Una legge per i diritti delle coppie omosessuali

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UnioniOmosessualiMOZIONE VERDE RIVOLTA AL PARLAMENTO ITALIANO
L’Italia deve affrettarsi a riconoscere i diritti delle coppie omosessuali. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo che con un pronunciamento del 21 luglio 2015 (“Case of Oliari and others vs Italy”, applications no. 18766/11 and 36030/11) ha accolto il ricorso presentato da tre coppie di cittadini italiani per la violazione delle proprie prerogative di legge. Nella vicenda c’è anche un po’ della nostra provincia: infatti l’iniziatore della causa è, con altre 5 persone, Enrico Oliari, presidente dell’associazione Gaylib, originario di Merano, cresciuto in Alto Adige e poi da qualche anno trasferitosi a Trento.
Secondo l’organo di giustizia comunitario, l’Italia è colpevole del mancato rispetto dell’articolo 8 della Convenzione dei diritti dell’Uomo, dove si stabilisce che: “Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza (….) Non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto…”
Naturalmente la Corte ritiene che anche una situazione di disuguaglianza nell’esercizio dello stesso diritto tra categorie diverse di cittadini configuri la violazione del diritto stesso per le categorie svantaggiate. In questo senso, il fatto che le unioni tra persone omosessuali non abbiano lo stesso riconoscimento e gli stessi diritti delle unioni tra persone eterosessuali – siano esse coppie “more uxorio” o veri e propri matrimoni – configura per la Corte una violazione dei diritti sanciti dal citato art. 8 della Convenzione dei diritti dell’Uomo.
La Corte europea ha dunque ammonito l’Italia per il mancato rispetto dei diritti delle coppie omosessuali secondo queste parole:
“La Corte ha considerato che la tutela legale attualmente disponibile in Italia per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di una coppia impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile”. Per la Corte dunque “un’unione civile o una partnership registrata sarebbe il modo più adeguato per riconoscere legalmente le coppie dello stesso sesso”.
La sentenza entra nel merito dei diritti da riconoscere. I giudici della Corte europea (le cui decisioni sono vincolanti per la legge italiana) parlano di «vita familiare» e «famiglie» gay e affermano che non può bastare la tutela delle unioni omosessuali attraverso i soli registri comunali, contratti privati (per esempio dal notaio) o il riconoscimento di diritti individuali, senza una chiara normativa statale.
Gli elenchi istituiti a livello municipale, infatti, “non hanno effetti sullo stato civile e in nessun modo conferiscono diritti alle coppie omosessuali, mentre gli strumenti di diritto privato falliscono nel rispondere a bisogni basilari che sono fondamentali per regolare i rapporti di una coppia in una relazione stabile e responsabile, come per esempio, tra gli altri, i diritti e gli obblighi reciproci come il sostegno morale e materiale, l’obbligo di mantenimento e i diritti ereditari”.

Anche per questo, rilevano i giudici, è necessario colmare il vuoto legislativo in cui sono state lasciate le persone omosessuali. “Le coppie dello stesso sesso — scrive infatti la Corte — sono in grado di stabilire relazioni stabili e responsabili proprio come le coppie di sesso diverso, e sono in una situazione significativamente simile a quelle delle coppie eterosessuali per quanto concerne il loro bisogno di riconoscimento legale e la tutela delle loro relazioni”.

I giudici di Strasburgo dicono insomma chiaramente che la tutela giuridica delle coppie omosessuali è un diritto umano.
Del resto il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali è ormai legge nella maggior parte delle democrazie europee e occidentali, a cominciare da quell’Irlanda che di recente si è espressa a favore della legge con un referendum. Ancora più fresca, poi, la pronuncia della Corte Suprema americana che di fatto ha legalizzato le unioni omosessuali in tutti gli Stati degli Usa.

La Corte europea ricorda che dei paesi membri del Consiglio europeo, 11 stati (Belgio, Danimarca, Francia, Islanda, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Svezia, Portogallo Spagna, Gran Bretagna) hanno istituito il vero e proprio matrimonio tra persone omosessuali, mentre 18 Stati (Andorra, Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Olanda ,Slovenia, Spagna, Svizzera e Gran Bretagna) hanno istituito (in aggiunta o in alternativa al matrimonio omosessuale) il riconoscimento delle unioni civili. Ricorda infine che anche la Corte costituzionale italiana nel 2010 ha invitato il Parlamento a legiferare, istituendo una forma di riconoscimento e protezione legale delle coppie omosessuali.

Tutto ciò considerato, il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano si riconosce
nelle argomentazioni della Corte europea espresse nella sentenza del 21 luglio 2015 sulla tutela dei diritti delle coppie omosessuali, che, come scrive la Corte, “sono in grado di stabilire relazioni stabili e responsabili proprio come le coppie di sesso diverso e sono in una situazione significativamente simile a quelle delle coppie eterosessuali per quanto concerne il loro bisogno di riconoscimento legale e la tutela delle loro relazioni (…) come per esempio, tra gli altri, i diritti e gli obblighi reciproci come il sostegno morale e materiale, l’obbligo di mantenimento e i diritti ereditari” e dunque

invita il Parlamento Italiano e i parlamentari eletti nelle circoscrizioni elettorali della provincia di Bolzano
ad approvare nei tempi più brevi possibili una legge che garantisca il riconoscimento legale e la tutela dei diritti e delle relazioni delle coppie omosessuali, che abbia effetti sullo stato civile delle persone interessate e regoli in modo efficace i diversi aspetti di una relazione stabile e responsabile, come per esempio, tra gli altri: i diritti e gli obblighi reciproci, il sostegno morale e materiale, l’obbligo di mantenimento, i diritti ereditari, la casa, la salute.

Cons. Provinciali
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss
Bolzano, 22 luglio 2015

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