HomeLavoro consiliareInterrogazioneIn Venosta porterà traffico e toglierà turisti: che aspetta la Provincia a dire stop al Tunnel sotto lo Stelvio?

In Venosta porterà traffico e toglierà turisti: che aspetta la Provincia a dire stop al Tunnel sotto lo Stelvio?

INTERROGAZIONE

La Lombardia sta svolgendo in questi giorni una indagine socio-economica in val Venosta sui vantaggi che potrebbe portare un traforo sotto lo Stelvio. E’ l’ultimo passo di un cammino contrassegnato da troppe ambiguità. La Provincia di Bolzano deve fare chiarezza!

Infatti, mentre in una risposta a una nostra interrogazione il Presidente Kompatscher ha assicurato che “Per la giunta provinciale il disegno futuro è chiaro e cioè la realizzazione di un collegamento ferroviario”, la Lombardia va avanti con uno studio di fattibilità che contempla ben 7 varianti stradali e 6 varianti ferroviarie che tuttavia vengono messe al servizio della strada, con treni navetta per trasportare migliaia di auto, bus e camion da una parte all’altra dello Stelvio. E tutto questo con documenti, azioni ed interventi in cui il simbolo della Provincia autonoma di Bolzano e della sua società STA compaiono accanto a quelli della Regione Lombardia e di Infrastrutture Lombarde, la società pubblica partecipata dalla vicina Regione.

L’ultimo esempio attuale: in questi giorni la società lombarda “Mobility in Chain srl” sta contattando diverse persone e associazioni in provincia di Bolzano per una indagine “sugli effetti socioeconomici del nuovo traforo dello Stelvio”. Questa società agisce su incarico di Infrastrutture Lombarde per “condurre una serie di interviste semi-strutturate con stakeholder del territorio” altoatesino.

La base su cui viene condotta l’intervista è lo “Studio di pre-fattibilità”, composto da ben 20 elaborati e 700 pagine, predisposto da Infrastrutture Lombarde col finanziamento di 2 milioni messi a disposizione dalla Provincia di Bolzano (Fondo comuni confinanti). Lo studio viene inviato alle persone contattate prima di fare dell’intervista.

E’ intitolato: “Traforo dello Stelvio, collegamento permanente tra la Val Venosta e l’Alta Valtellina” e si può scaricare qui. 

Esso è stato anche presentato al pubblico a Bormio e a Malles (dicembre 2017) con una presentazione che riportava sul frontespizio le sigle di Regione Lombardia, Infrastrutture Lombarde, Provincia autonoma di Bolzano e la società provinciale altoatesina STA.

Ecco il frontespizio della presentazione:

Chi dunque in Alto Adige riceve questo materiale per poi essere intervistato si convince che il progetto sia condiviso anche dalla Provincia di Bolzano e che in esso possa anche rientrare un traforo stradale, o un traforo ferroviario con treno navetta al servizio del traffico su strada.

Nello studio le 7 varianti di tunnel stradale vengono presentate con ricchezza di dettagli. Tuttavia, la soluzione presentata come più interessante è quella di un traforo per un treno-navetta con auto bus e camion al seguito e si fa capire che su questa potrebbero convergere sia la Lombardia che il Sudtirolo. Esso potrebbe essere presentato come un ecologico “tunnel ferroviario”, accettabile per la Provincia di Bolzano. Ma si tratterebbe di un inganno: trasportando auto bus e camion il treno-navetta servirà, attirerà e moltiplicherà il traffico su gomma!

Come modelli per lo Stelvio, lo studio cita i due servizi di treno navetta già operativi in Svizzera, quello tra Iselle e Brigl (Semplione) e quello del Vereina.

Questi sistemi hanno la possibilità di trasportare diversi tipi di veicolo su gomma, compresi i mezzi pesanti, con una capacità notevole: al Sempione per esempio sono stati 1,2 milioni i mezzi trasportati via treno-navetta nell’anno 2015.

Anche per lo Stelvio lo studio di pre-fattibilità prevede ingenti volumi di traffico: con la possibilità di un viaggio ogni 35-40 minuti, nel momento della sua piena operatività vengono valutati 7500 passeggeri al giorno di cui 3500 con veicolo su gomma al seguito.

E’ evidente che questa soluzione, che lo studio chiama “ferrovia bimodale con veicoli al seguito”, è solo apparentemente una soluzione ferroviaria. In realtà di tratta di un treno al servizio dei mezzi su strada, che aprirebbe un canale per il traffico privato su gomma tra le due regioni, realizzando nei fatti quel “corridoio Milano-Ulm” che diverse lobby economiche lombarde propongono da anni.

La conseguenza di tale “Traforo ferroviario” sarebbe l’aumento del traffico di auto e camion sia in Valtellina che in tutta la Venosta: scese dal treno le auto continuano il viaggio su strada in entrambi i versanti, da e verso la Germania e l’Austria e da e verso la Lombardia e oltre, verso le coste del mare ligure-toscano.

Anche dal punto di vista turistico è da dubitare che il traforo possa portare benefici al Sudtirolo: sarebbe la Valtellina, coi suoi prezzi più bassi, a sottrarre clientela turistica al Sudtirolo e non viceversa!

Ecco dunque gli effetti del Traforo dello Stelvio: la Venosta riceve più traffico e perde turisti !

