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Come l’edilizia pubblica può promuovere l’arte

Comunicato stampa

Il Gruppo verde presenta un emendamento alla legge omnibus, che prevede che sia sempre pianificata l’inclusione di un’opera d’arte durante la costruzione di opere edili pubbliche.

Un mondo senza cultura e senza arte – niente musica alla radio, niente teatri, niente musei, per non parlare dei cinema – è impensabile. Eppure, troppo spesso il lavoro di artiste, artisti, operatrici e operatori culturali viene ridotto a semplice offerta per il tempo libero e viene poco valorizzato.

Una possibilità per cambiare le cose la possono dare gli appalti pubblici, che dovrebbero assolutamente farsi promotori dell’arte. Ad esempio, con opere d’arte inserite all’interno degli edifici. Già nel 1949 è stata approvata la cosiddetta “Legge 2%”, una legge statale che prevedeva di corredare di un’opera d’arte ogni edificio pubblico. Con gli anni questa legge è stata sempre meno applicata, ma il suo spirito è ancora vivo. Inoltre, la sua attuazione, con “Arte in architettura” è diventata di competenza delle Regioni.

L’Alto Adige si è più o meno preso carico di questa responsabilità con la legge sugli appalti del 2015. Qui si legge che una determinata percentuale del costo di un’opera edilizia può essere usata per corredare l’edificio di opere d’arte. Tuttavia, questo passo della legge sugli appalti, con l’uso del verbo “può”, risulta opzionale. Nella terza Commissione legislativa, grazie all’iniziativa dei Verdi, questo sarà modificato. La parola “può” viene sostituita con la parola “deve”: in futuro dovrà diventare così obbligatorio corredare edifici pubblici con opere d’arte. “Istituire una collaborazione vincolante tra edilizia e mondo dell’arte potrebbe essere un passo concreto da parte della politica per rilanciare e promuovere lo sviluppo culturale, artistico ed economico dell’Alto Adige. E si tratta anche di lasciare ai posteri i segni del tempo sotto forma di arte e non solo di cubatura”, argomenta la prima firmataria Brigitte Foppa.

N.B. Si allega l’emendamento per la terza Commissione legislativa, che include disposizioni finanziarie ancora da discutere.

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