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Trasporto pubblico: tariffe ridotte per i pendolari

MOZIONE.

Dal 1° gennaio 2012 è in vigore il sistema di tariffe per i trasporti pubblici che differenzia i costi a seconda della quantità dei chilometri percorsi. Il principio è: più viaggi con i trasporti pubblici, meno spendi. L’introduzione del nuovo sistema ha comportato un notevole miglioramento nell’efficienza e nella accessibilità del trasporto pubblico, ma anche sensibili aumenti dei costi.

Tuttavia, le categorie tariffarie dell’AltoAdige Pass non tengono conto della situazione dei lavoratrici e dei lavoratori pendolari, che utilizzano il trasporto pubblico per recarsi al lavoro ogni giorno. Loro già soffrono di una notevole perdita di potere d’acquisto.

La Giunta provinciale con la delibera 1336 dell’11 novembre 2014 ha rivisto già per la seconda volta le tariffe chilometriche nel modo seguente:

Da 1 a 1.000 km: 12 cent (anziché 8) al km.

Tra 1.001 a 2.000 km: 8 cent (anziché 4) al km.

Da 2.001 a 10.000 km: 3 cent (anziché 4) al km.

Da 10.001 a 20.000: 2 cent al km (invariato).

Sopra i 20.000 km: gratis (invariato).

Come si vede, da questa modifica risultano consistenti aumenti del prezzo del viaggio per utenti che percorrono fino a 1.000 km all’anno ( +50%) e soprattutto tra 1.000 e 2.000 km all’anno (+100%), mentre per utenti che percorrono tra i 2.000 e i 10.000 c’è una certa riduzione (- 25%). La situazione resta invariata per utenti che percorrono più di 10.000 km all’anno.

Ma come si distribuisce l’utenza le diverse fasce chilometriche?

Il quadro ci è stato descritto dettagliatamente nella risposta dell’assessore Mussner a una interrogazione del Gruppo Verde (n. 28/12/14), che riportiamo nella tabella seguente, aggiungendo per ogni fascia sia la percentuale di utenti che vi rientra, sia la variazione dei costi per effetto del nuovo sistema tariffario:

Fasce chilometriche n. utenti

anno 2013

Variazione dei costi col nuovo sistema tariffario
Da 1 a 1.000 km 56.771 utenti (46,2%) +50%
Da 1.001 a 2.000 km 24.643 utenti (20%) +100%
da 2.001 a 10.000 km 36.363 utenti (29,6%) – 25%
da 10.001 a 20.000 km 4.308 utenti (3,5%) invariati
oltre i 20.001 km 679 utenti (0,5%) invariati

La tabella ci consente di aggiungere alcune considerazioni:

Il numero di utenti che supera i 20.000 km è piccolissimo, una cifra trascurabile.

Anche il numero di utenti oltre i 10.000 km è molto ridotto: solo il 3,5% del totale.

Il 66% dell’utenza percorre fino a 2.000 km all’anno e per questa fascia l’aumento dei costi è consistente.

Il 29,6% dell’utenza supera i 2.000 km e viaggia fino a 10.000 km all’anno. Per questa fascia c’è stata una piccola riduzione delle tariffe per i chilometri percorsi oltre i 2.000, che tuttavia non compensa l’aumento che anche questa utenza ha subito nel costo dei primi 2.000 km. Un semplice calcolo sulla progressione dei costi al crescere dei chilometri percorsi dimostra che solo per chi arriva a percorrere 10.000 km e oltre all’anno la riduzione della tariffa per questa fascia compensa, neutralizzandoli, gli aumenti subiti nella fasce precedenti.

Lo stesso calcolo dimostra che per nessuna fascia di utenza si ha una riduzione dei costi annui del trasporto: a chi va meglio (una piccola minoranza) i costi restano invariati. Ma il grosso dell’utenza ha subito un notevole aumento e da questa arriva il previsto maggiore gettito di 3,7 milioni.

Non va dimenticato inoltre che con il vecchio sistema ante 2012 ai pendolari veniva offerto anche un ulteriore vantaggio: per chi raggiunge una città con il treno e prende subito un autobus urbano per andare al lavoro, tale corsa di autobus era gratis.

Con la delibera numero 1434 del 2017, la provincia ora ha introdotto un cosiddetto “bonus pendolari” di massimo 50€ una tantum all’anno. Nella delibera si legge: “Hanno diritto al bonus gli utenti che viaggiano regolarmente con i treni di Trenitalia o SAD, subendo maggiormente i disagi per ritardi o soppressioni della rispettiva impresa ferroviaria.”.

Di fatto, quindi, oltre essere una cifra insignificante, non si tratta di un sostegno per i e le pendolari, per il loro stato di pendolari, ma di una compensazione per i treni in ritardo. Il titolo “bonus per i pendolari” è quindi fuorviante, perché se i treni in genere diventano più puntuali in futuro, allora il “bonus per i pendolari” così istituito probabilmente non verrà più applicato.

Al contrario, sarebbe auspicabile ridurre per principio la tariffa per coloro che viaggiano tanto sui mezzi pubblici, indipendentemente dalle circostanze esterne. Il sistema dell’Alto Adige Pass rende tutto ciò tecnicamente possibile, come dimostra il fatto che una (lieve) differenziazione tariffaria è già stata garantita (e implementata con l’ “EuregioFamilyPass Alto Adige”) per le famiglie con figli sotto i 18 anni.

Per incentivare l’uso dei mezzi pubblici da parte delle persone pendolari e sostenere anche economicamente questi lavoratrici e lavoratori il gruppo verde propone che sia introdotta una vera e propria tariffa ridotta.

Appare infatti giusto, sia dal punto di vista sociale che da quello ecologico, prevedere che, limitatamente alle tratte da percorrere tra casa e lavoro, alle persone pendolari sia garantita una tariffa ridotta per il trasporto pubblico.

Tutto ciò considerato, il consiglio della Provincia autonoma di Bolzano impegna la Giunta provinciale:

  1. A prevedere nel sistema tariffario provinciale una tariffa speciale ridotta per i lavoratori e le lavoratrici pendolari sui mezzi del trasporto pubblico per la tratta da casa al lavoro, previa esatta documentazione della tratta stessa.
  2. A riproporre per i lavoratori e le lavoratrici pendolari per la tratta da casa al lavoro la gratuità della corsa urbana in coincidenza con l’arrivo in treno.

Bolzano, 20/09/2019

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

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I diritti umani valg
S.O.S. genziane!
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