quali scopi?
  4. È vero che non è previsto l‘aumento del numero dei letti nel reparto cure palliative? Se è così, perchè?
  5. Quali misure di accompagnamento al fine vita vengono offerte negli altri poli sanitari?

BZ, 30.07.2014
Brigitte Foppa
Hans Heiss

punto-interrogativoLegge 6 del 2012 (sui vitalizi) e delibere attuative: Chi erano i consulenti e cosa hanno consigliato?

Come Gruppo Verde avevamo presentato al Presidente del Consiglio Regionale Moltrer nel marzo scorso alcune interrogazioni riguardo alla genesi della Legge 6 del 2012 e delle delibere attuative. In particolare avevamo chiesto, con interrogazione n. 24/XV, quali erano stati i consulenti incaricati dall’Ufficio di presidenza e che esiti avevano avuto le loro perizie.
Il Presidente Moltrer allora ci rispose in modo elusivo e incompleto. Inoltre non si è ancora degnato di rispondere alla nostra interrogazione (n. 29/XV) sull’effettivo risparmio apportato dalla legge 6/2012.
Chiediamo quindi al Presidente, alla luce degli articoli apparsi in questi ultimi giorni sui quotidiani e delle indagini della magistratura in corso, di colmare le lacune rimaste rispondendoalle seguenti domande:
Per quanto riguarda l’elaborazione della legge n. 6 del 2012 e tutti gli aspetti della sua attuazione, comprese le delibere attuative dell’Ufficio di presidenza del Consiglio Regionale:

  1. Chi è il professionista, citato sulla stampa, che avrebbe fornito un primo parere poi accantonato, preferendo l’Ufficio di presidenza lo studio del prof. Tappeiner?
  2. Cosa ha consigliato il dott. Giorgio Demattè nella sua consulenza per cui ha avuto l’incarico il 16.10.2013 e per cui ha ricevuto il compenso di 38.064,00 Euro?
  3.  Quando ha consegnato il suo parere il dott. Demattè?
  4. Perché nella Sua risposta il Presidente Moltrer non ha indicato la data di consegna del parere del dott. Demattè?
  5. E perché il Presidente Moltrer non ha risposto in nessun modo alla nostra domanda n. 4 della suddetta interrogazione in cui chiedevamo quale esito avesse avuto ciascun incarico (che tipo di materiale era stato presentato, in merito a quali argomenti, e a quale atto amministrativo o di legge era riferito o per quale era stato utilizzato)?
  6. Come mai non abbiamo mai ricevuto risposta alla nostra interrogazione (n. 29/XV consegnata il 28 marzo 2014), in cui chiedevamo un’altra volta esplicitamente su quali calcoli si fosse basato l’Ufficio di Presidenza per l’elaborazione degli effetti della legge e su chi avesse fatto questi calcoli?

A termini di regolamento si chiede risposta scritta.
F.to cons. regionali
Brigitte Foppa Hans Heiss Riccardo Dello Sbarba
Bolzano, 25.07.2014

PerniceBiancaLa pernice bianca è riuscita a convincere la Giunta provinciale ad approvare una parte della nostra mozione per salvare dai cacciatori questo bellissimo animale.
Da ora in poi sarà solo l’Ufficio Caccia e Pesca, sulla base di rilevazioni scientifiche sulla popolazione e la diffusione della specie, a decidere se consentire la caccia a se proibirla.
Negli ultimi anni l’Ufficio Caccia e Pesca ha più volte proposto lo stop alla caccia alla pernice bianca, ma la decisione definitiva la prendeva la “Commissione abbattimenti” in cui l’Associazione provinciale Cacciatori è fortemente rappresentata. Alla fine la Commissione dava sempre via libera alle doppiette, mettendo sempre in minoranza il rappresentante dell’Ufficio Caccia e Pesca. Questo da ora in poi non succederà più, ed è già un bel successo contro la lobby dei fucili, così forte nella nostra provincia (ma ora, dopo l’uscita di scena del capocaccia Durnwalder, evidente un po’ meno potente). Per salvare la pernice bianca si sono mobilitate l’anno scorso le associazioni protezioniste della Provincia raccogliendo migliaia di firme sotto una petizione pro-pernice.
Questa la parte della nostra mozione approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale questa mattina:
“Il Consiglio provinciale impegna al Giunta a sottoporre qualsiasi decisione sulla caccia alla pernice bianca al parere vincolante dell’Ufficio Caccia e Pesca, in merito ai presupposti indispensabili di popolamento e diffusione della specie. A questo fine si incarica la Giunta provinciale di modificare l’articolo 6 comma 2 della norma di attuazione della legge nr. 14/1987”.
Bolzano, 10 luglio 2014
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss

