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Diritti civili: garantirne il rispetto in ogni condizione e istituzione

Con questa mozione chiediamo l’istitizione di un/a garante per i detenuti, così come già avvenuto in Trentino. Parliamo però anche di persone che vivono in strutture come case di cura e per anziani, centri di accoglienza o di riabilitazione. Per queste persone chiediamo l’introduzione del “controllo preventivo dei diritti umani” secondo l’esempio austriaco.

Emendamento sostitutivo della mozione n. 790/17.

La mozione n. 790/17 è così sostituita:

 

MOZIONE

Diritti civili: garantirne il rispetto in ogni condizione e istituzione

Esistono condizioni in cui le persone subiscono limitazioni alla propria autodeterminazione. La più radicale è il carcere, dove la privazione della libertà è legata a una condanna penale e dove va garantito che la pena serva davvero, come dice la Costituzione, alla riabilitazione.
Ma esistono anche altre istituzioni dove la persona vive limitazioni della propria autodeterminazione: per esempio le case di riposo, le strutture per lungodegenti, gli ospedali, gli istituti di accoglienza per tossicodipendenti, e così via. Anche in queste istituzioni va garantito il massimo rispetto della dignità della persona, della sua libertà, dei suoi diritti umani.
In Austria tutte queste istituzioni sono affidate alla sorveglianza di figure garanti, istituite per legge e tra loro strettamente coordinate.  In Italia il/la „Garante per i detenuti“ è una figura autonoma.
In Alto Adige/Südtirol la figura del Garante dei detenuti va ancora istituita, mentre la Difesa civica non ha quelle competenze e poteri (per es. ispettivi) che analoghe figure di garanzia hanno nella vicina Austria.
La Provincia di Bolzano, grazie alla sua autonomia, potrebbe unire le buone pratiche d’Italia e Austria per garantire il rispetto, in ogni istituzione e condizione, dei diritti civili.

1. Garante dei detenuti e delle detenute

Il tema della giustizia, della pena e delle sue modalità di esecuzione riguarda anche le istituzioni dell’autonomia. Tutte le ricerche nazionali e internazionali dimostrano che la prevenzione dei reati e la riduzione delle recidive, così importanti per migliorare il clima sociale e la convivenza civile, sono intimamente collegate al trattamento del/della colpevole nella fase della detenzione, alla possibilità di una sua rieducazione attraverso la formazione e il lavoro.

La legislazione vigente offre alla Provincia autonoma la possibilità di istituire la figura del/della  Garante dei detenuti, che esiste già in diverse regioni e province (con fonte normativa di riferimento nel D.L. 146/2013, art. 7, convertito con L. 10/2014). La Provincia autonoma di Trento l’ha istituito di recente con legge provinciale.

Considerando la prossima costruzione del nuovo carcere, anche per la nostra Provincia questa figura è molto importante e può essere trovata una soluzione adatta a rispettare le peculiarità dell’Alto Adige/Südtirol.

Tale istituto avrebbe il compito di sovrintendere all’esecuzione della pena dal punto di vista del territorio, alle modalità della sua esecuzione, e all’attuazione dei principi costituzionali di cui all’art. 27, 3° comma, Costituzione: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

2. Controllo preventivo dei diritti umani in altre strutture in cui le persone vivono una condizione di libertà limitata.

In Austria dal 1 luglio 2012 la Difesa civica è deputata anche alla tutela e all’incentivazione dei diritti umani nella Repubblica austriaca. “Insieme a sei Commissioni regionali – si legge nel sito Volksanwaltschaft.gv.at – la Difesa civica controlla tutte le strutture in cui avviene una privazione o una limitazione delle libertà personale, come ad esempio gli istituti penitenziari, ma anche le case di cura. Il controllo si estende anche a istituzioni e programmi dedicati a persone diversamente abili e simili. (…) L’incarico costituzionale per la tutela dei diritti umani come “meccanismo di prevenzione nazionale” si basa su due importanti atti giuridici delle Nazioni Unite. Da un lato l’ “OPCAT” (il Protocollo opzionale contro la tortura o altre punizioni crudeli, disumane o degradanti) e dall’altro la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità.”

In Austria per il controllo preventivo dei diritti umani in simili strutture la Difesa civica nomina una commissione che effettua regolarmente delle visite in istituti penitenziari, caserme, istituti psichiatrici, case di cura e di riposo, case di accoglienza per minorenni, centri per persone con disabilità.

Come ci ha riferito il Difensore civico austriaco, Dr. Günther Kräuter, nel corso di una conferenza organizzata in agosto 2016 in Consiglio provinciale, durante queste visite sono state constatate spesso delle lesioni dei diritti umani. Allo stesso tempo, il solo fatto che venivano svolte queste visite e scritte poi relazioni su quanto osservato ha comportato una maggiore presa di coscienza della problematica e quindi un miglioramento generale della situazione. Questo anche grazie alla possibilità da parte delle Commissioni di portare delle proposte migliorative e di sviluppare così un dialogo tra strutture e Difesa civica.

Tutto ciò considerato,
il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano impegna la Giunta provinciale

  1. A predisporre un disegno di legge per istituire un Garante dei detenuti per la Provincia autonoma di Bolzano, competente per il carcere di Bolzano;
  2. A individuare in collaborazione con la Difesa civica misure giuridiche adeguate per realizzare il controllo preventivo del rispetto dei diritti umani in tutte le altre strutture in cui le persone vivono in una condizione che limita la loro piena libertà personale.

Consiglieri provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss

Maggiori controlli a
STOP! La Bassa Atesi
NON CI SONO COMMENTI

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