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Uso abitativo nelle zone produttive

INTERROGAZIONE.

Da anni nelle zone produttive è possibile realizzare alloggi di servizio. Così nelle zone produttive si realizza un uso abitativo di fatto e sorge il problema della compatibilità tra le attività produttive e la qualità della vita delle famiglie che abitano stabilmente in tali alloggi. Casi concreti di conflitto ci sono stati già segnalati, per cui ci pare importante chiarire quale sia la normativa prevista. Ad esempio, la Legge provinciale 5 dicembre 2012, n. 20, “Disposizioni in materia di inquinamento acustico”, prevede diverse classi di rumore a seconda della destinazione urbanistica e distingue le zone abitative (classe 2) dalle zone produttive (classe 4 o superiori), ma nulla dice su realtà abitative in zone produttive.

Si rammenta che la suddetta Legge provinciale stabilisce all’Art. 1, c. 1 “norme per la tutela dell’ambiente esterno ed abitativo dall’inquinamento acustico, ai fini di migliorare la qualità della vita e di tutelare la salute umana”.

Il fatto di abitare in zona produttiva o artigianale, oltre a lavorarvi, potrebbe – e dal punto di vista di chi abita, dovrebbe – indurre una maggiore tutela della qualità di vita in senso lato, come presidio del territorio, controllo dell’aria, del rumore, del verde, dei terreni e delle acque. Questo può avere risvolti generali positivi sul benessere e sulla salute non solo di chi in zona produttiva lavora – e, se anche ci vive, delle rispettive famiglie, – ma anche della comunità esterna intorno alle zone produttive e dell’ambiente in generale.

Si chiede:

  1. Se per le zone produttive vigono determinate classi di emissione (aria e/o rumore), cambia qualcosa nella normativa applicabile se nella zona produttiva, o parte di essa, esistono anche alloggi di servizio, cioè è presente nei fatti un uso abitativo accanto all’uso produttivo? Oppure non cambia nulla, nel senso che le famiglie che abitano in alloggi di servizio devono accettare i criteri che vigono per una zona produttiva?
  2. Poiché ci sono stati segnalati casi concreti, quale normativa si applica nel caso di alloggi di servizio che hanno vicino una azienda che abbia anche istallato un impianto di cogenerazione di energia che funziona 24 ore su 24, oppure un qualsiasi altro impianto sempre in funzione? Quali diritti ha chi abita negli alloggi di servizio e a chi può rivolgersi per farli rispettare?
  3. Prevede la Provincia, in casi di impianti a grande impatto ambientale di cui alla domanda precedente, al posto di un controllo spesso effettuato solo sporadicamente e a campione, di monitorare in continuo la qualità dell’aria, l’inquinamento dei terreni e delle falde acquifere, le emissioni di calore con eventuali effetti sul surriscaldamento ambientale, senza che queste fondamentali verifiche siano praticamente delegate ai soli concessionari di tali impianti a gestione privata?
  4. Poiché, al di là della normativa, qui si tratta di famiglie cui è stato consentito per legge di abitare in una zona produttiva, sono previste norme o misure per rendere compatibile l’uso produttivo con l’uso abitativo? E che cosa possono fare le famiglie interessate?

 

Bolzano, 11 gennaio 2021

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

 

Qui potete scaricare la risposta della giunta.

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Author: Heidi

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