San Cassiano: con quali cubature saranno realizzati i quattro nuovi condomini?

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RiccardoA San Cassiano nel comune di Badia vengono offerte dalla società “Edelweiss.Re – nuovo sviluppo immobiliare” appartamenti in un “nuovo contesto immobiliare di prestigio che sorgerà a pochi passi dal centro di San Cassiano in Badia”.

Si tratta di quattro condomini avranno una dimensione di circa 4000 m3, per un valore che, dati i prezzi per metro quadro di quella zona, potrebbe aggirarsi intorno ai 14 milioni di euro. L’operazione immobiliare ha fatto molto discutere nello stesso comune interessato e vi sono stati diversi pronunciamenti contrastanti, prima negativi poi positivi, della commissione edilizia, in cui a un certo punto sono stati anche sostituiti il responsabile dell’ufficio tecnico e il rappresentante tecnico di nomina della Provincia.

Con questa interrogazione vogliamo sapere se le perplessità espresse a suo tempo sulle varie operazioni di cubatura sono state chiarite.

Il tema è complesso. I quattro condomini saranno realizzati su diverse particelle del C.C. Badia attraverso tre distinte e concomitanti operazioni urbanistiche:

  • sulla p.f. 4513/7 sotto forma di spostamento di cubatura della p.ed. 838, appartenente a una vecchia centrale elettrica che è già stata demolita e riedificata poco lontano in un nuovo edificio. Il Comune, infatti, ha chiesto la demolizione della p.ed. 838 come prescrizione della commissione edilizia per rilasciare la concessione per la costruzione di una nuova centrale idroelettrica in sostituzione di quella esistente. La demolizione avvenne in data 29/10/2010. L’edificio dunque non esiste più. In seguito vengono presentati vari progetti per l’utilizzazione della cubatura dell’edificio demolito, dichiarando una cubatura, ora diventata residenziale, maggiore di 300 mc, che è il limite per un eventuale diritto all’ampliamento ai sensi dell’art. 107 – comma 13 – della L.P. 13/97. Tuttavia, da minimo quattro frazionamenti depositati nel 2010 all’ufficio Catasto di Brunico, tra cui il nr. 702-2010 e il 794-2010, risulterebbero misure di questo edificio che combaciano tra loro e sarebbero inferiori con le misure dichiarate. Il nuovo progetto prevede, infatti, una nuova cubatura urbanistica di 1027,22 mc, con un volume preesistente dichiarato di 311 mc e con lo spostamento del nuovo edificio in altra sede. Il comune rilascia la concessione edilizia la n.14/2012 del 29.02.2012.
  • sulle p.f. 4516/1 e 4517 sotto forma di realizzazione della nuova sede del maso chiuso di proprietà della famiglia dei promotori del progetto. Il problema: dalla partita tavolare P.T. 117/I del C.C. Badia, risulta che la p.ed. 1236 fa parte del maso chiuso “Alpenrose”. Questa particella edilizia è stata divisa materialmente nel 1997 (110/97). Il distacco del volume residenziale dal maso (la P.M. 1 – per la posta – banca) è stato autorizzato dalla commissione masi chiusi (giornale tav. 1139/97). Nella sede del maso chiuso permane però comunque un volume residenziale maggiore di 1.000 mc e pertanto non viene annotato alcun divieto edificatorio nel libro fondiario. Se questa lettura degli atti è corretta, la P.M.2 della p.ed. 1236, di cubatura maggiore a 1000mc, formerebbe l’attuale casa d’abitazione del maso chiuso a tutti gli effetti. Le planimetrie di divisione materiale della casa p.ed. 1236 C.C. Badia (giornale tav. 934/2009) sono state depositate anche in Comune. Come sarebbe di conseguenza possibile autorizzare la costruzione di una “nuova sede del maso chiuso” se nel 1997 è stato autorizzato il distacco di un volume residenziale e se tutt’oggi la P.M.2 della p.ed. 1236 forma più di 1000 mc di volume residenziale ed è parte del maso chiuso? Risulta che per questi motivi la commissione masi chiusi avrebbe rigettato la richiesta di distacco della p.ed. 1236 dal maso chiuso (con lettera del 19/08/2011). Malgrado ciò la commissione edilizia ha dato parere positivo alla richiesta di realizzazione di una nuova sede del maso nella seduta del 07/09/2011.
  • sulle p.f. 4513/6, 4513/7 e 4513/8 utilizzando la cubatura residua della zona residenziale ”B2” e “B5” – zona di completamento. Va verificato che la cubatura disponibile per i promotori del progetto non sia stata già utilizzata.

Per questo si chiede:

  • SULLA CUBATURA DERIVANTE DALLA EX CENTRALE ELETTRICA SULLA P.E. 838:
  1.  risulta alla Provincia che all’ufficio Catasto di Brunico siano depositati due frazionamenti del 2010, il nr. 702-2010 e il 794-2010, nei quali risultano misure di questo edificio?
  2. se sì, da queste misurazioni quale cubatura risulta avere l’edificio demolito?
  3. tale cubatura è superiore o inferiore a 300 mc?
  4. se è inferiore, o comunque diversa da quella dichiarata dal committente per ottenere la concessione edilizia la n.14/2012 del 29.02.2012, come si spiega la Provincia questo fatto?
  5. di conseguenza, su quali basi si basa la stessa concessione edilizia la n.14/2012 del 29.02.2012, che presuppone una cubatura superiore ai 300 mc?
  • SULLA CUBATURA DERIVANTE DALLA REALIZZAZIONE DELLA SEDE DEL MASO CHIUSO:
  1. Risulta alla Provincia che la commissione masi chiusi avrebbe rigettato la richiesta di distacco della p.ed. 1236 dal maso chiuso (con lettera del 19/08/2011)?
  2. Se sì, con quali motivi?
  3. In particolare, risulta alla Provincia che, sulla base di quanto riportano i diversi documenti citati in premessa (partita tavolare P.T. 117/I del C.C. Badia, giornale tav. 1139/97, giornale tav. 934/2009), la P.M.2 della p.ed. 1236 formerebbe più di 1000 mc di volume residenziale ed è parte del maso chiuso?
  4. Se sì, come sarebbe possibile parlare di realizzazione della “nuova sede del maso” sulle p.f. 4516/1 e 4517?
  • SULLA CUBATURA DERIVANTE DAL RESIDUO DELLA ZONA DI COMPLETAMENTO:
  1. Quale cubatura ha già utilizzato il promotore del progetto citato e quanta ne resta da utilizzare?
  2. A quanto ammonta la cubatura complessiva residua delle due zone di completamento B in oggetto?

Consiglieri provinciali,

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

 

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