HomeBuon lavoroAiuti provinciali per contrastare gli effetti della pandemia: la crisi del turismo, la crisi di molti lavoratori e lavoratrici dipendenti

Aiuti provinciali per contrastare gli effetti della pandemia: la crisi del turismo, la crisi di molti lavoratori e lavoratrici dipendenti

MOZIONE.

La Giunta provinciale intende fornire aiuti considerevoli a sostegno di singoli settori dell’economia altoatesina. Si parla di un ordine di grandezza di 500 milioni di euro per ammortizzare gli effetti
della crisi secondo l’esempio di Paesi quali Germania e Austria ovvero di singoli Länder. Gli aiuti sono diretti a compensare almeno parzialmente le perdite di fatturato e gli scarsi aiuti statali nonché ad ammortizzare le perdite di retribuzione.

Secondo le associazioni imprenditoriali, le somme andrebbero destinate per ca. 375 milioni di euro al turismo, per ca. 271 milioni di euro al commercio e per 220 milioni di euro all’artigianato, e verrebbero assegnate alle imprese colpite le cui perdite di fatturato superano un determinato importo. Anche se la Provincia non arriverà agli 866 milioni di euro richiesti, con i 500 milioni di euro previsti gli aiuti raggiungeranno comunque proporzioni considerevoli.

In linea di principio vanno apprezzati i consistenti aiuti alle imprese in generale e a quelle turistiche in particolare, ma a condizione che venga tenuta nell’adeguata e giusta considerazione la situazione dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti che si trovano in cassa integrazione o sono disoccupati. Gli aiuti concessi con denaro pubblico andrebbero vincolati a determinate condizioni volte a migliorare a lungo termine la situazione dei lavoratori e delle lavoratrici.

Oltre alle difficoltà che il turismo sta attraversando a causa della pandemia, si deve prestare particolare attenzione ai risvolti sociali per questo settore, specialmente per quanto riguarda i dipendenti stagionali. I lavoratori e le lavoratici stagionali che per via della crisi non trovano lavoro e finora hanno percepito l’indennità di disoccupazione ora si ritrovano senza garanzie finanziarie.

Anche se sembra che a Roma si stia profilando una soluzione, sono necessarie delle compensazioni anche da parte della Provincia. A medio termine servono misure di sostegno stabili affinché anche i lavoratori e le lavoratrici stagionali possano pianificare con certezza.

Si deve in ogni caso puntare a contratti della durata di un anno. Attualmente è consuetudine che, terminata la stagione, le ferie residue e le ore libere accumulate vengano liquidate, e grazie
all’indennità di disoccupazione i lavoratori e le lavoratrici dipendenti fanno fronte al periodo che intercorre fino alla stagione seguente.

I periodi di fermo vengono quindi coperti da tutti i contribuenti e le contribuenti attraverso il trasferimento di un’enorme mole di contributi al settore turistico. A breve e medio termine, si deve puntare a una ristrutturazione del settore turistico: si dovrebbe ad esempio prendere in considerazione un’apposita cassa per il turismo, sulla scorta della Cassa Edile, finanziata dal settore turistico, affinché la copertura economica dei periodi di fermo non vada a gravare su altri settori e non debba essere finanziata da questi ultimi. In tal modo si sgraverebbero gli altri settori alleviando l’attuale pressione sul sistema sociale.

Per questi motivi il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

  1. di vincolare lo sviluppo di un pacchetto di aiuti a chiare condizioni in favore dei collaboratori e delle collaboratrici del settore turistico;
  2. di promuovere il passaggio dai contratti stagionali a quelli annuali;
  3. di predisporre l’introduzione di un’apposita cassa per il settore turistico sul modello della Cassa Edile

Bolzano, 02.03.2021

Consiglieri provinciali
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

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Author: Heidi

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