I tracciati del traforo attraversano aree protette e aree del Parco nazionale dello StelvioCi sono poi i problemi ecologici e finanziari. Infatti:

  • si prevede che i cantieri durino 10 anni
  • vi sarebbero da 1,5 milioni a 2,5 milioni di mc di materiale di scavo per il quale vanno trovate aree di lavorazione e deposito
  • i costi di costruzione dichiarati oscillano tra 1 e 1,3 miliardi di € (ma si sa che alla fine sono sempre maggiori)
  • i costi annuali di esercizio oscillano tra i 4,5 milioni di € (tunnel stradale) e i 5,8 milioni di € (ferrovia).

Lo studio di pre-fattibilità dimostra dunque che vi sono mille motivi i per dire stop a un progetto a cui il Sudtirolo è stato trascinato dalla Lombardia attraverso l’accordo sui “Fondi per i comuni di confine”. Questi fondi, che vengono messi a disposizione dalla Provincia di Bolzano, non possono essere spesi per un progetto che danneggia il nostro territorio a cominciare dalla Val Venosta! E non servono ulteriori analisi socio-economiche, con questionari che sembra abbiano lo scopo di creare in Venosta un consenso a un progetto che consenso non ne ha.

Per questi motivi, si chiede alla Giunta provinciale:

  1. La Provincia di Bolzano collabora al citato sondaggio della società “Mobility in Chain srl” in corso in Val Venosta, con interviste a diversi stakeholder sul nostro territorio? O almeno, la Giunta provinciale ne è stata informata e se sì, da chi?
  2. Se non collabora e neppure è stata informata, ritiene la Giunta provinciale accettabile che la Lombardia svolga simili azioni senza coordinarsi con Bolzano, pur presentandosi con una documentazione che porta il simbolo della Provincia stessa?
  3. La Giunta provinciale conosce l’elenco dei soggetti, singoli o associasti, che vengono contattati da “Mobility in Chain srl”? Se sì, quali sono? Se no, intende chiedere informazioni e poi risponderci su questo punto in un secondo momento?
  4. La Giunta provinciale conosce le domande e le metodologie di questo sondaggio? Se sì, pensa che siano oggettive o siano volte a creare un’opinione favorevole al progetto in Val Venosta? Se invece la Giunta provinciale non conosce domande e metodologie, intende chiedere informazioni per farsi un’opinione in merito e poi risponderci su questo punto in un secondo momento?
  5. Lo studio di pre-fattibilità di Infrastrutture Lombarde ha preso in considerazioni tre tipologie di traforo sotto lo Stelvio: quello stradale, quello ferroviario con navetta per auto bus e camion al seguito e quello ferroviario per soli passeggeri. Alla luce dei risultati dello studio, ritiene la Giunta provinciale che sia matura una scelta tra continuare in questo progetto o abbandonarlo del tutto?
  6. Se la Giunta provinciale intende andare avanti e iniziare con lo studio di fattibilità vero e proprio, la Giunta provinciale ritiene opportuno mantenere aperta la verifica su tutte e tre le tipologie (traforo stradale, ferroviario con navetta per auto bus e camion al seguito e ferroviario per soli passeggeri) oppure interverrà presso Regione Lombardia per esigere l’eliminazione delle tipologie da lei non condivisibili? Se sì, quali tipologie, delle tre citate, la Giunta provinciale chiederà di escludere?
  7. Se la Giunta provinciale consentisse alla Lombardia di andare avanti sottoponendo a studio di fattibilità tutte e tre le tipologie, strada compresa, come si concilia questo con la volontà espressa dal Presidente Kompatscher anche nella sua risposta alla nostra interrogazione, secondo cui “Per la giunta provinciale il disegno futuro è chiaro e cioè la realizzazione di un collegamento ferroviario”?
  8. Per “collegamento ferroviario” la Giunta provinciale intende un treno per soli passeggeri o anche un treno navetta con trasporto di auto, bus e treni nel notevole numero ipotizzato dallo studio di pre-fattibilità?
  9. Non ritiene la Giunta provinciale che un treno navetta per auto bus e camion si configuri nei fatti come un collegamento ferroviario a totale servizio della strada, con la conseguenza di un aumento del traffico in Val Venosta e il rischio della realizzazione di quel corridoio Milano-Ulm che la popolazione e le istituzioni locali della Venosta hanno sempre escluso?
  10. Quali benefici per la val Venosta e l’intera provincia di Bolzano si attende la Giunta dal progetto di Traforo sotto lo Stelvio nelle opzioni indicate nelle risposte alle domande n. 7, 8 e 9?
  11. Non ritiene la Giunta provinciale che per il nostro territorio gli svantaggi di un traforo sotto lo Stelvio superino di molto i vantaggi e che dunque sia opportuno che la Provincia di Bolzano comunichi alla Lombardia che per noi questo progetto debba essere abbandonato?
  12. Nel programma di governo Lega-Svp è scritto che bisogna “rafforzare la collaborazione con tutte le regioni limitrofe, in particolare con il Veneto e la Lombardia e il Cantone dei Grigioni”: questo traforo sotto lo Stelvio è forse parte di questa “collaborazione”?

Bolzano, 20 febbraio 2019

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

Qui potete scaricare la risposta della giunta.

I Verdi sudtirolesi
Ritorno al passato:
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