LandtagLIVELe mozioni dei Verdi hanno provocato ieri in Consiglio discussioni che andavano oltre il mero contenuto delle stesse. Interessi ed emozioni vi erano fortemente coinvolte: il Consiglio ha respinto così le proposte verdi di rendere più chiari i dati sullo smaltimento dei rifiuti, di rafforzare i controlli sulle derive dei pesticidi, di istituire degli incentivi per i comuni che rinunciano allo sfruttamento idroelettrico dei fiumi e di istituire un comitato per la gestione dei grandi predatori. Non per questo tali temi e i problemi a loro connessi smetteranno di occupare l’opinione pubblica.
La proposta dei Verdi di andare oltre il provvedimento già positivo avviato dall’assessore Schuler per un maggiore controllo delle derive dei pesticidi e tutelare così meglio l‘agricoltura biologica messa in seria difficoltà da quella convenzionale ha scosso gli animi, come già accaduto in altre occasioni. Esperienze e interessi personali hanno portato automaticamente a ignorare il merito della questione e i Verdi sono stati accusati di voler demonizzare l‘agricoltura convenzionale.
La richiesta di fare maggiore chiarezza sui dati relativi allo smaltimento dei rifiuti tramite un rapporto semplificato da parte della ASTAT è stata „fraintesa“ dall‘assessore Theiner come una pretesa di maggiori dati e quindi di più burocrazia.
Premiare i comuni che preferiscono mantenere intatti gli ultimi fiumi rimasti, piuttosto che sfruttarli dal punto di vista idroelettrico, è stato giudicato come provvedimento non compatibile con il sistema sudtirolese, perché sarebbe mutuato dalla vicina Svizzera, dove funziona egregiamente.
E richiedere un „Comitato grandi predatori” incaricato di gestire tutti gli aspetti derivanti dal ritorno di orsi e lupi nel nostro territorio, nominando al suo interno, accanto a rappresentanti dell’amministrazione provinciale, delle categorie e dei territori interessati, anche uno o più esponenti del mondo scientifico è stato inteso come la richiesta di favorire l‘ingresso di orsi e lupi nel nostro territorio e ha polarizzato la discussione sulla paura e sui danni inevitabili che dovranno subire i contadini. Secondo l‘assessore Schuler, gli esperti non sono utili per un tale comitato, mentre i contadini e gli amministratori locali con i loro interessi e le loro paure sono sufficienti. E così, in conclusione di giornata, anche questa mozione, per un soffio (14 sì, 14 no) è stata respinta.
I Verdi non si lasceranno scoraggiare da questa muraglia di opposizione da parte di Giunta a maggioranza a proposte più che ragionevoli, derivate anche da esigenze concrete di cittadini e cittadine e intendono continuare su questa strada: fare richieste propositive per agire e non solo reagire a problemi inevitabili, con cui il nostro territorio è costretto a confrontarsi giornalmente.
I consiglieri provinciali
Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss
Bolzano, 10. luglio 2014

Gentile signora Mair,
Il Comitato per le pari opportunità è stato nominato dalla Giunta e dal Consiglio provinciale e in quanto tale ha il compito di individuare e mettere in pratica dei provvedimenti in questo ambito. Lei, in quanto rappresentante dei Freiheitlichen, ha deciso di non nominare nessuno all’interno di questo comitato e deve farsene una ragione se ora il programma è impostato in questo modo.
Il femminismo non ha fatto nessuna guerra e non ha ucciso nessuno. Le richieste del femminismo sono una migliore educazione, migliori condizioni di lavoro, sicurezza, equilibrio sociale, una convivenza pacifica, giustizia. Di queste conquiste approfittano anche uomini, anti-femministe e partiti di destra.
Se prendesse davvero sul serio “le richieste importanti e giuste delle donne” da Lei citate, potremmo davvero realizzare molto anche qui in Sudtirolo.
In speranzosa attesa di una prossima conseguente votazione in Consiglio,
Le porgiamo cordiali saluti
Le portavoci delle Donne Verdi
Evelyn Gruber-Fischnaller
Caterina Maurer

