Perché diciamo no all’adeguamento degli stipendi dei consiglieri e delle consigliere a quelli dei e delle dipendenti della regione
Nel pieno della discussione sulla manovra finanziaria, ieri in Consiglio regionale a Trento è arrivata all’improvviso la proposta del Presidente Arno Kompatscher di collegare automaticamente gli stipendi dei consiglieri all’andamento medio degli stipendi dei lavoratori dipendenti della regione.
Una proposta che solleva molte perplessità e alla quale non possiamo aderire per almeno cinque motivi.
Anzitutto la trasparenza. Temi delicati come la definizione dei propri compensi richiedono un percorso accurato, condiviso con le parti sociali e con la minoranza politica. La storia degli ultimi tredici anni dimostra che le decisioni prese in fretta e senza un adeguato approfondimento non hanno mai portato buoni risultati.
In secondo luogo, riteniamo imprescindibile un calcolo serio, dettagliato e completo prima di portare in aula qualunque proposta sugli stipendi o sulle pensioni dei consiglieri. Non voteremo mai più testi che non rispettino questo principio.
Terzo punto: l’incertezza. Non sappiamo come si evolverà l’economia, non sappiamo quale sarà l’andamento reale degli stipendi, non sappiamo come reagirà l’opinione pubblica. Su questo tema, la fiducia è già stata messa a dura prova: ulteriori salti nel buio sarebbero irresponsabili.
Quarto: l’introduzione di un automatismo annuale di adeguamento dei compensi. Nessuna categoria professionale gode di un simile privilegio. Siamo contrari ai veri privilegi, e questo sarebbe un vero privilegio.
Infine, esiste un’alternativa più equa e già sul tavolo: l’abolizione totale della perequazione automatica all’inflazione per i consiglieri. È una proposta sostenibile, chiara e comprensibile.
Quello che non possiamo permetterci, oggi, è alimentare una nuova perdita di fiducia nelle istituzioni e in noi come rappresentanti politiche e politici.
Per questo chiediamo responsabilità, trasparenza e un lavoro serio su un tema che tocca direttamente la credibilità della politica.
Cons. reg.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler
Lucia Coppola