Posizione dei Verdi sulla Riforma delle indennità per gli organi del Consiglio e della Giunta provinciali

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No alle nuove indennità per capigruppo e presidenti di commissione; quelle della giunta devono essere adeguate a tutte le altre regioni.

Arriva finalmente in Consiglio provinciale la legge sulle indennità degli organi istituzionali. La legge fu discussa già in aula nel dicembre 2016, ma, di fronte alle critiche severe emerse nella discussione, la maggioranza e la Giunta tirarono il freno e preferirono rinviare la controversa legge in commissione, dove è stata di nuovo trattata. Adesso approda di nuovo in Consiglio.

La posizione dei Verdi è molto chiara: la proposta che porta la firma di 4 componenti della Presidenza del Consiglio (Widmann, Bizzo, Tinkhauser e Renzler) in questa forma è inaccettabile.
Essa prevede una riduzione minima delle indennità di carica (aggiuntive allo stipendio base da consigliere) della Giunta provinciale e della Presidenza del Consiglio. Le indennità tra 3300 e 4600 euro, in più esentasse, dei componenti di giunta (Presidente della Provincia e assessori/e) non corrispondono affatto alle prescrizioni fissate dal governo Monti e concordate nella Conferenza Stato-Regioni-Province autonome, che in quasi tutte le altre Regioni sono state invece applicate, compreso il Trentino che le ha recepite già nel 2014.
Anche se il carico di lavoro e le responsabilità della Giunta sono notevoli e vanno riconosciute, non si capisce tuttavia perché non devono essere rispettati in provincia di Bolzano i criteri di legge applicati in tutte le altre regioni.
Tali criteri sono stati invece applicati fin dal 2013 agli stipendi delle “semplici” consigliere e consiglieri provinciali sia in Alto Adige che in Trentino, i cui stipendi sono inferiori dell’8% rispetto al 2010 e notevolmente più bassi rispetto a quelli della maggioranza delle altre regioni italiane. Il fondato parere del prof. Giuseppe Caia ha dimostrato che anche le indennità dei vertici di Giunta e Consiglio devono essere adeguati, una conclusione che neppure il “controparere” del prof. Falcon ha potuto contraddire.

Nelle intenzioni della legge presentata, queste indennità eccessive di Giunta e Presidenza del Consiglio dovrebbero  essere “addolcite” (e rese appetibili per le opposizioni) da nuove indennità aggiuntive per capigruppo e presidenti delle commissioni legislative, indennità che finora non esistevano.
I Verdi respingono categoricamente queste nuove indennità per le “piccole cariche” e, se la legge dovesse essere approvata così com’è, comunicheremo al Consiglio che vi rinunciamo. I Verdi non accetteranno neppure un euro in più per l’attività di capogruppo, che rientra (ed è sempre rientrata) nella normale attività di un consigliere o consigliera.
Ciò vale anche per le commissioni legislative, ai cui vertici tuttavia siedono da sempre solo esponenti della maggioranza, il cui appetito pare inesauribile.

La legge che arriva in Consiglio cerca di chiarire poco prima della fine della legislatura una questione che è aperta fin dall’inizio. Ma lo fa in una forma inaccettabile e in modo contraddittorio, che puzza di cattiva coscienza lontano un miglio.
Noi Verdi non ci presteremo a questo scambio tra alte indennità per la maggioranza e contentini per l’opposizione.

Bolzano, 09.05.2017

Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa

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