SerenaRauziL’ARTE DELL’ASCOLTO

Da qualche mese, in qualità di coordinatrice del Gruppo Verde, seguo i dibattiti in Consiglio Provinciale e Regionale da una posizione privilegiata: posso chiedere chiarimenti in tempo reale, sento quello che succede dietro le quinte, fornisco suggerimenti e notizie dall’esterno ai Consiglieri Verdi occupati nei lavori d’aula, cerco di rilanciare all’esterno le azioni politiche del Gruppo verde. Per questo mi tocca ascoltare anche le parti più noiose, a volte anche fastidiose, di cui farei volentieri a meno. Troppo spesso ho l’impressione che il dibattito in aula non sia un’occasione di confronto, ma un continuo parlarsi contro o addirittura attraverso. Molte volte, infatti, non si discute sul merito delle proposte, ma si fanno sommari “processi alle intenzioni” di una mozione, un emendamento, o un disegno di legge. E non è semplice capire quando si tratti di strategia politica, quando di posizione imposta dal partito, quando di interesse per i cittadini e quando invece semplicemente non si comprenda o non si voglia comprendere l’argomento di cui si sta parlando.
Solo due esempi per dare l’idea.
La prima mozione del suo mandato politico presentata da Brigitte Foppa, riguardava la costruzione di edifici comuni per le scuole di gruppi linguistici diversi. Dunque in futuro, se si dovrà costruire la sede di un nuovo liceo scientifico, questo dovrà prevedere gli spazi per il liceo tedesco e quelli per il liceo italiano. Durante il dibattito, nonostante ritenesse la proposta molto sensata, il capogruppo dei Freiheitlichen Pius Leitner affermò che non poteva votare a favore della mozione, perché non era sincera, perché il vero obiettivo dei Verdi sarebbe la scuola plurilingue. Per fortuna, quella volta la SVP è rimasta sul merito della questione, ha scelto solo di vedere una proposta bella e concreta per una vera convivenza tra le nuove generazioni. E la mozione è stata approvata.
Durante l’ultimo Consiglio Riccardo Dello Sbarba ha portato la proposta di istituire un gruppo di lavoro che si occupi della gestione di tutti gli aspetti legati al ritorno dei grandi predatori sul territorio sudtirolese. Si sa che la natura non conosce confini. Dagli interventi di altre consigliere e consiglieri sembrava che la proposta avesse invece lo scopo di facilitare l’accesso di orsi e lupi sul nostro territorio, mettendo in pericolo la sicurezza di persone e animali da pascolo. Particolarmente contestata è stata la proposta di prevedere nel gruppo di lavoro – accanto a sindaci, contadini, allevatori, uffici provinciali – almeno un etologo, o un naturalista. Niente: “Quel che c’è da fare lo sappiamo da soli, senza bisogno di scienziati!” ha affermato l’assessore Schuler.
Ancora non so che cosa ci fosse dietro questa interpretazione fuorviata: paura? interessi della lobby contadina? ci si è dimenticati di ascoltare o si è voluto sentire quello che si voleva?
Suggerisco un corso di ascolto per i politici e le politiche: imparando l’ascolto reciproco potrebbero migliorare anche il loro rapporto con i cittadini e le cittadine che, anche se non riescono a capire che cosa succede dietro le quinte, vorrebbero avere almeno dei segnali che li si sta ascoltando.
Serena Rauzi
BZ, 11 luglio 2014

Per prevenire possibili voci di corridoio, il portavoce e la portavoce del Partito Verde ci tengono a rimarcare che nel prossimo futuro non è in programma alcuna adesione della Artioli ai Verdi.
Sicuramente la flessibilità della Consigliera, passata con disinvoltura dalla SVP alla Lega attraverso Forza Italia fino al PD,  potrebbe tenere in serbo anche un passo di questo tipo. Poichè però i Verdi non hanno il rango di grande partito nazionale e non possono certo offrire grandi opportunità di carriera, ritengono di essere assolutamente inadeguati per accogliere e dare soddisfazione alle ambizioni della stimata collega. Anche sui temi le posizioni di Artioli e Verdi sono talmente inconciliabili da rendere impossibile ogni avvicinamento.
Ad ogni modo, auguriamo a Elena Artioli un pieno successo per questo suo ulteriore tentativo di riciclaggio politico.

