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Una via d’uscita dalla crisi: Un reddito di base incondizionato per tutte e tutti

Lettera aperta al Presidente Kompatscher.

 

I più alti rappresentanti politici di tutto il mondo, tra cui la Cancelliera Angela Merkel, parlano della crisi attuale come della più grande crisi dalla Seconda guerra mondiale.

Il Coronavirus ha cambiato tutto in pochissimo tempo. Alcuni sono nel panico, altri in profonda depressione, a volte paralizzati dallo shock.
Altri pensano che quando tutto sarà finito tutto riprenderà vita di prima e le attività potranno ricominciare regolarmente. L’economia si riprenderà…

Chi guarda più lontano, invece, vede la crisi attuale anche come un’opportunità per un cambiamento radicale della nostra cultura e dei nostri stili di vita, un’opportunità per una politica eco-sociale e sostenibile.

La sospensione in cui viviamo oggi, proprio in tempo di quaresima, può essere usata come periodo di riflessione. Il reddito di base sarebbe per tutte e tutti una visione che consente di uscire dalla logica del capitalismo neoliberale, che da decenni è la causa principale delle terribili distruzioni ambientali e dell’ingiusta distribuzione delle risorse del nostro mondo.

L’argomento che di solito viene usato per confutare la proposta di un “reddito di base incondizionato” per tutte e tutti è che non possa essere sostenibile finanziariamente, soprattutto ora, in questa crisi economica.

Se però la politica reagisce in modo così impegnato e interviene così come sta facendo in queste settimane contro il Coronavirus, allora si possono trovare facilmente vie anche per l‘introduzione del reddito di base e per il suo finanziamento. In questo nostro Alto Adige ci sarebbero risorse sufficienti. Ma ce ne sono sempre troppo poche per la brama e la smoderatezza di chi è già ricco/a.

Servirebbe naturalmente una diversa e più equa politica fiscale. Alcuni esempi su come potrebbero e dovrebbero essere trovate risorse:

  • Con una tassa sulle transazioni finanziarie per tutti coloro che fanno i soldi con i soldi, ottenendo dal denaro profitti esorbitanti;
  • Con una tassa sulle speculazioni con le quali i ricchi diventano sempre più ricchi [secondo uno studio Oxfam, 42 (!) miliardari possiedono tanto quanto mezzo mondo];
  • Una decisa tassa ecologica, anche per fare in modo che la nostra madre terra possa riprendersi. Il 29 luglio 2019 c’è stato l’”Earth Overshoot Day”, il giorno in cui l’umanità ha consumato quello che la terra riesce a rinnovare in un intero anno.

Se la politica fiscale si muove in questa direzione, allora il lavoro potrebbe essere completamente libero dalle tasse, allora non saremmo più sotto la pressione del produrre a qualsiasi costo e di consumare a più non posso. E di conseguenza verrebbero sprecate meno risorse.
Bisogna iniziare da una tassa unica a livello europeo. L’Alto Adige potrebbe farsi “profeta nel deserto”. Siamo abituati a dichiararci orgogliosamente primi della classe. Perché non farlo per una volta con un’idea eticamente fondata che potrebbe portare a un cambiamento benefico per l’intera umanità?

Soprattutto, che cosa provocherebbe il reddito di base?

  • Più libertà e giustizia
  • Meno paure esistenziali
  • Un’enorme riduzione burocratica nella politica economica e sociale
  • Meno pressione per un’occupazione al 100%, possibilmente di tutti
  • Più dignità per ogni persona.

Il “reddito di cittadinanza” italiano e l’“Hartz IV” tedesco non sono soluzioni, perché comportano strutture super burocratiche e perché si basano su una falsa politica dell’occupazione con costrizione al lavoro.

Egregio Presidente Kompatscher,
abbia il coraggio di fare i primi passi verso un reddito di base incondizionato per tutte e tutti!

La strada è sicuramente lunga e non la si potrà percorrere tutta da un giorno all’altro. Ma in tutto il mondo ci sono già degli esempi interessanti con risultati importanti.

Dovremmo prenderli in considerazione, non dimenticando che anche in Alto Adige sono già stati fatti alcuni piccoli passi.

Nel 2012 la Provincia (con l’assessore Richard Theiner) aveva istituito un tavolo insieme alle parti sociali, che aveva elaborato una proposta su come trasferire in un pacchetto unico sotto la Provincia tutte le attuali prestazioni sociali di base di Provincia, Regione e Stato e su come tutto potesse essere trasportato in un sistema riformato e semplificato. Il “reddito di cittadinanza” andrebbe integrato in questo nuovo sistema.

La semplificazione e la riunificazione delle prestazioni sociali di base sono previste anche nell’accordo di governo firmato per la legislatura 2018-2023.

Quel che serve è una svolta nella cultura amministrativa, per smantellare gli inutili e sempre più complicati apparati che spesso finiscono per trasformarsi per cittadine e cittadini in degradanti percorsi a ostacoli burocratici.
La sicurezza incondizionata dell’esistenza di ogni persona è un diritto fondamentale, inserito nella dichiarazione dei diritti umani delle Nazioni Unite del 1948 – non a caso proprio all’indomani della Seconda Guerra mondiale.

Sepp Kusstatscher
Ex Co-Portavoce Verdi Grüne Vërc

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Author: Heidi

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