Pensioni d’oro, non esistono diritti acquisiti

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HH_BF_RDSL’attuazione della riforma delle pensioni dei consiglieri e consigliere regionali, sia ex che in carica, che ha comportato per molti e molte di loro l’erogazione di „anticipi“ milionari suscita, in un momento di insicurezza economica e sociale come questo, rabbia e indignazione. Giustamente.

Come gruppo Verde abbiamo sempre combattuto, senza toni populisti, per l’abolizione dei privilegi e abbiamo visto come un passo avanti la legge del 2012 ha abolito il vecchio mostruoso sistema dei vitalizi d’oro.

Tuttavia, abbiamo fatto l’errore di non pretendere fin da subito il calcolo preciso e puntuale dei pagamenti anticipati che una legge così impostata avrebbe alla fine comportato. Lo avremmo dovuto pretendere in nome della funzione di controllo che ci spetta e che, su questo punto, non abbiamo a sufficienza esercitato. Questo nostro errore ci addolora profondamente.

L’attuale ondata di indignazione deve servire per fare assoluta chiarezza e garantire totale trasparenza.

Bisogna agire subito. Abbiamo abolito il „mostro“ dei vitalizi, ma è rimasto il „mostriciattolo“ dei cosiddetti „diritti acquisiti“, un principio che non vale per il normale cittadino e cittadina e che invece per politici e politiche ha comportato il pagamento degli anticipi milionari. Bisogna rimettere in discussione questi „diritti acquisiti“: il Consiglio regionale deve trovare alla svelta una soluzione di legge per far tornare il denaro alla collettività.

Un principio potrebbe essere quello di fissare per legge che a ogni consigliere e consigliera delle legislature passate sia riconosciuta una pensione dignitosa ma non esagerata e al di là di questo venga dichiarato decaduto ogni altro diritto (acquisito o meno). Il denaro recuperato dovrebbero essere versato nei fondi previsti (e attualmente a rischio) per la politica sociale, come l’assegno di cura o l’assegno familiare.

Adesso saranno necessarie accurate verifiche giuridiche. Ci pare urgente una drastica marcia indietro, che rimedi all’ingiustizia creata e restituisca dignità e credibilità alla politica.

Riccardo Dello Sbarba e Hans Heiss

Brigitte Foppa

BZ, 27.02.2014

 

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