Andreas Pöder difensore d’ufficio degli ex consiglieri

RegioNeLiveChi aveva sperato che ieri la seduta notturna del Consiglio regionale portasse una decisa e profonda riforma dei vitalizi purtroppo resterà giustamente deluso. Il risultato delle due leggi è un compromesso tiepido e privo di coraggio, che pur consentendo qualche risparmio e rimborso degli anticipi, lo fa in modo insufficiente e usando i guanti di velluto verso gli ex consiglieri. La maggioranza si è fatta ricattare dall’ostruzionismo di Pöder e dagli sguardi adirati di Pahl seduto in tribuna e ha affrontato i privilegi degli ex consiglieri con inaccettabile prudenza.

1. A chi ha, sarà ancora dato: moderate riduzioni agli anticipi per gli ex consiglieri, tagli più grossi per i più giovani. I molti che si godono lauti vitalizi già da anni e addirittura decenni possono tirare di nuovo un respiro di sollievo. Hanno ottenuto una „riduzione delle riduzioni“ dei loro anticipi – sull’ordine del 30% – e più vecchi sono, meno devono rinunciare. La legge batte invece cassa con molta più energia dalle persone elette nelle ultime legislature, che devono aspettarsi tagli fino a ben oltre il 40%. Ma tagli davvero profondi non toccheranno in realtà a nessuno.

2. Non vi è alcun obbligo di restituire gli anticipi sui vitalizi: la richiesta dei cittadini e delle cittadine era che tutti gli anticipi ritornassero invariabilmente al Consiglio regionale e, se spettanti (certo in misura molto minore) fossero versati solo dopo aver raggiunto l’età pensionabile. Ciò rimane un’utopia: basta che le persone interessate facciano “motivata richiesta” di non rimborsare quanto ricevuto e l’Ufficio di presidenza può dare precedenza allamisericordia sulla giustizia e rinviare il rimborso o stabilire differenti modalità di recupero. Inoltre viene resa possibile la restituzione ai consiglieri e alle consigliere di tutti i contributi da loro pagati: un privilegio che nessun comune mortale può neppure sognare.

3. Nessuna età pensionabile fissa a 66 anni, ma la possibilità di un confortevole pensionamento anticipato: tutti coloro che hanno già completato tre o più mandati non devono aspettare fino 66 anni, ma possono ricevere un vitalizio già a partire dai 60 anni solo con una piccola riduzione della pensione: 10% per chi abbia alle spalle 4 legislature, 12% per chi ne abbia tre. Anche questo un privilegio che nessuna persona normale si sogna. La minaccia di ostruzionismo e le montagne di carta di Pöder hanno avuto il loro effetto. La maggioranza si è dimostrata ricattabile (anche dal suo interno) e esposta alla pressione degli interessi personali. Pöder è stato il fautore principale della causa degli ex consiglieri, il suo costante riferimento ai “diritti acquisiti” ha certamente riscaldato il cuore di Franz Pahl.

4.L’annunciato taglio del 20% sui vitalizi è stato cancellato, così come il contributo di solidarietà del 10% proposto da noi Verdi e in precedenza anche dagli esperti Nogler-Falcon. L'”azione punitiva” di cui si era vivacemente lamentato di Pahl non c’è stata, anzi si è estinta prematuramente.

5.Per il cumulo di più vitalizi da incarichi politici rimane un limite altissimo: 9.000 €. Chi riceve più vitalizi da incarichi parlamentari dovrà temere pochi tagli. Si potranno benissimo cumulare pensioni da mandati politici nella Camera dei deputati, in Consiglio regionale e nel Parlamento europeo: il limite massimo di 9000 €, al contrario di quanto richiesto dai Verdi, non è stato abbassato.

In sintesi: la pressione degli ex consiglieri e degli ostruzionisti solitari ha ottenuto maggiori risultati della richiesta da parte di cittadini e cittadine di adeguare alla loro situazione pensionistica quella dei loro rappresentanti politici. La vergogna dei vitalizi anticipati è stata ammorbidita, ma salvaguardando gli interessi degli ex-consiglieri molto di più di quanto promesso qualche mese fa dalla maggioranza politica e dai due presidenti delle giunte provinciali.

