Concessioni idroelettriche in scadenza

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Grosswasserkonzeptionen

MOZIONE

Con l’art. 37 del “Decreto Monti” (DL 22 giugno 2012, n. 83) il Governo italiano ha modificato la disciplina delle gare per le concessioni di grandi derivazioni per uso idroelettrico. In particolare, il comma 2 prevede che le gare siano indette cinque anni prima della data di scadenza e che “per le concessioni in scadenza entro il 31 dicembre 2017, per le quali non è tecnicamente applicabile il periodo di cinque anni”, tali concessioni siano di fatto prorogate fino al 31 dicembre 2017.

Il 7 dicembre 2012, con mozione 444/12, il Consiglio provinciale ha impegnato la Giunta provinciale a “non varare nuove disposizioni legislative sull’aggiudicazione delle concessioni idriche, ma di (…) sfruttare la finestra temporale concessa dal Governo prolungando (…) le concessioni di grandi derivazioni.”

Il 13 dicembre 2012, con l’art. 38 della legge finanziaria, il Consiglio provinciale ha abrogato l’art. 19 della legge provinciale 20 luglio 2006 n. 7, cioè la norma provinciale che regolava le gare per le grandi concessioni idroelettriche.

In questo modo, sulle grandi concessioni idroelettriche si è creato un vuoto di legislazione provinciale e trova applicazione unicamente il “Decreto Monti”. Risultano così prorogate fino al 31 dicembre 2017 le concessioni delle centrali Hydros di Brunico (scadenza 05.03.2014, proroga di 45 mesi), Vizze (scadenza 17.11.2016, proroga di 14 mesi) e Marlengo (scadenza 18.11.2016, proroga di 14 mesi).

La proroga delle concessioni di queste tre centrali Hydros fino al 2017 comporta una doppia perdita per i Comuni e le loro società pubbliche:

1° UNA POSSIBILE PERDITA IN TERMINI DI ENERGIA: le società pubbliche comunali, esistenti o in via di costituzione proprio in vista delle gare, perderanno l’opportunità di concorrere per le concessioni delle 3 centrali Hydros. Basti pensare che nel caso di Brunico, l’Azienda Pubbliservizi aveva già presentato già due progetti, poi archiviati dalla Provincia poiché la gara non è mai stata indetta ai termini di legge. Per la centrale Hydros di Brunico, la proroga di 45 mesi equivale ad una produzione stimata di oltre 580.000 Mwh. Per la centrale di Marlengo di oltre 280.000 MWh. Per la centrale di Vizze di quasi 100.000 MWh. Questa energia continuerà ad essere sfruttata dal vecchio concessionario Hydros. Oltretutto, per effetto del contratto SEL-EDISON, fino al 31.12.2015 le centrali di Brunico e Vizze cederanno il 100% dell’energia prodotta a Edison e nulla a SEL. E’ chiaro l’enorme vantaggio che Edison avrà dalle proroghe delle vecchie concessioni. Il caso più eclatante è quello di Brunico: se la concessione verrà prorogata fino al 2017, per effetto il contratto SEL/Edison, il 68% dell’energia, e dei profitti, della centrale andranno a Edison e solo il 32% a SEL.

2° UNA PERDITA CERTA IN TERMINI DI INVESTIMENTI AMBIENTALI: Con la proroga delle concessioni di Brunico, Vizze e Marlengo– erogate secondo la vecchia disciplina che non prevedeva investimenti ambientali – i Comuni rivieraschi subiscono infatti una perdita stimabile attorno ai 3 milioni all’anno di fondi per investimenti ambientali non erogati, per una somma complessiva fino a fine 2017 stimabile – sulla base delle cifre stanziate per le concessioni già andate in gara – in almeno 6 milioni di euro (Brunico oltre 3,5 milioni, Vizze quasi un milione, Marlengo almeno 1,4 milioni).

Queste due perdite – la prima possibile, la seconda, in investimenti ambientali, certa – vengono subite dai comuni senza che essi ne abbiano alcuna responsabilità, poiché la via delle proroghe tramite il Decreto Monti è stata imboccata dalla Provincia per cercare di far fronte allo “scandalo SEL” e alle sue possibili conseguenze.

Ciò premesso,

il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale

1. A riconoscere che i Comuni rivieraschi delle centrali oggetto di possibile proroga subirebbero un danno economico ingiusto;

2. Ad assicurare che la procedura di aggiudicazione della concessione delle centrali in scadenza entro il 2017 venga avviata il più presto possibile con procedure corrette e trasparenti;

3. A trovare le soluzioni più adatte perché i Comuni rivieraschi vengano comunque compensati per la mancata erogazione dei fondi per gli investimenti ambientali per tutto il periodo dell’eventuale proroga delle concessioni;

4. A prendere subito contatto con i Comuni interessati, aprendo con loro un tavolo di confronto per trovare una soluzione condivisa.

Firmato Consiglieri Provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Bolzano, 8 aprile 2013

 

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