HomeBuon lavoroDichiarazione linguistica, quanti ne hanno davvero bisogno?

Dichiarazione linguistica, quanti ne hanno davvero bisogno?

INTERROGAZIONE DI ATTUALITÀ.

La dichiarazione linguistica nominativa è stata riformata nel 2005, sulla spinta di una nuova normativa europea sui dati personali sensibili, che rendeva illegittima la loro raccolta “a tappeto”, stabilendo che essa doveva essere proporzionale all’effettivo uso. La riforma del 2005 conteneva però così tante penalità per chi non si dichiara subito, che alla fine tutti corrono a dichiararsi. Nel 2020 erano 474.250 le dichiarazioni depositate, ma quanti davvero ne hanno bisogno?  Nella risposta alla nostra interrogazione n. 1940/21 abbiamo appreso che l’ufficio del Tribunale è in grado di fornirci solo due dati: il numero di nuove domande (7067 come media 2013-2020) e il numero di accessi all’ufficio stesso (16.400 come media 2013-2020). Ma se gli accessi comprendono le nuove dichiarazioni, allora le persone che ritirano la dichiarazione per usarla sarebbero appena 9.000 (e magari le stesse più volte).

Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. Il dato degli accessi all’Ufficio delle dichiarazioni linguistiche (vedi risposta alla interrogazione n.1940/21-XVI) comprende anche le persone che depositano la prima dichiarazione linguistica?
  2. Se sì, ciò vuol dire che ogni zanno su 475.000 persone dichiarate, solo circa 9000 hanno davvero bisogno della dichiarazione, cioè l’1,9% del totale. Questa percentuale, alla luce della normativa europea e nazionale sulla raccolta dei dati sensibili, non dimostra che la dimensione delle dichiarazioni depositate è sproporzionata rispetto al loro effettivo uso e necessità?

Bolzano, 18.02.2022

 

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

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Author: Heidi

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