Il risultato è un compromesso insipido, con alcuni miglioramenti necessari, ma con un sacco di privilegi più o meno nascosti. L’opportunità di ridurre l’abisso tra i/le cittadini/e e i loro rappresentanti politici è stata mancata miseramente. L’atmosfera di sollievo, vergognosamente imbarazzante, che si percepiva nettamente ieri in Consiglio regionale è un segnale di come la maggioranza politica che guida le due province non abbia ancora capito che cosa ci si aspetti da lei dopo lo scandalo dei vitalizi.

Hans Heiss Riccardo Dello Sbarba Brigitte Foppa

Bozen, 4. Juli 2014

Brigitte FoppaRegioNeLiveEravamo venuti per fare una legge (e uso il termine FARE a proposito, perché sa di artigianale, di semplice, sa di lavoro manuale e per questo mi piace). Una di quelle poche leggi sulle quali c’è attesa, attenzione pubblica. Da questa legge saremo misurati per il resto della legislatura.
Nei giorni scorsi, ivece, abbiamo perso l’ennesima occasione. Che si aggiunge a quelle perse in tutti gli ultimi mesi, da quando è scoppiato lo scandalo delle pensioni.
Era l’occasione di compattarsi, come dovrebbe avvenire nei tempi di crisi.
Perché tutta la classe politica è andata in crisi in questo scandalo. C’era chi era più nel mirino, chi meno, ma tutti quanti siamo precipitati nel baratro del disprezzo. Per me che sono all’inizio della carriera politica è stato un vero choc. Ho visto come sono cambiati gli sguardi per strada quando ci incontrano. Ho notato come è cambiato il linguaggio dei non-politici quando parlano dei politici. Ho visto crescere la sfiducia verso tutti noi e, soprattutto, ho visto calare la partecipazione alle elezioni del 10%. Questo è il drammatico significato, la terribile conseguenza dello scandalo pensioni! È andata persa la fede nella democrazia che noi rappresentiamo.
Ma non di questo si è parlato negli ultimi giorni dentro al Consiglio regionale. Qui hanno preferito (non tutti) parlare di quello che perdono loro. I loro cosiddetti diritti per alcuni sono più importanti – confermando che chi vede i politici solo ripiegati su sé stessi ha ragione. È solipsismo collettivo, ma non solo.
In effetti, dobbiamo fare una legge su noi stessi, quindi è logico interrogarsi su quello che è giusto per noi. Compito non facile, certo. Bisogna essere molto coraggiosi, molto onesti e, soprattutto, molto adulti. Invece mi è sembrato, ascoltando i colleghi, di tornare agli anni in cui insegnavo alle medie e chiedevo ai ragazzi, a fine anno, di darsi loro stessi il voto. C’erano sempre parecchi alunni che, pur sapendo di aver sempre preso insufficienze, si davano sette. Dicevano, quando gli chiedevo come mai, che si meritavano di più.
Noi non dobbiamo essere come questi miei alunni, però. Da noi, che siamo stati eletti, ci si aspetta di più.
Ci si aspetta anzitutto la presa di coscienza di quello che stava dietro allo scandalo della legge del 2012. A questo doveva servire la rabbia pubblica, la protesta, anche nelle forme non qualificate, che magari hanno ferito. Bisognava arrivare all’esame del proprio operato. E invece chi ha fatto questa autocritica è stato vituperato dai colleghi politici come se fosse un traditore.
Era il momento di farsi delle domande su quello che è la politica.
Sui compiti della politica.
Sui doveri del politico, della politica verso il suo elettorato.
Sui meccanismi di sicurezza per non farci tentare dalle facilitazioni e dal potere che abbiamo di renderci la vita un po’ più facile ed agiata.
Su come preservarci l’umanità e la semplicità della vita di tutti i giorni.
Su come creare le regole del gioco stando dentro al gioco.
Soprattutto su come restare cittadine e cittadini. Ho osservato il linguaggio dei colleghi politici e ho notato che parlano sempre di “noi” che è l’opposto di “loro fuori”. “La gente fuori”. “Draußen die Lait”, in tedesco sudtirolese. A Bolzano avevo già fatto notare che questo fatto rivela un’altra volta quanto stiamo distanti dagli altri cittadini. Non siamo forse “gente” anche noi? Non siamo cittadini anche noi? E se non lo fossimo, quanto grave sarebbe?
Sono molto delusa da come è andato questo importante dibattito sulle pensioni dei politici.
