HomeBuon climaPer il clima non esiste Ferragosto – Anche l’Alto Adige ha bisogno di nuove strategie

Per il clima non esiste Ferragosto – Anche l’Alto Adige ha bisogno di nuove strategie

COMUNICATO STAMPA.

Di recente è stata pubblicata la prima parte del sesto rapporto dell’IPCC. La prognosi per il futuro è ancora più fosca del previsto. Il riscaldamento globale procederà a velocità vertiginosa e gli effetti della catastrofe climatica saranno immensi e schiaccianti.

“Per quanto brutta sia questa notizia, non deve paralizzarci, ma deve motivarci a procedere verso azioni immediate” sostengono i consiglieri provinciali Verdi Foppa, Dello Sbarba e Staffler. “Soprattutto quest’estate, con l’escalation di situazioni estreme anche in Europa, tutti stanno diventando consapevoli della gravità della situazione. Sono stati fatti – e alcuni sono ancora in corso – dei tentativi di ridurre il riscaldamento globale a dimensioni meramente economiche o ecologiche o addirittura di negarlo. La posta in gioco però è la sopravvivenza del pianeta e delle persone che lo abitano”.

La catastrofe climatica è dipinta nel rapporto come una crisi totale. Questa visione richiede anche approcci complessi per affrontare la crisi. Appelli alla sostenibilità impacchettati in maniera soft sono purtroppo slogan semplicistici e privi di efficacia se non sono accompagnati da chiare istruzioni e scadenze. “È proprio in questa prospettiva che qualche tempo fa abbiamo criticato il documento strategico di sviluppo sostenibile della Giunta”, ribadiscono i Consiglieri provinciali Verdi. “Si limita a un cauto aggiornamento del piano per il clima. Ma ricordiamo anche che l’attuale piano per il clima risale al 2011. Dieci anni, 8 dei quali sotto il Presidente Kompatscher, sono, ripetiamo, eoni di opportunità perse nella tutela del clima”.

L’Alto Adige ha la stessa impronta di CO2 di tutti le altre regioni confinanti (perché dovrebbe essere minore?). In media, ogni persona che vive in Alto Adige emette poco meno di 7,4 tonnellate di CO2 all’anno. Entro il 2050, queste emissioni pro-capite dovrebbero essere ridotte a 1,5 tonnellate. Un obiettivo che richiede misure e sforzi che si preferisce non nominare.

Quali strategie ha la provincia per raggiungere questo obiettivo? Gli abitanti dell’Alto Adige sanno che le loro emissioni di CO2 devono essere ridotte di 4/5? Come deve cambiare la vita delle persone? L’impressione è che l’Alto Adige non abbia ancora affrontato veramente la discussione sul clima. Ma sarà necessario farlo in fretta e sarà probabilmente anche doloroso.

Abitare, cibo, mobilità sono le aree tematiche del triangolo con cui si fa o non si fa la protezione del clima. Per queste aree strategiche, le generazioni future si aspettano chiare linee guida per il cambiamento. Altrimenti la futuribilità, l’intenzione di rendere il mondo a misura di nipoti e di future generazioni, rimarrà una parola bella ma vuota.

Chiediamo alla Giunta provinciale di convocare al più presto un vertice sulle strategie climatiche con tutti i partner economici e sociali. La notevole consapevolezza sul problema che porta con sé il presidente di Assoimprenditori, per esempio, deve essere ampiamente ancorata. Un dibattito d’attualità, che i Verdi chiederanno in Consiglio provinciale quest’autunno, dovrebbe servire anche a questo scopo. Il tempo scorre veloce e non c’è tempo da perdere.

Bolzano, 12.8.2021

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

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Author: Heidi

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