Valore attuale dei vitalizi: chi ha fissato il tasso di sconto dello 0,81%?

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Al Presidente del Consiglio
della Regione Trentino Alto Adige

INTERROGAZIONE

Riccardo_4Il comma 1 dell’art. 10 della legge regionale nr. 6 del 2012 prevedeva il riconoscimento del “valore attuale dell’assegno vitalizio” per chi non lo avesse ancora maturato o per chi aderisse al nuovo sistema introdotto dalla legge: l’assegno vitalizio veniva ridotto, ma veniva rimborsato il “valore attuale” con un calcolo che doveva tenere conto, nella somma da fissare, del valore all’1.1.2014 della quota “tagliata” dai vitalizi. Tale calcolo si fondava sulla fissazione di un “tasso d’interesse prevedibile” nel corso del periodo previsto in base all’aspettativa di vita e la somma da pagare al gennaio 2014 doveva essere “scontata” di questo tasso d’interesse.

Il ragionamento è noto nella finanza: quando si tratta di somme anticipate su pagamenti futuri, dal totale va tolto ciò che una persona, investendo a un normale tasso d’interesse questi soldi, può ricavare negli anni. Se per esempio una persona deve ricevere 10.000 euro tra 10 anni, ma chiede di essere pagato subito, e se il tasso medio d’interesse nei 10 anni viene previsto al 2%, allora quella persona riceverà oggi 8.171 euro (con un abbattimento totale del18,29%).

Dunque, in questi casi, (e i pagamenti anticipati di una quota del vitalizio rientra tra questi) più alto era il tasso d’interesse previsto, meno alta era la somma (poiché più elevato lo “sconto”); invece, più basso il tasso d’interesse previsto, più alta la somma da liquidare subito.

La legge 6/2012 delegava all’Ufficio di Presidenza del consiglio regionale l’importante compito di stabilire – tra le altre cose – questo tasso.

Nella sua delibera nr. 324 del 9 aprile 2013 (7 mesi dopo l’approvazione della legge) l’Ufficio di Presidenza fissò nello 0,81% tale tasso. Si tratta di un tasso straordinariamente basso, che dunque ha aumentato notevolmente l’entità dei “pagamenti anticipati” a favore dei consiglieri e delle consigliere. Intervistato sul quotidiano Tageszeitung, per esempio, l’ex direttore generale del Raiffeisenverband Konrad Palla ha affermato che “nell’attuale mercato finanziario gli interessi ottenibili si aggirano tra il 2% e il 3%” e che dunque “un tasso di sconto del 2,5% sarebbe stato quello corretto”. Cioè tre volte tanto lo 0,81% fissato.

Su che base è stato fissato il tasso dello 0,81%? Su questo le versioni sono contrastanti. Intervistato dalla stessa Tageszeitung il 7 marzo 2014, il professor Gottfried Tappeiner, che era stato incaricato dall’Ufficio di presidenza di redigere lo studio sulla base del quale sono stati fissati i criteri di tutta l’operazione vitalizi, nega di aver proposto lui questo tasso di sconto.

Domanda: “Sie sollen es auch gewesen sein, der einen Abzinsungsfaktor von 0,81% vorgeschlagen hat…“

Risposta: „Nein, ich weiß auch nicht, ob dieser Abzinsungsfaktor effektiv verwendet worden ist”.

Tappeiner ammette anche che questo tasso di sconto è troppo basso: “Das kommt mnir merkwürdig vor, denn 0,81% ist tatsächlich ein sehr niedriger Diskostanz”.

Dunque il professor Tappeiner nega di aver suggerito questo 0,81% come tasso di sconto.

Ma la delibera dell’Ufficio di Presidenza nr. 324 del 9 aprile 2013 dice l’opposto.

Ecco il testo:

(L’Ufficio di Presidenza) delibera:

1. Di adottare i parametri proposti nello studio del prof. Gottfried Tappeiner, di cui alla nota dd. 05.04.2013, citata nelle premesse, quali criteri scientificamente comprovati da considerare nel calcolo del valore attuale, previsto all’art. 10 commi 1 e 2 della legge regionale 21 settembre 2012, n, 6, mediante individuazione delle singole posizioni da attualizzare agli aventi diritto, tenendo conto:

  • a) della tavola di mortalità IPS55, quale base del calcolo;
  • b) di un incremento del 13,6% dell’aspettativa di vita restante con uno scostamento massimo di più quattro anni, considerata la speranza di vita rilevabile a livello regionale nonché le caratteristiche proprie del gruppo dei soggetti in analisi;
  • c) del tasso di sconto dello 0,81% espresso in termini reali.

Dunque dalla delibera risulterebbe che proprio dallo “studio Tappeiner” sia stato suggerito questo 0,81%, di cui il prof. Tappeiner dichiara ora di non sapere nulla e di considerarlo troppo basso.

Tanto premesso,

si chiede:

  1. Il tasso di sconto dello 0,81% era suggerito dallo studio che il Prof. Tappeiner ha presentato all’Ufficio di Presidenza con nota del 5 aprile 2013? Se sì, perché adesso il prof. Tappeiner dichiara di non saperne nulla? Ha l’Ufficio di presidenza chiesto al professore spiegazione di queste sue dichiarazioni?
  2. Se il tasso di sconto dello 0,81% non era contenuto nello studio Tappeiner, perché la delibera suggerisce che invece così era? Se la delibera contiene un’affermazione falsa, la delibera non deve essere considerata illegittima e dunque nulla e di conseguenza ne devono essere annullati gli effetti, con revoca immediata di tutti i pagamenti effettuali nell’ambito del “riconoscimento del valore attuale dell’assegno vitalizio”?

A termini di regolamento si chiede risposta scritta.

F.to cons. regionali

Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss

Bolzano, 14.03.2014

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