Siamo implosi in quest’aula e mai come in questi giorni ho avuto l’impressione di assistere a uno spettacolo di manierismo, di decadenza, di fine di un sistema che non sa più evolversi ma cerca solo disperatamente di aggrapparsi alle vecchie regole perché restano l’ultima sicurezza. In un mondo che sta cambiando rapidamente noi ci siamo chiusi qui dentro e c’era addirittura fuori la polizia a proteggere il nostro ingresso. E noi dentro a insultarci a vicenda, a rinfacciarci che non abbiamo capito che anche i provinciali vogliono andare in pensione a 60 anni o che il mio collega Dello Sbarba non possa mantenere la sua famiglia una volta in pensione. Ma dai! Che immagine di disperazione! Che distanza! Che cecità verso le esigenze della società di cui dovremmo a pieno titolo far parte!
Sarebbe stato il caso di richiamare tutti noi all’articolo 1 della nostra Costituzione. L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. Stefano Rodotà, nel bel film di Ligabue (“Niente paura”) mi ha aperto gli occhi su cosa voglia dire questa frase. Rodotà chiede ai giovani cosa sia “il lavoro” e poi spiega che il lavoro è il contrario del privilegio.
Quindi i padri e le madri della costituzione ci tenevano a dare a tutte le cittadine e cittadini la stessa dignità attraverso il motore dell’eguaglianza, che per loro era appunto il lavoro – e non il privilegio della nascita nobile o ricca.
Non ho avuto l’impressione, in questi mesi, che ci sia una presa di coscienza in questo senso all’interno della classe politica.
Anzi, ci si comporta ancora come un Parlamento di vecchi proprietari terrieri.
Qui si ragiona ancora in termini di privilegi e si fa di tutto per mantenerseli o per reciderli meno possibile. Un privilegio non acquisito con la nascita o l’eredità, ovvio, ma col voto.
Ma bisogna ricordarsi sempre, che il voto è solo un prestito. O, meglio, un Vorschuss, un anticipo, un valore attuale si direbbe nel nostro linguaggio incomprensibile e volutamente enigmatico, di fiducia e responsabilità che ci è stato dato.
Era il caso di comprendere questo momento della storia e di rispondere alle questioni che ci pone. È il momento di cambiare radicalmente orientamento nel nostro modo di fare politica (riuso il verbo fare) e si è sprecata un’occasione.
Sprecata, nel mercanteggio sulle percentuali da ridurre per non scontentare qualche vecchio politico.
Sprecata, nelle varie scappatoie che sono state inserite.
Sprecata, anche con questo metodo dei 1000 emendamenti costato 8.000 Euro e servito paradossalmente per far salvare la faccia alla maggioranza.
Sprecata soprattutto mantenendo quella forma mentis che ha reso i politici degli odiati ricevitori, anzi autoassegnatori di privilegio.
Ecco perché credo che questa classe politica, così cieca e sorda, sarà superata dalla storia. Come tutti quelli prima che non hanno saputo comprendere i segni del cambiamento e della trasformazione. Chi tardi arriva male alloggia, si dice in italiano. In tedesco più drasticamente si dice che l’ultimo sarà morso dai cani. Ecco, in questa stava la scelta. E si poteva scegliere di essere quelli che sono morsi dai cani. O essere invece noi, la storia, per dirla con De Gregori.
Noi che abbiamo (avevamo) tutto da vincere. E tutto da perdere.
Brigitte Foppa, Consigliera regionale
4.luglio 2014
La storia siamo noi, nessuno si senta offeso
Siamo noi questo prato di aghi sotto al cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
Questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono: “Tutti sono uguali,
Tutti rubano alla stessa maniera”
Ma è solo un modo per convincerti
A restare chiuso dentro casa quando viene la sera;
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone
La storia entra dentro le stanze, le brucia,
La storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi.
Siamo noi che scriviamo le lettere
Siamo noi che abbiamo tutto da vincere e tutto da perdere.
E poi la gente [Perché è la gente che fa la storia]
Quando si tratta di scegliere e di andare
Te la ritrovi tutta con gli occhi aperti
Che sanno benissimo cosa fare:
Quelli che hanno letto milioni di libri
E quelli che non sanno nemmeno parlare;
Ed è per questo che la storia dà i brividi,
Perché nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
Siamo noi, bella ciao, che partiamo
La storia non ha nascondigli, la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, Siamo noi questo piatto di grano.
Francesco De Gregori