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„Vertice sulla sicurezza“ a Bolzano

Basta con i continui allarmismi, abbiamo bisogno di analisi precise e strategie mirate.
Sicurezza UrbanaNessuno mette in dubbio che la sicurezza sia visibilmente peggiorata in Sudtirolo, specialmente negli ultimi tempi, e che i furti siano aumentati, così come gli atti di violenza.
Piccola criminalità, furti con scasso e scippi sono riconducibili a cause sociali come il sensibile impoverimento, ma anche a una migliore organizzazione di bande di ladri che hanno una maggiore e più accurata conoscenza del territorio. Azioni penali poco severe e il decreto „svuota carceri“ attivo dal febbraio 2014 rassicurano i criminali e scoraggiano le forze di polizia così come le cittadine e i cittadini.
Anche le azioni di violenza aumentano. Determinati gruppi di migranti sono sicuramente co-responsabili, ma non possiamo minimizzare l‘apporto dei locali. Dobbiamo capire i motivi che portano a queste azioni di violenza talvolta davvero brutale. La formazione di gruppi violenti di immigrati non è assolutamente accettabile, una delle cause profonde è l‘esclusione persistente di molti giovani di origine straniera che deve essere contrastata con un impegno maggiore verso l‘inclusione. Perché è proprio questa generazione di giovani che dobbiamo convincere dei vantaggi di una cultura democratica a favore di tutti i valori e modalità di vita nella nostra provincia.
Infine è da ricordare che sono quasi solamente giovani uomini responsabili di atti di violenza e questo ci deve far mettere sul banco degli imputati la cultura machista e maschilista. Che numerosi atti di violenza in Italia e in Sudtirolo si rivolgano contro le donne, ultimamente nella nostra provincia con conseguenze mortali o con danni duraturi, viene sempre omesso nella discussione attuale.
I resoconti mediatici sui rischi per la sicurezza e sulla criminalità deve essere fatto con maggiore responsabilità: comunicati allarmisti e drammatizzanti senza una documentazione chiara delle circostanze e dei fatti aumenta la tiratura, ma crea soprattutto paura e allarmismo.
Piuttosto che un regolare vertice sulla sicurezza, i Verdi ritengono che sia più promettente una „Rete contro la violenza“ che provveda a un continuo scambio di informazioni tra forze di polizia, strutture sociali, associazioni, istituzioni, Provincia e Comuni.  Esempi come il Land tedesco dell‘Assia, ma anche della città di Bolzano (la cui analoga Rete contro la violenza alle donne ha avuto forte risonanza anche fuori dalla nostra provincia), mostrano i vantaggi di una tale rete che permette un monitoring preciso, interventi veloci e puntuali e la necessaria prevenzione. A tal proposito abbiamo presentato una mozione in Consiglio provinciale. L‘Alto Adige non è un territorio in stato di emergenza per quello che riguarda la politica di sicurezza, ma continua a essere una provincia sicura. Per per alcuni aspetti possiamo certamente migliorare, ma si deve procedere a mente fredda in maniera coordinata e continuativa.
25.02.2015
Hans Heiss
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

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